Teorie sulla comunicazione di massa e il Welfare State per Università

Documento da Università su Teorie sulla comunicazione di massa. Il Pdf esplora le teorie della comunicazione di massa, inclusa la bullet theory e la teoria critica, e introduce il concetto di Agenda Setting. Analizza il Welfare State, i suoi servizi, i diritti sociali e la distinzione tra libertà negativa e positiva, con contributi di Bismarck e Beveridge, per la materia Psicologia.

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Teorie sulla comunicazione di massa
La bullet theory o teoria ipodermica
La teoria del proiettile, chiamata anche teoria dell'ago ipodermico è una teoria che
considera i mass media come potenti strumenti persuasivi che agiscono direttamente
su una massa passiva e inerte.
La teoria ipodermica sostiene che l'obiettivo dei media è quello di fare propaganda e di
imporre alla massa la volontà di chi li governa
Affermatasi tra la prima e la seconda guerra mondiale: televisione e giornali
= Secondo tale teoria i mass media influenzano in maniera totale le persone, agendo
come un proiettile (credi a tutto ciò che vedi e leggi- sei manipolato): spiegherebbe gli effetti
della propaganda dei regimi totalitari - la strumentalizzazione dei mass media ha influenzato
la propagazione del totalitarismo
Si sviluppò negli anni Quaranta sulla base delle ricerche della psicologia
comportamentale, e in base a questo filone psicologico vede la comunicazione come
un processo diretto di stimolo e risposta.
1938 in un programma radiofonico «la guerra dei due mondi» dimostra l’infondatezza della
teoria.
la trasmissione ha annunciato che gli alieni stanno arrivando, puntualizzando che non sia
uno scherzo : vi sono state diverse reazioni, tra cui molti non ci hanno creduto (altri si)
quindi dimostrarono che non era sempre vero che tutti vengono influenzati dai mass media -
dipende da molti fattori psicologici
CRITICA ALLA TEORIA DEL PROIETTILE MAGICO :
la teoria non tiene conto delle caratteristiche psicologiche individuali.
La teoria critica: anni ‘50-60 Scuola di Francoforte
il sistema capitalistico impone modelli di comportamento e valori, crea bisogni fittizi,
rende gli uomini passivi.
I media sono strumenti di controllo sociale→ omologare la massa e creare il consenso
anche il proletariato fa parte della cultura di massa - è inglobato e non potrà più prendere
coscienza della classe sociale oppressa.
Critica all’industria culturale: processo di riduzione della cultura a merce di consumo (la
Dialettica dell’Illuminismo di Adorno e Horkheimer)
Agenda setting: anni ‘80
Il sociologo Cohen nel 1963 afferma che
la stampa non influenza il modo di pensare delle persone ma gli argomenti di cui le
persone devono parlare”
L’espressione di Cohen diventerà il concetto chiave della teoria dell’Agenda setting.
Secondo questa teoria, che privilegia gli effetti a lungo termine (la collettività parlerà di un
argomento a lungo termine)
le persone più influenti (politici o giornalisti) possono decidere quale argomento trattare
attraverso i mezzi di comunicazione e questi argomenti diventeranno oggetto di discussione
dei cittadini.
il governo e gli enti pubblici spostano l’occhio e direzionano l’attenzione verso cui è più
conveniente parlare, scegliendo l’argomento.
non è importante cosa pensi dell’argomento - è importante parlarne e direzionare
l’attenzione verso di esso.
Il welfare State - lo stato sociale
Lo stato e i suoi servizi
= Il termine Welfare State si può tradurre in italiano come "Stato del benessere" o "Stato
sociale".
Viene utilizzato a partire dalla seconda guerra mondiale - una realtà politica che si afferma
nei paesi occidentali nella seconda metà del XX secolo.
per designare un sistema socio-politico-economico in cui la promozione della sicurezza e del
benessere sociale ed economico dei cittadini viene assunta dallo Stato come propria
responsabilità.
Rapporto tra Stato e società civile:
lo Stato attua una serie di politiche pubbliche finalizzate al benessere dei cittadini,
intervenendo nelle dinamiche del mercato per attenuare le disuguaglianze sociali ,
garantire il soddisfacimento dei bisogni primari e pari dignità fra i cittadini .
I principali provvedimenti che uno stato sociale deve mettere in moto:

