Slide di Università sull'Apprendimento Motivato. Il Pdf esplora i fattori che influenzano la motivazione e gli obiettivi di riuscita, presentando il modello dicotomico di Dweck e Leggett e il "learning contract" di Malcolm Knowles, utile per lo studio universitario di Psicologia.
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Il processo di apprendimento è influenzato da numerosi fattori interni (interesse, ansia, attenzione, modelli operativi interni ecc) ed esterni (fonti di distrazioni, aspettative degli insegnanti e dei genitori) alla persona. Tuttavia appare quasi indiscutibile che spesso la motivazione sia influenzata dalla capacità di sviluppare e perseguire obiettivi di riuscita (achievement goal) : rappresentazioni cognitive, centrate sul futuro che dirigono il comportamento focalizzandosi su possibilità specifiche, relativo ad uno stato di competenze che l'individuo tende ad avvicinare o a evitare. (Elliot e Hulleman) Oggi, il punto di arrivo di studi iniziati tra gli anni 70 e 80 è rappresentato dal modello degli obiettivi di riuscita 3 x 2 di Elliot.
Gli alunni con OBIETTIVI di PADRONANZA: - studiano per il piacere di acquisire nuove conoscenze e competenze; - considerano l'insegnante come una guida; - si cimentano maggiormente in situazioni sfidanti e compiti difficili; interpretano il successo come risultato di uno sforzo elevato; - - stati emotivi positivi verso l'apprendimento (hanno più fiducia in loro stessi; migliore autoregolazione emotiva, dunque minor disagio dinanzi all'insuccesso) Gli studenti con obiettivi di padronanza attribuiscono il proprio insuccesso a fattori modificabili come lo sforzo.
Alunni con OBIETTIVI di PRESTAZIONE - studiano per ottenere giudizi positivi - preferiscono affrontare compiti con ridotte possibilità di errore così da dimostrare le competenze acquisite (evitano le sfide) ; - bassa persistenza davanti alle difficoltà - considerano l'insegnante come un valutatore; - la loro motivazione è legata all'approvazione sociali. Di fatti hanno stati affettivi negativi dovute a reazioni maladattive: sono preoccupati di dimostrare le loro competenze e questo può ostacolare la motivazione intrinseca. - Il feedback positivo o negativo va ad incidere sulla loro fiducia in se stessi
Con questo modello Elliot sposta il focus, non sugli obiettivi (di riuscita), ma sulla competenza in quanto predittivo del tipo di obiettivo che si consegue, positivo o negativo. Distingue tra: · Obiettivi di padronanza: Questi obiettivi si concentrano sulla crescita personale e sulla padronanza di una competenza. Le persone con obiettivi di padronanza cercano di migliorare le proprie abilità e conoscenze. · Approccio alla prestazione: Questi obiettivi riguardano la dimostrazione delle proprie capacità agli altri. Le persone con un approccio alla prestazione cercano di eccellere e ottenere riconoscimenti. · Evitamento della prestazione: Questi obiettivi si basano sulla paura di fallire o di essere giudicati negativamente. Le persone con obiettivi di evitamento cercano di evitare l'insuccesso o di non apparire incompetenti. Processi di autoprotezione impediscono di impegnarsi per un risultato ottimale
Zimmerman e Schunk definiscono l'apprendimento autoregolato come un processi attraverso i quali gli studenti attivano e sostengono personalmente cognizioni, affetti e comportamenti che sono sistematicamente orientati al raggiungimento di obiettivi personali Dunque, l'apprendimento autoregolato è una modalità di studio in cui lo studente assume un ruolo attivo e centrale nel proprio percorso educativo. Questo tipo di apprendimento sembra essere particolarmente efficace nel raggiungere buoni risultati. In questo approccio, lo studente stabilisce obiettivi didattici chiari e lavora autonomamente per raggiungerli. Si parla spesso della necessità di autonomia e autodeterminazione in questo contesto. Lo studente, infatti, cerca di monitorare, controllare e regolare vari aspetti di sé stesso, come la cognizione, la motivazione e il comportamento, per raggiungere gli obiettivi prefissati. Questo significa che gestisce in modo efficace le proprie risorse, come il tempo e l'energia, per ottimizzare le prestazioni. Quando incontra difficoltà, è incline a chiedere aiuto sia agli insegnanti sia ai compagni di classe. 5Un elemento fondamentale dell'apprendimento autoregolato è il controllo percepito, che è un importante predittore delle emozioni, della motivazione e delle prestazioni dello studente. Il controllo percepito si riferisce alla capacità che gli individui credono di avere di prevedere e influenzare gli eventi nel contesto scolastico. Questo concetto è strettamente legato agli stili di attribuzione. Gli studenti che attribuiscono i risultati delle loro prestazioni a cause interne e controllabili, come l'impegno personale, tendono a sviluppare determinate caratteristiche positive. Sono più motivati al successo, persistono di fronte alle difficoltà, ottengono generalmente prestazioni superiori e si impegnano con costanza. Sentono anche una maggiore responsabilità per le proprie azioni e sperimentano emozioni negative in misura minore rispetto a coloro che attribuiscono i successi e i fallimenti a cause esterne e poco controllabili. Al contrario, gli studenti che ritengono che i propri risultati dipendono da fattori esterni e poco controllabili sono meno motivati, si impegnano meno e tendono a rinunciare di fronte a situazioni di apprendimento complesse. Sono anche più propensi a scegliere compiti più semplici per evitare lo sforzo cognitivo. Questi studenti sperimentano maggiori emozioni negative e utilizzano meno strategie di apprendimento efficaci.
