Documento di Gamiddo Simona Pia sull'infanzia dalla prospettiva sociologica. Il Pdf esplora i modelli di socializzazione e l'evoluzione dei diritti dei bambini, con contributi di Hobbes, Rousseau, Locke, Piaget e Freud, utile per lo studio universitario di Psicologia.
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Gamiddo Simona Pia L'infanzia dalla prospettiva sociologica: La sociologia si occupa dell'infanzia da tempi recenti, infatti comincia ad occuparsi di essa quando questa comincia a essere sentita come categoria sociale, cioè come una componente permanente e strutturale della società, proprio a partire dagli anni '80. Gli studi più recenti sono stati caratterizzati in modo determinante dalla convinzione che i bambini agiscono e reagiscono, creandosi così il loro mondo sociale. Sono un gruppo che hanno un loro punto di vista, interrogano la società a loro modo, non solo solamente soggetti passivi come si pensava. La nostra lingua e cultura, a differenza delle altre (inglese, francese, tedesco), escludono dalla nozione bambino-infanzia i preadolescenti e adolescenti, infatti la sociologia in questo senso si occupa dagli 0 ai 11 anni. In altre lingue invece i termini Child, Enfant, Kid, coprono tutta un'area della minore età dai 0 ai 18 anni -> CRC 1989 è il documento mondiale spartiacque che riguarda tutti i paesi che aderiscono: divide la visione "pre-sociologica" ed una visione in cui i bambini acquistano un ruolo e riconoscimento all'interno della società.
Prima del tema sociologico dell'infanzia, a livello culturale esistevano modelli che segnano l'inizio della sociologia dell'infanzia:
Questi personaggi hanno avuto enorme importanza nella costruzione della visione dell'infanzia nel mondo occidentale: questo visioni di bambini (buono, cattivo, plasmabile, naturalmente portato allo sviluppo, inconscio ... ) hanno determinato le pratiche educative ancora presenti oggi. Questi "miti", come ad esempio il bambino cattivo o buono, sono stati resi accessibili dalle storie, libri, fumetti, ma anche e sopratutto dalla televisione in quanto era utilizzata, ai propri albori, all'educazione sia degli adulti ma anche dei bambini sia all'utilizzo corretto dell'italiano ... quando la TV diventa commerciale introduce la visione dell'infanzia come un bacino di consumatori. Questa ultima idea crea la cultura sociale del bambino, con l'arrivo anche della medicina per bambini, vedendone anche una grossa divulgazione che permettono alla società d'informarsi anche su come comportarsi in quanto genitori sui propri bambini, mescolando pratiche, sapere scientifico o miti sui bambini.
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Gamiddo Simona Pia La sociologia quando comincia ad occuparsi dell'infanzia, si sofferma moltissimo sulla socializzazione, ragionando sui diversi modelli di essa (approfondimento a riguardo più avanti):
È un processo unidirezionale dall'adulto al bambino ed è un modello che trasferisce progressivamente al più piccolo norme, valori, credenze ... quando ciò non accade abbiamo un comportamento deviante e quindi un problema di socializzazione. "Novizio"/"selvaggio Bambino passivo Educato/controllayo Visione lineare dello sviluppo Bambino come tabula rasa
Vede in qualche misura il bambino attivo, che reagisce e agisce alle nostre trasmissioni. Reagendo il bambino modifica l'interlocutore. Il processo di socializzazione si co-costruiesce tra bambini e adulti e viceversa. I contesti e relazioni concorrono a costruire il processo in maniera aperta. Bambino attivo Sviluppo e interazione
La nuova sociologia dell'infanzia a partire dagli anni '70: Il passaggio va dal bambino come "oggetto" di socializzazione (ottica funzionalistica) al bambino come soggetto socialmente competente pienamente in grado di partecipare all'interazione sociale. Centrale, quindi, è l'acquisizione del concetto di Agency, ovvero bambino con ruolo attivo socialmente, e il modo con cui si declina il rapporto tra struttura e azione. L'Agency dei bambini è una delle principali acquisizioni della teorizzazione dell'infanzia contenuta nel nuovo paradigma: ha origine durante questi anni quando i bambini cominciano ad essere visti come attori che hanno il diritto di essere considerati per quelli che sono, ovvero attori sociali dotati di Agency, ai quali occorre riconoscere competenze e capacità di agire creativamente e di apportare cambiamenti alla società o alla struttura sociale. I bambino con le loro azioni possono incidere sulle relazioni, sulle decisioni e sull'insieme dell'assetto sociale. Con socializzazione si intende, in generale, il percorso di inserimento nella vita sociale, fondamentale in tutti i sistemi culturali perché da esso dipende la sopravvivenza della civiltà stessa. Tale percorso inizia con la nascita e, dunque, coinvolge nella maggior parte dei casi, prima di tutto la famiglia.
