Giovanni Pascoli: biografia, pensiero poetico e opere letterarie

Slide su Giovanni Pascoli che copre la sua biografia, l'evoluzione del suo pensiero poetico e politico, e una panoramica delle sue opere letterarie. Il Pdf, utile per la scuola superiore e la materia di Letteratura, è strutturato in slide chiare e concise, ideali per un ripasso o un'introduzione all'autore.

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17 pagine

GIOVANNI PASCOLI
San Mauro di Romagna, 1855
Bologna, 1912
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BIOGRAFIA (1)
Nasce a San Mauro di Romagna nel 1855, quarto di dieci figli.
Il padre, amministratore di un latifondo signorile, viene assassinato con un colpo
di fucile mentre sta rientrando a casa nel 1867. Il colpevole non viene mai
arrestato, lasciandogli addosso un irrimediabile senso di ingiustizia. Questo
lutto, cui seguono quelli dei fratelli e della madre (quest’ultimo nel 1868),
segnerà profondamente la sua vita.
Studia a Firenze presso i Padri Scolopi e consegue la laurea in Lettere a Bologna
nel 1882.
Inizia la carriera di insegnante in un liceo a Matera, e poi passa a Massa (1884) e
a Livorno (1887). Porta con sé le sorelle Ida e Maria, nel tentativo di ricostruire Il
‘‘nido’’ familiare
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Anteprima

GIOVANNI PASCOLI

San Mauro di Romagna, 1855 Bologna, 1912

BIOGRAFIA (1)

  • Nasce a San Mauro di Romagna nel 1855, quarto di dieci figli.
  • Il padre, amministratore di un latifondo signorile, viene assassinato con un colpo di fucile mentre sta rientrando a casa nel 1867. Il colpevole non viene mai arrestato, lasciandogli addosso un irrimediabile senso di ingiustizia. Questo lutto, cui seguono quelli dei fratelli e della madre (quest'ultimo nel 1868), segnerà profondamente la sua vita.
  • Studia a Firenze presso i Padri Scolopi e consegue la laurea in Lettere a Bologna nel 1882.
  • Inizia la carriera di insegnante in un liceo a Matera, e poi passa a Massa (1884) e a Livorno (1887). Porta con sé le sorelle Ida e Maria, nel tentativo di ricostruire Il "nido" familiare

BIOGRAFIA (2)

  • Gli anni '90 vedono la nascita delle prime raccolte poetiche. Nel 1892 riceve il primo premio al concorso di poesia latina ad Amsterdam, ne seguiranno ben altri dodici.
  • Nel 1895 si sposa la sorella Ida, evento che l'autore vive come un tradimento della comunità familiare.
  • Poco dopo prende casa a Castelvecchio di Barga, presso Lucca, dove va a vivere con la sorella Maria. Successivamente è nominato professore di Grammatica greca e latina all'Università di Bologna. Nel 1897 riceve la nomina dall'Università di Messina e nel 1903 è trasferito all'Università di Pisa.
  • Negli ultimi anni si dedica alla poesia storicizzante per poi partecipare attivamente al dibattito politico e approdare alla retorica nazionalistica.
  • Muore per un tumore a Bologna nel 1912 e viene sepolto nella cappella dell'amata casa di Castelvecchio.

BIOGRAFIA - sintesi

SVIZZERA IMPERO D'AUSTRIA Trento Milano Venezia Torino Piacenza Bologna 5 9 13 Castelvecchio di Barga 1 San Mauro di Romagna IMPERO OTTOMANO 7 Massa· ·Rimini 3 · Urbino 12 Pisa. Firenze 2 Livorno 4 8 REGNO D'ITALIA MARE ADRIATICO Corsica (Francia) STATO DELLA .Roma® CHIESA Napoli Matera 6 Taranto MAR TIRRENO MAR IONIO ·Messina Palermo 11 ·Catania

