Storia romana: magistrature e istituzioni politiche nell'età regia e repubblicana

Documento dall'Università degli Studi di Siena su Storia romana, appunti sulle magistrature. Il Pdf esplora le magistrature e le istituzioni politiche dell'antica Roma, coprendo l'età regia e repubblicana, con un focus su Re, Senato e Comizi Curiati, utile per lo studio universitario di Storia.

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11 pagine

Storia romana, appunti sulle
magistrature
Storia Romana
Università degli Studi di Siena (UNISI)
10 pag.
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Funzione del senato
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Storia Romana: Appunti sulle Magistrature

docsity Storia romana, appunti sulle magistrature Storia Romana Università degli Studi di Siena (UNISI) 10 pag. Document shared on https://www.docsity.com/it/storia-romana-appunti-sulle-magistrature/9922606/ Downloaded by: virginia.trapani.54 (virginiatrapani22@gmail.com)

Età Regia

Funzione del Re

La figura del rex era il supremo magistrato che governava Roma, si tratta di una figura presente fin dalla fondazione della città. Il re governava la città, comandava l'esercito ed era il giudice del popolo. Il re era aiutato dal Senato, formato dagli anziani patrizi. Essi eleggevano il re, ma la loro scelta doveva essere sempre approvata dai Comizi Curiati (assemblea di cittadini).

Alla morte del re, Roma entrava in un periodo di interregno (istituzione per cui quando veniva a mancare il potere supremo dello Stato Romano - re- questo veniva esercitato da un Interrex per un periodo limitato di tempo (5 giorni). Plutarco, in Vita di Numa 2.8 ci parla di questa fase di interregno. Nell'attesa di individuare un nuovo re e di sceglierlo i vari membri del senato detenevano per 6 ore di giorno e 6 ore di notte il potere, che poi sarebbe stato conferito al re. Dopo la morte del Re il potere va temporaneamente al senato, nell'attesa di un nuovo re -> il potere veniva attribuito ai patres, cioè ai membri del Senatus durante l'età monarchica.

L'interrex convocava i comizi curati, che poteva solo accettare o rifiutare il candidato re. Se accettato, il re eletto non poteva entrare subito nel suo 'ufficio'. Occorrevano altri 2 atti: era necessario interrogare la volontà divina degli dei, mediante gli auspici. La cerimonia era eseguita da un augure. Il secondo atto che doveva essere eseguito era il conferimento dell'imperium al re, che avveniva attraverso l'approvazione della LEX CURIATA DE IMPERIO, votata dai comizi curiati.

Funzione del Senato nell'Età Regia

Il senato durante l'età regia ebbe 3 principali responsabilità: come il tenutario del potere esecutivo durante l'interregnum, ebbe il compito di Document shared on https://www.docsity.com/it/storia-romana-appunti-sulle-magistrature/9922606/ Downloaded by: virginia.trapani.54 (virginiatrapani22@gmail.com)consigliare il sovrano nelle decisioni da prendere e di fungere da organo legislativo insieme al popolo di Roma.

'Patres (et) conscripti': formula che faceva riferimento alla distinzione all'interno del senato, di due categorie di senatori: i 'patres', cioè i patrizi e tutti i loro discendenti appartenenti al senato primitivo romuleo; e i 'conscripti' aggregati in un secondo tempo da Tarquinio Prisco.

Comizi Curiati nell'Età Regia

I comizi curiati furono una assemblea romana, risalente all'epoca Regia e perciò la più antica di Roma, cui i cittadini romani partecipavano suddivisi per curie, create da Romolo.

Si tratta di un'assemblea nata con funzione consultiva del Re o dei magistrati, divenne il principale organismo assembleare romano nei primi anni della Repubblica, per poi perdere importanza a favore di altre forme di assemblee. I comizi curiati si riunivano nel Comizio, il centro politico di Roma situato nel Foro Romano. Tutti i maschi adulti delle famiglie patrizie partecipavano alla più antica assemblea cittadina di Roma. I membri delle gentes erano suddivisi in 30 curie, 10 per ciascuna delle 3 tribù.

Secondo Dionigi di Alicarnasso a questi comitia erano attribuite 3 funzioni principali: accettare o rigettare le leggi; decidere della pace e delle guerre; eleggere i magistrati.

Età Repubblicana

Per età repubblicana si intende il sistema di governo della città di Roma nel periodo compreso tra il 509 a.C. e il 27 a.C., quando l'Urbe fu governata da un'oligarchia repubblicana. La repubblica nacque a seguito di contrasti interni che portarono alla fine della supremazia etrusca. La fine della repubblica viene fatta coincidere con la fine di un lungo periodo di guerre civili che segnò la fine del governo repubblicano a favore del Principato. Riguardo la forma di governo, lo storico Polibio affermerà che Document shared on https://www.docsity.com/it/storia-romana-appunti-sulle-magistrature/9922606/ Downloaded by: virginia.trapani.54 (virginiatrapani22@gmail.com)quello della repubblica romana è il migliore esempio di costituzione mista, perché rappresenta la perfetta unione tra la monarchia (consoli), l'oligarchia (senato) e la democrazia (assemblee romane, i comizi).

Durante l'età repubblicana, con la progressiva crescita dello Stato romano si rese necessaria l'istituzione di altre cariche che andarono a costituire le MAGISTRATURE (edili, censori, questori, tribuni della plebe).

Durante l'età repubblicana ottennero grande importanza le assemblee popolari, che avevano diverse funzioni. La loro composizione sociale differiva da assemblea e assemblea, tra queste l'organo più importante erano i comizi centuriati, in cui il peso nelle votazioni era proporzionale al censo".

