Documento da IUL Università Telematica degli Studi sui disturbi da uso di sostanze. Il Pdf esplora gli aspetti clinici, la prevalenza e le conseguenze dell'abuso di alcol, analizzando fattori psicologici e socioculturali, e presenta diverse tipologie di trattamento per la Psicologia a livello universitario.
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La categoria del DSM-5 disturbi da uso di sostanze contiene a sua volta categorie specifiche per le diverse sostanze, tra cui alcol, oppiacei e tabacco. Include anche la nuova categoria del disturbo da gioco d'azzardo nel capitolo inerente ai disturbi correlati a sostanze e disturbi da addiction.
I modi in cui le decisioni di assumere alcol e droghe e le sostanze coinvolte interagiscono con fattori neurobiologici individuali, l'ambiente sociale, il livello culturale e altri fattori ambientali, concorrono allo sviluppo di un disturbo correlato a tali sostanze. Tali fattori fanno sì che per alcuni il rischio di sviluppare una dipendenza è maggiore che per altre; è quindi un errore considerare i disturbi da uso di sostanze semplicemente come il risultato di una debolezza morale o di una scelta individuale, classificando tali persone come "drogate" o "alcolizzate".
Coloro che sviluppano dipendenza fisiologica l'alcol manifestano di solito sintomi più gravi, come tolleranza o sindrome da astinenza (ansia, depressione, debolezza, agitazione, insonnia, tremori muscolari) poiché, se repentina, può produrre effetti drammatici nella persona in quanto il suo organismo si è ormai assuefatto alla sostanza. Nei casi più rari, la persona può arrivare a manifestare delirium tremens: deliri, tremori e allucinazioni soprattutto visive, ma anche tattili. Il disturbo da alcol spesso è associato all'uso di altre sostanze, come il fumo. Alcol e nicotina, infatti, sono sostanze con tolleranza crociata: la nicotina può indurre tolleranza per gli effetti di ricompensa dell'alcol e viceversa; quindi il consumo di entrambi può aumentare per mantenere inalterato il livello di gratificazione. Ciò avviene perché la nicotina influenza l'azione dell'alcol sulle vie cerebrali governate dalla dopamina e associate con gli effetti di ricompensa.
Prevalenza: Il consumo di alcol è forte specie fra i giovani adulti, in particolare ai primi anni di università. Ciò vale sia per il bere compulsivo (binge drinking: assunzione di 5 drink in un breve periodo di tempo, es. 1 ora) sia per il bere pesante (bere 5 drink nella stessa occasione, 5 o più volte nell'arco di 30 giorni). I tassi di prevalenza dei problemi legati all'alcol Università telematica degli Studi IUL 1KIUL UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI differiscono a seconda dell'etnia (es. la frequenza del bere pesante è più bassa tra gli adolescenti afroamericani rispetto agli americani di origine europea), spesso è causa di incidenti d'auto, aggressioni (anche sessuali), è un problema più per gli uomini che per le donne e c'è variabilità a seconda dell'età. Comorbilità: disturbi della personalità, disturbi dell'umore, schizofrenia, disturbi d'ansia, uso di sostanze.
Effetti a breve termine dell'alcol - Dopo essere stato ingerito, l'alcol inizia a essere metabolizzato dagli enzimi, passa per la maggior parte nell'intestino tenue e poi viene assorbito dal sangue. Viene poi degradato nel fegato, che ne può metabolizzare circa 30g in un'ora, con una gradazione alcolica del 50%. Gli effetti dell'alcol variano col variare della sua concentrazione nel circolo ematico, e ciò che conta quindi cosa fai è la sua percentuale. L'alcol produce i propri effetti reagendo con vari sistemi neurali stimolando i recettori GABA (NT ad azione inibitoria), cosa che può essere all'origine della sua capacità di alleviare la tensione, ed incrementa i livelli di serotonina e dopamina: da ciò può dipendere la sua capacità di produrre effetti piacevoli. Inoltre, l'alcol inibisce i recettori del glutammato, cosa che può spiegare gli effetti cognitivi dell'intossicazione, come del pensiero e perdita di memoria.
Alla massima concentrazione alcolemica consentita dalla legge, le persone hanno ormai un'efficienza ridotta nel prendere decisioni inerenti alla guida e non si accorgono di commettere errori.
