Documento sulla patologia pancreatica che esplora anomalie congenite, pancreatite acuta e tumori epiteliali. Il Pdf, adatto per l'università e la materia di biologia, fornisce spiegazioni dettagliate su cause, meccanismi patogenetici e classificazioni delle diverse condizioni, con un focus sull'anatomia macroscopica e microscopica delle lesioni.
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Il pancreas è un organo retroperitoneale privo di una vera e propria capsula, del peso di 60-100g. Esso è suddivisibile in quattro regioni anatomiche: testa, collo, corpo e coda. Si tratta di una ghiandola mista esocrina (85%) ed endocrina (1-2%), tenuta assieme da un'impalcatura stromale.
Si possono distinguere tre componenti istologiche nel pancreas:
Il pancreas è sede frequente di varianti anatomiche e malformazioni congenite:
A Pancreas divisum - presenza di un anomalo drenaggio dei dotti pancreatici. Il dotto pancreatico maggiore di Wirsung drena esclusivamente la porzione cefalica della ghiandola, mentre il dotto pancreatico minore di Santorini drena la maggior parte dell'organo. Questo causa un ostacolo al deflusso del succo pancreatico, con conseguente predisposizione allo sviluppo di pancreatiti croniche (il dotto di Santorini è più piccolo e non è predi- sposto al drenaggio di una così larga parte di organo).
Pancreas anulare - circonda una porzione di duodeno causando ileo meccanico, e la presenza di tessuto ectopico pancreatico a livello di vari tratti dell'apparato digerente, in particolare a livello della parete duodenale.
Pancreas ectopico - le sedi più frequenti di ectopia sono lo stomaco e il duodeno, seguite dal digiuno, dal diverticolo di Meckel e dall'ileo. Può infiammarsi e diventare dolente, inoltre il 2% delle neoplasie del pancreas endocrino origina da tessuto pancreatico ectopico.
> Agenesia del pancreas - rarissima, si associa di solito a malformazioni gravi che sono incompatibili con la vita. È dovuta probabilmente a mutazioni omozigotiche di PDX1.
La pancreatite acuta è una lesione pancreatica parenchimale reversibile associata a flogosi. L'incidenza è di 5- 6/100.000, per l'80% causata da etilismo e malattie del tratto biliare. Se si considera la sola eziologia biliare, risulta essere + frequente nelle donne. Inoltre l'età di insorgenza è 50-60 anni.
Nella maggior parte dei casi è legata all'etilismo (20%), colelitiasi (33%) o entrambi (15%).
M.M- Danno ischemico da shock, trombosi, embolia;
I fattori eziologici sono anche ascrivibili all'acronimo "I GET SMASHED", come visibile nella slide sotto:
'I get smashed' Idiopathic Diseases of the biliary tract 33 % Gallstones Chronic alcoholism 20 % Ethanol Mixed: alcoholic and biliary 15 % Post-operatory 10 % Trauma Hereditariy [PRSS1, SPINK1) .. % Steroids CPRE*, Traumas, drugs Mumps Idiopathic 10% Autoimmune Scorpion / Snakes Hyperlipidaemia / Hypercalcaemia ERCP endoscopic retrograde cholangiopancreatography
Drugs N.B. Si ricorda che una delle possibili complicanze della parotite (Mumps nella slide) nell'adulto sia proprio la pancreatite acuta, la cui vaccinazione in eta pediatrica risulta importante per evitare delle complicazioni successive.
La pancreatite acuta è l'espressione dell'autodigestione enzimatica del pancreas dovuta all'inappropriata attivazione degli stessi enzimi pancreatici, che danneggiano le fibre elastiche, adipose e i vasi sanguigni. Inoltre, l'attivazione del tripsinogeno a tripsina determina anche l'attivazione del sistema delle chinine, del complemento e della coagulazione amplificando i processi di flogosi e coagulazione.
Nonostante i meccanismi che portano all'attivazione degli enzimi pancreatici non sono ancora completamente chiari, sono state descritte tre possibili vie patogenetiche in relazione all'agente eziologico:
Questi meccanismi dunque portano all'evento scatenante che è rappresentato dal danno acinare e il rilascio di enzimi attivati nel connettivo pancreatico stesso e in circolo. I tessuti danneggiati rilasciano IL-6, IL-1b e PAF provocando flogosi locale ed edema interstiziale grazie alla modifica della permeabilità del microcircolo (l'edema potrebbe causare insufficienza vascolare e danno ischemico alle cellule acinari).
M.MQuadro clinico Il sintomo cardine è il dolore addominale alla parte superiore del torso associato talora a dolore riferito alla spalla sx. Spesso sono presenti nausea e vomito. La gravità è variabile (da banale infiammazione ed edema a necrosi grave ed emorragia estesa).
Le alterazioni di base sono:
Danno microvascolare o edema. Steatonecrosi - dovuta all'azione della lipasi sul parenchima e sull'adipe peripancreatico.