Ambiti nei quali i soggetti, in particolare i minori, sono guidati all'interno del processo di socio- educazione:
Fondato normativamente, deriva dal riferimento teorico che indica la funzionalità dell'organizzazione sociale in termini positivi e ottimistici Nesso tra valori e conoscenze Conformità ed enfasi sul ruolo autodirezionale, è tutto incentrato alla ricerca del ruolo e qual posto si vuole occupare nella società Identità realizzata, stabile, sostanziale Socializzazione = trasmissione Importanza della cultura dominante Continuità tra agenzie, tutti parlano lo stesso linguaggio rinforzandosi a vicenda Bambino passivo
Modello conflittualista (Marx- Weber) Fondato sulla dialettica, il modello dominante di società è sbagliato: non si deve socializzare un bambino sul modello sbagliato di società, infatti si deve cercare di portare via il bambino dalla stessa famiglia in quanto essa ripete gli schemi del passato, sbagliando. Nesso tra inclusione ed esclusione Condizionamento o cambiamento ed enfasi sul conflitto generato dalla diversità, infatti si comprende come Marx sottolinei come in società ci siano disuguaglianze. Identità collettiva Socializzazione = manipolazione o emancipazione Pluralismo, visto nelle sue dimensioni conflittuali e non consensuali Centralità della scuola, è la sola che può educare il bambino alla collettività piuttosto che all'individualismo Bambino marginale il quale non riesce a rimarginare le regole della società prevalente
Modello costruttivista (piaget Vygotskiy) Fondato sullo sviluppo cognitivo, mettono sotto osservazione la socializzazione: parlano di stadi evolutivi mettendo in evidenza lo sviluppo di ogni età che è una sintesi tra le potenzialità psichiche e le info che arrivano dall'ambiente. Qui il bambino comprende a 360°. Nesso tra stadi evolutivi e informazioni provenienti dall'ambiente Processo di equilibrazione, interiorizzazione e appropriazione con enfasi sul linguaggio come memoria storica Identità autonoma che sostituisce la costruzione alla cooperazione socializzazione = percorso d'interpretazione soggettiva del repertorio culturale disponibile Rottura rispetto alle teorie funzionaliste del condizionamento sociale Un ambiente con una strutturazione flessibile delle regole si rivela dato agli elementi di equilibrio della socializzazione Bambino attivo
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Modello integrazionista comunicativo (Simmel, Mead, Luhmann) Fondato cognitivamente e non esplicitamente valoriale Centralità nella comunicazione come strumento strutturante Negoziazione/dialogo Enfasi sull'identità Socializzazione = mediazione tra complessità e contingenza Pluralismo culturale Discontinuità tra agenzie Bambino competente
Modello dell'agency (Corsaro) Fondato discorsivamente Centralità delle pratiche Appropriazione della cultura simbolica Enfasi sull'agency Socializzazione = riproduzione interpretativa Centralità della cultura dei pari in un contesto multiculturale Collaborazione tra agenzie Bambino collettivo
Modello relazionale (Donati) Fondato su un progetto intergenerazionale Centralita della relazione socio- educativa Conversazione interiore e coscienza relazionale Enfasi sull'identità relazionale Socializzazione = progetto interpretativo multiculturalismo Rete di agenzie Bambino
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