I disturbi da uso di sostanze e alcol, IUL Università Telematica degli Studi

Documento da IUL Università Telematica degli Studi sui disturbi da uso di sostanze. Il Pdf esplora gli aspetti clinici, la prevalenza e le conseguenze dell'abuso di alcol, analizzando fattori psicologici e socioculturali, e presenta diverse tipologie di trattamento per la Psicologia a livello universitario.

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I DISTURBI DA USO DI SOSTANZE
DESCRIZIONE CLINICA, PREVALENZA E CONSEGUENZE DEI DISTURBI DA USO DI
SOSTANZE
La categoria del DSM-5 disturbi da uso di sostanze contiene a sua volta categorie specifiche
per le diverse sostanze, tra cui alcol, oppiacei e tabacco. Include anche la nuova categoria del
disturbo da gioco d’azzardo nel capitolo inerente ai disturbi correlati a sostanze e disturbi da
addiction.
Dipendenza (Addiction) - Forma più grave di disturbo da uso di sostanze, considerato
grave quando vengono soddisfatti 6 o più criteri diagnostici. 2 sintomi che
accompagnano la forma grave del disturbo:
Tolleranza: necessità di assumere la sostanza in dosi sempre più alte per ottenere
l’effetto desiderato, o tramite la marcata riduzione degli effetti quando la sostanza
viene assunta nella quantità abituale;
Astinenza: effetti negativi fisici e psicologici che si manifestano quando la persona
smette di assumere la sostanza o ne riduce la quantità. Sintomi: dolori, spasmi
muscolari, sudorazione, vomito, diarrea, insonnia.
I modi in cui le decisioni di assumere alcol e droghe e le sostanze coinvolte interagiscono con
fattori neurobiologici individuali, l’ambiente sociale, il livello culturale e altri fattori
ambientali, concorrono allo sviluppo di un disturbo correlato a tali sostanze. Tali fattori fanno
che per alcuni il rischio di sviluppare una dipendenza è maggiore che per altre; è quindi un
errore considerare i disturbi da uso di sostanze semplicemente come il risultato di una
debolezza morale o di una scelta individuale, classificando tali persone come “drogate” o
“alcolizzate”.
Il DISTURBO DA USO DI ALCOL
Coloro che sviluppano dipendenza fisiologica l’alcol manifestano di solito sintomi più gravi,
come tolleranza o sindrome da astinenza (ansia, depressione, debolezza, agitazione, insonnia,
tremori muscolari) poiché, se repentina, può produrre effetti drammatici nella persona in
quanto il suo organismo si è ormai assuefatto alla sostanza. Nei casi più rari, la persona può
arrivare a manifestare delirium tremens: deliri, tremori e allucinazioni soprattutto visive, ma
anche tattili. Il disturbo da alcol spesso è associato all’uso di altre sostanze, come il fumo. Alcol
e nicotina, infatti, sono sostanze con tolleranza crociata: la nicotina può indurre tolleranza per
gli effetti di ricompensa dell’alcol e viceversa; quindi il consumo di entrambi può aumentare
per mantenere inalterato il livello di gratificazione. Ciò avviene perché la nicotina influenza
l’azione dell’alcol sulle vie cerebrali governate dalla dopamina e associate con gli effetti di
ricompensa.
Prevalenza: Il consumo di alcol è forte specie fra i giovani adulti, in particolare ai primi anni
di università. Ciò vale sia per il bere compulsivo (binge drinking: assunzione di 5 drink in un
