Appunti di Istologia: Ghiandole esocrine, sudoripare, salivari e mammarie

Documento universitario sull'istologia delle ghiandole esocrine, in particolare sudoripare, salivari e mammarie. Il Pdf, una sbobinatura di una lezione di Biologia, descrive anatomia, funzione e secrezione di queste ghiandole, arricchito da schemi e immagini istologiche per lo studio.

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15 pagine

ISTOLOGIA
SILVIA DI AGOSTINO
LEZIONE 5 4/11/2021
SBOBINATORI: ALESSIA FOTI (1
A
ORA); CATERINA PIERETTI (2
A
ORA)
CONTROLLORE: FRANCESCO SIMONE GULLACE
ARGOMENTI TRATTATI: ghiandole sudoripare, salivari e mammaria.
Nella lezione precedente abbiamo affrontato lo studio e le generalità delle ghiandole esocrine,
descrivendole dal punto di vista morfologico/istologico. In questa lezione osserveremo tre esempi di
ghiandole esocrine , in particolare ghiandole annesse al sistema tegumentario, quindi ghiandole che
secernano il loro secreto all'esterno del corpo, dunque annessi cutanei. Innanzitutto perché si chiamano
annessi cutanei ? Perché dal punto di vista embrionale si originano proprio dalle specializzazioni di
alcune porzioni dell'ectoderma, il foglietto embrionale più esterno.
Andremo a studiare in particolare le ghiandole sudoripare (il cui secreto comunemente è il sudore)
che fondamentalmente si classificano in due tipi :
ghiandole eccrine , ovvero ghiandole sudoripare, che abbiamo al momento della nascita e
hanno una funzione termoregolativa;
ghiandole apocrine , conservate dal punto di vista evolutivo nei mammiferi superiori. Sono
delle ghiandole associate al pelo , la cui funzione è quella di produrre sudore. Tali ghiandole
iniziano a funzionare dalla pubertà, quindi capiamo come siano correlate allo sviluppo
sessuale.
Inoltre vedremo che cos'è un follicolo pilifero, che cosa sono le ghiandole salivari (il cui secreto
viene prodotto dall'adenomero verso una cavità interna, la bocca) ed infine studieremo la ghiandola
mammaria (si tratta di una ghiandola sudoripara in realtà).
Cominciamo introducendo il pelo, l' annesso cutaneo per eccellenza, prima affrontando la sua
descrizione anatomica e poi la sua descrizione istologica. Il pelo ha un' origine ectodermica, si
sviluppa dal follicolo pilifero. La porzione che protrude verso l' esterno si chiama fusto del pelo.
Osserviamo inoltre che l'epitelio esterno tegumentario, quindi l' epidermide, segue il pelo nella sua
invaginazione verso il derma, protraendosi nel tessuto connettivo sottostante. Questa zona di
'approfondamento' si chiama infundibolo.
Nell' immagine, dall'epidermide si
distacca il dotto di una ghiandola
sempre annessa al pelo, ovvero la
ghiandola sebacea. E' importante
ricordare che la ghiandola sebacea non
sussiste senza il pelo.
Analizzando la figura è possibile
osservare anche il dotto di una
ghiandola sudoripara apocrina che inizia
ad essere attiva dalla pubertà, in quanto il pelo comincia a nascere sotto l' azione degli ormoni.
Dunque insieme al pelo comincia a funzionare anche la ghiandola sudoripara apocrina associata.
Osservando ancora più in profondità troviamo una zona chiamata istmo , ovvero la porzione che si
va a trovare tra le ghiandole ed il muscolo erettore del pelo. Tale muscolo ha un' innervazione ed è
quindi sensibile agli stimoli. Ricordiamo infatti che la funzione dal punto di vista evolutivo dei
peli è la termoregolazione. Nei mammiferi primati il pelo viene rizzato per termoregolare se farà
freddo, o ancora, nel caso in cui si percepisca paura il pelo aumenta le dimensioni dell'animale. Un
esempio potrebbe essere l' istrice, i cui aculei sono dei peli strettamente cheratinizzati. L' istrice
aumenta il suo volume alzando tutto il cespuglio di aculei. Ciò è dovuto ai muscoli erettori
associati ai bulbi piliferi.
'La pelle d'oca' che abbiamo quando proviamo paura è dovuta essenzialmente ai muscoli erettori
associati ai nostri peli. Dunque vi è un' innervazione di tipo adrenergica. L' adrenalina è il recettore
deputato alla stimolazione del muscolo erettore dei peli .
Ancora più in profondità osserviamo una zona chiamata papilla dermica. La papilla dermica
appare come un rigonfiamento, formato da tessuto connettivo. Tessuto che si è specializzato per
accogliere i vasi sanguigni ( non a caso forma un 'bottoncino') , in quanto il pelo è un tessuto vivo e
di conseguenza necessita di essere irrorato e nutrito. Ogni pelo è associato alla papilla dermica.
Un altro rigonfiamento, che troviamo sempre nell'istmo , detto rigonfiamento follicolare, è la sede
della nicchia staminale delle cellule del bulbo pilifero. La nicchia staminale del bulbo pilifero è
particolare, poiché oltre a fornire la progenie delle cellule che diventeranno bulbo e pelo, è anche in
grado di fornire cellule dell' epidermide , qualora questa subisca eventuali danni tissutali.
Abbiamo già detto che la nicchia staminale dell'epidermide si trova nel primo strato, a contatto con
la lamina basale. Dunque, ora abbiamo visto come le nicchie staminali dei bulbi piliferi possono
partecipare alla rigenerazione dell'epidermide, sono infatti delle cellule molto versatili. Da questo
evento si può capire che la
derivazione embrionale è la stessa.
Nell'immagine a destra osserviamo
come si presenta una sezione
istologica.
Innanzitutto per descrivere una
sezione istologica, è importante
prestare attenzione alla presenza di
un eventuale lume,cavità, o
comunque uno sbocco verso l'
esterno...
In questo caso, lo sbocco verso l'
esterno è proprio l' esterno. La zona
più superficiale, in alto, appare
fortemente cheratinizzata, perciò
sarà l' epidermide esterna. Si tratta di
una cute sottile, data la presenza di
peli.
Infatti ricordiamo che la cute spessa non presenta peli, poiché lo strato cheratinizzato, corneo, è
talmente spesso da non permette l' invaginazione dell'epidermide all'interno.
Notiamo come i nuclei dell'epidermide sono colorati (si tratta di ematossilina eosina). La porzione
blu/violetto sarà tutta l' epidermide.

