Appunti di Istologia: Tessuto Epiteliale e sue Classificazioni

Documento di Università su Istologia. Il Pdf, un appunto universitario di Biologia, descrive il tessuto epiteliale, le sue caratteristiche generali e le classificazioni principali, inclusi l'epitelio di rivestimento, ghiandolare e sensoriale, con un focus sull'endotelio.

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18 pagine

Istologia Lezione n°5
Pag. 1 di 18
Data
04/10/2021
Materia
Istologia
Professore
Vannucchi
Sbobinatori
Pelissoni Mariana - Nocenti Margherita
TESSUTO EPITELIALE
> Caratteristiche generali degli epiteli:
- Cellule a mutuo contatto di forma poliedrica, separate da spazi non superiori a 40
nm.
- Epiteli non vascolarizzati perché nessun capillare potrebbe attraversare questi spazi
ma innervati.
> Classificazione degli epiteli:
Epitelio di Rivestimento: presenta cellule che si giustappongono formando delle
lamine, le quali si distribuiscono orizzontalmente con uno spessore variabile in cui si
possono ritrovare più file o più strati di cellule. Rivestono tutte le cavità corporee e la
superficie corporea.
Epitelio Ghiandolare: formato da cellule che si presentano talvolta come cellule
disperse, più frequentemente organizzate in strutture tridimensionali perché
producono un secreto che deve essere raccolto direttamente all’interno di questa
struttura oppure riversato nell’organismo.
Epitelio Sensoriale: chiamato anche neuroepitelio*, è un epitelio che ha una
funzione di senso, con cellule capaci di recepire stimoli sensoriali e di inviarli al
sistema nervoso. Si tratta di un epitelio molto complesso, al quale appartengono le
strutture del gusto, le strutture responsabili dell’udito, dei movimenti della testa e del
corpo nell’ambiente e tra le parti.
*Il neuroepitelio è un tessuto embrionale; per non confondersi tra i due tessuti chiamati allo
stesso modo si parla di tessuto epiteliale sensoriale.
Istologia Lezione n°5
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EPITELIO DI RIVESTIMENTO
Gli epiteli di rivestimento si ramificano ulteriormente dalla combinazione di due criteri
morfologici:
> la forma delle cellule:
forma pavimentosa: cellule come quelle di un pavimento, larghe, sottili e appiattite.
forma cubica (e.isoprismatico): cellule che hanno altezza e larghezza simili.
forma cilindrica (e.batiprismatico): cellule molto alte e strette, con base d’impianto
piuttosto piccola rispetto all’altezza
> numero degli strati: gli strati sono quella componente dell’epitelio, quando questo si
ispessisce, in cui le cellule cambiano di aspetto e questo concetto distingue gli strati dalle
file di cellule. Uno strato è diverso dall’altro nel momento in cui le cellule acquisiscono
morfologie e caratteristiche diverse, altrimenti rimangono a far parte dello stesso strato. Lo
strato può essere costituito da una o più file di cellule.
Combinando lo spessore (inteso come numero di strati) e la forma possiamo avere:
epitelio pavimentoso semplice o monostratificato
epitelio cubico semplice o monostratificato
epitelio cilindrico semplice o monostratificato
Quando lo spessore aumenta e compaiono più strati, ovvero si ha nel processo di
formazione dell’epitelio anche un processo di maturazione delle cellule che lo costituiscono
che assumono altre caratteristiche, rimanendo cellule epiteliali, avremo:
epitelio pavimentoso composto o pluristratificato;
epitelio cilindrico composto o pluristratificato
Eccezioni:
epitelio di transizione
epitelio pseudostratificato: si tratta di una variante dell’epitelio cilindrico semplice.
Al microscopio ottico si ha l’impressione che sia pluristratificato, formato almeno da
due strati. Per identificare una cellula al microscopio si va a cercare il nucleo. In una
lamina formata da un monostrato di cellule vedremo tanti nuclei uno accanto
all’altro ciascuno corrispondente a una cellula. Quando si osserva un nucleo più alto
e uno più basso si pensa che ci siano più strati per via delle altezze diverse. Al
microscopio elettronico tutte le cellule, quelle che hanno il nucleo più in basso e
quelle che hanno il nucleo più in alto, partono dalla stessa base, tutte aderiscono al
connettivo sottostante da cui ricavano le sostanze trofiche per la loro sopravvivenza.
Tutte le cellule poggiano sullo stesso connettivo, la membrana basale.
strato: porzione di epitelio di rivesti
m
ento in cui le cellule sono tutte dello stesso tipo
file cellulari: nel contesto dello strato ci possono essere più file cellulari
spessore differente si ottiene per
strati differenti o perché le cellule
hanno diverso spessore
le cellule si adattano per il
contatti fra cellule.
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quindi un unico str ato. In questo strato c'è un rinnov o
più intenso perché tutte a c ontatto con la
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basale