breve periodo di tempo, es. 1 ora) sia per il bere pesante (bere 5 drink nella stessa occasione,
5 o più volte nell’arco di 30 giorni). I tassi di prevalenza dei problemi legati all’alcol
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PSICOLOGIA CLINICA
differiscono a seconda dell’etnia (es. la frequenza del bere pesante è più bassa tra gli
adolescenti afroamericani rispetto agli americani di origine europea), spesso è causa di
incidenti d’auto, aggressioni (anche sessuali), è un problema più per gli uomini che per le
donne e c’è variabilità a seconda dell’età. Comorbilità: disturbi della personalità, disturbi
dell’umore, schizofrenia, disturbi d’ansia, uso di sostanze.
Effetti a breve termine dell’alcol - Dopo essere stato ingerito, l’alcol inizia a essere
metabolizzato dagli enzimi, passa per la maggior parte nell’intestino tenue e poi viene
assorbito dal sangue. Viene poi degradato nel fegato, che ne può metabolizzare circa 30g in
un’ora, con una gradazione alcolica del 50%. Gli effetti dell’alcol variano col variare della sua
concentrazione nel circolo ematico, e ciò che conta quindi cosa fai è la sua percentuale. L’alcol
produce i propri effetti reagendo con vari sistemi neurali stimolando i recettori GABA (NT ad
azione inibitoria), cosa che può essere all’origine della sua capacità di alleviare la tensione, ed
incrementa i livelli di serotonina e dopamina: da ciò può dipendere la sua capacità di produrre
effetti piacevoli. Inoltre, l’alcol inibisce i recettori del glutammato, cosa che può spiegare gli
effetti cognitivi dell’intossicazione, come del pensiero e perdita di memoria.
Alla massima concentrazione alcolemica consentita dalla legge, le persone hanno ormai
un’efficienza ridotta nel prendere decisioni inerenti alla guida e non si accorgono di
commettere errori.
Effetti a lungo termine dell’abuso prolungato di alcol - Causa effetti avversi su quasi tutti i
tessuti e gli organi del corpo (es. compromette i processi digestivi e l’assorbimento delle
vitamine che, nelle persone di età avanzata, può provocare la sindrome amnesica, perdita di
memoria sia su eventi recenti che passati). Il consumo prolungato, insieme a una riduzione
dell’apporto proteico, contribuisce allo sviluppo della cirrosi epatica, malattia cronica in cui
parte delle cellule epatiche si riempiono di proteine e grassi che ne impediscono il normale
funzionamento, causano la morte di alcune cellule un conseguente processo infiammatorio.
Con lo sviluppo del tessuto cicatriziale, il flusso ematico del fegato viene ostruito. Altre
alterazioni organiche: danni alle ghiandole endocrine, al cervello e al pancreas, insufficienza
cardiaca, ipertensione, ictus ed emorragie dei capillari. Sindrome alcolica fetale (SAF) - L’alto
consumo materno di alcol durante la gravidanza pessere causa di disabilità intellettiva: lo
sviluppo del feto è rallentato e vi possono essere malformazioni di arti, volto e cranio.
L’alcol può avere anche effetti benefici: un leggero consumo (> 3 bicchieri al gg), specie di vino
rosso, è in relazione con un minore rischio di coronopatia e di ictus, può far abbassare il livello
ematico del “colesterolo cattivo” e far aumentare il livello di quello “buono”.

