Documento sulla metodologia della ricerca in ambito educativo. Il Pdf esplora le differenze tra ricerche quantitative e qualitative, descrivendone scopi e caratteristiche, ed è utile per studenti universitari di Psicologia.
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Anno accademico 2024-2025
Appunti tratti da: COGGI C .- RICCHIARDI P., Progettare la ricerca empirica in educazione, Roma,
Carocci 2005, 11-30.
Impostazione del corso (vedi piattaforma moodle)
Una delle competenze degli insegnanti e degli educatori oggi è anche il
Sapere fare ricerca
inteso come capacità di risolvere, in maniera attiva i problemi che si presentano di volta in volta
nell'ambito educativo costruendo conoscenze affidabili e trasferibili ad altri contesti.
Si tratta di sviluppare una riflessione
Riflessione
Esperienza
Ragionamento
La riflessione attraverso cui si costruisce l'esperienza e il ragionamento formalizzato che guida la
ricerca sono dunque, dimensioni imprescindibili dell'educare e dell'insegnare.
Educare significa, infatti, "guidare la crescita" e insegnare vuol dire "guidare la formazione
culturale, intellettuale e personale degli studenti", controllando l'adeguatezza e cercando la
perfettibilità dell'iter intrapreso.
L'azione di guida, in quanto tale esige:
Si delinea per l'educatore e l'insegnante la necessità di acquisire un metodo di ricerca, almeno
per i seguenti motivi:
La ricerca è una forma di costruzione del sapere realizzato attraverso un metodo scientifico
(trasparenza di procedure, possibilità di controllo, risultati validi e affidabili, con processi
replicabili ... ). Deve essere condotta secondo una pianificazione razionale e rigorosa, che
formalizza i passaggi di costruzione delle conoscenze.
La ricerca in educazione può essere condotta con metodi diversi: si può distinguere una ricerca
teorico-argomentativa di tipo filosofico, finalizzata a sviluppare le teorie e i modelli educativi;
una ricerca storica, preoccupata di studiare l'evoluzione nel tempo dei modelli e delle pratiche
pedagogiche; una di tipo empirico (descrittivo-sperimentale o interpretativa), che fonda la
costruzione di conoscenze sulla rilevazione sistematica di dati in un contesto concreto.
La ricerca empirica in educazione può avere obiettivi diversi:
Esempio
QUESTIONI DI RICERCA
METODI DI RICERCA
Nel passato, gli alunni diversamente abili quale accoglienza ricevevano da
parte della scuola?
Storico
Quale è la proporzione di alunni diversamente abili e il loro tipo di
scolarizzazione?
Descrittivo
Frequentare classi regolari migliora il profitto degli alunni diversamente abili
rispetto a quello conseguito quando essi frequentano classi speciali?
Sperimentale;
quasi-sperimentale
Quali sono i fattori predittivi della buona riuscita scolastica degli alunni
diversamente abili che frequentano classi regolari?
Correlazione
Cosa accade nella cultura di una classe regolare quando essa è frequentata
anche da alunni diversamente abili?
Etnografico
In quale misura il programma d'integrazione degli alunni diversamente abili
nelle classi regolari ha favorito l'attuazione degli obiettivi previsti, in ordine
alle competenze cognitive e sociali di costoro?
Ricerca di tipo valutativo
(valutazione di
programmi)
Cosa è accaduto a Giovanni dopo che ha cominciato a frequentare una classe
regolare?
Studio di caso
In che modo il sistema d'insegnamento può affrontare efficacemente le
difficoltà incontrate dagli alunni diversamente abili?
Educativo-organizzativo
La ricerca empirica in educazione non è l'attuazione di innovazioni o di buone esperienze. Si
distingue per il rigore. Si prevede un'attenta pianificazione che esige:
La pianificazione dà un duplice vantaggio: fa risparmiare tempo e spesa, in quanto focalizza i
problemi e i punti cruciali da osservare, limitando i dati ai soli elementi effettivamente utili per
la verifica delle attese del ricercatore (le ipotesi) o comunque in connessione agli scopi della
ricerca.
Le esperienze, invece, sono le soluzioni dei problemi educativi verificate sul campo, basate su
documentazioni raccolte in modo poco sistematico e con dati organizzati senza riferimento controllati
a scopi ben individuati.
Le strategie di ricerca possono essere classificate in diversi modi. In questo capitolo si propone
l'adozione di due criteri di classificazione generali, per poi individuare specificità più analitiche.
Si distingue la ricerca osservativa da quella con intervento e la ricerca qualitativa da quella
quantitativa.