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Anteprima

Istologia Lezione nº5

Introduzione al Tessuto Epiteliale

Data
04/10/2021
Materia
Istologia
Professore
Vannucchi
Sbobinatori
Pelissoni Mariana - Nocenti Margherita

TESSUTO EPITELIALE

Caratteristiche Generali degli Epiteli

  • Cellule a mutuo contatto di forma poliedrica, separate da spazi non superiori a 40
    nm.
  • Epiteli non vascolarizzati perché nessun capillare potrebbe attraversare questi spazi
    ma innervati.

Classificazione degli Epiteli

  • Epitelio di Rivestimento: presenta cellule che si giustappongono formando delle
    lamine, le quali si distribuiscono orizzontalmente con uno spessore variabile in cui si
    possono ritrovare più file o più strati di cellule. Rivestono tutte le cavità corporee e la
    superficie corporea.
  • Epitelio Ghiandolare: formato da cellule che si presentano talvolta come cellule
    disperse, più frequentemente organizzate in strutture tridimensionali perché
    producono un secreto che deve essere raccolto direttamente all'interno di questa
    struttura oppure riversato nell'organismo.
  • Epitelio Sensoriale: chiamato anche neuroepitelio*, è un epitelio che ha una
    funzione di senso, con cellule capaci di recepire stimoli sensoriali e di inviarli al
    sistema nervoso. Si tratta di un epitelio molto complesso, al quale appartengono le
    strutture del gusto, le strutture responsabili dell'udito, dei movimenti della testa e del
    corpo nell'ambiente e tra le parti.
    *Il neuroepitelio è un tessuto embrionale; per non confondersi tra i due tessuti chiamati allo
    stesso modo si parla di tessuto epiteliale sensoriale.

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Lezione nº5

EPITELIO DI RIVESTIMENTO

Gli epiteli di rivestimento si ramificano ulteriormente dalla combinazione di due criteri
morfologici:

Criteri Morfologici: Forma delle Cellule

  • forma pavimentosa: cellule come quelle di un pavimento, larghe, sottili e appiattite.
  • forma cubica (e.isoprismatico): cellule che hanno altezza e larghezza simili.
  • forma cilindrica (e.batiprismatico): cellule molto alte e strette, con base d'impianto
    piuttosto piccola rispetto all'altezza

Criteri Morfologici: Numero degli Strati

gli strati sono quella componente dell'epitelio, quando questo si
ispessisce, in cui le cellule cambiano di aspetto e questo concetto distingue gli strati dalle
file di cellule. Uno strato è diverso dall'altro nel momento in cui le cellule acquisiscono
morfologie e caratteristiche diverse, altrimenti rimangono a far parte dello stesso strato. Lo
strato può essere costituito da una o più file di cellule.

spessore differente si ottiene per
strati differenti o perché le cellule
hanno diverso spessore
le cellule si adattano per il
contatti fra cellule. Quelle in
superficie sono quelle che si
adattano di più, si deve infatti
distinguere la forma delle cellule
più superficiali (perché è quella
più caratteristica) e perché lo
strato che poggia sulla membrana
basale forma un'unica fila, ha
morfologia prevalentemente
cubica. Nella membrana basale ci
sono le cellule più nuove, quelle
che proliferano maggiormente