L'apprendimento autodiretto è un aspetto fondamentale in quanto consente di sviluppare non solo l'autonomia e la responsabilità del proprio apprendere. Ciò favorisce la possibilità di conoscere e orientare le proprie aspirazioni, autoregolare e autodirigere il proprio agire. Il focus su questo tipo di apprendimento ha trovato terreno fertile negli anni '90 quando appare in diversi manifesti dell'Unione Europea, dell'UNESCO e nelle iniziative mondiali sul Life Long Learning. L'apprendimento trova la propria origine nell'attivismo in quanto lo studente è parte attiva del proprio processo di apprendimento.
Lo studio verso l'apprendimento autodiretto nasce negli anni '60 come critica alla pedagogia indottrinante a favore di un apprendimento più democratico e attivo. Negli anni '70 iniziano ad emergere i primi modelli di didattica aperta e centrati sullo studente. Tra le figure chiave: Montessori, Freinet, Rogers, Freire. Le teorie a cui far riferimento sono: · Pedagogia umanistica: l'autonomia dell'alunno è centrale. · Costruttivismo: l'apprendimento è un processo attivo di costruzione della conoscenza.
Malcom Knowles (1975) è uno dei primi che ha introdotto il termine "self directed learning" nell'ambito degli independent studies> processo in cui l'individuo prende iniziative personali, definisce i propri bisogni di apprendimento, organizza le risorse, determina le strategie di apprendimento, monitora e valuta il proprio successo. Proprio durante questi anni Knowles afferma che il contratto di apprendimento è uno strumento per facilitare un'esperienza di apprendimento personale, autonoma e significativa. ossia per trasformare l'apprendimento in un'esperienza personalizzata, efficace e motivante.
Egli individua i seguenti benefici del contratto di apprendimento: · Stimola la riflessione: il discente e portato ad esplicitare i propri obiettivi di apprendimento e le strategie per raggiungerli. . Chiarifica il processo di apprendimento: definisce i contenuti, le tempistiche e le modalità di valutazione. . Promuove l'autonomia: il discente assume la responsabilità del proprio percorso di apprendimento. · Amplia l'utilizzo delle risorse: il discente è incentivato a ricercare e utilizzare diverse fonti di conoscenza. ● Sviluppa l'apprendimento esperienziale: il discente impara dalle proprie esperienze e dalla propria vita. · Favorisce il feedback: il discente riceve e valorizza i feedback di docenti e colleghi. · Rende il discente protagonista: il discente assume un ruolo attivo e centrale nel proprio processo di apprendimento e crescita.
TUTTI COLORO CHE SI OCCUPANO DI INSEGNAMENTO DOVREBBERO RICORDARE CONTINUAMENTE L'ANTICO MOTTO LATINO «LUDENDO DOCERE», CIOÈ «INSEGNARE DIVERTENDO». SE SI RIESCE INFATTI A INSERIRE L'ASPETTO DEL «GIOCO» (NEL SENSO DELL'«INTERESSE») ECCITANDO COSÌ LE MOTIVAZIONI INDIVIDUALI E ACCENDENDO I CERVELLI, SI RIESCE A MOLTIPLICARE IN MODO ALTISSIMO L'EFFICIENZA DELL'INFORMAZIONE, DELL'INSEGNAMENTO, DELLA COMUNICAZIONE. PERCHÉ L'INTERESSATO «CI STA». E STIMOLATO, PARTECIPA, RICORDA. E IMPARA. PIERO ANGELA 11