Documento di Università su Manuale di Semiotica – Volli. Il Pdf esplora i fondamenti della semiotica, analizzando i fattori e le funzioni della comunicazione, la semiosi e le diverse tipologie di segni (iconici, indicali, simbolici).
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La semiotica è importante perché, come dice il primo assioma della comunicazione "non si può non comunicare". Ogni persona, ogni oggetto e ogni elemento naturale comunicano continuamente (ovvero diffondono informazioni su di sé per presentarsi al mondo).
Tutte le cose al mondo per noi hanno un senso, il che significa che noi vediamo sempre le cose che ci troviamo attorno secondo etichette o categorie.
Questa ricchezza del mondo mobilita moltissime conoscenze ed è diversa da persona a persona, da società a società e da tempo a tempo. Chiameremo significazione questa condizione di ricchezza di senso.
La semiotica è una disciplina che si occupa dello studio del segno e dei processi di significazione, vale a dire di tutti quei procedimenti che permettono all'uomo di far apparire, produrre, trasformare e comunicare un senso.
In ogni tipo di comunicazione accade che qualcuno, ovvero un'emittente, trasmette qualcosa, ovvero un messaggio, a qualcun altro, ovvero un destinatario.
Il destinatario si trova a ricostruire l'intenzione dell'emittente, a interpretare il messaggio, a reagire ad esso o a rifiutarlo.
La significazione è un fenomeno diverso dalla comunicazione, in essa non c'è un emittente che manda un messaggio.
I processi di significazione ci aiutano quindi a capire come mai quel tal oggetto assume un senso per una persona.
Per capire meglio che cos'è la semiotica bisogna identificare il suo oggetto di studio, si occupa di due tipologie di fenomeni:
La significazione ha anch'essa una natura comunicativa, infatti il passaggio di informazioni avviene ma, in questo caso, tutto il lavoro viene svolto dal destinatario (ex. lo so che se c'è un incendio di solito si vede del fumo. Se in questo momento quindi io sto vedendo del fumo posso presupporre che ci sia un incendio).
Sulla base dell'ipotesi che tutto ciò che accade ha un senso noi costruiamo delle regole ipotetiche per spiegare quello che accade.
Tuttavia, anche i meccanismi che regolano la comunicazione vera e propria sono caratterizzati dalla logica della significazione. Perché un'oggetto possa essere trasmesso da un emittente ad un destinatario esso deve risultare significativo.
Inoltre, è assai comune manipolare la significazione di una cosa o di una persona per raggiungere determinati effetti comunicativi.I fenomeni semiotici della comunicazione e della significazione, insomma, si incrociano fittamente.
Si definisce ricezione l'atto con cui un certo messaggio è fatto proprio da un destinatario, ricettore o ricevente. La ricezione è dunque il momento in cui emerge per qualcuno un senso e in quest'attribuzione si trova il punto di partenza del processo di interpretazione.
È possibile trovare una comunicazione senza emittente ma, non può esserci una comunicazione efficace senza destinatario, ovvero qualcuno che ne tragga un senso (ex. Un termometro senza qualcuno che lo legge non significa niente).
Il modello della semiotica mette al centro il destinatario, è lui che, in qualità di interprete, fa si che il messaggio diventi efficace circolando all'interno di un contesto.
Ogni comunicazione presuppone quindi un 'atto di ricezione, lo stesso testo che viene comunicato prende forma solo quando il ricettore ne decide i confini.
L'atto semiotico fondamentale non consiste dunque nella produzione di segni, ma nella comprensione di un senso (ci si interroga sul perché di quell'oggetto).
La ricerca semiotica ha mostrato che si possono ricostruire in ogni testo dei simulacri della ricezione immaginata dall'autore: è quel che Umberto Eco chiama lettore modello, nessun testo può fare a meno di esso perché deve necessariamente dare per scontate certe conoscenze sulla realtà, che sono presupposte comuni al destinatario.
La ricezione può essere definita come un processo complesso in stretto rapporto con il testo, con la società e con gli altri testi che il ricettore conosce e da cui è influenzato.
Quali sono le funzioni e i fattori della comunicazione?
Si parte da un mittente-> che elabora un messaggio-> per il proprio destinatario.
A questi tre concetti vanno aggiunti altri elementi di particolare importanza in tutta la comunicazione:
Lo schema realizzato da Jakobson ci permette di individuare le 3 principali dimensioni della comunicazione:
Sempre Jakobson individua le 7 funzioni della comunicazione:
Come abbiamo detto prima nei processi di significazione l'emittente è assente, è il destinatario a che realizza una situazione di tipo comunicativo decidendo di considerare un certo elemento della realtà come messaggio.