NUMERO DEGLI STRATI

semplice
(monostratificato)
composto
(pluriseriato)
pavimentoso
(squamoso)
cellule con forma appiattita
FORMA
DELLE
CELLULE
cubico
(isoprismatico)
X
cilindrico
(batiprismatico)
O
pseudo-
stratificato
transizione
Combinando lo spessore (inteso come numero di strati) e la forma possiamo avere:
· epitelio pavimentoso semplice o monostratificato
. epitelio cubico semplice o monostratificato
. epitelio cilindrico semplice o monostratificato
Quando lo spessore aumenta e compaiono più strati, ovvero si ha nel processo di
formazione dell'epitelio anche un processo di maturazione delle cellule che lo costituiscono
che assumono altre caratteristiche, rimanendo cellule epiteliali, avremo:
· epitelio pavimentoso composto o pluristratificato;
· epitelio cilindrico composto o pluristratificato

Eccezioni nella Classificazione degli Epiteli

  • epitelio di transizione
  • epitelio pseudostratificato: si tratta di una variante dell'epitelio cilindrico semplice.
    Al microscopio ottico si ha l'impressione che sia pluristratificato, formato almeno da
    due strati. Per identificare una cellula al microscopio si va a cercare il nucleo. In una
    lamina formata da un monostrato di cellule vedremo tanti nuclei uno accanto
    all'altro ciascuno corrispondente a una cellula. Quando si osserva un nucleo più alto
    e uno più basso si pensa che ci siano più strati per via delle altezze diverse. Al
    microscopio elettronico tutte le cellule, quelle che hanno il nucleo più in basso e
    quelle che hanno il nucleo più in alto, partono dalla stessa base, tutte aderiscono al
    connettivo sottostante da cui ricavano le sostanze trofiche per la loro sopravvivenza.
    Tutte le cellule poggiano sullo stesso connettivo, la membrana basale.

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strato: porzione di epitelio di rivestimento in cui le cellule sono tutte dello stesso tipo
file cellulari: nel contesto dello strato ci possono essere più file cellulari
apparentemente è formato da 1 fila di cellule sole, ma si
vedono 2 file di nuclei (quindi bistratificato). Ma
l'epitelio in questione è costituito da un'unica fila e
quindi un unico strato. In questo strato c'è un rinnovo
più intenso perché tutte a contatto con la membrana
basaleIstologia
Lezione nº5

Tutti gli epiteli e tutte le cellule epiteliali poggiano su una membrana basale.

EPITELI MONOSTRATIFICATI

Gli epiteli di rivestimento separano una cavità dai tessuti sottostanti o la superficie corporea
dall'ambiente e questa separazione può avere vari significati:
· un significato di protezione, è il caso dell'epidermide
· una funzione legata all'organo in cui si trovano, per esempio cellule con microvilli
con una funzione di assorbimento a livello intestinale (enterociti)
· partecipazione agli scambi mentre rivestono le cavità corporee

EPITELIO PAVIMENTOSO SEMPLICE

vaso completo
È un epitelio molto sottile, perciò non fa resistenza né fa da barriera chimica, fisica
all'ambiente esterno, ma, separando due ambienti, permette anche gli scambi. Un
esempio classico dove l'epitelio pavimentoso semplice è molto sviluppato è nell'apparato
circolatorio, sia nella circolazione sanguigna che linfatica. È l'ideale per questo tipo di
apparato perché, quando principalmente si arriva ai capillari, l'epitelio (che si chiama in
questo caso endotelio) svolge al massimo la funzione di scambio.

