Filosofia dell'educazione: concetti chiave e professionalità formativa

Documento dall'Università degli Studi di Firenze su Elementi di Filosofia dell'educazione - sintesi. Il Pdf esplora i concetti chiave della filosofia dell'educazione, il suo ruolo nella pedagogia e l'importanza della riflessione critica, con contributi di Borghi, Bertin, Laporta e Massa. Questo documento di Filosofia, adatto al grado universitario, definisce educazione, istruzione e formazione, evidenziando la loro interconnessione.

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Elementi di Filosofia dell'educazione - sintesi
Filosofia dell'educazione (Università degli Studi di Firenze)
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Elementi di Filosofia dell'educazione - sintesi
Filosofia dell'educazione (Università degli Studi di Firenze)
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SINTESI LIBRO
ELEMENTI DI FILOSOFIA DELL’EDUCAZIONE
di Alessandro Mariani
Prefazione
La filosofia dell’educazione si manifesta come un fondamentale esercizio di
problematizzazione critica, aperta e razionale intorno agli “ambiti” e alle “funzioni” della
pedagogia, analizzando e interpretando i saperi, gli oggetti, le strutture, i modelli e i traguardi che la
nutrono e l’attraversano, i problemi-di-struttura che la connotano nella sua tradizione e verso i quali
esercita una riflessione costante e in qualche modo “interminabile”. Un ruolo questo assai
importante, poiché è alla filosofia dell’educazione che viene affidato il compito di recuperare con
un lavoro analitico e critico, sempre aperto e in itinere la struttura e il senso della pedagogia,
come sapere-di-saperi convergente e unitario.
Il presente volume si rivolge soprattutto agli studenti universitari che si avvicinano per la
prima volta alla filosofia dell’educazione, ma anche ai maestri, ai professori, agli educatori e ai
pedagogisti, giacché le professionalità formative (particolari, delicate, difficili, complesse) sono,
sempre, sature di riflessività e richiedono, sempre, un forte tasso di criticità e di interpretazione a
cui la filosofia dell’educazione guarda da sempre misurandosi come l’operari educativo. Così la
nostra proposta è quella di evidenziare il ruolo, lo statuto e la funzione della filosofia
dell’educazione, come elemento necessario per stare-nella-pedagogia, stile della pedagogia, che
appunto non può fare a meno della analitica della critica. In particolare, alcuni contributi
della filosofia stricto sensu (si pensi all’empirismo e al criticismo, ma anche all’idealismo, al
marxismo, al personalismo, al pragmatismo, al problematicismo, allo strutturalismo,
all’ermeneutica, al decostruzionismo ecc.) hanno apportato degli innesti interessanti per la ricerca
filosofico-educativa, contribuendo alla rigorizzazione dei modelli pedagogici e affrancandoli da
forti ipoteche e da pericolose espropriazioni.
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Elementi di Filosofia dell'educazione - sintesi Filosofia dell'educazione (Università degli Studi di Firenze) StuDocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Martina Simeone (martinasimeone95@outlook.it)SINTESI LIBRO ELEMENTI DI FILOSOFIA DELL'EDUCAZIONE di Alessandro Mariani

Prefazione

La filosofia dell'educazione si manifesta come un fondamentale esercizio di problematizzazione critica, aperta e razionale intorno agli "ambiti" e alle "funzioni" della pedagogia, analizzando e interpretando i saperi, gli oggetti, le strutture, i modelli e i traguardi che la nutrono e l'attraversano, i problemi-di-struttura che la connotano nella sua tradizione e verso i quali esercita una riflessione costante e in qualche modo "interminabile". Un ruolo - questo - assai importante, poiché è alla filosofia dell'educazione che viene affidato il compito di recuperare - con un lavoro analitico e critico, sempre aperto e in itinere - la struttura e il senso della pedagogia, come sapere-di-saperi convergente e unitario. Il presente volume si rivolge soprattutto agli studenti universitari che si avvicinano per la prima volta alla filosofia dell'educazione, ma anche ai maestri, ai professori, agli educatori e ai pedagogisti, giacché le professionalità formative (particolari, delicate, difficili, complesse) sono, sempre, sature di riflessività e richiedono, sempre, un forte tasso di criticità e di interpretazione a cui la filosofia dell'educazione guarda da sempre misurandosi come l'operari educativo. Così la nostra proposta è quella di evidenziare il ruolo, lo statuto e la funzione della filosofia dell'educazione, come elemento necessario per stare-nella-pedagogia, stile della pedagogia, che - appunto - non può fare a meno né della analitica né della critica. In particolare, alcuni contributi della filosofia stricto sensu (si pensi all'empirismo e al criticismo, ma anche all'idealismo, al marxismo, al personalismo, al pragmatismo, al problematicismo, allo strutturalismo, all'ermeneutica, al decostruzionismo ecc.) hanno apportato degli innesti interessanti per la ricerca filosofico-educativa, contribuendo alla rigorizzazione dei modelli pedagogici e affrancandoli da forti ipoteche e da pericolose espropriazioni. This document is available free of charge on StuDocu.com Scaricato da Martina Simeone (martinasimeone95@outlook.it) Pagina 1 di 17

