John Dewey: pragmatismo, attivismo pedagogico e scuola progressiva

Documento su John Dewey (1859-1952). Il Pdf esplora il pensiero di Dewey, focalizzandosi sul pragmatismo e l'attivismo pedagogico, con un'analisi della scuola progressiva e dell'educazione come autoeducazione. Questo materiale di Filosofia per l'Università è utile per lo studio autonomo.

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John Dewey (1859 – 1952)
3 maggio 2021
~ gabriella giudici
gabriellagiudici.it/dewey/
John Dewey (1859-1952) è il massimo esponente del pragmatismo
americano e il pensatore che più d’ogni altro esprime le ragioni profonde,
educative e sociopolitiche, dell’attivismo pedagogico del primo Novecento.
«Il futuro è legato al diffondersi dell’atteggiamento scientifico. È questa l’unica garanzia
contro uno sviamento su vasta scala per opera della propaganda. Ancor più importante, è
l’unico modo per assicurare la possibilità di una pubblica opinione abbastanza intelligente
per affrontare i presenti problemi sociali».
J. Dewey, Libertà e cultura
Indice
1. La scuola progressiva
1.1 Non solo scuola attiva, ma una scuola strumento di progresso sociale
1.1.1 Scuola attiva e scuola progressiva
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2. I fondamenti teorici
2.1 Unitarietà del reale e strumentalismo logico
2.2 L’esperienza e l’interazione individuo-ambiente
2.3 Esperienza e pensiero
2.4 L’origine del pensiero
2.5 Educazione ed autoeducazione
1. La scuola progressiva
Nato a Burlington, nel piccolo Stato del Vermont, Dewey risente in particolare delle influenze
del pragmatismo di William James, una filosofia che ha come proprio oggetto di riflessione
l’esperienza intesa come processo di interazione tra l’individuo e l’ambiente.
Dietro di essa si può intravedere l’evoluzionismo di Darwin che, come è noto, ha posto
l’interazione individuo-ambiente alla base dei processi di adattamento coi quali
l’umanità si è evoluta nel tempo.
Learning by doing nella progressive school di Chicago
Nel 1897, il pedagogista apre una scuola sperimentale presso l’Università di Chicago
nella quale sostituisce le «lezioni» della scuola tradizionale con una serie di «attività »
o di «esperienze» (il cucinare, il tessere, ecc.) sulle quali dà vita ai processi di
apprendimento dei bambini.
Rispetto alla tradizione, è una sorta di rivoluzione: scompaiono le classi, che lasciano
posto a laboratori, scompaiono i banchi, con le loro postazioni individuali, sostituiti da
tavoli per il lavoro collettivo, scompaiono le materie di studio, sostituite da attività che

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Gabriella Giudici

gabriellagiudici.it/dewey/
3 maggio 2021

John Dewey (1859 - 1952)

John Dewey (1859-1952) è il massimo esponente del pragmatismo
americano e il pensatore che più d'ogni altro esprime le ragioni profonde,
educative e sociopolitiche, dell'attivismo pedagogico del primo Novecento.
«Il futuro è legato al diffondersi dell'atteggiamento scientifico. È questa l'unica garanzia
contro uno sviamento su vasta scala per opera della propaganda. Ancor più importante, è
l'unico modo per assicurare la possibilità di una pubblica opinione abbastanza intelligente
per affrontare i presenti problemi sociali».
J. Dewey, Libertà e cultura

Indice

  1. La scuola progressiva
    1. Non solo scuola attiva, ma una scuola strumento di progresso sociale
      1. Scuola attiva e scuola progressiva
  2. I fondamenti teorici
    1. Unitarietà del reale e strumentalismo logico
    2. L'esperienza e l'interazione individuo-ambiente
    3. Esperienza e pensiero
    4. L'origine del pensiero
    5. Educazione ed autoeducazione

La scuola progressiva

Nato a Burlington, nel piccolo Stato del Vermont, Dewey risente in particolare delle influenze
del pragmatismo di William James, una filosofia che ha come proprio oggetto di riflessione
l'esperienza intesa come processo di interazione tra l'individuo e l'ambiente.
Dietro di essa si può intravedere l'evoluzionismo di Darwin che, come è noto, ha posto
l'interazione individuo-ambiente alla base dei processi di adattamento coi quali
l'umanità si è evoluta nel tempo.

