Slide dall'Università degli Studi di Ferrara su Linguistica Italiana: forme e strutture dell'italiano. Il Pdf, utile per il grado universitario e la materia Lingue, esplora il lessico italiano, definendo lessemi, accezioni, collocazioni e fraseologie, e analizza i prestiti linguistici.
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1-FORME E STRUTTURE DELL'ITALIANO Lezione 3 - Lessico: polirematiche e lessemi esogeniIl LESSICO è l'insieme delle parole che consente la comunicazione tra parlanti di una stessa comunità. Il lessico è formato da LESSEMI ('parole'), dotate di un significato semantico: le parole hanno in verità diversi significati, o ACCEZIONI, adattabili alla situazione comunicativa. Anche una parola grammaticale come per, preposizione, può avere più significati: in italiano significa 'a favore di', 'a causa di', ecc. Oltre a singoli lessemi, nella lingua si fa uso di combinazioni di parole, cioè di COLLOCAZIONI (per es .: fretta eccessiva, sospetta, strana, ecc.). Se queste sono di uso frequente, possono diventare locuzioni e fraseologie, vale a dire strutture polirematiche a forte coesione. In questi casi i componenti, pur essendo scritti separatamente, non possono più essere separati da altre parole che si frappongano tra loro (per es. giro di pista, bagnato fradicio; a tamburo battente, a mente fredda, ecc.). Fabio Romanini - Linguistica italiana 3 - Lessico: polirematiche e lessemi esogeni
La LOCUZIONE è un'espressione polirematica il cui significato è solitamente dato dalla somma dei suoi componenti. La polirematica è una forma lessicalizzata (cioè: non è più una libera espressione del parlante, ma appartiene al repertorio comune e compare nei dizionari). Esistono locuzioni verbali (far conto di, avere modo di), nominali (ferro da stiro, giro di pista), aggettivali (stanco morto, bagnato fradicio), avverbiali (di solito, alla buona), preposizionali (in luogo di, da parte di).
In una FRASEOLOGIA, invece, il significato complessivo dell'espressione è superiore (o diverso) dalla somma dei significati dei componenti. Sono fraseologie i cosiddetti «modi di dire», cioè le espressioni idiomatiche. Si dice che la fraseologia ha un significato estensivo, cioè non soltanto letterale. Per es .: perdersi in un bicchier d'acqua, lavare i panni sporchi in famiglia, a cui si aggiungono i molti proverbi che caratterizzano l'italiano regionale, e non solo. Fabio Romanini - Linguistica italiana 3 - Lessico: polirematiche e lessemi esogeni
ANCORA SULLA FORMAZIONE DELLE PAROLE: LA CONVERSIONE Accanto alle neoformazioni (derivati e composti), la lingua italiana consente di attuare un altro procedimento per ampliare il lessico internamente: la CONVERSIONE. La conversione è un cambio di categoria grammaticale di una parola già esistente. Un esempio tipico è quello del cosiddetto "infinito sostantivato": potere v. può diventare il potere n., e quindi essere flesso (plurale: i poteri). Va notato come l'analisi morfologica sia diversa nei due casi: verbo pot-ere, nome il poter-e. Si possono creare nomi anche da forme verbali al gerundio (il reverendo), participio presente (il/la cantante), participio passato (il fatto, l'accaduto), e anche gli aggettivi possono essere usati come nomi (il bello della faccenda è che ... ). Questa struttura è piuttosto produttiva, perché a volte sostituisce la suffissazione dei verbi e li usa direttamente all'infinito dotandoli di articolo. Fabio Romanini - Linguistica italiana 3 - Lessico: polirematiche e lessemi esogeni
COMPOSIZIONE DEL LESSICO ITALIANO: IL LESSICO PATRIMONIALE Il lessico italiano, tuttavia, gode di una stabilità molto marcata: all'inizio del XIV secolo era già stato creato il 60% del nostro vocabolario di base, e a fine secolo si arrivò a introdurre il 90% delle parole oggi più usate. Per esempio, il Dizionario della Lingua Italiana di Sabatini-Coletti 2006 annoverava 5338 parole nate nel Duecento e 13691 nate nel Trecento e ancora normalmente impiegate nelle conversazioni. Ma per descrivere, nominare, catalogare fenomeni nuovi, scoperte, invenzioni, il progresso della conoscenza, ogni lingua necessita di espandere il proprio lessico al di là della propria base patrimoniale. Fabio Romanini - Linguistica italiana 3 - Lessico: polirematiche e lessemi esogeni
