Istituzioni Filosofia Moderna: Lezione su Thomas Hobbes e il suo pensiero

Documento da Istituzioni Filosofia Moderna su Istituzioni Filosofia Moderna Lez. 3 del 23/09/2024. Il Pdf esplora la filosofia di Thomas Hobbes, contestualizzandola con gli eventi politici del XVII secolo, analizzando concetti come stato di natura e contratto sociale. Questo documento universitario di Filosofia è utile per approfondire la filosofia moderna.

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Istituzioni Filosofia Moderna Lez. 3 del 23/09/2024
Thomas Hobbes
Il nostro terzo incontro è con Thomas Hobbes, però voglio provare a darvi una visione insieme
anche del percorso che faremo da oggi in poi. Naturalmente saranno possibili delle modifiche
a seconda poi della gestione dei tempi, direi di coprire comunque tutti questi temi. Oggi
Thomas Hobbes con un accenno al blocco politico, poi dedicheremo tre incontri a Cartesio con
la lettura del testo programma d'esame, l'incontro di Pascal con la lettura del testo. Prima di
Hobbes però ho preparato due piccole slide per farvi notare una cosa. Ritornando a quello che
abbiamo detto a proposito delle immagini dell'universo, di come sono cambiate dal modello di
Copernico, di Keplero e di Newton eccetera. Ci sono delle immagini che girano, che ci
inducono un certo modo di vedere le cose. Più o meno il sistema solare, dopo Copernico e
soprattutto dopo Keplero, è visto come un sistema nel quale c'è il sole e ci sono i pianeti che si
muovono secondo orbite ellittiche attorno al sole. Ora questa immagine, che ci fa vedere delle
ellissi concluse così, come se i pianeti tornassero esattamente nello stesso punto in cui erano
prima, è un'immagine ancora in parte ingannevole rispetto a come stanno effettivamente, le
cose. L'altra volta si diceva, e lo dicevo proprio per ragionare su come il significato della
parola esperienza viene messo in gioco durante la rivoluzione scientifica. Non è l'esperienza
diretta, sensoriale, in senso stretto, quella che è il punto di partenza poi della rivoluzione
scientifica, ma un rapporto con l'esperienza che è un rapporto con la costruzione di
esperienze mirate che ci fanno andare al di anche dell'esperienza immediata che
possiamo avere. Non abbiamo, quando siamo all'aperto l'esperienza di muoverci
nell'universo. Non abbiamo l'esperienza che la Terra si stia muovendo. Questa non è
un'esperienza diretta. È un'esperienza che possiamo avere partendo da altre esperienze
dirette, cioè ad esempio dall'osservazione del cielo, dei fenomeni astronomici, eccetera, e
ragionando su quelle, traendo la conclusione che effettivamente il nostro pianeta potrebbe
muoversi anche se noi non ne abbiamo l'esperienza sensibile diretta. Però ci sono molti altri
punti da considerare, per esempio, è vero che i pianeti ruotano attorno al Sole, ma è anche
vero che il Sole, portandosi dietro tutti i pianeti, ruota attorno al centro della galassia. E quindi
c'è questo ulteriore moto che, diciamo, il Sole fa alla velocità che vedete qui, stimata attorno a
230 km al secondo, cioè 828.000 km orari, e noi andiamo dietro il Sole. Per cui le orbite dei
pianeti, non sono neppure delle ellissi che si concludono nel punto in cui hanno iniziato. Ma
dovete immaginare dei moti un po' elicoidali, come un video come questo fa a vedere. Ed è
una cosa un po' diversa, p intrigante, più complessa anche la sensazione di vedere
l'organizzazione del moto dei pianeti in questa maniera. Sono cose a cui a volte non pensiamo,
perché le immagini che abbiamo ci danno un diffusione di staticità residua. Un altro video che
presenta la stessa cosa in un modo diverso è questo. Non c'è nulla di strettamente statico
nell'universo. Tutto si muove. La galassia stessa si muove, con dentro il sistema solare che si
muove e così via. Quindi, la visualizzazione e le dinamiche sono effettivamente più complesse
di quel che appaiono a volte con le immagini statiche che abbiamo sottomano. La possibilità di
avere questa visione dell'universo così complessa, diciamo, ci deriva da quei primi passi della
rivoluzione scientifica che abbiamo visto nel 600 e però queste immagini sono oltre quegli
stessi protagonisti della rivoluzione scientifica potevano immaginare. Bene, Thomas Hobbes
dove ci porta? Beh, Thomas Hobbes ci porta invece a studiare in modo, anche qui
rivoluzionario, per certi versi rispetto alla filosofia antica, altri moti. Quali moti? I moti degli
esseri umani. I moti che tengono in relazione gli esseri umani per loro, che li portano a
configgere, a vivere stati di guerra e che li portano, eventualmente, a trovare delle soluzioni
per vivere, invece, insieme, pacificamente. Studiando Hobbes, bisogna ricordare, e questo
vale in generale per tutti i filosofi, ma per Hobbes in maniera eclatante anche l'impatto degli
eventi politici di cui lui visse, di cui fu testimone, diretto, poi, sulla sua elaborazione
filosofica. Ecco, basti dire, un elemento cruciale è questo, 1649, per Thomas Hobbes, che vive
tra il 1588 e il 1679, basti dire che ci sono delle guerre in Europa, ma che si assiste anche alla
decapitazione di re Carlo I nel 1649 in Inghilterra. E, siccome Hobbes aveva scritto, e il
manoscritto circola intorno al 1640, un testo intitolato Elementi di legge naturale e politica,
dove prendeva posizione a favore della monarchia, temendo la reazione del Parlamento per la
diffusione, anche manoscritta, di questo testo e per le sue idee, a un certo punto parte in
esilio volontario per la Francia e si vede che è in esilio a Parigi, dove vive, anche ospite di
questo padre, Marine Versenne, che poi ci troveremo come amico di Cartesio. Scrive testi
importanti, i più noti sono il De Cive del 1642 e il Leviatano del 1651 che contengono la sua
teoria politica, ma anche altri elementi del suo pensiero, perché è un filosofo, Thomas Hobbes,
che cerca di prendere posizione sulla realtà nel suo complesso. Scrive un saggio dedicato al
corpo, e per lui parlare di corpi e di materia significa parlare della realtà, perché dal suo
punto di vista la realtà è costituita da materia e la materia in movimento, anche l'essere
umano è tutto materia, dedica a un saggio all'uomo, scrive altre cose, a cavallo tra teoria
politica e storia, noi cercheremo di vedere un po' gli elementi essenziali. Tenendo presente
che l'esecuzione di Re Carlo I Stuart avviene proprio tra le sue due opere politiche principali, il
De Cive del 1642 e il Leviatano del 1651, c'è quell'evento che accade all'interno di quei nove
anni che separano le due pubblicazioni. Un evento immaginate sconvolgente, la decapitazione
di un re, con tutto ciò che ne consegue per l'instabilità e l'incertezza in cui si cade dal punto di
vista sociale e politico. Troviamo nelle opere di Hobbes alcuni elementi che caratterizzano i
grandi classici del pensiero moderno. In primo luogo, una presa di posizione critica nei
confronti di alcune posizioni antiche che avevano goduto di grandi autorità. Vedremo ad
esempio che Thomas Hobbes contesta la possibilità di definire l'essere umano come zoon
politikon, come aveva fatto Aristotele. Cioè per Aristotele, nella sua politica, l'essere umano
è un animale politikon, che è stato tradotto animale sociale o animale politico, cioè un
animale naturalmente predisposto alla vita in società e allo stare insieme agli altri in una polis,
in una comunità che in qualche maniera potrebbe prendere la forma di città o anche di
organizzazioni politiche più complesse. Per Hobbes l'uomo non è naturalmente politico.
Diciamo che lo stato naturale non è uno stato politico, è uno stato pre - politico, caratterizzato
da dinamiche, da tensioni particolari all'interno delle quali nasce la possibilità di vivere con gli
altri in uno stato. Però lo stato è una costruzione artificiale, è un corpo artificiale. Esistono
corpi naturali e corpi artificiali. Lo stato è un corpo artificiale. Cioè è stato costruito
dall'uomo. Non si trova in natura già fatto. C'è un'altra cosa da tenere presente, poi sempre
per i fatti caratterizzanti del pensiero moderno. Il riferimento alla geometria, alla geometria
Euclidea, come modello per la costruzione di argomentazioni che siano capaci di arrivare a
conclusioni certe sulle cose, partendo da principi che vengono dati per auto evidenti e
quindi discutibili. Vedete l'idea di applicare, nel caso di Hobbes lo vedremo applicato alla
politica, uno stile geometrico del ragionamento all'analisi dei fenomeni umani. Per Hobbes,
e questa è una cosa da tenere presente, gli esseri umani possono arrivare ad una conoscenza
rigorosamente dimostrativa soltanto in relazione a ciò di cui gli esseri umani stessi sono
autori. La geometria è qualcosa di costruito dalla nostra mente potremmo dire, così come la
logica e anche l’etica e la politica, sono cose di cui noi esseri umani siamo autori, e pertanto di
queste cose, essendo noi gli autori di quelle cose, possiamo arrivare ad avere una conoscenza
rigorosamente certa e dimostrativa. Mentre nella fisica, per esempio, non essendo noi gli
autori della natura, non possiamo avere una conoscenza rigorosamente certa e dimostrativa

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Anteprima

Thomas Hobbes

Il nostro terzo incontro è con Thomas Hobbes, però voglio provare a darvi una visione insieme anche del percorso che faremo da oggi in poi. Naturalmente saranno possibili delle modifiche a seconda poi della gestione dei tempi, direi di coprire comunque tutti questi temi. Oggi Thomas Hobbes con un accenno al blocco politico, poi dedicheremo tre incontri a Cartesio con la lettura del testo programma d'esame, l'incontro di Pascal con la lettura del testo. Prima di Hobbes però ho preparato due piccole slide per farvi notare una cosa. Ritornando a quello che abbiamo detto a proposito delle immagini dell'universo, di come sono cambiate dal modello di Copernico, di Keplero e di Newton eccetera. Ci sono delle immagini che girano, che ci inducono un certo modo di vedere le cose. Più o meno il sistema solare, dopo Copernico e soprattutto dopo Keplero, è visto come un sistema nel quale c'è il sole e ci sono i pianeti che si muovono secondo orbite ellittiche attorno al sole. Ora questa immagine, che ci fa vedere delle ellissi concluse così, come se i pianeti tornassero esattamente nello stesso punto in cui erano prima, è un'immagine ancora in parte ingannevole rispetto a come stanno effettivamente, le cose. L'altra volta si diceva, e lo dicevo proprio per ragionare su come il significato della parola esperienza viene messo in gioco durante la rivoluzione scientifica. Non è l'esperienza diretta, sensoriale, in senso stretto, quella che è il punto di partenza poi della rivoluzione scientifica, ma un rapporto con l'esperienza che è un rapporto con la costruzione di esperienze mirate che ci fanno andare al di là anche dell'esperienza immediata che possiamo avere. Non abbiamo, quando siamo all'aperto l'esperienza di muoverci nell'universo. Non abbiamo l'esperienza che la Terra si stia muovendo. Questa non è un'esperienza diretta. È un'esperienza che possiamo avere partendo da altre esperienze dirette, cioè ad esempio dall'osservazione del cielo, dei fenomeni astronomici, eccetera, e ragionando su quelle, traendo la conclusione che effettivamente il nostro pianeta potrebbe muoversi anche se noi non ne abbiamo l'esperienza sensibile diretta. Però ci sono molti altri punti da considerare, per esempio, è vero che i pianeti ruotano attorno al Sole, ma è anche vero che il Sole, portandosi dietro tutti i pianeti, ruota attorno al centro della galassia. E quindi c'è questo ulteriore moto che, diciamo, il Sole fa alla velocità che vedete qui, stimata attorno a 230 km al secondo, cioè 828.000 km orari, e noi andiamo dietro il Sole. Per cui le orbite dei pianeti, non sono neppure delle ellissi che si concludono nel punto in cui hanno iniziato. Ma dovete immaginare dei moti un po' elicoidali, come un video come questo fa a vedere. Ed è una cosa un po' diversa, più intrigante, più complessa anche la sensazione di vedere l'organizzazione del moto dei pianeti in questa maniera. Sono cose a cui a volte non pensiamo, perché le immagini che abbiamo ci danno un diffusione di staticità residua. Un altro video che presenta la stessa cosa