Analisi della vita e delle opere di Umberto Saba, con focus sul Canzoniere

Documento su Umberto Saba, con analisi della sua vita e delle opere principali. Il Pdf offre un'analisi approfondita delle tematiche e dello stile del Canzoniere, esplorando le influenze psicologiche sulla sua produzione letteraria, utile per studenti universitari di Letteratura.

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13 pagine

UMBERTO SABA
Il suo nome vero era Umberto Poli.
È stato detto il poeta più chiaro del mondo, chiarezza della poesia e in senso
comunicativo.
Nasce a Trieste, quindi c’è sempre il discorso della città mitteleuropea, anche se lui
la considera arretrata.
Nasce nel 1983, partiamo dal presupposto che lui non apparterrà a nessuna delle
correnti letterarie, ma non come Montale che le assimila e le rielabora.
Lui rimane completamente estraneo al dannunzianesimo,al crepuscolarismo, al
classicismo carducciano, al pascoli, al futurismo, all'ermetismo,al neorealismo e
qualsiasi altra corrente letteraria, non si identifica in nessuna di esse.
È come se respingesse qualsiasi corrente esistenziale, quindi come la caduta dei
valori.
È un esemplare a parte, anche se avendo problemi psicologici, una sorta di
angoscia esistenziale lui ce l’ha, più una sorta di depressione mentale però è di
direzione apologica non filosofica.
Cosa succede nella sua vita:
Ci sono tre figure fondamentali: il padre, la madre e il balia.
Il padre, che aveva sposato la mamma di origine ebraica, ma l’aveva sposata
controvoglia quindi la lascia e Saba viene abbandonato dal padre(primo
abbandono). Ne rifiutò il cognome, per assumere quello di Saba, che era della
madre.
Lui quindi non conoscerà il padre fino a quando non compirà 20 anni.
La mamma che era una donna molto fredda e depressa, dipendente dall’uomo che
l’aveva lasciata, non ce la fa a tenere questo bambino e lo affida a una balia(di cui
troviamo la vocazione nostalgica nel Canzoniere), che era una donna molto allegra
e aperta. La madre si pente e lo rivuole e se lo riprende e lui viene catapultato nella
vita di sua madre che lo tratta con severità e distacco perché gli ricordava il marito.
Ha un rapporto di amore e rigetto nei confronti del figlio.
Ciò gli provocherà delle psicosi, e va da EDOARDO WEISS(psichiatra, discepolo di
Freud che ha portato per prima la psicoanalisi in Italia).
Quando la mamma se lo prende se lo porta a vivere con i suoi parenti a Trieste, e
vive quindi in questa famiglia fredda e distaccata.
Da Weiss ci andrà intorno al 1929, e questo è il periodo in cui avrà la sua crisi
depressiva più forte. Una volta diventato adulto trova lavoro in una ditta e qui
approfitta per studiare all’università pubblica, legandosi a Pisa, qui pubblica il suo
primo libro di poesie, che non fa molto successo. Facendo poesia diversa, non è
capito o apprezzato subito, una poesia semplice che a quei tempi non si portava.
Dopo l’università ha una crisi depressiva e quindi si farà curare da Weiss.
-Nel 1905 lo troviamo a Firenze dove conosce il dannunzianesimo e non lo
apprezza.
-1909 torna a Trieste e conosce la moglie Carolina Wolfer, con cui resterà per tutta
la vita e lui la chiamerà Lina nel Canzoniere, e avranno una figlia che chiamano
Linuccia.
-Nel 1910 pubblica la sua raccolta di poesie cioè “Il canzoniere”, per fare eco a
Petrarca. È la prima volta che pubblica con lo pseudonimo di SABA.
Non si sanno bene le origini di questo pseudonimo ma Balia deriverebbe da Sabaz o
Sabah (in ebraico significa pane), avrebbe potuto utilizzarlo sia per sottolineare il
rigetto che aveva nei confronti della famiglia oppure perché voleva sottolineare la
sua origine ebraica. Poiché è stato innanzitutto rigettato dal padre, poi dalla madre
per il suo carattere distaccato, ma non dalle sue origini ebraiche.
Sempre intorno a questo periodo ha una serie di conoscenze con coloro di questo
periodo, che però lui non apprezza.
Fa parte della rivista “La voce”, ma non sarà mai un Vociano e in questo periodo
pubblica la raccolta Trieste e Una donna.
-Nel 1915 comincia la battaglia per la prima guerra mondiale e lui è un interventista.
Non combatterà sul campo perché gli fecero la visita e si resero conto che lui fosse
depresso e gli affidano un compito amministrativo.
Non paga quindi la guerra su se stesso.
Finita la guerra esaudisce un suo desiderio: compra una libreria antiquaria, all’ora
avere una libreria significava essere anche editore.
In questa occasione si pubblica da solo Cose leggere e vaganti”. (altra racconta di
poesie).
-Nel 1921 si fa un’altra edizione del Canzoniere, ci aggiunge altre poesie e
partecipa.
-Nel 1928 alla Solaria (altra rivista letteraria), intrattenendo rapporti con Montale
che lo aiuterà a nascondersi durante la guerra.
-Nel 1929 ha una crisi depressiva.
-Nel 1934 pubblica “Parole”.

