Documento di Università sulla Psicologia della Comunicazione. Il Pdf esplora i livelli del processo comunicativo, le funzioni e le capacità, con un focus sull'ascolto e l'empatia, utile per lo studio della Psicologia.
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La comunicazione umana è intrisa di molteplici livelli di significato e di complesse dinamiche. Viene annoverata tra le attività sociali ritenute tra le più complesse e pregnanti, è espressione di identità personale. La comunicazione viene necessariamente inclusa tra le condizioni necessarie per la definizione della conoscenza di sé e della propria sopravvivenza. C'è una connessione intima tra vita e comunicazione, un insopprimibile bisogno di comunicare. Serve per poter consolidare la coscienza di sé e per conquistare e mantenere un soddisfacente equilibrio emotivo si ha bisogno di interagire e di comunicare in modo significativo con l'ambiente. La comunicazione è dunque fondamentale per l'esistenza umana.
Denis McQuail ha progettato la piramide dei livelli del processo comunicativo:
U. Bronfennbrenner crede che ogni individuo è un micromondo che comunica con altri micromondi all'interno di meso e macromondi. È fondamentale sottolineare l'importanza delle interconnessioni "individuo-contesto" e le modalità di agire nel loro interno. C'è una stretta interdipendenza tra i livelli della piramide, ogni livello sociale possiede caratteristiche e problematiche comunicative specifiche. La comunicazione è un processo complesso in cui sono coinvolti contemporaneamente molteplici fattori e livelli, tra loro inter-dipendenti. La complessità sembra a prima vista ingestibile, ma l'approccio olistico è di aiuto nel ricordare il principio di isomorfismo secondo il quale tra i vari livelli esistono analogie strutturali e relazionali per cui, pur riguardando contenuti e processi diversi, schemi e dinamiche sono simili. Conoscere a fondo come è composto e organizzato un livello aiuta a risalire alla struttura di un altro livello sopra o sotto.
Gli atti comunicativi attingono sempre a un repertorio di convenzioni sociali condivise e regole implicite dal gruppo di appartenenza apprese nel percorso di crescita. La competenza comunicativa è dunque il risultato di un continuo apprendimento personale prodotto dall'integrazione di conoscenza, cultura, abilità e esperienze personali. Il saper comunicare implica molto più della semplice competenza linguistica, richiede anche altre competenze sia inerenti l'espressività, sia relative all'ascolto, all'empatia, e alla consapevolezza. Non esiste relazione senza comunicare e viceversa: il saper comunicare non è solo alla base delle interazioni sociali e delle relazioni interpersonali, ma è un processo che sostiene la definizione di sé e dell'altro.
1Jakobson ha individuato le funzioni della comunicazione:
È possibile approfondire ulteriormente la comunicazione umana attraverso le meta-funzioni che raccolgono sotto di sé funzioni più specifiche dell'atto comunicativo, e sono:
Sottintende la capacità umana di elaborare le nostre conoscenze in forma comprensibile, per poi comunicarle in forma di proposizioni linguistiche sensate. La comunicazione serve ad elaborare, strutturare, trasmettere fra i partecipanti le conoscenze che sono a loro volta raccolte, organizzate, veicolate sotto forma di proposizioni fruibili della comunicazione. Entra in gioco la cosiddetta conoscenza dichiarativa, ovvero la totalità delle conoscenze nella memoria a lungo termine di un soggetto, ed è predicativa, referenziale e semantica. La funzione preposizionale consente nell'organizzare e comunicare agli altri il proprio pensiero, è specie-specifica in quanto appartiene solo all'essere umano.
Fa riferimento alla rete delle relazioni in cui ognuno di noi è inserito ed è costituita, alimentata, rinnovata, negoziata e modificata dalla comunicazione. La comunicazione partecipa nel generare e sviluppare una relazione, nel mantenerla e rinnovarla, nel restaurarla o estinguerla. La relazionalità della comunicazione però non è specie-specifica.
Ogni pensiero, emozione, stato d'animo può essere declinato in forme diverse dando un'espressione personale e soggettiva al contenuto della comunicazione.