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ISTOLOGIA

SILVIA DI AGOSTINO

LEZIONE 5 - 4/11/2021 SBOBINATORI: ALESSIA FOTI (14 ORA); CATERINA PIERETTI (24 ORA) CONTROLLORE: FRANCESCO SIMONE GULLACE ARGOMENTI TRATTATI: ghiandole sudoripare, salivari e mammaria.

Nella lezione precedente abbiamo affrontato lo studio e le generalità delle ghiandole esocrine, descrivendole dal punto di vista morfologico/istologico. In questa lezione osserveremo tre esempi di ghiandole esocrine , in particolare ghiandole annesse al sistema tegumentario, quindi ghiandole che secernano il loro secreto all'esterno del corpo, dunque annessi cutanei. Innanzitutto perché si chiamano annessi cutanei ? Perché dal punto di vista embrionale si originano proprio dalle specializzazioni di alcune porzioni dell'ectoderma, il foglietto embrionale più esterno.

Andremo a studiare in particolare le ghiandole sudoripare (il cui secreto comunemente è il sudore) che fondamentalmente si classificano in due tipi :

  • ghiandole eccrine , ovvero ghiandole sudoripare, che abbiamo al momento della nascita e hanno una funzione termoregolativa;
  • ghiandole apocrine , conservate dal punto di vista evolutivo nei mammiferi superiori. Sono delle ghiandole associate al pelo , la cui funzione è quella di produrre sudore. Tali ghiandole iniziano a funzionare dalla pubertà, quindi capiamo come siano correlate allo sviluppo sessuale.

Inoltre vedremo che cos'è un follicolo pilifero, che cosa sono le ghiandole salivari (il cui secreto viene prodotto dall'adenomero verso una cavità interna, la bocca) ed infine studieremo la ghiandola mammaria (si tratta di una ghiandola sudoripara in realtà).

ANNESSI CUTANEI

Gli annessi cutanei si originano durante lo sviluppo da invaginazioni dell'epitelio che costituisce l'epidermide.