Learning by doing nella progressive school di Chicago

Nel 1897, il pedagogista apre una scuola sperimentale presso l'Università di Chicago
nella quale sostituisce le «lezioni» della scuola tradizionale con una serie di «attività »
o di «esperienze» (il cucinare, il tessere, ecc.) sulle quali dà vita ai processi di
apprendimento dei bambini.
Rispetto alla tradizione, è una sorta di rivoluzione: scompaiono le classi, che lasciano
posto a laboratori, scompaiono i banchi, con le loro postazioni individuali, sostituiti da
tavoli per il lavoro collettivo, scompaiono le materie di studio, sostituite da attività che
2/12nascono dagli interessi degli alunni e ne motivano le ricerche, mentre il maestro
scende dalla cattedra, e si fa facilitatore degli apprendimenti degli alunni.
E' l'applicazione alla scuola dell'idea di esperienza interpretata secondo il modello
pragmatista: l'attività umana, e in particolare l'attività del pensiero, nasce dall'azione, è
motivata dall'azione che genera gli "interessi", è ricerca di soluzioni a problemi reali che la
stessa attività pone agli alunni nel corso delle loro esperienze come problemi individuali e/o
collettivi.
Come scrive Dewey in Scuola e società:
«Dobbiamo concepire il lavoro in legno e in metallo, il tessere, il cucire, il cuocere
come metodi di vita e di apprendimento, non come insegnamenti a sé. Dobbiamo
intendere il loro significato sociale, li dobbiamo considerare tipi dei processi mediante i
quali la società progredisce, operazioni con le quali si rendono familiari ai fanciulli certe
primarie necessità della vita in comune e modi mediante i quali queste esigenze sono
state soddisfatte dalla crescente penetrazione e ingegnosità dell'uomo; in breve li
dobbiamo considerare strumenti in virtù dei quali la scuola è destinata a
diventare una forma schietta di attiva vita in comune, anziché un luogo appartato
dove si apprendono lezioni.
Una società consiste di un certo numero di individui tenuti insieme dal fatto di lavorare
in una stessa direzione in uno spirito comune, e di perseguire mire comuni. Le
esigenze e gli scopi comuni esigono un crescente scambio di idee e una crescente
unità del sentimento di simpatia. La ragione radicale per cui la scuola presente non
può organizzarsi come naturale unità sociale è proprio l'assenza di questo elemento di
attività comune e produttiva».
3/12"IL LAVORO IN LEGNO E IN METALLO,
IL TESSERE, IL CUCIRE, IL CUOCERE
SONO METODI DI VITA E DI APPRENDIMENTO"
ESPERIENZA
METODO
SCIENTIFIC
JOHN DEWEY
Watch Video At: https://youtu.be/U7ExXxQgDQY

Scuola progressiva e progresso sociale

1.1 Non solo scuola attiva, ma una scuola strumento di progresso sociale
A differenza dei pedagogisti primonovecenteschi
di cui condivide l'approccio innovatore, Dewey
non chiama "attiva", ma "progressiva" la propria
scuola e pedagogia progressiva la propria
visione educativa.
Il termine di «scuola attiva» era stato introdotto
per la prima volta dal Bovet nel 1917, e
divulgato successivamente dal Ferrière per
distinguere le nuove tendenze pedagogiche del
primo Novecento dalle cosiddette «scuole nuove».
L'attivismo pedagogico e le scuole nuove
Dewey preferisce impiegare la dizione scuola progressiva, e la propria proposta pedagogica
pedagogia progressiva. Dietro la distinzione terminologica si colloca una distinzione
sostanziale perché, a differenza di numerosi altri attivisti, Dewey basa la propria idea
pedagogica su un'organica filosofia dell'educazione (strumentalismo logico),
intimamente connessa con lo spirito del metodo scientifico e dell'ideale democratico.
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Scuola progressiva e democrazia

1.3 Scuola progressiva e democrazia
La scuola di Dewey designa qualcosa di più e di diverso rispetto alla scuola attiva così come
viene comunemente intesa, perché al motivo dell'attività (esperienza diretta dell'alunno;
interesse; metodologia dell'indagine) essa accosta esplicitamente il motivo del progresso
sociale.
Dire che la scuola deve essere una comunità occupata in un comune lavoro in cui ogni
singolo individuo è chiamato a portare il proprio contributo di originalità e creatività, e
nello stesso dire che l'attività individuale deve avere un significato sociale nella cooperazione
interpersonale, è dire che la scuola non è solo luogo di sviluppo del singolo ma luogo dello
sviluppo sociale in direzione democratica.
La democrazia - scrive Dewey - è qualcosa di più di una forma di governo. È prima di
tutto un tipo di vita associata, di esperienza comunicata e congiunta. L'estensione nello
spazio del numero di individui che partecipano ad un interesse in modo che ognuno
deve riferire la sua azione a quella degli altri e considerare l'azione degli altri per dare
un motivo e una direzione alla sua, equivale all'abbattimento di quelle barriere di
classe, di razza e di territori nazionali che impedivano in passato di cogliere il pieno
significato della loro attività. La democrazia è l'estendersi dell'area degli interessi
condivisi e la liberazione di una maggiore varietà di capacità personali».
È il disegno della scuola progressiva di Dewey. Non propriamente, o solamente, scuola
«attiva» o scuola «nuova» come tendevano a qualificarsi le scuole sperimentali
d'inizio secolo, ma appunto progressiva, perché si propone di essere non solo una
proposta di innovazione didattica e pedagogica, ma un fattore di cambiamento e di
progresso sociale.
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Il lavoro nella scuola