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Anteprima

I disturbi da uso di sostanze

Descrizione clinica, prevalenza e conseguenze

La categoria del DSM-5 disturbi da uso di sostanze contiene a sua volta categorie specifiche per le diverse sostanze, tra cui alcol, oppiacei e tabacco. Include anche la nuova categoria del disturbo da gioco d'azzardo nel capitolo inerente ai disturbi correlati a sostanze e disturbi da addiction.

  • Dipendenza (Addiction) - Forma più grave di disturbo da uso di sostanze, considerato grave quando vengono soddisfatti 6 o più criteri diagnostici. 2 sintomi che accompagnano la forma grave del disturbo:
  • Tolleranza: necessità di assumere la sostanza in dosi sempre più alte per ottenere l'effetto desiderato, o tramite la marcata riduzione degli effetti quando la sostanza viene assunta nella quantità abituale;
  • Astinenza: effetti negativi fisici e psicologici che si manifestano quando la persona smette di assumere la sostanza o ne riduce la quantità. Sintomi: dolori, spasmi muscolari, sudorazione, vomito, diarrea, insonnia.

I modi in cui le decisioni di assumere alcol e droghe e le sostanze coinvolte interagiscono con fattori neurobiologici individuali, l'ambiente sociale, il livello culturale e altri fattori ambientali, concorrono allo sviluppo di un disturbo correlato a tali sostanze. Tali fattori fanno sì che per alcuni il rischio di sviluppare una dipendenza è maggiore che per altre; è quindi un errore considerare i disturbi da uso di sostanze semplicemente come il risultato di una debolezza morale o di una scelta individuale, classificando tali persone come "drogate" o "alcolizzate".

Il disturbo da uso di alcol

Coloro che sviluppano dipendenza fisiologica l'alcol manifestano di solito sintomi più gravi, come tolleranza o sindrome da astinenza (ansia, depressione, debolezza, agitazione, insonnia, tremori muscolari) poiché, se repentina, può produrre effetti drammatici nella persona in quanto il suo organismo si è ormai assuefatto alla sostanza. Nei casi più rari, la persona può arrivare a manifestare delirium tremens: deliri, tremori e allucinazioni soprattutto visive, ma anche tattili. Il disturbo da alcol spesso è associato all'uso di altre sostanze, come il fumo. Alcol e nicotina, infatti, sono sostanze con tolleranza crociata: la nicotina può indurre tolleranza per gli effetti di ricompensa dell'alcol e viceversa; quindi il consumo di entrambi può aumentare per mantenere inalterato il livello di gratificazione. Ciò avviene perché la nicotina influenza l'azione dell'alcol sulle vie cerebrali governate dalla dopamina e associate con gli effetti di ricompensa.

Prevalenza del consumo di alcol

Prevalenza: Il consumo di alcol è forte specie fra i giovani adulti, in particolare ai primi anni di università. Ciò vale sia per il bere compulsivo (binge drinking: assunzione di 5 drink in un breve periodo di tempo, es. 1 ora) sia per il bere pesante (bere 5 drink nella stessa occasione, 5 o più volte nell'arco di 30 giorni). I tassi di prevalenza dei problemi legati all'alcol Università telematica degli Studi IUL 1KIUL UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI differiscono a seconda dell'etnia (es. la frequenza del bere pesante è più bassa tra gli adolescenti afroamericani rispetto agli americani di origine europea), spesso è causa di incidenti d'auto, aggressioni (anche sessuali), è un problema più per gli uomini che per le donne e c'è variabilità a seconda dell'età. Comorbilità: disturbi della personalità, disturbi dell'umore, schizofrenia, disturbi d'ansia, uso di sostanze.

Effetti a breve termine dell'alcol

Effetti a breve termine dell'alcol - Dopo essere stato ingerito, l'alcol inizia a essere metabolizzato dagli enzimi, passa per la maggior parte nell'intestino tenue e poi viene assorbito dal sangue. Viene poi degradato nel fegato, che ne può metabolizzare circa 30g in un'ora, con una gradazione alcolica del 50%. Gli effetti dell'alcol variano col variare della sua concentrazione nel circolo ematico, e ciò che conta quindi cosa fai è la sua percentuale. L'alcol produce i propri effetti reagendo con vari sistemi neurali stimolando i recettori GABA (NT ad azione inibitoria), cosa che può essere all'origine della sua capacità di alleviare la tensione, ed incrementa i livelli di serotonina e dopamina: da ciò può dipendere la sua capacità di produrre effetti piacevoli. Inoltre, l'alcol inibisce i recettori del glutammato, cosa che può spiegare gli effetti cognitivi dell'intossicazione, come del pensiero e perdita di memoria.

Alla massima concentrazione alcolemica consentita dalla legge, le persone hanno ormai un'efficienza ridotta nel prendere decisioni inerenti alla guida e non si accorgono di commettere errori.