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Anteprima

Teorie sulla comunicazione di massa

La bullet theory o teoria ipodermica

La teoria del proiettile, chiamata anche teoria dell'ago ipodermico -> è una teoria che considera i mass media come potenti strumenti persuasivi che agiscono direttamente su una massa passiva e inerte. La teoria ipodermica sostiene che l'obiettivo dei media è quello di fare propaganda e di imporre alla massa la volontà di chi li governa Affermatasi tra la prima e la seconda guerra mondiale: televisione e giornali = Secondo tale teoria i mass media influenzano in maniera totale le persone, agendo come un proiettile (credi a tutto ciò che vedi e leggi- sei manipolato): spiegherebbe gli effetti della propaganda dei regimi totalitari - la strumentalizzazione dei mass media ha influenzato la propagazione del totalitarismo Si sviluppò negli anni Quaranta sulla base delle ricerche della psicologia comportamentale, e in base a questo filone psicologico vede la comunicazione come un processo diretto di stimolo e risposta. 1938 in un programma radiofonico «la guerra dei due mondi» dimostra l'infondatezza della teoria. la trasmissione ha annunciato che gli alieni stanno arrivando, puntualizzando che non sia uno scherzo : vi sono state diverse reazioni, tra cui molti non ci hanno creduto (altri si) quindi dimostrarono che non era sempre vero che tutti vengono influenzati dai mass media - dipende da molti fattori psicologici

Critica alla teoria del proiettile magico

la teoria non tiene conto delle caratteristiche psicologiche individuali.

La teoria critica: anni '50-60

il sistema capitalistico impone modelli di comportamento e valori, crea bisogni fittizi, rende gli uomini passivi. I media sono strumenti di controllo sociale-> omologare la massa e creare il consenso anche il proletariato fa parte della cultura di massa - è inglobato e non potrà più prendere coscienza della classe sociale oppressa.Critica all'industria culturale: processo di riduzione della cultura a merce di consumo (la Dialettica dell'Illuminismo di Adorno e Horkheimer)

Agenda setting: anni '80

Il sociologo Cohen nel 1963 afferma che " la stampa non influenza il modo di pensare delle persone ma gli argomenti di cui le persone devono parlare" L'espressione di Cohen diventerà il concetto chiave della teoria dell'Agenda setting. Secondo questa teoria, che privilegia gli effetti a lungo termine (la collettività parlerà di un argomento a lungo termine) le persone più influenti (politici o giornalisti) possono decidere quale argomento trattare attraverso i mezzi di comunicazione e questi argomenti diventeranno oggetto di discussione dei cittadini. il governo e gli enti pubblici spostano l'occhio e direzionano l'attenzione verso cui è più conveniente parlare, scegliendo l'argomento. non è importante cosa pensi dell'argomento - è importante parlarne e direzionare l'attenzione verso di esso.

Il Welfare State - lo stato sociale

Lo stato e i suoi servizi

= Il termine Welfare State si può tradurre in italiano come "Stato del benessere" o "Stato sociale". Viene utilizzato a partire dalla seconda guerra mondiale - una realtà politica che si afferma nei paesi occidentali nella seconda metà del XX secolo. per designare un sistema socio-politico-economico in cui la promozione della sicurezza e del benessere sociale ed economico dei cittadini viene assunta dallo Stato come propria responsabilità.

Rapporto tra Stato e società civile

lo Stato attua una serie di politiche pubbliche finalizzate al benessere dei cittadini, intervenendo nelle dinamiche del mercato per attenuare le disuguaglianze sociali , garantire il soddisfacimento dei bisogni primari e pari dignità fra i cittadini . I principali provvedimenti che uno stato sociale deve mettere in moto:

  • Erogazione di contributi in denaro: pensioni di vecchiaia, invalidità, indennità di malattia, disoccupazione ..
  • Istituzione di specifici servizi : scuole gratuite e aperte a tutti, asili nido, ludoteche , biblioteche, ospedali, ambulatori ...
  • Concessione di benefici fiscali: detrazioni fiscali
  • Regolamentazione di alcuni aspetti dell'attività economica: posti di lavoro per «categorie protette» (disabili, invalidi di guerra o lavoro ... )

Diritti sociali e libertà positiva

Il welfare rompe con il liberalismo classico, secondo cui lo Stato non deve interferire nelle dinamiche della domanda e l'offerta, lasciando la società libera di autogovernarsi. Mentre la concezione dello stato liberale pone l'accento sui diritti civili, libertà di pensiero, di parola, di culto. il welfare pone l'accento sui diritti sociali: diritto all'istruzione, alla casa, alla salute .. - > deve intervenire nella società

Libertà negativa e libertà positiva

Distinzione operata dal filosofo politico Isaiah Berlin (1909-1997) e dal politologo (esperto che riflette sulla politica- studioso di politica) Norberto Bobbio (1909-2004).

  • Lo Stato liberale, tutelando i diritti civili, garantisce la libertà negativa: quella a cui ci appelliamo quando chiediamo di non essere ostacolati nell'esercizio delle nostre facoltà di individui liberi.
  • Lo Stato sociale, riconosce i diritti sociali, promuove la libertà positiva, che si impegna a garantire, a tutti i cittadini , le condizioni necessarie per realizzare le proprie aspirazioni e soddisfare i propri bisogni.

.. lo stato sociale pone dei vincoli perché deve garantire a tutti pari opportunità di esprimersi - mentre con lo stato liberale promuove il diritto civile ma non interviene nella sua garanzia e lascia autonomia individuale (interviene solo in casi estremi) Il Welfare State ha la peculiarità di essere ben presente a livello pubblico in importanti settori quali la previdenza e l'assistenza sociale, l'assistenza sanitaria, l'istruzione e l'edilizia popolare.Tale presenza si accompagna generalmente a un atteggiamento di intervento e direzione nella vita economica, sia a livello legislativo, sia attraverso la pianificazione e la programmazione economica, sia attraverso imprese pubbliche.