  1. 1855 nasce a San Mauro di Roma- gna in una famiglia numero- sa e di condizioni agiate.
  2. 1862-1867 a Urbino frequenta il colle- gio dei Padri Scolopi fino alla prima liceo.
  3. 1871 Rimasto orfano del padre e a causa delle difficoltà econo- miche si trasferisce a Rimini con il resto della famiglia.
  4. 1871-1873 conclude gli studi liceali a Fi- renze presso gli Scolopi.
  5. 1873-1882 si iscrive alla facoltà di Let- tere dell'Università di Bolo- gna, dove si laurea con una tesi su Alceo. Durante gli anni di studio sviluppa an- che una coscienza politica e trascorre un breve periodo in carcere.
  6. 1883 insegna latino e greco al li- ceo di Matera.
  7. 1884-1887 si trasferisce a Massa per lavorare come insegnante di liceo e porta con sé anche le sorelle Ida e Maria.
  8. 1887-1895 si trasferisce a Livorno per lavorare al liceo. In questi anni divide la sua attività tra insegnamento e scrittura.
  9. 1895 ottiene la cattedra di Gram- matica greca e latina all'Uni- versità di Bologna.
  10. 1895 affitta una casa a Castelvec- chio di Barga (LU), destinata a diventare il suo rifugio. Qui sarà anche sepolto dopo la morte.
  11. 1897 ottiene la cattedra di Lette- ratura latina dell'Università di Messina.
  12. 1903 si trasferisce a Pisa per inse- gnare all'Università.
  13. 1905-1912 sostituisce Carducci alla cat- tedra di Letteratura italiana all'Università di Bologna, cit- tà dove muore nel 1912.

La visione del mondo di Pascoli

  • Ha una formazione positivistica (era il clima culturale dominante negli anni '70 e '80, quando compie gli studi liceali e universitari) [ si vede un'eco della formazione positivistica nella precisione con cui usa nei suoi versi la nomenclatura botanica e ornitologica.
  • Ben presto però in P. insorge una sfiducia nella scienza come strumento di conoscenza del mondo ?] ciò riflette il clima di crisi del Positivismo tipico della fine del 1800.
  • Anche per lui, al di là dei confini limitati raggiungibili dall'indagine scientifica, si apre l'ignoto e il mistero, a cui l'anima desidera arrivare.
  • Nella visione di P. il mondo appare disgregato, frantumato. Gli oggetti materiali hanno un peso forte nella poesia di Pascoli [ essi si caricano di valenze allusive e valori simbolici, che rimandano a qualcosa di ignoto che è oltre essi.

L'ideologia poetica di Pascoli

  • La poetica di P. è formulata nel saggio Il fanciullino pubblicato nel 1897 sulla rivista // Marzocco.
  • Idea centrale: il poeta coincide con il fanciullo che sopravvive al fondo di ogni uomo; un fanciullo che vede le cose «come per la prima volta», con stupore e meraviglia, come dovette vederle il primo uomo (Adamo) dopo la creazione. L'uomo comune ha soffocato questo fanciullo che si trova in ciascuno di noi.
  • Il poeta, essendo fanciullo, da il nome alle cose; trovandosi in presenza di un nuovo mondo, deve usare un nuovo linguaggio, che si sottragga ai meccanismi mortificanti della comunicazione abituale. Questo nuovo linguaggio coglie le cose in profondità, va oltre la superficie.
  • L'atteggiamento è quello del fanciullo, che non indaga con la ragione, ma conosce per via intuitiva e irrazionale? questo modo di agire permette di cogliere direttamente, senza il ragionamento logico, l'essenza delle cose.
  • Il fanciullino scopre anche le «le somiglianze e le relazioni più ingegnose tra le cose», ovvero le segrete corrispondenze tra gli elementi della realtà, che sfugge alla percezione abituale dell'uomo comune.

L'ideologia poetica e politica di Pascoli

  • La poesia deve essere «pura»? il poeta canta solo per cantare, non vuole ammonire o consigliare, non si propone obiettivi civili, morali o propagandistici.
  • Comunque, anche se è una realtà pura, disinteressata, la poesia può avere una sua utilità sociale / morale.

IDEOLOGIA POLITICA di Pascoli

  • In gioventù Pascoli è affascinato dal marxismo-socialismo, ma si allontana poi dalla politica.
  • Arriva così a rifiutare la dottrina marxista e ad abbracciare una generica fede umanitaria. Socialismo per lui diventa un appello alla bontà, all'amore, alla solidarietà tra gli uomini. Un modello esemplare è il mondo contadino: accontentarsi di poco, vivere in armonia con la natura e i propri simili. Esso difende infatti valori come la famiglia, la solidarietà e la laboriosità.

Le opere

Ultima produzione poetica E poesia di tipo civile. Non ricordare i titoli, ma solo il tema.

