Pdf sull'Organizzazione e Gestione della Scuola Dell'autonomia. Il Materiale, di Diritto universitario, analizza lo scenario, la professione docente, i consigli di classe, il collegio docenti e il consiglio d'istituto, fornendo una panoramica completa del sistema scolastico italiano.
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In un'epoca di grandi trasformazioni sociali ed economiche, il futuro del sistema scolastico è, ancora oggi, oggetto di discussione, in quasi tutti i Paesi europei. Inoltre, il Mercato unico europeo ha posto il problema di un raccordo tra le politiche scolastiche dei diversi Paesi in quanto la libera circolazione dei lavoratori richiede non solo la confrontabilità dei titoli di studio, ma anche percorsi formativi che siano in grado di fornire gli strumenti culturali e le competenze necessarie per essere "cittadini europei". La qualità del sistema scolastico europeo dipende in primo luogo dalla professionalità dei lavoratori della scuola: la formazione dei docenti, la valutazione del loro lavoro, le figure professionali richieste, il rapporto tra autonomia professionale e collegialità sono alcuni degli argomenti più dibattuti, all'ordine del giorno non solo nelle politiche governative, ma anche nel dibattito dei media.
In Italia, il sistema scolastico, negli ultimi due decenni, ha visto importanti cambiamenti, basti pensare all'autonomia scolastica acquisita nel nuovo millennio, al decentramento dei compiti relativi alle politiche in campo educativo alle Regioni e agli Enti locali, al diritto dovere all'istruzione e alla formazione fino ai 18 anni, spendibile anche in percorsi diversi da quelli scolastici.
Tali processi di cambiamento hanno portato, di conseguenza, ad un ridisegno del profilo professionale dei Docenti e del Dirigente scolastico, nonché dell'organizzazione della scuola stessa.
La professione docente presenta un'identità articolata e complessa, in cui si intrecciano diverse variabili, molte delle quali condizionate pesantemente dalla società in cui viviamo: una società complessa che non sempre è facile comprendere e decifrare, in quanto caratterizzata da rapidi e profondi mutamenti, determinati in gran parte dal progresso scientifico e tecnologico e da un continuo flusso di immigrazione che portano ad avere una cultura variegata e differenziata.
Di conseguenza, a partire dagli anni Ottanta, si è sviluppata una nuova epistemologia della pratica professionale del docente che ha elaborato il concetto di "professionista riflessivo" in grado di padroneggiare tre fondamentali processi nel proprio lavoro docente:
Nel contempo, sul piano dell'identità professionale della categoria, è ancora in corso un processo di cambiamento che dipende dall'evoluzione complessiva del sistema di istruzione, iniziato negli anni '90, con la proliferazione delle sperimentazioni, e 99accentuato con la conquista dell'autonomia. Tale percorso innovativo ha richiesto agli insegnanti nuove competenze nello svolgimento del loro lavoro.
Alle tradizionali competenze di tipo culturale e didattico (che restano comunque al centro della professionalità) si sono aggiunte:
Infine, nonostante il passaggio, reso necessario nella scuola dell'autonomia, dalla logica del programma/programmazione alla costruzione di curricoli/piani di studio (sotto certi aspetti, anche personalizzati), nella realtà quotidiana di tutti i giorni, resta ancora elevato il divario tra l'enorme patrimonio di conoscenze che l'insieme delle scienze cognitive ha accumulato negli ultimi decenni di sperimentazioni e la persistenza di pratiche didattiche inattuali, specialmente verso le nuove generazioni c,d. "nativi digitali". In sostanza, una scuola incapace di stare al passo con i tempi e di adempiere alla sua funzione primaria, che è quella educativa.
Non è semplice e immediato per il DS trovare una strada sicura, in grado di valorizzare al meglio la professionalità dei docenti, nell'ingorgo delle tematiche cui abbiamo accennato.
La Legge 107 del 13 luglio 2015 c.d. "La Buona Scuola" mette a disposizione un fondo annuale per la valorizzazione del merito del personale docente. Ogni anno il Dirigente scolastico assegna un bonus ai docenti sulla base di criteri individuati dal "Comitato per la valutazione dei Docenti" (Vedi il capitolo sulla valutazione / Valorizzazione professionale dei Docenti).
In seguito all'Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Istruzione e Ricerca siglato il 9 febbraio 2018, il dirigente scolastico e la parte sindacale potranno convenire, in sede di trattativa, di prevedere un valore economico minimo o massimo per il premio individuale.