Collegamento storico del Welfare State

COLLEGAMENTO : Negli anni 1883-1892, in Germania, Otto von Bismarck (1815-1898) istituisce un regime di leggi sociali a favore dei ceti più bisognosi + Una pietra miliare nell'edificazione dello Stato sociale è il Social Security Act, "Atto per la Sicurezza Sociale", promulgato negli Stati Uniti nel 1935.

Il sistema bismarckiano

Un passo importante nella direzione di una politica di intervento regolamentato dalla legge e finalizzata a garantire il benessere dei singoli e della collettività è costituito dall'iniziativa varata in Germania dal cancelliere Otto von Bismarck (1815-1898), che tra il 1883 e il 1884 istituisce l'assicurazione obbligatoria contro le malattie e contro gli infortuni e, soprattutto, nel 1889, l'assicurazione per morte o vecchiaia del capofamiglia, che per la prima volta prevede, accanto ai versamenti congiunti di lavoratore e datore di lavoro, un contributo erogato dallo Stato. La risoluzione bismarckiana costituisce in qualche modo il primo embrione di uno di uno Stato sociale e rappresenta un punto di riferimento per molti Stati europei, anche se presenta un limite di fondo: non è universale, in quanto garantisce una tutela soltanto a chi ha un salario e può versare contributi, limitando quindi al minimo l'impegno finanziario dello Stato. Per superare tale limite si dovrà attendere il secolo successivo.

Il rapporto Beveridge

Nel 1942, in pieno conflitto mondiale, l'economista William Beveridge (1879-1964), presidente della commissione incaricata di rivedere il sistema britannico di protezione sociale, presenta al governo Churchill il frutto di tale lavoro: il rapporto Social Insurance and Allied Services, da allora conosciuto come rapporto o pian Beveridge, il primo tentativo di elaborare un piano organico e coerente di politiche di Welfare. Beveridge parte dal presupposto che, una volta terminata la guerra, la congiuntura economica porrà molte famiglie nell'impossibilità di soddisfare i propri bisogni, soprattutto sul piano dell'assistenza e della formazione; riconosce quindi necessario l'intervento dello Stato, allo scopo di sconfiggere "i cinque giganti" che tengono schiava l'umanità:

  • Il bisogno,
  • La malattia,
  • L'ignoranza,
  • Il degrado,
  • L'ozio.

Per realizzare tale obiettivo è necessario affiancare al sistema delle assicurazioni sociali, provvedimenti in grado di garantire la sicurezza sociale a tutti i cittadini e articolare l'intervento pubblico in tre direzioni:

  1. Assistenza sanitaria gratis a tutta l popolazione
  2. Sostegno alle famiglie con figli fino a 15 anni
  3. Politiche attive contro la disoccupazione.

Le indicazioni di Beveridge vengono accolte dal governo laburista di Clement Attlee, al potere in Gran Bretagna dal 1945: nel 1946 è istituito il National Health Service, che prevede un sistema ospedaliero direttamente gestito dallo Stato e affida alle amministrazioni locali l'organizzazione delle prestazioni mediche di base; nel 1948 viene approvato il National Assistance Act, che definisce le misure di intervento pubblico in favore dei soggetti disoccupati o inabili.

Storia del Welfare State

L'espressione «Stato del benessere» è legata al processo di modernizzazione avviatosi tra '800 e '900 in Europa - nasce all'interno delle contraddizioni del capitalismo, che annientano la civiltà contadina, la solidarietà familiare e di villaggio, e portano alla nascita di una nuova classe sociale, quella del proletariato. il capitalismo porta con sé anche l'urbanizzazione, l'emigrazione, l'estensione del diritto di voto e l'avvento al potere dei partiti socialdemocratici. Fine Ottocento -> Inghilterra e rivoluzione industriale: urbanizzazione, i contadini si trasformano in operai, intervento da parte dello Stato. Inizi Novecento -> Lo Stato diventa democratico e sociale: si fa carico dei bisogni e del benessere dei cittadini. Trasformazioni socio-economico-politiche così imponenti fanno emergere nuove forme di povertà -> le famiglie vivono una difficoltà crescente, anche a causa del susseguirsi di periodiche recessioni economiche, accompagnate da elevati tassi di disoccupazione. Vedove, orfani, invalidi, anziani e chiunque manchi delle risorse necessarie per vivere rendono necessario il coinvolgimento diretto dello stato. Dopo la parentesi dello Stato totalitario, in Europa si impone una concezione di Stato socialdemocratico. Anni Settanta del Novecento: il welfare raggiunge la massima espansione fino a ridursi con la fine della crescita economica e con la deindustrializzazione (si afferma il terzo settore)

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