LA PRODUZIONE DI GIOVANNI PASCOLI

Opera Anno Genere Myricae 1891 Raccolta di poesie Poemetti 1897 Raccolta di poesie Il fanciullino 1897 Saggio Canti di Castelvecchio 1903 Raccolta di poesie Poemi conviviali 1904-1905 Raccolta di poesie Odi e inni 1906 Raccolta di poesie Le canzoni di re Enzio 1908-1909 Raccolta di poesie Poemi italici 1911 Raccolta di poesie La grande Proletaria si è mossa 1911 Discorso celebrativo

Il linguaggio della poesia di Pascoli

  • Linguaggio fortemente innovativo, che apre la strada alla poesia del Novecento.
  • Sintassi @ nella tradizione poetica italiana (compreso D'Annunzio) la sintassi spesso è complessa, elaborata e i periodi sono lunghi, con tante proposizioni subordinate. In P. la sintassi si semplifica; c'è anche uso di frasi ellittiche (ad es. del soggetto o del predicato).
  • Lessico @P. non usa il lessico fissato dalla tradizione poetica italiana a partire da Petrarca, ma mescola tra loro codici linguistici diversi @ allinea fianco a fianco termini provenienti da vari settori. Ci sono termini dotti, tipici della lingua colta; termini dialettali, che si riferiscono alla realtà campestre; una minuziosa e precisa terminologia botanica e ornitologica; termini quotidiani del parlato colloquiale e così via. Questa varietà di codici linguistici, (PLURILINGUISMO) è UN'INFRAZIONE VISTOSA DELLA NORMA DOMINANTE DELLA POESIA ITALIANA.

Il linguaggio della poesia di Pascoli

  • Aspetti fonici: Il linguaggio punta a riprodurre i suoni della natura, emessi dagli animali, e utilizza le onomatopee.
  • Al di là delle onomatopee vere e proprie, P. utilizza anche suoni che hanno un valore fonosimbolico, cioè che tendono ad assumere un significato autonomo, che va oltre il significato della parola.
  • Ampio uso di alcune figure retoriche: sinestesia, metafore e analogie. Pascoli usa molto l'analogia 2] accosta in modo impensato e originale due realtà tra loro remote, costringendo la nostra immaginazione ad uno sforzo forte.

MYRICAE

  • Raccolta poetica composta da 156 componimenti brevi, che all'apparenza si presentano come quadretti di vita campestre La natura assume però caratteri fortemente simbolici, riferibili allo stato d'animo del poeta.
  • L'edizione definitiva, con 156 poesie, è del 1900. 2 prima Pascoli ne pubblicò altre edizioni contenenti meno testi poetici.
  • Il titolo Myricae deriva dalla quarta Bucolica di Virgilio e allude a un genere di poesia dedicato alle realtà semplici e dimesse.
  • Virgilio aveva detto che avrebbe innalzato il tono della sua poesia, perché «non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici». P. assume invece le umili piante (le tamerici) come simbolo della sua poesia.
  • 1 2 temi principali sono la NATURA e la MORTE. La natura è intrinsecamente buona, anche se nell'opera persiste la costante minaccia della morte. Quest'ultimo tema è legato alle vicende personali dell'autore, a partire dall'episodio dell'assassinio del padre.
  • Tratto caratterizzante è lo sguardo ravvicinato agli elementi della realtà naturale (mandorlo, melo, lampi, stelle, vette, cavallette), sotto i quali si celano significati simbolici tanto universali quanto riferibili al mondo interiore del poeta.

MYRICAE

Lettura, parafrasi e commento dei seguenti testi, forniti in fotocopia.

  • Lavandare
  • X Agosto
  • L'assiuolo
  • Novembre

I POEMETTI

  • Hanno una lunga storia editoriale. Nella veste definitiva vengono divisi in 2 raccolte distinte: Primi Poemetti e Nuovi Poemetti.
  • Sono componimenti più ampi di quelli di Myricae -- > hanno un taglio narrativo e sono come dei romanzi in versi.
  • Sono scritti in terzine dantesche, raggruppate in sezioni più o meno ampie.
  • Anche nei Poemetti è dominante la vita di campagna.
  • La rappresentazione della vita contadina si carica di intenti ideologici: il poeta celebra il mondo contadino, presentandolo come depositario di una serie valori tradizionali e autentici: solidarietà, laboriosità, bontà, purezza morale, schiettezza, semplicità, in contrapposizione alla realtà a lui contemporanea. La vita del contadino appare come rifugio rassicurante contro l'avanzare di una realtà storica minacciosa. Altre tematiche: tema dell'emigrazione (poemetto Italy), tema del «fiore di morte» e della sessualità.
  • Lettura del poemetto Digitale Purpurea.

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