In questo contesto ai Dirigenti scolastici si richiede un profilo di alto spessore culturale, che renda decisivo il loro ruolo nell'elaborare e alimentare la cultura organizzativa della comunità scolastica, al fine di favorire un percorso strategico, verso alcune direttrici di marcia che partono da obiettivi prioritari:
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In sostanza, il Dirigente scolastico deve individuare e mettere in campo un insieme di persone con competenze pedagogiche, organizzative, relazionali e gestionali che si integrano in una prospettiva attenta all'innovazione e all'operatività quotidiana, in cui tutti, con scopi organizzativi condivisi e condeterminati, lavorano insieme per cercare risposte probabili a ciò che non si conosce e per attivarsi sulla base di ciò che si va scoprendo.
Una struttura organizzativa di questo tipo si colloca a pieno titolo in linea con l'autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo come previsto dal decreto dell'autonomia (art. 6 del DPR 275/1999).
La professione del Dirigente scolastico, nello scenario dell'autonomia, assume un ruolo decisivo per il buon funzionamento della scuola. Egli, come dirigente pubblico, in quanto Manager, deve avere anche capacità relazionali e motivazionali per attivare una leadership autorevole e diffusa, per riuscire a promuovere tra tutti i componenti del suo staff, nonché tra tutti i docenti, un clima collaborativo e aggregante.
Nel ruolo di leader educativo, nella trasformazione della "Comunità educante" in "Comunità che apprende":
Nel contesto scolastico il potere del coordinamento trova la sua massima espressione nell'assetto degli organi collegiali dove la presenza di una pluralità di soggetti decisionali, richiede che il perseguimento del fine sociale sia garantito attraverso l'azione coordinatrice del dirigente. In ambito scolastico, un efficace coordinamento deve permettere un continuo scambio di idee tra i soggetti dell'organizzazione scolastica 101 centro ogica certi vato re ha tiche una aria, e al mo do nte er ne 9 di e. e, la di a e mia; imbra, :so; delle(dirigente, consiglio d'istituto, collegio dei docenti, dipartimenti, consigli di classe, personale ATA, studenti, genitori) attraverso l'attivazione di un'efficace comunicazione e la possibilità per il dirigente di avere la visione dell'avanzamento di tutte le azioni dei soggetti operativi attraverso un sistema di rendicontabilità strutturata (vedi Bilancio sociale).
Dal punto di vista giuridico il "coordinamento" è un concetto recente, legato al processo di democratizzazione dell'amministrazione pubblica.
Il suo significato può tradursi come un'azione, di fronte alla quale ci si trova quando si è in presenza di una pluralità di soggetti alle quali si riconosce una certa sfera di libertà d'azione, che persegue i suoi obiettivi attraverso l'apporto di tutte le sue componenti.
Il potere del coordinamento del Dirigente è richiamato nell'art. 17 D.Lgs n.165/2001, relativo alla dirigenza pubblica in generale dove si specifica che i dirigenti "dirigono, coordinano e controllano l'attività degli uffici che da essi dipendono e dei responsabili dei procedimenti amministrativi, con poteri sostitutivi in caso di inerzia" e nell'art. 25 sempre dello stesso decreto, riservato alla dirigenza scolastica, riemerge di nuovo il concetto del coordinamento nella locuzione "nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al DS autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane".
Emerge che il coordinamento non rappresenta una vera funzione autonoma del processo direzionale, ma l'azione svolta dal dirigente attraverso un processo di sintesi delle attività fondamentali della scuola, infatti non possiamo immaginare azioni non correlate tra il Consiglio d'Istituto e il Collegio docenti o tra i vari gruppi che gestiscono progetti e la segreteria.
I punti di vista e le visioni tra i vari organi possono essere diverse, ma l'azione della scuola deve realizzarsi attraverso l'integrazione delle funzioni e delle attività e il punto di connessione è da ricercare nell'attribuzione al dirigente del potere di gestione unitaria dell'istituzione, in modo da garantire che le singole azioni non risultino dissonanti tra loro, ma contribuiscano alla comune progettualità educativa e culturale e che vengano evitati conflitti, sovrapposizioni, incongruenze.
Nell'azione del coordinamento della collegialità, il Dirigente scolastico potrebbe, però, scontrarsi con una cultura in cui è poco diffusa la logica sperimentale, la definizione di obiettivi misurabili e la valutazione dei risultati, la logica di apprendere e migliorare riflettendo sull'esperienza e sugli errori. In questo contesto, potenzialmente sfavorevole, il Dirigente scolastico, oltre a definire uno stile di leadership, deve definire anche uno stile di management, ovvero deve intervenire anche sui modelli organizzativi, in quanto i due aspetti sono sinallagmatici.