EPITELIO CUBICO SEMPLICE

può interrompersi senza necessariamente danneggiare l'organo
Le cellule che lo compongono hanno base simile
all'altezza e nucleo sferico e formano un unico strato. Non
è un epitelio molto rappresentato (quello composto non
c'è nemmeno). Spesso ha una funzione che è una via di
mezzo tra la possibilità di scambiare e la possibilità di
controllare che non passino sostanze, dipende dai distretti.
Talvolta l'aspetto cubico è più dovuto alla crescita di una
cellula cilindrica che ad uno status quo dell'epitelio stesso.
Un esempio di epitelio cubico semplice è l'epitelio che
riveste l'ovaio. L'ovaio, che è la gonade femminile, (quella
Epitelio cubico semplice delle
ovaie
maschile ha un spesso rivestimento connettivale per
proteggere i testicoli perché sono particolarmente esposti essendo fuori dalla cavità
corporea, contenuti nello scroto) non ha bisogno di un grosso rivestimento perché le ovaie
sono contenute all'interno dell'organismo, a livello della pelvi. Inoltre, la presenza di questo
epitelio monostratificato sottile è anche legata alla funzione: l'ovaio, contiene gli ovociti
che vanno incontro periodicamente a un processo di maturazione che porterà
all'ovulazione, con la fuoriuscita degli ovociti dall'ovaio. Questi però devono uscire dalla
superficie, creando un'interruzione di continuità sulla superficie dell'ovaio. Se fosse presente
un tessuto connettivo, per quanto l'ovocita sia una grossa cellula e sia aiutato dalle cellule
che lo sostengono (cellule del cumulo ooforo, cellule della granulosa), non riuscirebbe a
perforare una spessa capsula connettivale come quella che circonda il testicolo. In seguito
ad un ingrandimento, ad una pressione e ad una reazione infiammatoria l'ovocita
interrompe la continuità dell'epitelio e fuoriesce dall'ovaio per poter essere accolto
nell'ampolla uterina. Quindi si tratta di un epitelio che contiene ma che non applica una
grande resistenza.

Pag. 3 di 18Istologia
Lezione nº5

la regola dice che l'epitelio cilindrico si doti di specializzazioni apicali (non sempre)

EPITELIO CILINDRICO SEMPLICE

È il tipo di epitelio di rivestimento monostratificato più abbondante e più rappresentato,
escludendo l'endotelio, l'epitelio pavimentoso semplice presente nei vasi sanguigni, nei
vasi linfatici e nel cuore. È fra gli epiteli che presenta più specializzazioni apicali.
Normalmente le cellule che possiedono i microvilli (enterociti), le ciglia e le stereociglia
(epitelio cilindrico pseudostratificato) sono cellule cilindriche che si specializzano.

Epitelio cilindrico semplice con
microvilli
Epitelio cilindrico semplice ciliato
Epitelio cilindrico semplice privo
di specializzazioni apicali
Naturalmente ci sono anche epiteli cilindrici semplici
privi di specializzazioni apicali.
A lato si osserva un epitelio cilindrico semplice privo di
specializzazioni. Si tratta di un epitelio particolare, in
quanto non è un epitelio di rivestimento in senso
stretto ma è a ponte tra un epitelio di rivestimento e
un epitelio ghiandolare. È una lamina che riveste lo
stomaco ma si specializza per la funzione secernente
(tutte le sue cellule diventano secernenti).
L'epitelio pseudostratificato presenta le stereociglia. Si tratta di cellule cilindriche con una
tale ricchezza di cellule pronte a sostituirle che gli epiteli cilindrici diventano
pseudostratificati. Gli epiteli di rivestimento sono formati soprattutto da cellule labili (ad
eccezione del fegato dove ci sono cellule stabili), quindi cellule soggette a un ricambio. In
alcuni distretti questi ricambi sono così regolari che li possiamo calcolare, possiamo dire
quanto vive quella cellula (epidermide). In altri distretti dipende dall'usura, dalle
sollecitazioni che questi epiteli ricevono. Sono comunque tutti in grado di rigenerarsi, di
perdere le cellule per danno, invecchiamento fisiologico (apoptosi) e per necrosi, che in
seguito verranno sostituite.
Questo indica che in ogni epitelio ci sono cellule staminali di quel determinato epitelio,
cellule germinali che daranno origine a cellule più mature di quel tipo di epitelio. Negli
epiteli pseudostratificati, per l'intenso ricambio a cui sono sottoposti, queste cellule
staminali sono così numerose da addirittura essere visibili al microscopio ottico ed
elettronico come delle piccole cellule che sostituiranno le cellule più mature, soggette
all'usura e all'invecchiamento. Queste cellule non si apprezzano normalmente perché
disperse ma sono presenti in tutti gli epiteli, costituiti da cellule labili.

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