in un modo diverso è questo. Non c'è nulla di strettamente statico nell'universo. Tutto si muove. La galassia stessa si muove, con dentro il sistema solare che si muove e così via. Quindi, la visualizzazione e le dinamiche sono effettivamente più complesse di quel che appaiono a volte con le immagini statiche che abbiamo sottomano. La possibilità di avere questa visione dell'universo così complessa, diciamo, ci deriva da quei primi passi della rivoluzione scientifica che abbiamo visto nel '600 e però queste immagini sono oltre quegli stessi protagonisti della rivoluzione scientifica potevano immaginare. Bene, Thomas Hobbes dove ci porta? Beh, Thomas Hobbes ci porta invece a studiare in modo, anche qui rivoluzionario, per certi versi rispetto alla filosofia antica, altri moti. Quali moti? I moti degli esseri umani. I moti che tengono in relazione gli esseri umani per loro, che li portano a configgere, a vivere stati di guerra e che li portano, eventualmente, a trovare delle soluzioniper vivere, invece, insieme, pacificamente.

Contesto storico e opere di Hobbes

Studiando Hobbes, bisogna ricordare, e questo vale in generale per tutti i filosofi, ma per Hobbes in maniera eclatante anche l'impatto degli eventi politici di cui lui visse, di cui fu testimone, diretto, poi, sulla sua elaborazione filosofica. Ecco, basti dire, un elemento cruciale è questo, 1649, per Thomas Hobbes, che vive tra il 1588 e il 1679, basti dire che ci sono delle guerre in Europa, ma che si assiste anche alla decapitazione di re Carlo I nel 1649 in Inghilterra. E, siccome Hobbes aveva scritto, e il manoscritto circola intorno al 1640, un testo intitolato "Elementi di legge naturale e politica", dove prendeva posizione a favore della monarchia, temendo la reazione del Parlamento per la diffusione, anche manoscritta, di questo testo e per le sue idee, a un certo punto parte in esilio volontario per la Francia e si vede che è in esilio a Parigi, dove vive, anche ospite di questo padre, Marine Versenne, che poi ci troveremo come amico di Cartesio. Scrive testi importanti, i più noti sono il De Cive del 1642 e il Leviatano del 1651 che contengono la sua teoria politica, ma anche altri elementi del suo pensiero, perché è un filosofo, Thomas Hobbes, che cerca di prendere posizione sulla realtà nel suo complesso. Scrive un saggio dedicato al corpo, e per lui parlare di corpi e di materia significa parlare della realtà, perché dal suo punto di vista la realtà è costituita da materia e la materia in movimento, anche l'essere umano è tutto materia, dedica a un saggio all'uomo, scrive altre cose, a cavallo tra teoria politica e storia, noi cercheremo di vedere un po' gli elementi essenziali. Tenendo presente che l'esecuzione di Re Carlo I Stuart avviene proprio tra le sue due opere politiche principali, il De Cive del 1642 e il Leviatano del 1651, c'è quell'evento che accade all'interno di quei nove anni che separano le due pubblicazioni. Un evento immaginate sconvolgente, la decapitazione di un re, con tutto ciò che ne consegue per l'instabilità e l'incertezza in cui si cade dal punto di vista sociale e politico.

