La certificazione regolamentata: DOP, IGP, STG dell'Università San Raffaele

Slide dall'Università San Raffaele sulla certificazione regolamentata: DOP, IGP, STG. Il Pdf descrive i driver che generano valore tecnico e i tre livelli di controllo previsti dalla normativa europea per la tutela della proprietà intellettuale e la sicurezza alimentare.

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Anteprima

Università San Raffaele Roma

www.unisanraffaele.gov.it

Insegnamento

Nutrizione a livello degli alimenti: chimica e tecnologie di produzione Professore Stefania Supino

Argomento

La certificazione regolamentata: DOP, IGP, STGT Università San Raffaele Roma Stefania Supino

L'Unione Europea, nell'ambito dei programmi volti alla tutela ed allo sviluppo del mondo agroindustriale ha evidenziato, fin dai primi anni '90, la necessità di un "riorientamento" degli obiettivi agricoli verso la valorizzazione della dimensione qualitativa e l'adozione di tecniche produttive ecocompatibili, in un'ottica di salvaguardia delle risorse naturali. Le molteplici preoccupazioni sollevate dai fenomeni di inquinamento ambientale e le frequenti emergenze sanitarie in campo alimentare hanno fatto crescere l'attenzione dei consumatori verso produzioni "differenziate", ovvero connotate da riconoscibilità, in termini di conformità a disciplinari di produzione e trasformazione.

Le dinamiche evolutive nei comportamenti e nei gusti dei consumatori hanno evidenziato, infatti, oltre alla più attenta ed accurata valutazione delle proprietà organolettiche e salutistiche degli alimenti, un rinnovato interesse non solo verso prodotti ottenuti con metodi di coltivazione biologica, ma anche verso prodotti aventi origini e caratteristiche garantite, definibili di qualità "speciale" o tipici. Con i Regolamenti (CEE) n. 2081/92 che ha istituito la Denominazione di Origine Protetta (DOP) e la Indicazione Geografica Protetta (IGP), e n. 2082/92 - che ha introdotto la Attestazione di Specificità, ovvero Specificità Tradizionale Garantita (AS/STG) -il legislatore europeo ha, infatti, istituito "marchi" comunitari in grado, da un lato, di offrire l'opportunità di "istituzionalizzare" e tutelare metodi di lavorazione e "ricette" tipiche e, dall'altro, di uniformare le varie normative nazionali in tema di attribuzione delle denominazioni di origine.

La certificazione regolamentata: DOP, IGP, STG

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Ciò allo scopo di agevolare le scelte dei consumatori, spesso confusi dall'offerta fin troppo articolata di prodotti agro-alimentari indifferenziati, per orientarli verso prodotti di qualità.

Nel 2006, i Regolamenti sui prodotti tipici sono stati abrogati e sostituiti, rispettivamente, dal Regolamento CE n. 510/2006 e dal Regolamento n. 509/2006. Oggi a materia dei prodotti DOP IGP e STG è disciplinata dal Regolamento UE n. 1151 del 2012.

Il sistema delle Indicazioni Geografiche dell'Ue favorisce il sistema produttivo e l'economia del territorio; tutela l'ambiente, grazie al forte legame con l'area geografica di origine - che esige la salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità - e sostiene la coesione sociale dell'intera comunità.

Allo stesso tempo, grazie alla certificazione comunitaria si danno maggiori garanzie ai consumatori con un livello di tracciabilità e di sicurezza alimentare più elevato rispetto ad altri prodotti. Un prodotto tipico è strettamente legato a un determinato territorio, a una precisa tradizione culinaria e alle materie prime che in quel territorio sono storicamente disponibili. Quest'ultimo però è da intendersi in un'accezione ampia, come l'insieme di elementi fisici e ambientali ma anche di risorse umane e sociali presenti in una certa area: è proprio dall'unione di questi fattori che emerge il contenuto di specialità del prodotto tipico. Si fa riferimento, dunque, non tanto e non solo al carattere locale di alcune produzioni, in senso squisitamente geografico, quanto piuttosto al legame tra un prodotto e una determinata zona, nella quale è maturato nel tempo un certo know-how di produzione e di trasformazione di alcune materie prime.

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Definizioni di DOP, IGP, STG nella normativa europea

Denominazione di Origine Protetta (DOP)

Un nome che identifica un prodotto: a) originario di un luogo, regione o, in casi eccezionali, di un paese determinati; b) la cui qualità o le cui caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico ed ai suoi intrinseci fattori naturali e umani; e c) le cui fasi di produzione si svolgono nella zona geografica delimitata.

Indicazione Geografica Protetta (IGP)

Un nome che identifica un prodotto: a) originario di un determinato luogo, regione o paese; b) alla cui origine geografica sono essenzialmente attribuibili una data qualità; la reputazione o altre caratteristiche; e c) la cui produzione si svolge per almeno una delle sue fasi nella zona geografica delimitata.

Specialità Tradizionale Garantita (STG)

Uno specifico prodotto o alimento: a) ottenuto con un metodo di produzione, trasformazione o una composizione che corrispondono a una pratica tradizionale per tale prodotto o alimento; o b) ottenuto da materie prime o ingredienti utilizzati tradizionalmente. Fonte: Reg. UE 1151/2012.

