Documento da Università su Comunicazione e clima del gruppo. Il Pdf, di Psicologia, esplora gli assiomi della comunicazione di Watzlawick, le funzioni comunicative di Jakobson, gli stili comunicativi e i diversi approcci al clima di gruppo, inclusa la diagnosi del clima interno.
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Comunicazione e clima del gruppo
Per comunicazione si intende il processo di trasmissione di un'informazione da un individuo ad un altro, attraverso lo scambio di un messaggio elaborato secondo le regole di un determinato codice. Il termine 'comunicare' deriva dal latino communico (mettere in comune, fare partecipe), derivato di commune, composto di cum (insieme) e munis (ufficio, incarico, funzione). Già dall'etimologia del termine, si intuisce come la comunicazione, in quanto un processo volto a "mettere in comune", sia un elemento costitutivo del gruppo. Prima di inoltrarci nel tema della comunicazione nel gruppo, ricordiamo brevemente alcune fondamentali caratteristiche dei processi comunicativi, note come "assiomi della comunicazione", enunciati da Watzlawick nel 1967:
2. Efficacia della comunicazione Cosa rende efficace la comunicazione all'interno dei gruppi? Quaglino e colleghi (1992) hanno definito diversi aspetti della comunicazione efficace, considerando diversi punti di vista. Partendo da alcune considerazioni generali, possiamo vedere che una comunicazione efficace è, in primo luogo, finalizzata ovvero volta alla realizzazione di tutte le attività necessarie per il raggiungimento degli scopi del gruppo, come prendere decisioni o trovare soluzione dei problemi, ma anche gestire le relazioni tra i membri del gruppo affinché queste possano funzionare efficacemente. In linea con questo criterio, perché la comunicazione sia efficace, bisogna mantenere il contenuto della comunicazione coerente con l'obiettivo che il gruppo si è prefissato e funzionale al raggiungimento dello stesso. A tal fine, può essere utile monitorare la comunicazione ponendosi domande sulla finalità di un determinato processo comunicativo attivo nel gruppo in un determinato momento (ad esempio, "questa discussione è utile per il raggiungimento dell'obiettivo del gruppo o è una perdita di tempo?"). Secondo, la comunicazione efficace è pragmatica, ovvero si basa principalmente su dati e fatti, o sull'analisi delle diverse interpretazioni disponibili per comprendere una situazione. Ad esempio, la pragmaticità è presente nei processi comunicativi nel caso in cui a domande del tipo "cosa ci serve per risolvere il problema?", le risposte corrispondenti si rifano a dati concreti (ad esempio, "secondo le statistiche, abbiamo bisogno di recuperare 10.000 euro"). La comunicazione non è pragmatica quando, invece, si incentra su lamentele rispetto alle risorse mancanti, valutazione delle persone (invece che delle situazioni), opinioni personali o ideologie. Ad esempio, in risposta alla domanda "cosa ci serve per risolvere il problema?" una risposta non pragmatica potrebbe essere "Matteo dovrebbe smetterla di essere pigro" (convinzione basata su valutazione personale). La comunicazione pragmatica è molto utile per una buona gestione del conflitto, per la presa di decisione, per la valutazione dei risultati del gruppo. Terzo, la comunicazione efficace è trasparente, ovvero tutti i membri del gruppo condividono le informazioni che hanno a disposizione, piuttosto che nasconderle per proteggersi ousarle per affermare posizioni di potere sugli altri. La comunicazione trasparente può riguardare tutti gli aspetti della vita del gruppo, dalla chiarezza dei dati che si hanno a disposizione per la soluzione di situazioni problematiche, alla valutazione del clima di gruppo e degli aspetti relazionali, fino alla verifica dei risultati ottenuti dal gruppo. Ad esempio, un membro del gruppo non rivela di aver fatto un errore (si protegge), il resto del gruppo non riesce a capire cosa non abbia funzionato e, come conseguenza, avrà difficoltà a correggere l'andamento delle attività. Oppure, un membro del gruppo sa cosa servirebbe per ottenere un risultato ma non lo rivela agli altri per potersi prendere tutto il merito (mantenere il potere), e come conseguenza il gruppo impiega molto più tempo per raggiungere l'obiettivo. Infine, la comunicazione efficace è situazionale, ovvero è coerente con il momento specifico che il gruppo sta attraversando. Ci saranno momenti nei quali i gruppi dovranno scambiarsi comunicazioni su dati e aspetti concreti, ma ci saranno anche momenti nei quali il gruppo dovrà dedicarsi a discutere dei rapporti interni e dei conflitti. Per questo, le modalità di comunicazione non possono essere definite una volta e per tutte, ma dovrebbero adattarsi ai diversi momenti evolutivi del gruppo. A questo proposito, un monitoraggio del funzionamento del gruppo è di fondamentale importanza per indirizzare le modalità di comunicazione. Ad esempio, un leader che si trova ad affrontare una fase di conflitto del gruppo dovrà spostare la comunicazione sulle relazioni, mentre quando il gruppo sta procedendo bene con le sue funzioni, dovrà mantenere la comunicazione a livello di scambio di informazioni volte a mantenere alta la prestazione. L'efficacia della comunicazione può essere definita anche sulla base delle diverse componenti dei processi comunicativi, evidenziandone per ognuna gli aspetti relativi al livello del contenuto e gli aspetti relativi al livello della relazione (Quaglino et al., 1992):