> Flogosi acuta;
Distruzione proteolitica del parenchima - data dalle varie protesi come la tripsina.
A Distruzione dei vasi sanguigni (emorragia interstiziale) - determinata dall'elastasi che lede la componente elastica dei vasi arteriosi.
N.B. I'amilasi pancreatica, nonostante sia importante clinicamente come marcatore, concorre in modo minimo al danno.
Il tipo di lesioni sopra descritte definisce il quadro di Pancreatite Acuta Necrotico-Emorragica, ovvero un'alterazione tissutale denotata da necrosi del tessuto pancreatico e dei tessuti circostanti e di un'emorragia causata dall'azione dell'elastasi che può portare a decesso del pz per shock emorragico.
Lo stravaso dell'essudato emorragico può essere clinicamente evidenziabile all'ispezione addominale tramite i segni di Grey-Turner e Cullen.
Le complicanze possono essere emolisi, CID, ARDS, steatonecrosi diffusa e necrosi acuta dei tubuli renali.
La morfologia della pancreatite acuta varia da forme con infiammazione limitata a edema a forme con necrosi ed estesa emorragia. L'estensione di queste alterazioni dipende dalla durata e dalla gravità della malattia.
CLASSIFICAZIONE CLINICO-PATOLOGICA (SBOB 22-23) PANCREATITE SIEROSA: forma lieve, caratterizzata da edema per congestione vascolare ed edema dovuto al trasudato secondario al processo infiammatorio. L'attivazione enzimatica è limitata, per cui il danno tissutale è contenuto.
> PANCREATITE SUPPURATIVA: forma rara dovuta alla sovrainfezione delle aree necrotiche in soggetti immunodepressi con un contestuale processo infettivo in corso.
PANCREATITE NECROTICO-EMORRAGICA: quadro più grave e frequente con necrosi ed emorragia che può portare a morte per shock emorragico o compromissione multiorgano.
È la forma più lieve. Presenta lieve infiammazione, edema interstiziale e aree focali di steatonecrosi a carico del parenchima ghiandolare e dell'adipe peri-pancreatico. La steatonecrosi, innescata dall'attività dalla lipasi, porta alla saponificazione, un processo in cui gli acidi grassi si combinano con il calcio per formare saponi di calcio insolubili, che conferiscono, all'esame microscopico, un aspetto blu granulare alle cellule adipose sopravvissute.
È la forma grave. Presenta necrosi del tessuto pancreatico in tutte le sue componenti (acini, dotti e anche isole di Langerhans), danno vascolare con possibile emorragia del parenchima. Macroscopicamente vengono riscontrate zone emorragiche rosso-nerastre frammiste a aree di steatonecrosi giallo-bianche calcifiche. Possibile il riscontro di steatonecrosi in sedi extra-pancreatiche (omento, mesentere, sottocute), si può estendere perfino al di fuori della cavità addominale, per esempio nel grasso sottocutaneo come conseguenza dell'immissione della lipasi nel M.Mcircolo sistemico. Nella cavità peritoneale è presente un liquido sieroso scuro e torbido, di colore brunastro, in cui si possono identificare lobuli di grasso conseguenti alla digestione del tessuto adiposo.
Nel 40-60% dei casi vi è una sovrainfezione da Gram- che complica il decorso dell'infezione.
È la forma più grave in assoluto. Si caratterizza per necrosi parenchimale estesa ed emorragia intraparenchimale diffusa.
Macroscopica > La steatonecrosi (saponificazione) è evidenziabile macroscopicamente a livello del tessuto peripancreatico e omentale (omento e mesentere sono coinvolti per prossimità con il pancreas) come formazione di chiazze biancastre a "gocce di cera", a causa della digestione enzimatica dell'adipe. Edema e arrossamento identificano una pancreatite lieve. L'evidenza di aree necrotico-emorragiche e di steatonecrosi con possibile coinvolgimento di omento e mesentere definiscono un quadro di pancreatite grave che può condurre il pz in uno shock multiorgano o emorragico. Macro edema, necrosis, Hemorrhage, steatonecrosis
Microscopica > l'elemento caratteristico è la necrosi nelle aree coinvolte dal danno (assenza di nucleo colorato), danno della struttura vascolare, edema tissutale con infiltrato infiammatorio (evidenziabili soprattutto nelle prime fasi) che concorre al danno tissutale.
Nel 95% dei casi si ha risoluzione che può essere con:
Nel 5% dei casi il paziente va incontro a morte nel giro di una settimana per shock emorragico o insufficienza multiorgano, con complicanze come IRA per necrosi acuta dei tubuli renali o ARDS, dovute all'attivazione degli enzimi pancreatici a distanza.
Importante una totale sospensione dell'alimentazione ("messa a riposo" del pancreas) e una terapia di supporto con analgesici e liquidi EV. la mortalità è del 5% durante la prima settimana a causa dello shock. Le sequele possono comprendere ascessi pancreatici sterili e pseudocisti pancreatiche.
M.M