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Pertanto, i prodotti che possono fregiarsi delle tre tipologie di marchi sono connotati da un diverso legame con il luogo di produzione; un fattore comune a tutti, invece, è il rispetto del relativo Disciplinare di produzione, che costituisce sempre la norma tecnica di riferimento in base alla quale si effettua la certificazione di conformità.

Alla base del valore tecnico, oltre alla specialità delle materie prime, vi è il legame stretto tra prodotto e territorio di provenienza, legame sia geografico, ad esempio l'esistenza di un microclima particolare, le caratteristiche orografiche e idrografiche della zona, ecc. che conferiscono al prodotto dei tratti peculiari e non replicabili in ambienti diversi, che storico.

Il legame col territorio, esclusivo nel caso delle DOP, prevalente per le IGP, viene esplicitato nel disciplinare, che rappresenta la carta d'identità dei prodotti DO ed è alla base del sistema di controlli.

Per poter beneficiare di una DOP o di una IGP o di una STG, infatti, i prodotti devono risultare conformi ai dettami di un Disciplinare, nel quale sono contenuti i canoni di produzione, costante riferimento per le richieste di attribuzione del marchio di tipicità.

Tuttavia, solo quelle produzioni che dimostrano una tradizione produttiva consolidata e codificata, un legame inscindibile con il territorio di provenienza, un tessuto socio-imprenditoriale adeguato e che riescono a raggiungere elevati standard qualitativi, certificati da organismi terzi di controllo, possono aspirare ad ottenere e conservare l'ambito riconoscimento comunitario e la contemporanea iscrizione al registro europeo dei prodotti DOP e IGP.

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Il disciplinare di produzione secondo il Reg. UE 1151/2012

Il disciplinare di produzione, secondo il Reg. UE 1151/2012, deve indicare:

  1. il nome da proteggere come denominazione di origine o indicazione geografica, quale utilizzata nel commercio o nel linguaggio comune;
  2. la descrizione del prodotto, comprese se del caso le materie prime, nonché le principali caratteristiche fisiche, chimiche, microbiologiche od organolettiche del prodotto;
  3. la definizione della zona geografica;
  4. gli elementi che dimostrano che il prodotto è originario della zona geografica delimitata;
  5. la descrizione del metodo di ottenimento del prodotto
  6. gli elementi che stabiliscono: i) il legame fra la qualità o le caratteristiche del prodotto e l'ambiente geografico (per le DOP) ii) se del caso, il legame fra una data qualità, la reputazione o un'altra caratteristica del prodotto e l'origine geografica (per le IGP);
  7. il nome e l'indirizzo delle autorità o, se disponibili, il nome e l'indirizzo degli organismi che verificano il rispetto delle disposizioni del disciplinare e i relativi compiti specifici.

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La disciplina europea sul tema delle produzioni di qualità si ispira a un duplice obiettivo. Per il sistema d'offerta, essa rappresenta un importante strumento di tutela della proprietà intellettuale dei marchi collettivi a livello internazionale. Ciò significa che quei prodotti che seguono un lungo iter per la registrazione, dapprima a livello nazionale e poi comunitario, e che vengono riconosciuti come DOP, IGP o STG sono gli unici a poter utilizzare tale marchio e possono essere tutelati in caso di uso improprio dello stesso da parte di altri.

Per il sistema di domanda, la disciplina risponde all'esigenza di sicurezza alimentare manifestata dai consumatori, ma anche dal mercato intermedio; per l'apposizione del marchio senza relativo iter di certificazione si prefigura il caso il reato di contraffazione che, in ambito alimentare, viene anche chiamato «agropirateria».

Driver fondamentali del valore tecnico

Resta indiscusso il valore tecnico dei prodotti a denominazione generato, principalmente da quattro driver fondamentali:

  • la selezione accurata delle materie prime;
  • il legame col territorio;
  • il rispetto del disciplinare di produzione;
  • il rigido sistema dei controlli.

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Controlli sulle produzioni agroalimentari di qualità

l controlli sulle produzioni agroalimentari di qualità rappresentano il vero plus del sistema delle DO, dato che garantiscono la tracciabilità delle origini e della filiera di tali prodotti. L'ultimo intervento normativo dell'UE sulle produzioni agroalimentari certificate - il Regolamento UE 1151/2012 (detto anche Pacchetto qualità) - e, per l'Italia, il relativo Decreto di attuazione del 2013 prevedono tre livelli di controllo:

  1. la vigilanza pubblica,
  2. la "parte terza", ovvero l'Organismo di Certificazione,
  3. l'autocontrollo dei produttori.

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Valore tecnico riconosciuto dall'UE

IL VALORE TECNICO VIENE RICONOSCIUTO DALL'UE ATTRAVERSO L'ATTRIBUZIONE DEL MARCHIO COLLETTIVO DOP, IGP O STG

f Vigilanza pubblica Parte terza Autocontrollo

Sistema dei controlli

MIPAAF (ICQRF) Corpo Forestale Carabinieri Capitanerie di Porto

Organismi di controllo pubblici e privati (accreditati da Accredia)

Consorzi di tutela, attraverso agenti vigilatori

Disciplinare di produzione

Consorzi di tutela

Anelli della filiera di produzione

Anelli della filiera di produzione nell'ambito di una zona determinata

Legame col territorio

Agricoltori

Confezionatori

Materie prime e processo di produzione

Allevatori

Trasformatori

DRIVER ATTORI COINVOLTI

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