Effetti a lungo termine dell'abuso prolungato di alcol - Causa effetti avversi su quasi tutti i tessuti e gli organi del corpo (es. compromette i processi digestivi e l'assorbimento delle vitamine che, nelle persone di età avanzata, può provocare la sindrome amnesica, perdita di memoria sia su eventi recenti che passati). Il consumo prolungato, insieme a una riduzione dell'apporto proteico, contribuisce allo sviluppo della cirrosi epatica, malattia cronica in cui parte delle cellule epatiche si riempiono di proteine e grassi che ne impediscono il normale funzionamento, causano la morte di alcune cellule un conseguente processo infiammatorio. Con lo sviluppo del tessuto cicatriziale, il flusso ematico del fegato viene ostruito. Altre alterazioni organiche: danni alle ghiandole endocrine, al cervello e al pancreas, insufficienza cardiaca, ipertensione, ictus ed emorragie dei capillari. Sindrome alcolica fetale (SAF) - L'alto consumo materno di alcol durante la gravidanza può essere causa di disabilità intellettiva: lo sviluppo del feto è rallentato e vi possono essere malformazioni di arti, volto e cranio.
L'alcol può avere anche effetti benefici: un leggero consumo (> 3 bicchieri al gg), specie di vino rosso, è in relazione con un minore rischio di coronopatia e di ictus, può far abbassare il livello ematico del "colesterolo cattivo" e far aumentare il livello di quello "buono". Università telematica degli Studi IUL PSICOLOGIA CLINICA 2KIUL UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI
Nicotina - Principio attivo del tabacco, capace di indurre dipendenza: le vie neurali da essa attivate stimolano i neuroni dopaminergici nell'area mesolimbica, coinvolti probabilmente negli effetti di rinforzo della maggioranza delle sostanze psicoattive
Prevalenza del fumo di sigaretta e conseguenze sulla salute Il fumo è la causa di morte prematura prevenibile più diffusa, ed i problemi associati al fumo vi sono: enfisema; cancro a laringe, esofago, pancreas, vescica, cervice uterina e stomaco; complicanze gravidiche, SIDS, periodontite e malattie cardiovascolari. Le componenti più dannose del fumo da combustione del tabacco sono nicotina, monossido di carbonio e catrame, composto principalmente da idrocarburi cancerogeni. Il fumo ha prevalenza maggiore tra gli adolescenti europei e ispanici, tra gli uomini e gli appartenenti alle classi socioeconomiche più basse. L'appartenenza a un particolare gruppo tecnico è importante nella dipendenza da nicotina, insieme alle interazioni tra fattori comportamentali, sociali e neurobiologici.
Esempio: gli afroamericani fumatori hanno meno probabilità di riuscire a smettere e più probabilità di ammalarsi di cancro al polmone. Questo perché nel loro sangue la nicotina resta in circolo più a lungo, quindi viene metabolizzata più lentamente. Anche il tipo di sigarette usate è importante, poiché con alcune è possibile inalare il fumo più in profondità e trattenerlo più a lungo nei polmoni, causando un aumento delle probabilità di potenziali effetti nocivi. Vi sono anche differenze nel metabolismo della nicotina, che possono spiegare perché la prevalenza del cancro al polmone è più bassa nel gruppo dei sinoamericani.
Il fumo passivo contiene concentrazioni di ammoniaca, monossido di carbonio, nicotina e catrame più alte di quelle presenti nel fumo inalato dal fumatore, ed è quindi cancerogeno. Effetti:
Sigarette elettroniche - Fatte di plastica o metallo e riempite di nicotina liquida mescolata con altri composti chimici e spesso aromi. Funzionano a batteria: riscaldano il miscuglio e la persona può espirare e inalare il vapore. Esse non contengono il catrame e il monossido di carbonio e, sebbene non debbano necessariamente contenere nicotina (di solito vapore acqueo+aromi), sono tutte fatte in modo da permettere al consumatore di usare nicotina liquida. Per alcuni sono un'alternativa più sicura rispetto alle sigarette contenenti catrame e altri composti cancerogeni; per altri invece, in essi la nicotina continua ad avere un'azione potente come causa di dipendenza. Università telematica degli Studi IUL PSICOLOGIA CLINICA 3KIUL UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI
Marijuana - Costituita dalle foglie e dalle infiorescenze, essiccate e triturate, della canapa indiana (cannabis indica). In genere viene fumata, ma può essere anche masticata, bevuta sotto forma di tè o unita alla preparazione di dolci o biscotti.
Hashish - Più forte della marijuana, viene prodotto essiccando l'essudato resinoso che stilla dalle cime delle piante di cannabis.
Categoria diagnostica: disturbo da uso di cannabis.
Prevalenza: è la sostanza illecita più frequentemente usata in tutti i gruppi di età, con prevalenza maggiore fra gli uomini.
Effetti della marijuana - Il suo più importante principio attivo è il THC. Effetti:
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