  • Follicoli piliferi ed i loro prodotti: i peli
  • Ghiandole sebacee ed il loro prodotto: il sebo
  • Ghiandole sudoripare ed il loro prodotto: il sudore
  • Ghiandole sudoripare apocrine ed i loro prodotti misti che formano un tipo di sudore ad alta concentrazione di carboidrati, lipidi e proteine

Cominciamo introducendo il pelo, l' annesso cutaneo per eccellenza, prima affrontando la sua descrizione anatomica e poi la sua descrizione istologica. Il pelo ha un' origine ectodermica, si sviluppa dal follicolo pilifero. La porzione che protrude verso l'esterno si chiama fusto del pelo. Osserviamo inoltre che l'epitelio esterno tegumentario, quindi l' epidermide, segue il pelo nella sua invaginazione verso il derma, protraendosi nel tessuto connettivo sottostante. Questa zona di 'approfondimento' si chiama infundibolo.

Infundibolo

fusto del pelo Pelo Istmo GhS GhS epidermide derma ghiandola sebacea MEP ghiandola eccrina guaina esterna della radice FP ghiandola apocrina TA muscolo erettore del polo guaina interna della radice membrana vitrea pelo cuticola pelo corticale midollare rigonfiamento follicolare terminazic nervosa sensitiva vaso sanguigno papilla dermica a BP

Segmento inferiore

Le cellule adiacenti alla papilla dermica sono cellule che si dividono rapidamente e differenziano, provenienti dalle cellule staminali del rigonfiamento follicolare. Nell' immagine, dall'epidermide si distacca il dotto di una ghiandola sempre annessa al pelo, ovvero la ghiandola sebacea. E' importante ricordare che la ghiandola sebacea non sussiste senza ilpelo. Analizzando la figura è possibile osservare anche il dotto di una ghiandola sudoripara apocrina che inizia Il pelo origina dal follicolo pilifero: 1. Infundibolo 2. Istmo 3. Rigonfiamento follicolare (contiene le cellule staminalie pidermiche) matrice del peload essere attiva dalla pubertà, in quanto il pelo comincia a nascere sotto l'azione degli ormoni. Dunque insieme al pelo comincia a funzionare anche la ghiandola sudoripara apocrina associata. Osservando ancora più in profondità troviamo una zona chiamata istmo , ovvero la porzione che si va a trovare tra le ghiandole ed il muscolo erettore del pelo. Tale muscolo ha un' innervazione ed è quindi sensibile agli stimoli. Ricordiamo infatti che la funzione dal punto di vista evolutivo dei peli è la termoregolazione. Nei mammiferi primati il pelo viene rizzato per termoregolare se farà freddo, o ancora, nel caso in cui si percepisca paura il pelo aumenta le dimensioni dell'animale. Un esempio potrebbe essere l' istrice, i cui aculei sono dei peli strettamente cheratinizzati. L' istrice aumenta il suo volume alzando tutto il cespuglio di aculei. Ciò è dovuto ai muscoli erettori associati ai bulbi piliferi.

'La pelle d'oca' che abbiamo quando proviamo paura è dovuta essenzialmente ai muscoli erettori associati ai nostri peli. Dunque vi è un' innervazione di tipo adrenergica. L' adrenalina è il recettore deputato alla stimolazione del muscolo erettore dei peli .

Ancora più in profondità osserviamo una zona chiamata papilla dermica. La papilla dermica appare come un rigonfiamento, formato da tessuto connettivo. Tessuto che si è specializzato per accogliere i vasi sanguigni ( non a caso forma un 'bottoncino') , in quanto il pelo è un tessuto vivo e di conseguenza necessita di essere irrorato e nutrito. Ogni pelo è associato alla papilla dermica.

Un altro rigonfiamento, che troviamo sempre nell'istmo , detto rigonfiamento follicolare, è la sede della nicchia staminale delle cellule del bulbo pilifero. La nicchia staminale del bulbo pilifero è particolare, poiché oltre a fornire la progenie delle cellule che diventeranno bulbo e pelo, è anche in grado di fornire cellule dell' epidermide , qualora questa subisca eventuali danni tissutali.

Abbiamo già detto che la nicchia staminale dell'epidermide si trova nel primo strato, a contatto con la lamina basale. Dunque, ora abbiamo visto come le nicchie staminali dei bulbi piliferi possono partecipare alla rigenerazione dell'epidermide, sono infatti delle cellule molto versatili. Da questo evento si può capire che la derivazione embrionale è la stessa. Nell'immagine a destra osserviamo come si presenta una sezione istologica. Innanzitutto per descrivere una sezione istologica, è importante prestare attenzione alla presenza di un eventuale lume, cavità, o comunque uno sbocco verso l' esterno ... In questo caso, lo sbocco verso l' esterno è proprio l'esterno. La zona più superficiale, in alto, appare fortemente cheratinizzata, perciò sarà l' epidermide esterna. Si tratta di una cute sottile, data la presenza di peli. GhŚ GhS MEP FP TA pelo BP b

Infatti ricordiamo che la cute spessa non presenta peli, poiché lo strato cheratinizzato, corneo, è talmente spesso da non permette l' invaginazione dell'epidermide all'interno.

Notiamo come i nuclei dell'epidermide sono colorati (si tratta di ematossilina eosina). La porzione blu/violetto sarà tutta l'epidermide.Osserviamo che quando c'è il pelo (questa è una sezione longitudinale di pelle) riusciamo ad apprezzare tutti gli strati fino al tessuto adiposo.

Non troppo in profondità, notiamo un bulbo pilifero. Si trova in alto, poiché è in una fase di morte, ovvero di telogen ( di caduta ) . Infatti, il pelo si approssima verso la superficie finché il pelo non è sorretto né dal muscolo né dal bulbo, per cui cade.

Dall'immagine possiamo vedere tutto ciò che è annesso al pelo. Troviamo: le ghiandole sebacee annesse ai bulbi , in profondità riusciamo ad apprezzare dei follicoli piliferi adiacenti, ed in basso addirittura siamo riusciti ad ottenere una sezione trasversale ,cioè abbiamo il pelo al centro e il rigonfiamento del bulbo pilifero intorno ad esso. Come possiamo osservare, sono molte le ghiandole sebacee e le riusciamo a riconoscere ,come dicevamo nella scorsa lezione, per il loro aspetto di sacchettini intorno al bulbo dove risiede il loro sbocco .

Follicolo pilifero e vie di migrazione delle cellule staminali epidermiche

punta Corteccia Midollo L rigonfiamento follicolare cellule della matrice del pelo papilla dermica Cuticola radice guaina interna della radice guaina esterna della radice fusto del pelo 1 3 4 5 6 (2) fusto del pelo ghiandola sebacea

Il pelo è costituito da un midollo centrale, in cui troviamo ovviamente dei cheratinociti, cellule epiteliali ricche di cheratina. Tuttavia, la loro non è una cheratina completamente sclerotizzata, quindi le cellule sono ancora parzialmente vive ( non sono apoptotiche ) . E' per tale motivo che si dice che ' il capello è vivo' , oltre ad avere ovviamente l'associazione con un bulbo dove ci sono appunto cellule vive che devono essere nutrite.

E' necessario specificare che il nutrimento andrà dalla papilla dermica al midollo del capello. Nel midollo risiedono cellule metabolicamente attive , caratterizzate cioè da una cheratina 'morbida' , contrariamente alla corteccia. Tutto ciò che circonda il midollo infatti, è costituito da cheratinociti fortemente sclerotizzati che quindi formano una sorta di guaina protettiva attorno al midollo, alle cellule vive.

Lo strato corneo esterno, non a caso, è costituito da cellule morte sclerotizzate che assumono una forma a tegola . Il famoso trattamento alla cheratina aumenta la porzione di cheratina su una cuticola (si chiama cuticola lo strato più esterno ) al fine di chiudere queste squame. Infatti più queste squame si chiudono, più il capello diventerà liscio e lucente . La funzione della cuticola è quella di formare uno strato impermeabile sul capello e di proteggere il midollo, situato internamente.

Nell'immagine in alto, a destra, vediamo una sezione migliore del capello o del pelo, dove è possibile osservare questa zona sotto l' istmo, chiamata rigonfiamento follicolare. Qui , queste cellule staminali servono per ripopolare tutte le cellule .Ad esempio, possono ripopolare le cellule della matrice, e quelle della ghiandola sebacea.

Le cellule staminali giungono quindi nella papilla dermica , questa zona si chiama matrice del pelo. 'Matrice ', proprio perché produce tutti e tre gli strati del pelo , strati che si differenzieranno man man che scendiamo nella parte più esterna . Tale zona di migrazione delle cellule staminali, è chiamata guaina, si caratterizza per essere completamente esterna. Ricapitolando , le cellule staminali migrano all'interno del bulbo e андranno a differenziarsi nei tre tipi , tra cui : la cuticola , la corteccia del pelo ( le cellule andranno verso la sclerotizzazione ) e il midollo ( le cellule saranno ancora metabolicamente attive all' interno del fusto del pelo) .

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