Introduzione

Identità e funzione oggi

Dopo la metafisica

La ricerca filosofico-educativa restituisce un discorso rigoroso sui grandi temi della pedagogia generale, rivolto a studiare i fini, i mezzi, le strategie, i ruoli, le componenti ecc., che la innervano e la sostanziano. Infatti, se la pedagogia generale mette in rilievo i fini della formazione e le strategie educative (intese nell'universo complessivo delle scienze dell'educazione: psicologia, biologia, storia, linguistica, sociologia, antropologia, economia ecc.), essa si coniuga con la filosofia dell'educazione, in quanto quest'ultima è una guida ricorrente di quei fini e di quelle strategie. Un po' come viene schematizzato in un diagramma circolare, che vorrebbe rappresentare una sorta di "radiografia" dei rapporti tra i vari settori del sapere pedagogico, ovvero un quadro dell'ordinamento pedagogico-educativo:

  1. Analisi a cura delle scienze dell'educazione
  2. Sintesi pedagogica Problemi relativi a inculturazione, acculturazione, apprendimento, educazione, istruzione e formazione dei soggetti (singolarmente e socialmente intesi)
  3. Metariflessione filosofico-educativa
  4. Studio delle condizioni sociali (generali e locali)
  5. Esame degli aspetti politici, economici, culturali ecc.