Critica di Hobbes ad Aristotele e la natura dello stato

Troviamo nelle opere di Hobbes alcuni elementi che caratterizzano i grandi classici del pensiero moderno. In primo luogo, una presa di posizione critica nei confronti di alcune posizioni antiche che avevano goduto di grandi autorità. Vedremo ad esempio che Thomas Hobbes contesta la possibilità di definire l'essere umano come "zoon politikon", come aveva fatto Aristotele. Cioè per Aristotele, nella sua politica, l'essere umano è un animale politikon, che è stato tradotto animale sociale o animale politico, cioè un animale naturalmente predisposto alla vita in società e allo stare insieme agli altri in una polis, in una comunità che in qualche maniera potrebbe prendere la forma di città o anche di organizzazioni politiche più complesse. Per Hobbes l'uomo non è naturalmente politico. Diciamo che lo stato naturale non è uno stato politico, è uno stato pre - politico, caratterizzato da dinamiche, da tensioni particolari all'interno delle quali nasce la possibilità di vivere con gli altri in uno stato. Però lo stato è una costruzione artificiale, è un corpo artificiale. Esistono corpi naturali e corpi artificiali. Lo stato è un corpo artificiale. Cioè è stato costruito dall'uomo. Non si trova in natura già fatto.

Il modello geometrico nel pensiero di Hobbes

C'è un'altra cosa da tenere presente, poi sempre per i fatti caratterizzanti del pensiero moderno. Il riferimento alla geometria, alla geometria Euclidea, come modello per la costruzione di argomentazioni che siano capaci di arrivare a conclusioni certe sulle cose, partendo da principi che vengono dati per auto evidenti e quindi discutibili. Vedete l'idea di applicare, nel caso di Hobbes lo vedremo applicato alla politica, uno stile geometrico del ragionamento all'analisi dei fenomeni umani. Per Hobbes, e questa è una cosa da tenere presente, gli esseri umani possono arrivare ad una conoscenza rigorosamente dimostrativa soltanto in relazione a ciò di cui gli esseri umani stessi sono autori. La geometria è qualcosa di costruito dalla nostra mente potremmo dire, così come la logica e anche l'etica e la politica, sono cose di cui noi esseri umani siamo autori, e pertanto di queste cose, essendo noi gli autori di quelle cose, possiamo arrivare ad avere una conoscenza rigorosamente certa e dimostrativa. Mentre nella fisica, per esempio, non essendo noi gli autori della natura, non possiamo avere una conoscenza rigorosamente certa e dimostrativacome di altre cose, ma possiamo avere una conoscenza, probabile di quello che accade intorno a noi, basandoci sul metodo induttivo, risalendo dagli effetti e dalle cause, ma l'induzione, la costruzione di conclusioni attraverso l'induzione, non ci da quella possibilità di arrivare a dimostrazioni rigorosamente certe come invece possiamo fare in relazione alla politica, e nemmeno in questo senso, solo alla politica.