Effetti a lungo termine dell'abuso di alcol

Effetti a lungo termine dell'abuso prolungato di alcol - Causa effetti avversi su quasi tutti i tessuti e gli organi del corpo (es. compromette i processi digestivi e l'assorbimento delle vitamine che, nelle persone di età avanzata, può provocare la sindrome amnesica, perdita di memoria sia su eventi recenti che passati). Il consumo prolungato, insieme a una riduzione dell'apporto proteico, contribuisce allo sviluppo della cirrosi epatica, malattia cronica in cui parte delle cellule epatiche si riempiono di proteine e grassi che ne impediscono il normale funzionamento, causano la morte di alcune cellule un conseguente processo infiammatorio. Con lo sviluppo del tessuto cicatriziale, il flusso ematico del fegato viene ostruito. Altre alterazioni organiche: danni alle ghiandole endocrine, al cervello e al pancreas, insufficienza cardiaca, ipertensione, ictus ed emorragie dei capillari. Sindrome alcolica fetale (SAF) - L'alto consumo materno di alcol durante la gravidanza può essere causa di disabilità intellettiva: lo sviluppo del feto è rallentato e vi possono essere malformazioni di arti, volto e cranio.

L'alcol può avere anche effetti benefici: un leggero consumo (> 3 bicchieri al gg), specie di vino rosso, è in relazione con un minore rischio di coronopatia e di ictus, può far abbassare il livello ematico del "colesterolo cattivo" e far aumentare il livello di quello "buono". Università telematica degli Studi IUL PSICOLOGIA CLINICA 2KIUL UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI

Il disturbo da uso di tabacco

Nicotina

Nicotina - Principio attivo del tabacco, capace di indurre dipendenza: le vie neurali da essa attivate stimolano i neuroni dopaminergici nell'area mesolimbica, coinvolti probabilmente negli effetti di rinforzo della maggioranza delle sostanze psicoattive

Prevalenza del fumo di sigaretta e conseguenze sulla salute

Prevalenza del fumo di sigaretta e conseguenze sulla salute Il fumo è la causa di morte prematura prevenibile più diffusa, ed i problemi associati al fumo vi sono: enfisema; cancro a laringe, esofago, pancreas, vescica, cervice uterina e stomaco; complicanze gravidiche, SIDS, periodontite e malattie cardiovascolari. Le componenti più dannose del fumo da combustione del tabacco sono nicotina, monossido di carbonio e catrame, composto principalmente da idrocarburi cancerogeni. Il fumo ha prevalenza maggiore tra gli adolescenti europei e ispanici, tra gli uomini e gli appartenenti alle classi socioeconomiche più basse. L'appartenenza a un particolare gruppo tecnico è importante nella dipendenza da nicotina, insieme alle interazioni tra fattori comportamentali, sociali e neurobiologici.

Esempio: gli afroamericani fumatori hanno meno probabilità di riuscire a smettere e più probabilità di ammalarsi di cancro al polmone. Questo perché nel loro sangue la nicotina resta in circolo più a lungo, quindi viene metabolizzata più lentamente. Anche il tipo di sigarette usate è importante, poiché con alcune è possibile inalare il fumo più in profondità e trattenerlo più a lungo nei polmoni, causando un aumento delle probabilità di potenziali effetti nocivi. Vi sono anche differenze nel metabolismo della nicotina, che possono spiegare perché la prevalenza del cancro al polmone è più bassa nel gruppo dei sinoamericani.

Le conseguenze del fumo passivo

Il fumo passivo contiene concentrazioni di ammoniaca, monossido di carbonio, nicotina e catrame più alte di quelle presenti nel fumo inalato dal fumatore, ed è quindi cancerogeno. Effetti:

  • Rischio di danni polmonari, anche permanenti, in seguito all'esposizione prolungata, oltre a lesioni precancerose nei polmoni, malattie cardiovascolari e cancro polmonare.
  • I figli di donne esposte al fumo passivo in gravidanza hanno più probabilità di nascere prematuri, sottopeso e con difetti congeniti.
  • I figli di fumatori hanno più probabilità di soffrire di infezioni alle prime vie respiratorie, asma, bronchiti e otiti, rispetto ai coetanei e rischiare la SIDS.