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Anteprima

Umberto Saba: Vita e Opere

UMBERTO SABA
Il suo nome vero era Umberto Poli.
È stato detto il poeta più chiaro del mondo, chiarezza della poesia e in senso
comunicativo.
Nasce a Trieste, quindi c'è sempre il discorso della città mitteleuropea, anche se lui
la considera arretrata.
Nasce nel 1983, partiamo dal presupposto che lui non apparterrà a nessuna delle
correnti letterarie, ma non come Montale che le assimila e le rielabora.
Lui rimane completamente estraneo al dannunzianesimo,al crepuscolarismo, al
classicismo carducciano, al pascoli, al futurismo, all'ermetismo,al neorealismo e
qualsiasi altra corrente letteraria, non si identifica in nessuna di esse.
È come se respingesse qualsiasi corrente esistenziale, quindi come la caduta dei
valori.
È un esemplare a parte, anche se avendo problemi psicologici, una sorta di
angoscia esistenziale lui ce l'ha, più una sorta di depressione mentale però è di
direzione apologica non filosofica.

Eventi Significativi nella Vita di Saba

Cosa succede nella sua vita:
Ci sono tre figure fondamentali: il padre, la madre e il balia.
Il padre, che aveva sposato la mamma di origine ebraica, ma l'aveva sposata
controvoglia quindi la lascia e Saba viene abbandonato dal padre(primo
abbandono). Ne rifiutò il cognome, per assumere quello di Saba, che era della
madre.
Lui quindi non conoscerà il padre fino a quando non compirà 20 anni.
La mamma che era una donna molto fredda e depressa, dipendente dall'uomo che
l'aveva lasciata, non ce la fa a tenere questo bambino e lo affida a una balia(di cui
troviamo la vocazione nostalgica nel Canzoniere), che era una donna molto allegra
e aperta. La madre si pente e lo rivuole e se lo riprende e lui viene catapultato nella
vita di sua madre che lo tratta con severità e distacco perché gli ricordava il marito.
Ha un rapporto di amore e rigetto nei confronti del figlio.
Ciò gli provocherà delle psicosi, e va da EDOARDO WEISS(psichiatra, discepolo di
Freud che ha portato per prima la psicoanalisi in Italia).
Quando la mamma se lo prende se lo porta a vivere con i suoi parenti a Trieste, e
vive quindi in questa famiglia fredda e distaccata.
Da Weiss ci andrà intorno al 1929, e questo è il periodo in cui avrà la sua crisi
depressiva più forte. Una volta diventato adulto trova lavoro in una ditta e qui
approfitta per studiare all'università pubblica, legandosi a Pisa, qui pubblica il suo
primo libro di poesie, che non fa molto successo. Facendo poesia diversa, non è
capito o apprezzato subito, una poesia semplice che a quei tempi non si portava.Dopo l'università ha una crisi depressiva e quindi si farà curare da Weiss.