Michael Tomasello dice che esistono 3 tipi generali di motivazioni comunicative: fare richieste, inducendo gli altri a fare qualcosa che sia utile al soggetto comunicante; offrire aiuto o informazioni; e condividere. Queste 3 riassumono nell'ontogenesi (sviluppo individuale), la filogenesi (cioè lo sviluppo della specie nella storia). È dunque una condizione necessaria di ogni comportamento collettivo e dunque di ogni conversazione. Il termine conversazione comprende sempre lo scambio, il mettere qualcosa in comune con gli altri. La comunicazione oltre ad essere essenziale per generare, nutrire e mantenere il benessere psicologico fra le persone è alla base di un agire professionale etico ed efficiente. Le abilità comunicative sono innate e possono essere identificate e insegnate. La competenza comunicativa è il livello di expertise raggiunto nell'uso coerente di un insieme di abilità 2comunicative-relazionali; le competenze comunicative sono la somma delle singole abilità che rientrano nel più ampio panorama di riferimento delle abilità sociali, intese come un insieme di comportamenti motivati e cognitivamente controllati. L'OMS definisce la capacità comunicativa come il sapersi esprimere in ogni situazione particolare, sia a livello verbale che non verbale, in modo efficace e congruo alla propria cultura di appartenenza, dichiarando opinioni e desideri ma anche bisogni e sentimenti, ascoltando con attenzione gli altri per capirli, chiedendo se necessario aiuto. Il linguaggio è composto da unità componibili, e segue delle regole:
Per comportamento, si intende qualsiasi azione motoria di un individuo, osservabile da un altro. Può essere fatta per ragioni coscienti e volontarie, o come automatismo e riflesso. Ogni comunicazione è un comportamento, tuttavia esistono dei comportamenti che non sono comunicazione, esistono numerose forme di comportamento che possono essere solo informative e non comunicative. Ciò che definisce la comunicazione e la distingue da un comportamento sono l'interattività e l'intenzione, chi comunica lo fa intenzionalmente. L'interazione è qualsiasi contatto tra due o più persone volontario o involontario; la comunicazione richiede uno scambio consapevole e riconosciuto dai partecipanti. Dare un'informazione non è comunicare perché non prevede il feedback, l'informazione è espansiva, diffusiva, comprimibile e trasmissibile.
Con il termine competenza si intende la capacità di agire con esperienza in materia, l'abilità comunicativa richiede un apprendimento continuo tutta la vita, comprende:
Quindi un buon vocabolario, un buon uso della grammatica e un buon uso dell'intenzionalità. La competenza relazionale è frutto di un esercizio consapevole e continuo, la consapevolezza invece di ciò che penso e sento permette non solo di gestire lo scambio e portarlo a buon fine, ma anche di farlo in modo etico e rispettoso. Serve conoscere bene se stesi e cosa sappiamo, serve intelligenza emotiva per comprendere le nostre e le altrui emozioni. Serve avere anche responsabilità, dei propri comportamenti, permettendo così il coinvolgimento a pieno senza filtri con l'altro, una comunicazione sincera e responsabile. Il fine è creare una relazione autentica che eviti una modalità interattiva disfunzionale. 3Può capitare anche che insorgano obiezioni e critiche verso il professionista, la responsabilità qui sta nell'accettare le osservazioni dell'altro. È bene considerare anche che ogni relazione è influenzata da quelle che l'hanno preceduta. Infine serve avere rispetto di sé, prima di poterlo avere per gli altri.
Shannon e Weaver hanno creato il modello a cui la psicologia inizialmente faceva riferimento, il modello informazionale, secondo cui la comunicazione è un processo di trasmissione di informazioni. Avviene un passaggio di un segnale (messaggio) ma una fonte A (emittente) attraverso un trasmettitore lungo un canale, più o meno disturbato, fino a un destinatario B (ricevente) grazie a un recettore (es. udito). È quindi composto da: Fonte (emittente), trasmettitore (encoder), canale, rumore, recettore, destinatario, ridondanza, filtro, feedback. L'informazione è una grandezza finita, osservabile e misurabile.
Gran parte dei messaggi inviati dalle persone è codificata in modo soggettivo, quindi difficile da capire per chi ascolta. Ciò può portare a un fraintendimento del significato reale del messaggio inviato, che a lungo andare provoca un deterioramento dei rapporti. Per comunicare in modo efficace serve che:
Nell'approccio sistemico sono importanti l'identità personale e la posizione sociale, la meta- comunicazione e le relazioni simmetriche-complementari. Questo approccio è coniato da Watzlawich e Bateson, dicono che la comunicazione debba essere oggetto di studio privilegiato delle relazioni fra individuo e ambiente, la comunicazione è un fondamento dell'identità personale. Gli individui sono in comunicazione, cioè modificano la rete delle relazioni e attraverso la comunicazione giocano sé stessi e la propria identità. Ci sono 2 modelli di base:
Il comunicatore nel comunicare procede su due livelli: la notizia (le cose che dice) e il comando (indicazione all'interlocutore di come intendere ciò che dice). La comunicazione si articola su due livelli: