Pensiero sistemico in educazione: meta-teoria, retroazione e autopoiesi

Documento di Università sul pensiero sistemico in educazione. Il Pdf esplora concetti come la meta-teoria, la retroazione, l'autopoiesi e la pluralità, offrendo una comprensione approfondita dei sistemi educativi per lo studio universitario.

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Pensiero sistemico in educazione
INTRODUZIONE
Fin dai suoi esordi il pensiero sistemico si è proposto come meta-teoria, capace di connettere
fenomeni estremamente eterogenei, ad esempio, ne delinea una certa tendenza a dispiegare
argomentazioni e descrizioni che poggiano su assunti che non si confrontano con questioni
legate alla dimensione politica, ideologica o valoriale ma emerge spesso come eetto
inevitabile dell’assunzione di responsabilità del soggetto epistemico in relazione al proprio
sguardo.
Cercando di rendere visibile la relazione tra sapere e potere nel suo sviluppo storico no a
metterne a tema la sua azione acentrica e non riconducibile a un piano progettuale; essa
porta sempre con sé la necessità di una trasposizione di elementi teorici, che nascono in
primis per descrivere il vivente in senso ampio dislocandosi da un antropocentrismo che
rischia di saturare ogni orizzonte di senso.
Lavventura sistemica non nasce sotto il segno della connessione tra le menti e questo
rappresenta un eetto collaterale della retroazione: questo termine ha origine poco prima
della seconda guerra mondiale, quando si sviluppò un interesse di ricerca per quelle che
venivano denite macchine teologiche che utilizzavano informazioni per autocorreggersi e la
loro continua circolarità dava la possibilità di oscillare attorno a valori medi deniti.
Venne reintrodotta la questione della nalità, che no a quel momento era stata bandita dal
discorso scientico, fondata sull'idea che la natura avrebbe uno scopo e che il fatto di porre il
risultato di un processo come spiegazione del processo stesso avrebbe giusticato l'azione
sulla base di qualcosa non ancora avvenuto.
Tentando di disgiungere nalità e casualità la teleologia diventò sinonimo di comportamento
guidato da retroazioni e la casualità venne arancata dall’idea di una relazione funzionale a
senso unico e relativamente irreversibile, che poteva somigliare ad una legge immanente
dello sviluppo e del dispiegamento di possibilità, dal quale trarre a posteriori le cause del
comportamento del sistema.
Le conferenze Macy divennero un luogo di dialogo tra saperi eterogenei dove la causalità
circolare introduceva una fondamentale aleatorietà nei processi orientati ad uno scopo: una
reazione ambientale all’appropriazione poteva essere assorbita e stabilizzata ma era anche in
grado di generare amplicazioni e deviazioni capaci di condurre ad esiti molto distanti dalle
traiettorie di comportamento previste.
Era necessario dunque porre in questione la tradizionale visione di controllo unidirezionale al
ne di comprendere una relazione tra parti che non attribuiva ruoli di controllore e controllato
ma individuava circuiti di stabilizzazione senza una nalità (causa nalitas): è all’interno di
questa circolarità che vengono identicati i sistemi.
Questa teoria nascente aiutava a comprendere come si potessero compensare e costruire
equilibri o stati stazionari all’interno di una cultura, osservando i fenomeni attraverso processi
di autocorrezione basati sulla cibernetica, concentrandosi sulle dinamiche che il processo
stesso aveva instaurato; infatti, l’oscillazione tra simmetria e complementarità si rivelava di
grande utilità per interpretare una struttura sociale.
Il pensiero cibernetico si diramava in tre direzioni: la teoria dei sistemi auto-organizzati, la
simulazione del comportamento di sistemi complessi tramite modelli computazionali e
l’intelligenza articiale.
BATESON, INFORMAZIONE, CREATURE E PLEROMA
La “forma dell’informazione” che un sistema può recepire e far circolare al suo interno è
legata alla necessità di strutturare una congruenza con la sua organizzazione. Bateson ebbe
un posto in prima linea e sottolineò come questo aspetto si rivelasse decisivo per eettuare
una netta distinzione tra il mondo sico inanimato (a cui si riferiva con il termine pleroma) e il
mondo del vivente (che deniva creatura).
Questa distinzione era fondata sul fatto che l’informazione si comporta in modo assai diverso
in termini di causa-eetto rispetto a una forza di tipo meccanico o a uno squilibrio energetico.
Ad esempio, nel mondo della creatura ci possono essere eetti senza una causa apparente,
dove un’informazione può essere generata anche dall’assenza di un evento o da un mancato
comportamento, il quale può innescare reazioni e retroazioni.
Pleroma e creatura sono due sfere complementari e reciprocamente co-determinate che
fanno parte di ununità non separabile. Secondo Bateson, l’informazione è un evento che
dipende da due ordini di variabili tra loro correlati: uno è legato alla percezione, l’altro
all’ordine interno dell’ente in questione.
È grazie al pattern che possiamo distinguere il semplice “rumore” dall'informazione,
identicando delle dierenze grazie a precedenti aggregazioni di identità e somiglianze. Il
pattern è quindi un processo potenzialmente senza ne che alterna classicazione e
trasformazioni attraverso le variazioni e integrazioni prodotte nel suo procedere, individuando
così relazioni gerarchicamente ordinate e connesse che evolvono nel tempo in modo
dinamico.
Latto del distinguere si forma su riferimenti strutturati che lo orientano e questi riferimenti
non sono casuali, ma raccontano una certa continuità nell'organizzazione del vivente. Infatti,
l'ecologia della mente è fondata su un tessuto che connette tutto il bios.
AUTOPOIESI E SCUOLA DI SANTIAGO
Seguendo questa linea di pensiero, Maturana e Varela, negli anni ’80 del secolo scorso,
diedero vita a quella che fu chiamata la scuola di Santiago. Identicarono la peculiarità del

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Anteprima

Introduzione al Pensiero Sistemico

Fin dai suoi esordi il pensiero sistemico si è proposto come meta-teoria, capace di connettere fenomeni estremamente eterogenei, ad esempio, ne delinea una certa tendenza a dispiegare argomentazioni e descrizioni che poggiano su assunti che non si confrontano con questioni legate alla dimensione politica, ideologica o valoriale ma emerge spesso come effetto inevitabile dell'assunzione di responsabilità del soggetto epistemico in relazione al proprio sguardo.

Cercando di rendere visibile la relazione tra sapere e potere nel suo sviluppo storico fino a metterne in tema la sua azione acentrica e non riconducibile a un piano progettuale; essa porta sempre con sé la necessità di una trasposizione di elementi teorici, che nascono in primis per descrivere il vivente in senso ampio dislocandosi da un antropocentrismo che rischia di saturare ogni orizzonte di senso.

L'avventura sistemica non nasce sotto il segno della connessione tra le menti e questo rappresenta un effetto collaterale della retroazione: questo termine ha origine poco prima della seconda guerra mondiale, quando si sviluppò un interesse di ricerca per quelle che venivano definite macchine teologiche che utilizzavano informazioni per autocorreggersi e la loro continua circolarità dava la possibilità di oscillare attorno a valori medi definiti.

Venne reintrodotta la questione della finalità, che fino a quel momento era stata bandita dal discorso scientifico, fondata sull'idea che la natura avrebbe uno scopo e che il fatto di porre il risultato di un processo come spiegazione del processo stesso avrebbe giustificato l'azione sulla base di qualcosa non ancora avvenuto.

Tentando di disgiungere finalità e casualità la teleologia diventò sinonimo di comportamento guidato da retroazioni e la casualità venne affrancata dall'idea di una relazione funzionale a senso unico e relativamente irreversibile, che poteva somigliare ad una legge immanente dello sviluppo e del dispiegamento di possibilità, dal quale trarre a posteriori le cause del comportamento del sistema.

Le conferenze Macy divennero un luogo di dialogo tra saperi eterogenei dove la causalità circolare introduceva una fondamentale aleatorietà nei processi orientati ad uno scopo: una reazione ambientale all'appropriazione poteva essere assorbita e stabilizzata ma era anche in grado di generare amplificazioni e deviazioni capaci di condurre ad esiti molto distanti dalle traiettorie di comportamento previste.

Era necessario dunque porre in questione la tradizionale visione di controllo unidirezionale al fine di comprendere una relazione tra parti che non attribuiva ruoli di controllore e controllato ma individuava circuiti di stabilizzazione senza una finalità (causa finalitas): è all'interno di questa circolarità che vengono identificati i sistemi.Questa teoria nascente aiutava a comprendere come si potessero compensare e costruire equilibri o stati stazionari all'interno di una cultura, osservando i fenomeni attraverso processi di autocorrezione basati sulla cibernetica, concentrandosi sulle dinamiche che il processo stesso aveva instaurato; infatti, l'oscillazione tra simmetria e complementarità si rivelava di grande utilità per interpretare una struttura sociale.

Il pensiero cibernetico si diramava in tre direzioni: la teoria dei sistemi auto-organizzati, la simulazione del comportamento di sistemi complessi tramite modelli computazionali e l'intelligenza artificiale.

Bateson, Informazione, Creature e Pleroma

La "forma dell'informazione" che un sistema può recepire e far circolare al suo interno è legata alla necessità di strutturare una congruenza con la sua organizzazione. Bateson ebbe un posto in prima linea e sottolineo come questo aspetto si rivelasse decisivo per effettuare una netta distinzione tra il mondo fisico inanimato (a cui si riferiva con il termine pleroma) e il mondo del vivente (che definiva creatura).

Questa distinzione era fondata sul fatto che l'informazione si comporta in modo assai diverso in termini di causa-effetto rispetto a una forza di tipo meccanico o a uno squilibrio energetico. Ad esempio, nel mondo della creatura ci possono essere effetti senza una causa apparente, dove un'informazione può essere generata anche dall'assenza di un evento o da un mancato comportamento, il quale può innescare reazioni e retroazioni.

Pleroma e creatura sono due sfere complementari e reciprocamente co-determinate che fanno parte di un'unità non separabile. Secondo Bateson, l'informazione è un evento che dipende da due ordini di variabili tra loro correlati: uno è legato alla percezione, l'altro all'ordine interno dell'ente in questione.

È grazie al pattern che possiamo distinguere il semplice "rumore" dall'informazione, identificando delle differenze grazie a precedenti aggregazioni di identità e somiglianze. Il pattern è quindi un processo potenzialmente senza fine che alterna classificazione e trasformazioni attraverso le variazioni e integrazioni prodotte nel suo procedere, individuando così relazioni gerarchicamente ordinate e connesse che evolvono nel tempo in modo dinamico.

L'atto del distinguere si forma su riferimenti strutturati che lo orientano e questi riferimenti non sono casuali, ma raccontano una certa continuità nell'organizzazione del vivente. Infatti, l'ecologia della mente è fondata su un tessuto che connette tutto il bios.

Autopoiesi e Scuola di Santiago

Seguendo questa linea di pensiero, Maturana e Varela, negli anni '80 del secolo scorso, diedero vita a quella che fu chiamata la scuola di Santiago. Identificarono la peculiarità del vivente nella necessità di rigenerare continuamente le proprie componenti attraverso le operatività delle componenti stesse.

È attraverso questo continuo flusso trasformativo che l'organizzazione viene mantenuta stabile e ci si riferisce ad esso con il termine autopoiesi: una particolare forma di circuito retroattivo che, oltre a bilanciare una serie di valori, mantiene continuamente integra l'intera organizzazione, facendo in modo che essa abbia una forma particolare grazie alla sua rigenerazione.

Viene utilizzato l'esempio di una spirale per poter visualizzare una terza dimensione, ovvero la ricorsione, cambiando il modo di considerare l'apertura e la chiusura. Ad esempio, i sistemi viventi, partecipando alle interazioni con l'ambiente, innescano dinamiche di integrazione che possono richiedere la variazione di alcuni componenti (la propria struttura).

Questa parziale variabilità permette la flessibilità necessaria a mantenere la propria organizzazione nel rapporto con ciò che è esterno, trovando adeguamento nel senso funzionale. Questa doppia descrizione consente di vedere in modo nuovo la relazione tra sistema cognitivo e ambiente, definita accoppiamento strutturale, dove due termini si specificano reciprocamente, perturbandosi a vicenda con l'effetto di mantenere il proprio equilibrio.

L'apertura strutturale permette alla circolarità di svilupparsi lungo un processo evolutivo e di non chiudersi su se stessa, provando a tematizzare come agisce un'apertura all'interno di una ricorsività chiusa e cercando di abbandonare il principio formale di identità.

