Letteratura infantile: generi e valore educativo secondo Croce e Gentile

Documento dall'Università del Salento sulla letteratura infantile. Il Pdf analizza il concetto di letteratura per l'infanzia, i generi letterari come saga, leggenda, novella e aneddoto, e il loro valore educativo, con un focus sulla didattica per la materia Letteratura a livello universitario.

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Letteratura INFANTILE
Linguistica italiana (Università del Salento)
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Letteratura INFANTILE
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Letteratura INFANTILE

Linguistica italiana (Università del Salento) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Mariangela De Luca (delucamariangela@alice.it)LETTERATURA PER L'INFANZIA - ARMENISE

Può esistere la letteratura per l'infanzia? Ci sono varie opinioni e dibattiti a riguardo. In Italia ne hanno parlato Croce, Gentile, Calò, Mignosi ... all'estero invece abbiamo le tesi di Hazard e Groom. Croce afferma che l'arte non è ma infantile e nessun autore può adeguarsi in modo esclusivo a quella che p la psicologia del fanciullo, perché non può scacciare fuori dalla sua opera il proprio temperamento e comportamento naturale. Per quanto se ne possa tener conto, ogni scrittore scrive soprattutto per esprimere se stesso. Croce rifacendosi a Manzoni arriva ad affermare che lo sforzo necessario per realizzare la letteratura per bambini porta inevitabilmente all'insuccesso (non si riesce ad entrare nella piena personalità e mentalità del bambino).

Gentile, invece, che viene accostato al pensiero di Lombardo-Radice, si accosta alla posizione di Benedetto Croce, ma rimane sull'idea che sostanzialmente sia possibile una mediazione tra il concetto di opera d'arte e il mondo infantile in sé. Infatti Gentile, durante un intervento, affermava che la poesia doveva essere gustata con la soggettività, ossia fare in modo che ognuno di noi, di fronte ad una poesia il lettore possa immedesimarsi ed immergersi nell'arte, e ciò va a costituire l'animo nostro. Egli affermava, inoltre che il fanciullo non riusciva a gustare l'arte di Leopardi a causa della difficoltà che esso provava nel capire e interpretare il linguaggio leopardiano; ecco perché diventa importante il ruolo di mediatore dell'insegnante, il quale doveva aiutare il bambino a superare questa difficoltà e trovare un percorso più adatto e facile per far arrivare il bambino all'arte.

Lombardo Radice sviluppa ancora di più questo tema, dedicandosi allo studio di grandi scrittori che sono stati ispirati dai loro stati d'animo semplici, che i bambini riescono a comprendere più facilmente.

Quindi è importante riflettere non solo sul ruolo dello scrittore ma anche sul ruolo dell'educatore, maestro, che affiancherà il bambino nella crescita: il bambino può essere affiancato alla letteratura tramite la mediazione del docente.

Poi abbiamo, Mignosi, che si oppone alle idee precedenti, ma afferma che non c'è un'arte per il fanciullo ma c'è un arte del fanciullo. È una posizione particolare, secondo cui lo spirito dell'infanzia ricorre a dei mezzi d'espressione specifici e quindi, sostanzialmente, si va a creare un nuovo stile, di una nuova arte. Chi scrive per l'infanzia è colui che conserva in se l'immagine "del fanciullo". Solo in questo modo può essere considerare un artista. Ovviamente è stato molto criticato perché si diceva che sostenesse la figura di uno scrittore infantile.

Calò afferma che un soggetto adulto, come un poeta può "rinverdire" in sé l'anima infantile; quando lo scrittore crea o concepisce l'animo fanciullo che egli ha ritrovato in se stesso, riesce a creare una vera e propria opera d'arte. Allora, l'idea i fanciullo artista educatore si va a delineare. Il "fanciullo" che scrive non può far altro che esprimere contenuti infantile, allora la letteratura deve avere uno spirito adulto che gestisca questi argomenti.

Ma chi sono questi scrittori in grado di creare opere che siano valide per l'infanzia? Calò afferma che possono esserlo solo coloro che sanno conservare dentro di sé l'anima del fanciullo; sono coloro che devono riuscire a saper guardare, vivere ed animare le cose con l'occhio, lo spirito e il sentimento del fanciullo. Allo stesso tempo però devono avere la maturità dell'adulto, che lo renda consapevole di questa sua capacità di "rinverdire", e che li permetta di gestirla, grazie alla propria This document is available free of charge on studocu Scaricato da Mariangela De Luca (delucamariangela@alice.it)sensibilità formativa (atteggiamento che è al contempo artistico, poetico e pedagogico), perché il fanciullo da solo non riuscirebbe a ricavare questa abilità.

Groom afferma di poter dettare le norme o gli ingredienti per coloro che intendono fare letterature infantile: un libro per ragazzi deve avere delle caratteristiche fondamentali: il testo deve essere semplice e chiaro, le immagini devono essere vivaci, deve essere ricco di sentimento; perché solo se avrà queste caratteristiche l'opera può essere considerata adatta all'animo giovanile. Il destinatario dell'opera ha un animo caratterizzato dalla fantasia.