  • Nel 1905 lo troviamo a Firenze dove conosce il dannunzianesimo e non lo
    apprezza.
  • 1909 torna a Trieste e conosce la moglie Carolina Wolfer, con cui resterà per tutta
    la vita e lui la chiamerà Lina nel Canzoniere, e avranno una figlia che chiamano
    Linuccia.
  • Nel 1910 pubblica la sua raccolta di poesie cioè "Il canzoniere", per fare eco a
    Petrarca. È la prima volta che pubblica con lo pseudonimo di SABA.
    Non si sanno bene le origini di questo pseudonimo ma Balia deriverebbe da Sabaz o
    Sabah (in ebraico significa pane), avrebbe potuto utilizzarlo sia per sottolineare il
    rigetto che aveva nei confronti della famiglia oppure perché voleva sottolineare la
    sua origine ebraica. Poiché è stato innanzitutto rigettato dal padre, poi dalla madre
    per il suo carattere distaccato, ma non dalle sue origini ebraiche.
    Sempre intorno a questo periodo ha una serie di conoscenze con coloro di questo
    periodo, che però lui non apprezza.
  • Fa parte della rivista "La voce", ma non sarà mai un Vociano e in questo periodo
    pubblica la raccolta Trieste e Una donna.
  • Nel 1915 comincia la battaglia per la prima guerra mondiale e lui è un interventista.
    Non combatterà sul campo perché gli fecero la visita e si resero conto che lui fosse
    depresso e gli affidano un compito amministrativo.
    Non paga quindi la guerra su se stesso.
  • Finita la guerra esaudisce un suo desiderio: compra una libreria antiquaria, all'ora
    avere una libreria significava essere anche editore.
    In questa occasione si pubblica da solo "Cose leggere e vaganti". (altra racconta di
    poesie).
  • Nel 1921 si fa un'altra edizione del Canzoniere, ci aggiunge altre poesie e
    partecipa.
  • Nel 1928 alla Solaria (altra rivista letteraria), intrattenendo rapporti con Montale
    che lo aiuterà a nascondersi durante la guerra.
  • Nel 1929 ha una crisi depressiva.
  • Nel 1934 pubblica "Parole".
  • Nel 8 settembre 1943 fugge a Firenze che per gli ebrei dopo l'armistizio era
    abbastanza sicura.
    Poi va via dall'Italia e va a Lugano in Svizzera perché le cose cominciano a farsi
    pericolose.
    Continua a lavorare e pubblica le ultime cose.
  • Tra il 45 e il 48 pubblica l'edizione definitiva del Canzoniere, in cui tutte le
    raccolte delle poesie confluiscono al suo interno.
  • Nel 1956 muore la moglie, un anno dopo nel 57 muore lui a Gorizia.

Il Canzoniere di Saba

Il CANZONIERE
È formato da 457 poesie composte a 54 anni circa. È considerato un romanzo
psicologico, perché lasciando le poesie in ordine cronologico si può vedere la vita
del protagonista andare avanti tramite le poesie. si sviluppa quindi come un racconto
autobiografico della vita interiore del poeta e dei suoi rapporti con gli altri.
Saba viene apprezzato tardi, perché essendo un poeta isolato non è stato capito,
non era di moda. Anche perché è fuori da tutti i canoni dell'arte del 900.
Legato invece alla tradizione di Parini, Foscolo e Petrarca.
Mescola la letteratura passata dell'Italia con il suo modo di essere mittel europeo e
con Freud. Non è quindi propriamente antica ma modernizzata, perché prende la
poesia classica degli autori del passato Italiano e la rimaneggiata con il suo modo di
essere ebreo, mescolando anche la sua depressione e vita psicologica complicata, dalle psicosi di cui era soggetto.
Tutto questo lo sappiamo perché lui lo spiega in un suo saggio, proprio all'interno del
Canzoniere, che lui spiega come se facesse un saggio a se stesso.

Storia e Cronistoria nel Canzoniere

  • STORIA E CRONISTORIA: saggio critico (Nel Canzoniere) una sorta di
    spiegazione della GENESI delle sue poesie.
    Sempre in questo saggio ma anche in generale parla di POESIA ONESTA (o
    poesia autentica), in cui analizza sia la propria intimità sia la realtà quotidiana.
    Si tratta di una poesia che non è permeata di simbolismi, frammentismi, analogie ... è
    così come si legge.
    La poesia deve essere quanto più possibile.Di fronte a quella che è la disonestà di D'Annunzio, dice che la poesia di quest'ultimo
    è ingannatrice, lo chiama infatti "falsario di ideali".
    In quanto poesia onesta, deve raccogliere gli aspetti di tutti i giorni. Non deve però
    essere scambiata con la poesia semplice di Pascoli, ma è una poesia del quotidiano.
    Quando scrive le sue poesie scrive sui momenti della sua vita, nulla di esistenziale.
    Il colloquio con il lettore deve essere aperto.
    La sua non è una poesia superficiale, come inizialmente credevano, ma leggendo
    per intero il Canzoniere ci si rende conto che è come un viaggio dell'anima.
    Da un lato vediamo un Saba spettatore della sua vita, dall'altro un Saba che
    partecipa dolorosamente alla vita, è consapevole del fatto che tutti gli uomini
    tendono a soffrire (qui è decadente).

Tematiche del Canzoniere

Quali sono le tematiche che troviamo nel Canzoniere?