La situazione che abbiamo sopra descritto si descrive come il riconoscimento di un segno. Nella definizione classica, un segno è aliquid pro aliquo, qualcosa che è riconosciuto da qualcuno come indicazione di qualcos'altro.
La nozione di segno ha origini molto antiche ma a cavalo del '800/'900 essa fu trattata in modi diversi e indipendenti da due importanti studiosi: Pierce e de Saussure (il suo trattato del 1916 da origine alla linguistica contemporanea).
Sia nella situazione di comunicazione che in quella di significazione è facile trovare una relazione che lega un significante ad un significato.
Nel momento in cui la relazione segnica, cioè il rapporto tra le due facce del segno, si instaura è impossibile pensare il significato senza il suo significante e viceversa.
Dal punto di vista semiotico il significato è un concetto, riguarda un'idea mentre il significante è ciò che concerne una dimensione fisica, fisiologica e materiale (sensibile, perché riguarda il suono, la fonia).
La relazione segnica implica la correlazione tra un elemento del piano del contenuto (significato) e un elemento del piano dell'espressione (significante).
L'importante perché si possa parlare di relazione segnica è che ci sia qualcuno in grado di costruire l'associazione tra significante e significato.
Il segno non è una cosa, ma una relazione sociale e culturale (gli oggetti reali non significano nulla almeno fino a quando non vengono percepiti, diventando così delle unità culturali.)
Possiamo definire la semiosi come un processo di produzione e circolazione del senso che interviene soltanto nel momento in cui qualcuno, ovvero un interprete, istituisce un nessuno tra le unità, che diventa espressione (un suono, un fenomeno atmosferico etcc .. ) e un'unità che funge da contenuto.
Ex. Tra la parola cavallo e il concetto di cavallo c'è sempre qualcosa o qualcuno che riconosce il legame e che associa i due elementi della funzione segnica.
Allo schema binario del segno è necessario però introdurre un terzo elemento che Pierce definisce interpretante (ATTENZIONE: interprete e interpretante sono due cose diverse).
Secondo Pierce il segno (detto anche rappresentamen) è qualcosa che sta per qualcos'altro, ovvero per il suo oggetto (ex. La macchina sulla pelle del paziente, all'occhio del medico, sta per il morbillo).
Come si fa però a esprimere l'oggetto (in questo caso il morbillo) di un rappresentamen (la macchia)? Usando la parola morbillo, essa, legando il sintomo alla causa diventa l'interpretante del segno.
L'unico modo che abbiamo per conosce l'oggetto di un segno è tramite la formulazione di un altro segno che lo interpreti (ovvero l'interpretante).
Dunque, l'interpretante è qualunque altra rappresentazione riferita allo stesso oggetto.
Differenza tra interprete e interpretante: il primo coglie il legame tra significante e significato, mentre l'interpretante è un secondo significante che evidenzia in che senso si può dire che un certo significante veicola un dato significato.
Ex. Cane (rappresentamen) > dog (primo interpretante) > animale domestico (secondo interpretante)
Pierce introduce il concetto di semiosi illimitata, ovvero una catena potenzialmente infinita di interpretanti.
Definizione di segno per Pierce: "qualcosa (il rappresentamen) che sta a qualcuno (l'interprete) per qualcosa (l'oggetto) sotto qualche aspetto o capacità (l'interpretante non è perfettamente equivalente al suo oggetto, ma ne seleziona solo alcune proprietà semantiche trascurandone delle altre).
La semiosi è un processo infinito e illimitato ma Pierce ceca di delineare le principali categorie segniche con la divisione triadica (che prevede tre differenti tipologie di segno): segni iconici, segni indicali e segni simbolici.
Se la relazione tra segno e oggetto è caratterizzata da una somiglianza oggettiva abbiamo una relazione iconica. Un segno iconico deve la sua capacità di significare al fatto che l'espressione è simile al proprio contenuto (ex. Caricature, ritratti, illustrazioni e perfino i suoni onomatopeici).
La similarità assoluta però non esiste, se non nei doppi e nelle repliche, in tutti gli altri casi il segno iconico è accompagnato da convenzioni che consentono di indentificare l'oggetto rappresentato.
In questo caso il processo segnico non si basa su una somiglianza ma su un segno fisicamente o causalmente connesso al proprio oggetto.
Ci sono dei segni che sono di fatto prodotti dal proprio oggetto, l'esempio più eclatante è il fumo, quando c'è fumo di solito abbiamo un fuoco, il fumo è quindi fisicamente e casualmente connesso al proprio oggetto. Il fumo è un segno indicale.