Ecco perché in ogni lingua entrano lessemi esogeni, cioè 'creati fuori', vale a dire 'di provenienza esterna'. Di preferenza, entrano parole di lingue con cui il contatto è costante, di lunga durata; ma nel corso della storia ci sono stati periodi intensi di contatto con alcune lingue che poi hanno avuto influsso inferiore, oppure certe parole germaniche sono antichissime e presumibilmente entrarono già nel latino tardoantico o medievale. Per l'italiano, infatti, l'afflusso di parole transalpine (francesi e provenzali) è costante per tutto il corso della storia linguistica, mentre dalle lingue africane e oceaniche, lontane geograficamente e culturalmente non è giunto quasi nulla (e spesso solo tramite altre lingue). Storicamente molti letterati e istituti di cultura si sono preoccupati di arginare l'invasione dei forestierismi, ma il controllo sull'uso è attività velleitaria: la comunità linguistica decide liberamente di seguire l'andamento sociale della comunicazione. Fabio Romanini - Linguistica italiana 3 - Lessico: polirematiche e lessemi esogeni
Si è detto per molto tempo che il dilagare dell'inglese fosse più una paura, o un'impressione, che una realtà. La parola inglese più usata in italiano è OK. Il dibattito sulla lingua della scienza è però molto più delicato: non si può permettere che l'italiano non venga più usato in comunicazioni di alto livello tecnico, altrimenti si ridurrebbe a una lingua di importanza secondaria (regionale o addirittura dialettale). Secondo il Grande Dizionario Italiano dell'uso (GRADIT) curato da Tullio De Mauro e pubblicato nel 1999 sarebbero usate in italiano oltre 8000 parole greche, 8200 inglesi, oltre 5600 francesi, 1100 spagnole. Seguono tedesco, arabo, e altre di minore rilevanza. Queste parole, provenienti da altre lingue, possono essere distinte in PRESTITI e CALCHI. Esse possono provenire anche dalla lingua scritta (tunnel, bungalow, drone) e perfino dai dialetti italiani (schei). Fabio Romanini - Linguistica italiana 3 - Lessico: polirematiche e lessemi esogeni
Il PRESTITO è un lessema di lingua altra che entra nell'uso dell'italiano. La fortuna della parola può essere temporanea o stabile. Esistono prestiti di necessità, per i casi in cui la parola indica un oggetto, o un concetto, che prima non esisteva nella cultura (materiale o immateriale): patata, caffè, zero, juke- box, drone sono entrate in italiano contemporaneamente all'oggetto o al concetto a cui si riferiscono. Si dicono invece prestiti di lusso i lessemi che indicano oggetti o concetti già indicati da un altro lessema nella lingua di arrivo, oppure per i quali può essere creata una parola o un'espressione polirematica alternativa: baby-sitter (bambinaia) leader (capo), weekend (fine settimana), fiscal drag (drenaggio fiscale), welfare (stato sociale). Fabio Romanini - Linguistica italiana 3 - Lessico: polirematiche e lessemi esogeni
Le parole di provenienza esterna possono essere integrate nel sistema fonomorfologico dell'italiano oppure (come più spesso accade da qualche decennio) conservare il proprio aspetto. Nel primo caso avremo prestiti adattati, o integrati: bistecca (da beefsteak), ciambellano (da chamberlain), treno (da train), ingaggiare (da engager), lanzichenecco (da Lanzknecht). Nel secondo caso avremo prestiti non adattati, o integrali: bar, boutique, lager, kimono. Va notato che alcuni prestiti integrali sembrano tali nella scrittura, ma non lo sarebbero per pronuncia: il computer si pronuncia in it. /kom'pjuter/, ma in ingl. sarebbe /kam'pjuta/. Fabio Romanini - Linguistica italiana 3 - Lessico: polirematiche e lessemi esogeni
Se ne vedano alcuni esempi (si trascurano gli anglismi, molto comuni):
Dai dialetti provengono invece parole come acciuga, scoglio (lig.), passamontagna (piem.), lavandino, risotto (lomb.), ciao, gazzetta, ghetto, giocattolo, grazie, lido, zattera (venez.), pennichella, tintarella (roman.), pizza (nap.), intrallazzo (sic.), ecc. Più avanti nel corso si tornerà a parlare dell'apporto lessicale dei dialetti all'italiano. Fabio Romanini - Linguistica italiana 3 - Lessico: polirematiche e lessemi esogeni
I CALCHI sono invece parole prese in prestito dall'italiano, con una particolare caratteristica semantica oppure strutturale. Esistono anche calchi sintagmatici. CALCO SEMANTICO è una parola presa a prestito da altra lingua, ma già presente in italiano con altro significato. Per esempio, dall'ingl. hawk 'falco', ma anche ‘guerrafondaio' si aggiunge un'accezione all'it. falco. Altri esempi sono to pay 'pagare' nel senso di 'ripagare, soddisfare', to save 'salvare (un file)', to realize 'capire, comprendere'. Un esempio oggi molto diffuso è importante, che dall'ing. important ricava il suo significato di 'rilevante, cospicuo'. Alcuni di questi calchi sono anglolatini, e dunque la loro assimilazione è molto veloce e può passare quasi inosservata.
Se invece viene copiata la struttura si avrà un CALCO STRUTTURALE. Ciò avviene mediante la riproposizione di composti di altre lingue (generalmente dall'inglese). Fabio Romanini - Linguistica italiana 3 - Lessico: polirematiche e lessemi esogeni