Il criterio che porta alla prima distinzione riguarda l'approccio che il ricercatore ha con la realità
studiata, finalizzato a osservarla senza trasformazioni o a studiarla gli effetti dell'introduzione di
un intervento.
La seconda categorizzazione implica una distinzione più complessa che riguarda le attese e le
scelte di fondo del ricercatore rispetto ai seguenti aspetti: possibilità o no di conoscere la realtà,
strategie e strumenti da adottare, natura dei dati da rilevare (di tipo numerico-quantitativo o
ermeneutico-qualitativo).
I tipi di ricerca che derivano dal primo criterio di classificazione adottato, le ricerche osservative
e quelle con intervento, si basano su una distinzione più intuitiva.
La ricerca osservativa è utile soprattutto per ...
Possono essere oggetto di ricerche osservative, per esempio: il clima relazionale di una classe,
le condizioni socio-culturali delle famiglie, i risultati nel profitto in una scuola.
Le ricerche osservative possono riguardare gruppi più o meno ampi di soggetti con una
rilevazione dei dati più o meno approfonditi, che si può avvalere di diversi tipi di strumenti.
Le forme principali di ricerca osservativa sono:
a) L'inchiesta: misura sistematica di una serie di fattori per effettuare comparazioni e individuare
probabili agenti differenzianti
b) La ricerca con osservazione sistematica prevede la rilevazione diretta delle condotte dei
soggetti presi in considerazione, attraverso l'utilizzo di strumenti strutturati di annotazione dei
comportamenti.
Es: Studi sulla comunicazione non verbale madre-bambino (primi mesi di vita), autonomia
dei bambini in situazione di handicap; stile comunicativo dell'insegnante, sviluppo delle
competenze linguistiche.
c) La ricerca valutativa è orientata ad osservare e giudicare l'oggetto di ricerca, per poi
intervenire e migliorare lo stesso. Si tratta di un insieme eterogeneo di tecniche, procedure e
metodi che permettono di valutare prodotti singoli o strutture complesse.
Es: curricoli, libri di testo, ricerche; organizzazioni scolastiche, programmi di intervento
sociali ...
d) La ricerca etnografica ha lo scopo di delineare le caratteristiche di una cultura, di
comprendere le credenze, le abitudini comunicative, le convenzioni, e i significati ad esse
attribuiti, interpretando il punto di vista dei soggetti osservati. Prevede lo studio approfondito di
un gruppo di persone con attenzione alla loro cultura. Implica un periodo di tempo nel contesto
scelto, condividendo i momenti più significativi di vita.
Es: studio etnografico su un gruppo di studenti cinesi inseriti in una classe italiana per
indagare le modalità di integrazione ....
e) Lo studio di caso è un'indagine empirica condotta su di un singolo soggetto, un'istituzione o
un evento (decisioni, programmi, cambiamenti organizzativi).
Es: studio dell'integrazione di un bambino in situazione di handicap in un contesto classe
o l'analisi di un'innovazione scolastica significativa in un territorio ......
Una volta individuato un problema, le ricerche prevedono l'introduzione di un cambiamento, al
fine di verificare gli effetti, per costruire nuova conoscenza (esperimento) o per risolvere,
attraverso l'intervento, la situazione problematica (ricerca-azione).
Si possono distinguere i seguenti tipi:
a) L'esperimento nelle scienze naturali è una riproduzione artificiale, ripetibile, di un fenomeno
in una condizione in cui si controllano tutti i parametri.
L'esperimento in ambito didattico-educativo prevede l'introduzione, in un contesto, di
variazioni sistematiche di almeno un fattore per studiarne gli effetti concomitanti o successivi
su di un altro. Il ricercatore manipola, quindi, quella che viene detta la variabile indipendente (il
fattore su cui vuole studiare gli effetti) per rilevare l'esito che ottiene su di una variabile detta
dipendente.
Esempio 1: Il ricercatore sostituisce al metodo tradizionale di insegnamento della matematica, un
approccio nuovo, che si avvale di un programma informatico, per studiarne gli effetti sulla rapidità
di calcolo dei bambini. Come si fa a valutare quale metodo di insegnamento è più efficace?
Per controllare se il metodo d'insegnamento nuovo è più efficace, nello sviluppare la rapidità
del calcolo, rispetto a quello abituale, lo studioso dovrà disporre di due situazioni equivalenti
(due classi o la stessa classe in due momenti successivi). In una di esse si mette in campo il
metodo nuovo mentre nell'altra l'insegnamento tradizionale.
IMPORTANTE: tenere sotto controllo tutte le circostanze che potrebbero interferire con i risultati
e si manipolano solo i fattori di cui si vogliono valutare gli effetti.