Il terzo fondamento politico della repubblica era il Senato, già presente nell'età monarchica. Costituito da 300 membri, capi delle famiglie patrizie ed ex consoli, aveva la funzione di fornire pareri e indicazioni ai magistrati.

Funzione del Senato nella Repubblica

Il senato romano divenne un organo fondamentale con l'instaurazione della Repubblica. Proprio uno dei primi provvedimenti del console Lucio Giunio Bruto fu quello di rinforzare il senato (300 senatori). Per entrare a far parte del senato era necessario aver esercitato una magistratura: prima furono ammessi coloro che erano stati censori, consoli o pretori. In seguito l'accesso al senato veniva regolato dai consoli, nel 319 a.C. con la legge Lex Ovinia de senatus lectione questo compito , il lectio senatus, venne garantito ai censori. Ogni 5 anni i censori redigevano una lista ufficiale dei senatori.

Il senato romano si poteva riunire solo nei posti consacrati, solitamente nella Curia, che si trovava nel foro romano.

Al senato venne conferito formalmente il solo potere consultivo, ovvero il diritto di essere consultato prima di far passare una legge. Il ruolo sostanzialmente esercitato era quello dell'assemblea del ceto dominante in una repubblica oligarchica, simboleggiato dal potere esercitato Document shared on https://www.docsity.com/it/storia-romana-appunti-sulle-magistrature/9922606/ Downloaded by: virginia.trapani.54 (virginiatrapani22@gmail.com)mediante il SENATUS CONSULTUM ULTIMUM (delibera del senato, emesso in caso di emergenza). Le principali funzioni del senato erano esercitate nei seguenti ambiti: sacrale-religioso, militare, politica estera, costituzionale, legislativo, giurisdizionale, politica finanziaria.

Polibio aggiunge che, se anche uno solo dei tribuni della plebe avesse opposto il proprio veto, il Senato non solo non avrebbe potuto eseguire alcuna delle sue deliberazioni (senatus consulta), ma neppure tenere sedute ufficiali o riunirsi. Per questi motivi, il senato temeva le assemblee popolari e le teneva in grande considerazione.

Funzione dei Comizi Curiati nella Repubblica

I comizi curiati furono la principale assemblea durante i primi due decenni del periodo repubblicano della Roma antica. La curia in epoca repubblicana sembra si trasformò in un'assemblea con funzioni legislative, elettorali e giuridiche. Una delle prime funzioni attribuite a questa assemblea nel 509 a.C. fu la Provocatio ad populum, ossia la possibilità che potesse essere trasformata in altra pena, la pena capitale di un condannato a morte.

I comizi curiati approvavano le leggi, eleggevano i consoli (GLI UNICI MAGISTRATI ELETTI IN QUEL PERIODO) e cercavano di risolvere i casi giudiziari. I consoli presiedevano sempre a questo genere di assemblea, i patrizi potevano votare e i plebei solo partecipare.

Poco dopo la nascita della Repubblica, i poteri dei Comizi curiati vennero trasferiti ai Comizi Centuriati e ai Comizi Tributi. Con l'emanazione della Legge delle XII tavole (451-450 a.C.) la provocatio ad populum venne attribuita ai Comitia centuriata.

I comizi curiati caddero in disuso, lasciano solo qualche funzione teorica, tra cui il potere di ratificare le elezioni dei maggiori magistrati romani (consoli e pretori) approvando la Lex Curiata de imperio, che conferiva l'autorità legale del comando. Con il tempo gli atti dei Comizi curiati divennero solo simbolici.

Comizi Centuriati

I comizi centuriati furono una delle assemblee popolari della Res Publica Romana; partecipavano tutti i cittadini romani, patrizi o plebei che fossero, per esercitare i loro diritti politici e contribuire a determinare la vita dello stato.

Secondo la tradizione, i comizi centuriati sono il frutto della riforma dell'esercito operata da Servio Tullio, che nel rendere l'esercito più funzionale trasfuse anche nella vita civile l'ideale del cittadino-soldato. Ma in realtà a Servio Tullio si deve solo la riforma dell'exercitus su base censitaria, mentre l'applicazione del sistema di assemblea avvenne dopo il passaggio alla Repubblica.

Ai comizi centuriati furono assegnati i maggiori compiti di governo, il suo esercizio era riservato al popolo (da intendersi chi era presente all'interno dell'esercito), che consistevano principalmente nell'elezione delle magistrature maggiori (censura, consolato, pretura), nella legislazione (spesso in comunione con il senato) e nella dichiarazione di guerre.

Il primo atto deliberativo di questa assemblea fu la Provocatio ad populum.

Il comizio centuriato aveva il potere di eleggere le magistrature maggiori e di votare le leggi di governo della città, su proposta di un magistrato, come accadde nel 451 a.C. quando approvarono le Leggi delle XII tavole elaborate dal primo decemvirato; era anche investito del ruolo di tribunale nel caso di condanna a pena capitale. In particolare aveva competenza esclusiva in materia di perduellio, ovvero tradimento allo Stato, fino alla riforma operata da Lucio Appuleio Saturnino che istituì la 'quaestio perpetua de maiestate', per processare gli accusati di tradimento.

Il ruolo chiave del comizio centuriato venne meno con l'aprirsi delle guerre civili e con le riforme di Mario e Silla; una grande rifioritura del ruolo del comizio si ebbe con Augusto. Dopo di ciò il comizio declinò definitivamente.

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