Sigarette elettroniche

Sigarette elettroniche - Fatte di plastica o metallo e riempite di nicotina liquida mescolata con altri composti chimici e spesso aromi. Funzionano a batteria: riscaldano il miscuglio e la persona può espirare e inalare il vapore. Esse non contengono il catrame e il monossido di carbonio e, sebbene non debbano necessariamente contenere nicotina (di solito vapore acqueo+aromi), sono tutte fatte in modo da permettere al consumatore di usare nicotina liquida. Per alcuni sono un'alternativa più sicura rispetto alle sigarette contenenti catrame e altri composti cancerogeni; per altri invece, in essi la nicotina continua ad avere un'azione potente come causa di dipendenza. Università telematica degli Studi IUL PSICOLOGIA CLINICA 3KIUL UNIVERSITÀ TELEMATICA DEGLI STUDI

Marijuana

Marijuana - Costituita dalle foglie e dalle infiorescenze, essiccate e triturate, della canapa indiana (cannabis indica). In genere viene fumata, ma può essere anche masticata, bevuta sotto forma di tè o unita alla preparazione di dolci o biscotti.

Hashish - Più forte della marijuana, viene prodotto essiccando l'essudato resinoso che stilla dalle cime delle piante di cannabis.

Categoria diagnostica: disturbo da uso di cannabis.

Prevalenza dell'uso di marijuana

Prevalenza: è la sostanza illecita più frequentemente usata in tutti i gruppi di età, con prevalenza maggiore fra gli uomini.

Effetti della marijuana

Effetti della marijuana - Il suo più importante principio attivo è il THC. Effetti:

  • Psicologici: gli effetti intossicanti dipendono dalla concentrazione e dal dosaggio in cui viene assunta, e chi la fuma riferisce che lo fa sentire rilassato e socievole. Dosi forti producono rapidi cambiamenti dello stato emozionale, riducono l'attenzione, causano difficoltà di memoria, sensazioni di rallentamento del tempo; inducono inoltre allucinazioni e effetti analoghi a quelli dell'LSD, come un intenso senso di panico dovuto alla convinzione che un'esperienza vissuta come terrificante non avrà mai fine. Regolare la dose può essere difficile, poiché può passare anche mezz'ora prima che la marijuana fumata manifesti i suoi effetti, cosa che fa sì che molti finiscono per avere effetti più forti di quelli desiderati. Essa interferisce col funzionamento cognitivo, coinvolgendo aree come pianificazione, capacità di prendere decisioni, WM, e problem solving. Le persone a cui viene diagnosticata la dipendenza da cannabis possono presentare una diminuzione di QI e performance più scarse nei test di WM ed elaborazione cognitiva. Inoltre l'uso di marijuana riduce le abilità psicomotorie necessarie per la guida: lo scadimento delle prestazioni può perdurare fino a 8 ore dopo che il soggetto ha cessato di ritenersi sotto l'effetto della sostanza.
  • Fisici: occhi arrossati e irritati, secchezza delle fauci e della gola, aumento dell'appetito, ridotta pressione intraoculare e leggero aumento della pressione arteriosa. L'uso a lungo termine danneggia gravemente struttura e funzionalità del polmone, in quanto la cannabis contiene alcuni dei cancerogeni presenti anche nel tabacco. Nel cervello vi sono 2 tipi di recettori per i cannabinoidi: CB2 e CB1, questi ultimi hanno densità elevata nell'ippocampo, regione importante per apprendimento e memoria. I problemi cognitivi associati al consumo di marijuana sono riconducibili ai suoi effetti su tali recettori nell'ippocampo. Inoltre il fumare marijuana si associa ad un aumento di afflusso ematico alle regioni cerebrali coinvolte nelle emozioni (amigdala e giro del cingolo anteriore), e ad una diminuzione del flusso ematico nelle regioni del lobo temporale associate all'attenzione uditiva. L'uso abituale produce tolleranza e astinenza.

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