Hazard esamina l'aspetto pedagogico e quello didattico e afferma che per fare le opere d'arte occorre un genio, ma non esiste un manuale che spieghi come diventare un genio, per cui afferma che ci troviamo non davanti ad un'arte per i fanciulli, ma ad un'arte per gli adulti che può essere indirizzata e capita anche dai più giovani. L'opera deve essere scorrevole e facilmente comprensibile, deve usare una forma di espressione pulita, che consenta di appagare la fantasia del lettore, in modo da lasciare al soggetto lo spazio necessario per riflettere e trarre delle conclusioni personali. (Questo sempre per il punto di vista didattico). Egli afferma che è necessario un pizzico di "genio" che nessun manuale può formare, ma il libro sarà comunque una raccolta di pagine alla quale poter attingere. Un libro può essere più o meno educativo in base al "sentire dell'autore". Un testo può essere intenzionalmente educativo, ma ciò dipende dal "saper dire dell'autore", da come esso si esprime.

La lettura deve essere svolta in modo divertente, per attirare i bambini, perché per apprendere esiste già scuola. Il libro deve essere visto come un mezzo per evadere dalla realtà.

La lettura dell'adulto è critica e distaccata, quella del bambino è sincronizzata con la scrittura dell'autore, si affida totalmente allo scrittore e grazie alla sua sensibilità riesce a cogliere e ad individuare elementi artificiosi che l'adulto magari non riesce a cogliere. Se il fanciullo riesce a cogliere subito lo stato d'animo e il pensiero del bambino c'è il rifiuto verso il libro.

Categorie fondamentali della letteratura per l'infanzia

  • Letteratura infantile non intenzionalmente scritta per l'infanzia e dotata di contenuti per adulti (di valore artistico e non artistico) (è indirettamente infantile); (es. Carducci, Pascoli)
  • Letteratura scritta appositamente per l'infanzia ma senza scopi educativi (con valore artistico e non); (pinocchio)
  • Letteratura scritta appositamente per l'infanzia con scopi educativi (con valore artistico e non). (Libro cuore)

Cos'è il valore artistico?

La genesi della letteratura per l'infanzia

Nasce quando si sviluppa un > interesse nei confronti del problema educativo. Nella civiltà greca e romana, ad esempio, non troviamo delle opere intenzionalmente scritte per i fanciulli ma si faceva riferimento alla tradizione che veniva tramandata in maniera orale, magari durante delle cerimonie sociali o religiosi significative. Possiamo far riferimento alle opere fondamentali come l'Iliade, o Scaricato da Mariangela De Luca (delucamariangela@alice.it)all'Odissea, la Bibbia ... poi diventano importanti altre opere, come quelle di Plutarco, di Fedro ... si ricorreva all'utilizzo dell'epica perché veniva vista come la strada migliore per spingere i bambini a diventare degli uomini rispettosi e virtuosi, attraverso lo studio e la conoscenza dell'umanità che lotta per realizzare i propri interessi. Pensavano che il bambino fosse un adulto in miniatura. L'importante era per gli educatori fornire ai bambini delle basi su cui fondare la propria conoscenza e la propria personalità.

Durante il periodo che va dal Medioevo al Rinascimento si riteneva che i giovani dovessero essere avvicinati ai grandi scrittori classici, i quali dovevano sviluppare un apprendimento di tipo mnemonico, in quanto si prestava molta attenzione alla ripetizione, e ci si concentrava poi su alcuni valori, di tipo estetico, morale o sociale, fino a che il bambino poi non interiorizzava le informazioni, fino a completare il processo di formazione sotto ogni aspetto. È fondamentale sottolineare che in questo contesto storico, vi era una cultura analfabetica e che era costituita sostanzialmente dal mito, dalle leggende, dai racconti religiosi ... una cultura destinata a scomparire nel tempo, e quindi, erano i nonni o i genitori che le trasmettevano alle nuove generazioni cercando di abbellirle, usando la fantasia, creando un rapporto speciale tra i soggetti.

Poi, i ragazzi si recavano nelle piazze, nei mercati dove avevano la possibilità di ampliare i propri orizzonti culturali, anche grazie alla presenza dei giullari che raccontavano le storie e le gesta dei personaggi storici più famosi, ma anche di mostri, maghi ...

Il primo libro scritto intenzionalmente per l'infanzia è quello di Comenio, Orbis Pictus, che ha ottenuto grande successo, in quanto è stato ritenuto idoneo e funzionale alla formazione dei fanciulli. Da questo momento si avranno degli autori che pensano all'autore come colui che è un fanciullo e quindi cercano di adeguare al mondo infantile alle esigenze dello sviluppo armonico ed integrale del soggetto e della sua personalità, mediante degli strumenti che siano validi e significativi. I problemi pedagogici allora diventano oggetto di studio ed interesse.

Poi abbiamo le opere di Robinson, di Rousseau, si diffondono le traduzioni, e le diffusioni di novelle e leggende. Quindi la letteratura per l'infanzia insorge con il Romanticismo, perché è l'poca nella quale viene interpretato in modo differente il mondo della poesia e dell'arte, che permette di esaltarne il valore artistico.

Generi di libri per l'infanzia

  • FIABA, FAVOLA;
  • LEGGENDA, SAGA;
  • NOVELLA, ANEDDOTO;
  • GENERE AVVENTUROSO, RACCONTO, STORIE DI RAGAZZI;
  • OPERE DI DIVULGAZIONE STORICO-GEOGRAFICO-SCIENTIFICA;
  • GIORNALINI.

È importante il modo in cui io presento una narrazione che va a determinare il mio stile.

La fiaba corrisponde ad una fase che poi si integrerà con le fasi successive di crescita; non si può capitalizzare l'attenzione del bambino sempre e solo sulla fiaba, ha bisogno di andare oltre e scoprire nuovi orizzonti e lo può fare approcciandosi a nuovi generi.

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