Il cucinare, il tessere, la produzione in legno o in metallo stanno all'origine del movimento del
pensiero, che procede di ipotesi in ipotesi, che produce idee per risolvere problemi che
nascono dall'azione, e stanno anche a fondamento della vita comunitaria, dello scambio di
idee nella collaborazione reciproca.
Sono il punto di partenza, fondato su un interesse reale, da cui i singoli o la comunità
nel suo insieme muoveranno per le loro indagini sui materiali (scienze), sulla loro
provenienza o destinazione (geografia), sulla loro utilità sociale nel presente o nel
passato (storia). Le materie di studio divengono così luoghi per verificare idee e ipotesi di
soluzione di problemi.
Negli anni centrali della sua vita scrive così Il mio credo
pedagogico e Scuola e società che assumono
immediatamente, anche in Europa, il significato di saggi
chiave dell'attivismo pedagogico.
Dewey si rende conto che il mondo sta cambiando.
Guarda con nostalgia al mondo che si lascia alle spalle,
quello dei pionieri, delle piccole comunità agricole tenute
insieme dal lavoro, dai rapporti di vicinato, dai comuni
interessi e dai comuni valori civili e religiosi.
Ma con la produzione industriale su larga scala, il luogo di
lavoro non coincide più con la casa. Se in passato il lavoro
si svolgeva sotto gli occhi dei bambini, ora il prodotto si
è irreparabilmente separato dal processo produttivo,
che sfugge alla stessa conoscenza di coloro che vi sono coinvolti.
Il mio credo
pedagogico
John Dewey
KOUEN
I grandi dell'educazione
INT
Occorre portare il lavoro nella scuola sotto forma di attività sociali nelle quali
l'individuo attivi i propri interessi, stimoli la propria iniziativa individuale e la propria
creatività in un'attività comune, che sia ad un tempo esperienza di rapporti solidali e
di reciprocità. È per questa via che la scuola si propone come luogo di sviluppo
individuale e di progresso sociale.
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Il lavoro nella scuola e il cambiamento del mondo

congle
made for free at coggle.it
il prodotto è
separato dal
processo
produttivo e la sua
conoscenza e
comprensione
sfuggono anche ai
lavoratori
il lavoro non si
svolge più a casa,
davanti agli occhi
dei bambini
perciò occorre portare il
lavoro a scuola
Cas
per creare attività sociali che
suscitino interessi nei ragazzi
il mondo sta
cambiando
Il lavoro nella scuola
attraverso l'attività
comune
ne stimolino l'iniziativa individuale
e creatività
Il pensiero di Dewey, nei suoi fondamenti teoretici, si può
considerare già definito nel 1910, con la pubblicazione di
Come pensiamo nel al quale affida la formulazione più
completa dello strumentalismo logico, mentre il suo
pensiero pedagogico è compiutamente espresso nel suo
capolavoro, Democrazia e educazione del 1916.
Gli scritti successivi prendono forma nel diverso contesto,
gravido di dubbi, che si stende sulla società americana
dopo la crisi del 1929. Il dibattito che si apre investe i
problemi della cultura, dei valori e dell'organizzazione
complessiva della vita sociale, dei metodi educativi e
Dewey viene a trovarsi al centro delle polemiche.
DEMOCRACY
AND
EDUCATION
JOHN DEWEY
Da più parti si chiede di ritornare ai valori del passato,
perché il puerocentrismo, la centralità dell'alunno, hanno
svuotato la scuola dei contenuti della cultura. Occorre tornare ad insegnare contenuti,
restituire all'autorità dei maestri e della cultura il posto che avevano un tempo.
Alle critiche portate al suo pensiero, indicato tra le cause della crisi, Dewey risponde con
una appassionata difesa delle ragioni della scuola progressiva, e ad un tempo delle
ragioni dello spirito scientifico e della democrazia, affidata ad una serie di saggi scritti tra
il 1930 e il 1948, raccolti nel volume L'educazione oggi e ad altri scritti di rilievo, come
Problemi dell'uomo e Libertà e cultura.
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I fondamenti teorici

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