Una gestione epistemologicamente fondata e ontologicamente autentica del pensare i processi educativi/istruttivi/formativi non può fare a meno della filosofia dell'educazione, giacché il pensare more philosophico è quello che ci fa penetrare meglio all'interno delle varie "isole" dell'"arcipelago" pedagogico. Filosofia ed educazione si integrano a vicenda. È in base a questa "fusione" tra pensiero riflettente e prassi operativa che si può definire il ruolo e il raggio d'azione della filosofia dell'educazione. Pagina 2 di 17 Scaricato da Martina Simeone (martinasimeone95@outlook.it) La pedagogia, come tutte le altre scienze umane, non ricerca più una verità assoluta, com'è accaduto, invece, nella tradizione metafisica. Da un lato si è profilata l'opportunità di far riguadagnare alla pratica della ricerca in educazione un senso più genuino, adeguato e produttivo; dall'altro lato si è postulata la specificità, ovvero l'"autonomia" di quella ricerca. L""autonomia pedagogica" come una capacità dei saperi dell'educazione di attraversare rigorosamente e focalizzare intenzionalmente i problemi relativi a inculturazione, acculturazione, apprendimento, educazione, istruzione e formazione dei soggetti (singolarmente e socialmente intesi). Dunque, una procedura di tipo critico e metacognitivo che riflette intorno alle pratiche educative e le orienta verso una loro autentica dimensione di senso. A partire di queste premesse, le molteplici prospettive teoriche che hanno caratterizzato il discorso pedagogico contemporaneo hanno contribuito anche ad evidenziare alcuni elementi-chiave (o guida) della pedagogia come scienza "autonoma": statuto epistemologico, oggetti di riflessione, norme regolative, leggi speciali, modelli euristici, metodologie d'indagine, lessico specifico ecc. Gli esiti più significativi evidenziano che la pedagogia può essere considerata come scienza "autonoma" purché non si confonda l'"autonomia" con l'isolamento. La pedagogia, infatti, come altre scienze, è correlata con diverse discipline da cui coglie dati/informazioni da elavorare in forma coerente in base alle proprie finalità. La pedagogia si occupa dell'agire formativo e del suo realizzarsi nei rapporti (interpersonali, educativi, comunicativi ecc.) e in relazione a quella costellazione di valori a cui essa si richiama: la libertà dell'individuo, il diritto universale alla formazione, il rispetto della persona, la democrazia ecc. Le sue indagini, i suoi progetti e i suoi interventi toccano problemi reali, in quanto riguardano le persone nel loro vivere civile, nel loro formarsi, nel loro progredire spirituale, nel loro far cultura ecc. Il compito che possiamo assegnare alla filosofia dell'educazione è quello di lavorare dopo la metafisica e dentro la pedagogia per condurla alla sua quota più alta, quella della critica. Il compito della filosofia dell'educazione è quello di coordinare, animare, organizzare - secondo una "logica dialettica" - il sapere/agire educativo e di mantenere aperti e in costante tensione i problemi ricorrenti. L'identità attuale Se la pedagogia generale viene intesa (anche) come "critica della pedagogia", alla filosofia dell'educazione spetta il compito di decostruire e di rivedere la stessa pedagogia attraverso una "tensione regolativa" che ne sappia cogliere sia la dimensione diacronica sia quella sincronica. La pedagogia, rispetto ad altre scienze umane ha uno statuto speciale (generale, trasversale, empirico), una funzione specifica (ermeneutica, ricostruttiva, riflessiva) e una logica definita (plurale, argomentativa, saggistica). Il regolatore dei discorsi della pedagogia Attraverso lo strumento filosofico-educativo possiamo guardare alla contemporaneità per regolare i discorsi della pedagogia e il suo statuto attuale, per ricostruire quei passaggi che hanno contrassegnato storicamente la tradizione pedagogica, per rivitalizzare la categoria della dialettica all'interno della formazione stessa, per analizzare come le "emergenze educative" (= problemi educativi aperti) operano in questa dialettica. Un'esigenza determinata dal fatto che di fronte all'accumulazione dei "saperi positivi" prodotti dalla ricerca educativa e alle sistematizzazioni pragmatiche della filosofia stessa, la pedagogia ha conosciuto nel periodo recente (dal 1968 ad oggi, per intenderci) una forte "delegittimazione", "deterritorializzazione", "demistificazione". Sappiamo Pagina 3 di 17 This document is available free of charge on StuDocu.com Scaricato da Martina Simeone (martinasimeone95@outlook.it)che essa viene pensata più spesso come forma d'azione e/o come tipo di competenza che come modalità radicale (= originaria, che sta alla radice) del pensiero. In certi casi, per esempio, si è chiamati a parlare di pedagogia con riferimento esclusivo alle "pratiche scolastiche" e all'"organizzazione curricolare", là dove, cioè, in un quadro fortemente istituzionalizzato, si attiva un impegno didattico in grado di far acquisire saperi, tecniche e competenze. Questa, però, non è l'unica prospettiva da cui guardare il côté pedagogico. Dunque, come pensare una conoscenza dell'azione educativa? Più precisamente, come può la pedagogia - che è (anche) prassi - pensare se stessa? Potremmo rispondere che, quasi per definizione, le scienze dell'educazione rinviano ad una loro "poiesi" in grado di scardinare, de facto, la possibilità esclusiva di produrre un modello di riferimento valido attraverso la "prassi". Non a caso si rivela necessario e urgente ridefinire la pedagogia come un sapere prevalentemente filosofico - che deve guardare all'esistente, ma anche inquietare (e lasarsi inquietare) in quanto sapere "critico-dialettico" (o aperto) -, il quale è costitutivamente un sapere critico. In altri termini, la pedagogia non deve essere solo una scienza dell'amministrazione" educativa, ma soprattutto un discorso dell'utopia educativa, in un gioco di sponda che le permetta di guardare - senza subordinazioni o smanie moralistiche - alla complessità dell'attuale "condizione postmoderna". Alla pedagogia spetta il compito di mantenere una formazione antropologica, ovvero una formazione umana dell'uomo integrata e completa, in grado di guardare allo sviluppo cognitivo- mentale-professionale del soggetto, sì, ma anche alla sua responsabilizzazione in quanto costruttore dei propri processi formativi che lo riguardano direttamente sul piano esistenziale. Se noi assegniamo alla pedagogia un ruolo generale rispetto al dispositivo della formazione, possiamo comprendere meglio e in maggiore profondità quelle "rotture dell'umano" (ingegneria genetica, tecnologia, intelligenza artificiale ecc.) che non possono non interessare la pedagogia contemporanea come disciplina legittima a riflettere - mediante la filosofia dell'educazione - sull'ordine interno e sul senso storico-culturale dell'esistenza e della sua formazione. Una questio che nel "caso italiano" ha trovato cognizione, comprensione e giustificazione assai ampie.

La pedagogia e la sua struttura

Alla ricerca degli "universali" o "fondamentali"

L'immagine attuale della pedagogia è un'immagine complessa, articolata, poliedrica, dismorfica, che, tuttavia, si concentra su quel sistema "universale" che individua il proprio baricentro nella formazione dell'uomo. Una chiave di volta, questa, da cui derivano tutti gli altri livelli-guida (prassici, teorici, metateorici, teoretici) che operano all'interno del sapere educativo. Quindi, una teoria di tipo filosofico - riflessivo e critico - coordinata dal principio-formazione che viene assunto da un discorso argomentativo, libero e aperto, com'è quello delle scienze dell'educazione, della pedagogia generale e della filosofia dell'educazione. Considerata l'"ipercomplessità" della pedagogia c'è bisogno di capire come funziona la struttura del discorso pedagogico. Il carattere distintivo si articola su due tronconi (la pedagogia come epistemologia1 e come axiologia2) che vengono a conciliarsi in una forma mentis critica e interpretativa, capace di pensare l'intenzionelità educativa in base a dispositivi razionalmente costituiti.

1 Epistemologia: lo studio critico della natura e dei limiti della conoscenza scientifica, con particolare riferimento alle strutture logiche e alla metodologia delle scienze. 2 Axiologia: filosofia dei valori (etica, estetica). Pagina 4 di 17 Scaricato da Martina Simeone (martinasimeone95@outlook.it)

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