La visione sistematica della realtà di Hobbes

Dicevo che Hobbes tenta, per quanto sia noto soprattutto nelle sue tesi politiche, come il principale teorico dell'assolutismo, tenta di applicare il suo metodo di ragionamento, di ricerca, alla realtà in generale, dicendo di che cosa è fatta la realtà, qui c'è il suo quadro materialistico all'interno del quale, e cercando di spiegare anche come noi esseri umani possiamo avere conoscenza di ciò che ci circonda. Quindi c'è una teoria della natura, una teoria della conoscenza, e la teoria politica, nasce all'interno di questa aspirazione sistematica nel dare conto un po' di tutte le cose. Se voi prendete, non è in programma, ma se un giorno vi capiterà di vedere il Leviatano, vedrete che prima di arrivare a parlare dei temi strettamente politici ci sono delle parti, dei capitoli dedicati, che sono, come dire, lo sfondo e la premessa per capire che cos'è un essere umano e dove si prova a vivere per essere umano.

La conoscenza umana e la sensazione

Qui trovate riassunti alcuni elementi che, diciamo, alcuni manuali sfiorano, altri approfondiscono un po' di più, però, in sostanza, noi esseri umani conosciamo il mondo attraverso la sensazione. Ci sono i corpi esterni che, in qualche maniera, agiscono sui nostri organi di senso e, attraverso i nostri organi di senso, si attivano dei moti nei nervi, nel cervello, nel cuore, e, diciamo, all'interno del nostro corpo hanno origine dei moti di reazione rispetto agli stimoli esterni. Da questi moti di reazione che si sviluppano nel nostro corpo hanno origine delle sembianze o immagini che fanno riferimento alle cose che noi percepiamo come esterne. Ma noi queste cose di cui abbiamo esperienza come tutto ciò che ora abbiamo qui attorno lo percepiamo come esterno, semplicemente perché ciò che percepiamo è un moto che dal nostro interno proietta all'esterno qualcosa. Cioè, reagendo al moto generato in noi dai corpi esterni la nostra reazione va verso l'esterno e ci fa vedere come esterne le cose. Potremmo dire che è un effetto o la sensazione di vedere le cose esterne a noi generato dal modo in cui funziona sostanzialmente il nostro corpo. Noi non possiamo realmente vedere le cose come esterne a noi, perché il nostro modo di produrre le sembianze o le immagini delle cose ce le fa vedere proiettate all'esterno di noi.

L'ipotesi annichilatoria di Hobbes

Hobbes arriva anche a fare dei ragionamenti che poi sarebbero, sono anche molto discutibili. Utilizza anche lui, come abbiamo visto, Galileo ad un certo punto, l'esperimento mentale però per alcuni ragionamenti suoi, per esempio qualche manuale, non tutti, anzi pochi, citano la cosiddetta ipotesi annichilatoria di Hobbes. In sostanza ve la riassumo brevemente. Ci sono i corpi che noi chiamiamo esterni che agiscono con i nostri sensi e attraverso la reazione interna che abbiamo a questa azione dei corpi su di noi produciamo queste sembianze o immagini degli oggetti. Queste sembianze o immagini degli oggetti restano in noi attive per un po' di tempo e secondo modalità diverse anche in assenza degli oggetti stessi. Vale a dire, un oggetto agisce su di me io esco dal luogo in cui quell'oggetto si trova, ma la sembianza di quell'oggetto io la conservo, ad esempio attraverso la memoria, ci posso lavorare sopra con l'immaginazione potrei ritrovarvela affiorare in un sogno. Ora Hobbes, nell'ipotesi annichilatoria, fa questo singolare esperimento mentale e dice: se all'improvviso tutto il mondo e tutto ciò che c'è attorno a noi venisse ridotto al nulla, cioè nullificato e soltanto un essere umano avesse la possibilità di sopravvivere, immerso nel nulla, per il modo di funzionare nel suo organismo, conservando memoria delle cose di cui aveva avuto esperienza, lui queste cose continuerebbe a vederle all'esterno anche se all'esterno non ci fosse più assolutamente nulla. L'accenno perché è una sua ipotesi, un suo esperimento mentale, immaginiamo una situazione irrealizzabile e non sperimentabile, all'improvviso tutto sparisce rimane solo un essere umano, quest'essere umano ricordando e immaginando le cose

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