L'epica classica: caratteristiche e dibattito omerico da Hub Scuola

Slide da Hub Scuola su L'epica classica. Il Pdf esplora l'epica classica, definendone le caratteristiche e analizzando il dibattito storico sulla paternità delle opere omeriche, con un focus su Troia e Micene, utile per la Letteratura nella scuola superiore.

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L’epica classica
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Caratteristiche
La definizione di epica
Il termine epica deriva dal greco
épos (parola, discorso, racconto) e
indica un genere letterario, che
comprende poemi ossia lunghe
narrazioni in versi di imprese
compiute da eroi con qualità
straordinarie.
I poemi epici greci su cui si fonda la
cultura classica occidentale sono
l’Iliade e l’Odissea (composte tra IX
e VIII sec. a.C.), basati su
un’originaria trasmissione orale.
Appartiene alla tradizione latina
successiva, invece, lEneide (I sec.
a.C., scritta tra 29 a.C. e il 19 a.C.) di
Virgilio, sotto l’impero di Ottaviano
Augusto.

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Anteprima

L'epica classica

Caratteristiche

La definizione di epica Il termine epica deriva dal greco épos (parola, discorso, racconto) e indica un genere letterario, che comprende poemi ossia lunghe narrazioni in versi di imprese compiute da eroi con qualità straordinarie. I poemi epici greci su cui si fonda la cultura classica occidentale sono l'Iliade e l'Odissea (composte tra IX e VIII sec. a.C.), basati su un'originaria trasmissione orale. Appartiene alla tradizione latina successiva, invece, l'Eneide (I sec. a.C., scritta tra 29 a.C. e il 19 a.C.) di Virgilio, sotto l'impero di Ottaviano Augusto.

Il fine dei poemi epici

I poemi epici hanno una duplice finalità:

  1. di intrattenimento, in modo da offrire uno svago al pubblico;
  2. pedagogica, per educare e istruire gli ascoltatori, comunicando le usanze, i valori e le norme di comportamento da seguire. Offrivano modelli di comportamento da seguire o evitare: sorta di «ENCICLOPEDIA TRIBALE» (definizione di Erich Havelock) per le città della Grecia e per le colonie sparse nel Mediterraneo.

J. A. D. Ingres, L'apoteosi di Omero

Da tradizione orale a testo scritto

L'Iliade e l'Odissea sono il frutto di una lunga tradizione orale che ruota attorno al mito della guerra di Troia (Ilio). Secondo alcuni studiosi, queste storie venivano elaborate e trasmesse oralmente dagli aèdi, cantori che improvvisavano narrazioni proprie sui temi più cari al pubblico; in seguito, essi vengono sostituiti dai rapsodi, cantori professionisti che narravano le gesta (inventate da altri poeti) di figure eroiche con l'accompagnamento della cetra. L'Iliade e l'Odissea, così come le leggiamo oggi, corrispondono alla messa per iscritto delle vicende legate alla guerra di Troia combattuta nel II millennio a.C. (presumibilmente attorno al 1250 a.C. o tra il 1194 a.C. e il 1184 a.C. circa sotto il re Priamo), nell'Asia minore. Si tratta quindi dell'unica forma scritta del vasto patrimonio orale, continuamente rimaneggiato, dai cantori.

Forma e stile

Schema metrico dell'esametro

Si tratta di un verso formato da 5 dattili (piede della metrica classica composto di 3 sillabe di cui la prima lunga e le altre due brevi); il 6, l'ultimo piede, non è mai un dattilo, ma è uno spondeo (lunga-lunga) o un trocheo (lunga-breve).

Forma poetica

Il verso caratteristico dell'epica greca è l'esametro, un verso di tipo quantitativo (cioè basato sulla lunghezza delle sillabe brevi o lunghe), costituito da sei unità metriche. Anche l'epica latina, su modello di quella greca, si adatta all'uso dell'esametro. A causa dell'origine orale dei componimenti, la sintassi della frase coincide in genere con la lunghezza del verso.

Stile formulare

Lo stile tipico dei poemi epici, legato in particolar modo alla loro originaria composizione orale, è detto stile formulare perché basato sull'uso di formule fisse e ricorrenti utili tanto ai cantori quanto agli ascoltatori per memorizzare i personaggi e le vicende. Gli elementi principali dello stile formulare sono:

  • l'epiteto (lett. «aggiungo sopra»), cioè un attributo o un'apposizione che definiscono in modo ricorrente un personaggio o un oggetto (es. Ettore lucente; Achille piede veloce);
  • il patronimico, cioè un tipo particolare di epiteto: aggettivo derivato dal nome del padre (nonno avo ecc.) che identifica un personaggio attraverso il nome del padre (es. "Pelide Achille"= figlio di Peleo: suffisso -ide aggiunto al nome del padre);
  • la scena tipica, cioè una formula molto ampia che descrive un'intera scena ricorrente, utilizzando sempre le stesse parole per stessi gesti/riti.

Questione omerica

Definizione

Riguarda: 1 - Figura di Omero 2 - Paternità dell'Iliade e Odissea Attualmente si concorda sul fatto che l'Iliade e l'Odissea siano state composte intorno all'VIII secolo a.C., ma che siano frutto di una lunga tradizione epica orale. Il dibattito e le teorie relative alla figura di Omero e alla paternità dell'Iliade e dell'Odissea prendono il nome di "questione omerica".

Tappe del dibattito

  • III secolo a.C. (età Ellenistica): i filologi alessandrini (legati cioè alla Biblioteca di Alessandria d'Egitto) organizzano entrambi i testi omerici nei 24 libri in cui li leggiamo ancora oggi; durante questa operazione notano discordanze narrative e stilistiche tra i due poemi e si dividono in due scuole di pensiero: i "separatisti", secondo cui Omero sarebbe autore della sola Iliade, e gli "unitari", secondo cui Omero avrebbe scritto entrambe le opere, ma in anni differenti (Iliade in gioventù, Odissea nella vecchiaia).
  • Rinascimento (1500): si recupera l'interesse per la questione omerica e alcuni studiosi, sulla base di alcune incoerenze o ripetizioni nella narrazione, ritengono che i due poemi provengano da autori diversi, o che comunque siano l'unione di differenti storie preesistenti accorpate da un anonimo compilatore.

Altre tappe del dibattito

  • Seicento-Settecento: alcuni studiosi ipotizzano che Omero non sia realmente esistito e che Iliade e Odissea siano un prodotto "collettivo" della cultura greca, non attribuibile a un autore in particolare, ma al massimo ad anonimi cantori di epoche differenti.
  • Ottocento: gli studiosi concordano nell'individuare dei nuclei tematici originari attorno ai quali sono state organizzate le due opere; tuttavia secondo i "separatisti/analisti" (per Wolf) l'eterogeneità dei due poemi confermerebbe la diversa paternità, mentre per i "neounitari" (Schadewaldt) il lavoro di rielaborazione dei nuclei preesistenti sarebbe opera di unico abile autore. Infine gli studi sull'oralità di Parry (1920) dimostrerebbero che le due opere sono il frutto di tradizione orale, per altri studiosi invece data la lunghezza, i poemi sarebbero frutto di tradizione meramente scritta.

DOVE: Troia e Micene

Per secoli anche la stessa città di Troia è considerata soltanto un mito inventato da Omero. Sono gli scavi dell'archeologo tedesco Heinrich Schliemann (1822- 1890), avviati nel 1871, a dimostrare l'esistenza della città. Basandosi sulle indicazioni presenti nell'Iliade, Schliemann individua nell'attuale Turchia (zona dell'Asia nord-occidentale) il luogo in cui si trovava l'antica Troia. Attenendosi alle informazioni contenute nei poemi omerici, Schliemann riesce anche a scoprire le rovine di Micene (in Grecia), la città del re Agamennone.

Mappa di Troia

www.tonogabo.it Mar Nero € Ankara GRECIA TROIA TURCHIA D D Chio x25 . Smirne MICBOA O Sparta % 0 TROIANI ACHEI Troia MAR EGEO Tebe ANATOLIA Micene Mileto Tirinto Sparta Pilo MAR MEDITERRANEO Cnosso CRETA

QUANDO

La scoperta di Troia (1871) conferisce veridicità storica ai fatti narrati da Omero e avvalora l'ipotesi, attualmente riconosciuta come plausibile, per cui i poemi omerici sarebbero ambientati in epoca micenea (II MILLENNIO a.C.). Attorno al 1250 a.C. vi fu un conflitto violento tra Greci e Troiani che per il mito è dovuto alla sottrazione di una donna (Elena, moglie Menelao re di Sparta, sottratta dal troiano Paride), mentre nella realtà il conflitto fu dovuto a ragioni economiche, in particolare alla volontà dei Micenei del re Agamennone di prendere il controllo, togliendolo a Troia, sullo Stretto dei Dardanelli/Ellesponto (tra Mar Nero e Mar Egeo).

Mito ed Epica

v Nasce dall'esigenza di spiegare fenomeni naturali e rispondere ai grandi interrogativi dell'uomo. v È legato alla sfera del sacro (dei, semidei) fornisce precetti e divieti, entra a far parte di testi religiosi (diluvio universale nella Bibbia). v Nasce come narrazione orale. v Civiltà lontane nel tempo e nello spazio possono presentare miti simili (archetipi Jung). v Significato letterale ma anche più significati simbolici. v Genere letterario (poemi: lunghe narrazioni in versi). v Sviluppa narrazioni mitiche e genera nuovi miti. V Protagonisti sono DEI ed EROI. v I poemi celebrano un sistema di valori, stabiliscono modelli di comportamento, offrono saperi pratici. Spesso origine orale (aedi, rapsodi), destinati all'ascolto collettivo contribuiscono alle creazione identitaria di un popolo. v Opere elaborate letterariamente.

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