Una processualità plurale e policentrica accade ovunque ci sia la possibilità di percepire la differenza tra qualcosa e qualcos'altro. La mente si trova sempre nell'organizzazione e nell'interazione tra retroazioni e nella sua totalità.

È possibile affermare che la prospettiva dell'ecologia della mente sia orientata al decentramento del soggetto razionale occidentale, dilatando la sua mente verso l'esterno.

Linguaggio, Languaging e Dominio Linguistico

Ogni sistema vivente incorpora il mondo (embodiment), definendolo come un processo autoreferenziale, auto-organizzante, che emerge dall'accoppiamento strutturale tra il vivente e il suo ambiente, il quale è indissolubilmente legato all'operare del sistema, dei processi di percezione, distinzione e selezione.

Tutto ciò che abbiamo precedentemente descritto deve essere collocato all'interno della specificità rappresentata dal linguaggio (chiamato medium) per segnare il passaggio tra la cibernetica di primo ordine e quella di secondo ordine: l'obiettivo è preservare l'autopoiesi per poter ampliare il repertorio dei singoli soggetti in termini di coordinazione reciproca, costituendo di fatto un coordinamento di secondo ordine, che viene definito dai fondatori della scuola di Santiago come languaging, per mettere in rilievo la connessione con l'agire.

Gli umani alternano la posizione di attori parlanti a quella di ascoltatori e osservatori e, lungo queste differenze prospettiche, si sviluppa come effetto collaterale il sorgere di un dominio più o meno condiviso di descrizioni (dominio linguistico), poiché essi hanno continuamente la possibilità di diventare osservatori di sé e di ciò che è altro, di descrivere e di auto- descriversi all'infinito, creando la possibilità di un ritorno riflessivo sui propri comportamenti sociali così come sul linguaggio stesso.

Riescono a generare mappe complesse che comprendono l'ipotizzazione riguardo l'intenzionelità altrui, fondata su una teoria della mente dell'altro.

La percezione non è una ricezione passiva di un dato sensoriale ma un atto in cui si costruisce una forma per risolvere un problema di incompatibilità tra il soggetto percipiente e il mondo nel quale esiste.

Grazie all'inserimento delle prospettive per tutte le liste, si è posta una grande enfasi sul soggetto, ovvero un attivo costruttore di mondi che interagisce col fenomeno da descrivere e non vi è solo posto innanzi, denotando o connotando riparazioni che devono essere fatte per distinguerlo.

Contingenza dell'Osservatore, Ricorsività e Cecità Selettiva

La contingenza dell'osservatore e la parzialità del suo punto di vista, oltre ad essere legate all'incompletezza delle informazioni che si colgono da una specifica angolatura, riguardano la scoperta dell'autoreferenza di ogni descrizione, ovvero il suo essere inscritta in una logica ricorsiva, strutturando forme congruenti con l'autopoiesi (opera solo sulla figura emergente e lo sfondo rimane indistinto).

Il punto cieco costituisce la condizione della possibilità di osservare, dove è necessario che sia invisibile al soggetto: "per vedere qualcosa si deve rinunciare a vedere tutto."

All'interno del dominio delle descrizioni, le idee hanno sempre un referente contestuale e una radice interattiva; hanno una funzione di apertura verso ciò che è nuovo, ma sono anche connesse alla necessità di preservare equilibri esistenti, attraverso la congruenza con le strutture esistenti e i suoi risvolti in termini pragmatici e relazionali.

Questa questione è utile anche per ampliare la riflessione sulla "cecità selettiva", dove i presupposti e le concezioni del soggetto rappresentano fonti di pattern e distinzioni che possono aprire e chiudere campi di osserv-azione, in quanto parte di un sistema più vasto (una cultura).

Il costruttivismo sostiene che la conoscenza della realtà dipende anche dal conoscere in sé e che, dunque, nessuna delle nostre asserzioni può essere considerata vera, definitiva o certa, poiché ognuno ha le sue percezioni di essa (definita relatività concettuale).

Un sistema è complesso e non lineare quando si auto-organizza tramite un'articolazione interna all'insegna della varietà, della pluralità e della moltiplicazione di elementi e

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