  • la moglie
  • la madre
  • la figlia
  • Trieste, partecipa a tutti gli stati d'animo del poeta per lui ,utilizza Trieste per farla
    palpitare insieme a lui. il suo rapporto con la città è ambiguo, oscilla fra attenzione e
    repulsione.
    Parla delle prostitute,dei pescatori, dei sobborghi, non in senso denunciatario ma in
    senso descrittivo. Ha la sensazione che Trieste sia una città viva e che viva con lui.

Scelte Stilistiche di Saba

SCELTE STILISTICHE: Per Saba il mondo ha più bisogno di chiarezza chi di
oscurità, il suo linguaggio ne è la dimostrazione: nasce dal desiderio di comunicare
le sue esperienze di vita, non dalla ricerca del nuovo.
Metrica, lessico, sintassi e struttura
Questo bisogno di chiarezza spiega la preferenza di Saba per il verso libero ma
anche per alcune forme metriche tradizionali come l'endecasillabo e il sonetto. Primo
tempo il poeta aveva pensato di intitolare la propria raccolta "Chiarezza" (poi scelse
il canzoniere, un esplicito richiamo a Petrarca) per sottolineare la scelta della poesia
onesta, ovvero di un linguaggio poetico semplice limpido, lontano dagli
sperimentalismi avanguardistici della sua epoca.
Le forme metriche tradizionali danno armonia ai versi, che hanno un ritmo regolare,
riflesso della ricomposizione dei conflitti interiori, indagati dal poeta nel profondo
della propria personalità.

Ernesto: Romanzo Postumo

ERNESTO
Lo scrive in vecchiaia, postumo e incompiuto. Questa è la sua confessione della sua
crisi interiore.
Ernesto è un ragazzino adolescente che ha come sua prima esperienza sessuale
insieme al capo molto più grande di lui, e anche con una prostituta(prova entrambe
le vie).
Questa cosa è stata vista come una confessione sulla bisessualità di Saba. Molte
delle sue psicosi derivavano dal suo blocco sessuale. Lui si rende conto di queste
cose in vecchiaia e dopo la psicoanalisi con Weiss. Scrive questo romanzo, che non
sappiamo neanche lui volesse pubblicarlo, che sembra proprio una sua biografia
sotto però Ernesto.

A Mia Moglie: Poesia Onesta

A MIA MOGLIE
Non è stata capita, ma anzi malintesa. Qui infatti manifesta il suo pensiero di poesia
onesta perché paragona la moglie a degli animali, ma non in senso offensivo ma in
senso elogiativo.
Tu sei come una giovane
una bianca pollastra.
Le si arruffano al vento
le piume, il collo china
per bere, e in terra raspa;
ma, nell'andare, ha il lento
tuo passo di regina,
ed incede sull'erba
pettoruta e superba.
È migliore del maschio.
È come sono tutte
le femmine di tutti
i sereni animali
che avvicinano a Dio,
Così, se l'occhio, se il giudizio mio
non m'inganna, fra queste hai le tue uguali,
e in nessun'altra donna.
Abbiamo come primo paragone quello della gallina(giovane bianca pollastra),
perché noi pensiamo che paragonare una donna a una gallina pensiamo appunto
che sia stupida. Invece lui trova la parte più bella nella gallina, ed è quello che la fa
somigliare a lui.
La gallina con il suo passo da regina e con il petto da superba.
Le galline femmine sono migliori dei maschi. Qualsiasi animale femmina è migliore
del maschio.
Per me sei unica perchè sei una gallina, mentre le altre donne non sono paragonabili
alle galline.
Quando la sera assonna
le gallinelle,
mettono voci che ricordan quelle,
dolcissime, onde a volte dei tuoi mali
ti quereli, e non sai
che la tua voce ha la soave e triste
musica dei pollai.
Fa un'altra similitudine, sul verso della gallina. Dato che la sera si sentono le galline
che fanno il verso, le loro voci sono dolcissime e somigliano a quelle di sua moglie.
Tu sei come una gravida
giovenca;
libera ancora e senza
gravezza, anzi festosa;
che, se la lisci, il collo
volge, ove tinge un rosa
tenero la tua carne.
se l'incontri e muggire
l'odi, tanto è quel suono
lamentoso, che l'erba
strappi, per farle un dono.
È così che il mio dono
t'offro quando sei triste.
Poi viene paragonata "giovenca" a una mucca (la mucca che ha appena partorito,
quindi una mamma).
Tu sei come una lunga
cagna, che sempre tanta
dolcezza ha negli occhi,
e ferocia nel cuore.
Ai tuoi piedi una santa

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