Le Crociate e l'Italia dei Comuni: espansione europea e Reconquista

Slide sulle Crociate e l'Italia dei comuni. Il Pdf esplora le Crociate e la Reconquista, analizzando le motivazioni religiose ed economiche dell'espansione europea. Questo Pdf di Storia, adatto per la Scuola superiore, descrive le diverse fasi delle Crociate e il ruolo delle città marinare italiane, illustrando anche la Reconquista nella penisola iberica.

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3. Le crociate e l’Italia dei comuni
A partire dal Mille, il bisogno di nuove terre da colonizzare per far fronte
all’aumento della popolazione e il desiderio di controllare le vie di commercio
spinsero l’Europa verso una politica di espansione territoriale. Ma
fondamentale fu la componente religiosa, che accompagnò e giustificò il
movimento di espansione e conquista.
Le guerre di espansione assunsero i caratteri della crociata, cioè della difesa
della religione cristiana contro gli “infedeli”, della riconquista dei luoghi sacri,
dell’espansione della fede cristiana nel mondo.
I cristiani, infatti, avevano subito l’avanzata degli Arabi (musulmani) e si
sentivano perciò accerchiati da un nemico esterno che minacciava la loro
identità politica e culturale.
In particolare, Gerusalemme, dove si trova il sepolcro di Cristo, era stata
sotto il controllo dell’impero bizantino, e quindi cristiana, fino al VII secolo,
quando era stata conquistata dagli Arabi, che, tuttavia, non ostacolavano i
pellegrini cristiani: i califfi arabi si limitavano a esigere dai cristiani una sorta di
tassa di soggiorno e offrivano loro ostelli e altri servizi a pagamento.
L’ESPANSIONE EUROPEA: LE CROCIATE

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Anteprima

Le crociate e l'Italia dei comuni

L'espansione europea: le crociate

A partire dal Mille, il bisogno di nuove terre da colonizzare per far fronte all'aumento della popolazione e il desiderio di controllare le vie di commercio spinsero l'Europa verso una politica di espansione territoriale. Ma fondamentale fu la componente religiosa, che accompagnò e giustificò il movimento di espansione e conquista.

Le guerre di espansione assunsero i caratteri della crociata, cioè della difesa della religione cristiana contro gli "infedeli", della riconquista dei luoghi sacri, dell'espansione della fede cristiana nel mondo.

I cristiani, infatti, avevano subito l'avanzata degli Arabi (musulmani) e si sentivano perciò accerchiati da un nemico esterno che minacciava la loro identità politica e culturale. In particolare, Gerusalemme, dove si trova il sepolcro di Cristo, era stata sotto il controllo dell'impero bizantino, e quindi cristiana, fino al VII secolo, quando era stata conquistata dagli Arabi, che, tuttavia, non ostacolavano i pellegrini cristiani: i califfi arabi si limitavano a esigere dai cristiani una sorta di tassa di soggiorno e offrivano loro ostelli e altri servizi a pagamento.

Le conquiste dei Turchi e la prima crociata

Verso la metà del Mille, i Turchi, popolazione dell'Asia centrale convertitasi all'Islam, invase buona parte delle terre orientali controllate dagli Arabi, arrivando a conquistare Gerusalemme nel 1070.

I I Turchi, però, si mostrarono meno tolleranti degli Arabi verso i cristiani, ostacolarono i loro pellegrinaggi verso i luoghi sacri, e le rotte commerciali che legavano l'Europa all'Oriente diventarono meno sicure per i mercanti occidentali.

0 Nel 1095 papa Urbano II lanciò un appello ai cristiani: li invitò a muovere guerra contro gli infedeli e a liberare la Terrasanta.

I Migliaia di persone di ogni classe sociale risposero all'appello e diedero vita a un pellegrinaggio armato: ma si trattava di schiere disordinate che vennero massacrate dai Turchi (è la cosiddetta crociata dei poveri).

I grandi feudatari, con le loro armate di cavalieri, organizzarono la prima vera crociata e nel 1099 riuscirono a prendere Gerusalemme (è la cosiddetta crociata dei nobili).

Due secoli di crociate

Nobili e cavalieri cristiani, che si insediarono come dominatori nelle terre conquistate con la crociata, attirarono dall'Europa familiari, artigiani, contadini e mercanti.

Nell'economia degli Stati cristiani in Terrasanta, un ruolo importante fu svolto dalle città marinare italiane Genova, Pisa e Venezia: esse ottennero il controllo dei commerci e costruirono nelle città portuali colonie commerciali.

Ma le rivalità tra i signori feudali e gli scontri tra le colonie mercantili furono causa di debolezza per il Regno di Gerusalemme: infatti, nel 1187, sotto la guida del sultano d'Egitto noto come il "Saladino", i Turchi riconquistarono Gerusalemme.

Per recuperare le terre perdute vennero organizzate nuove crociate (ben otto tra il XII e il XIII secolo), ma nessuna portò a successi stabili.

La Reconquista

Nel Mille, la penisola iberica era divisa tra i piccoli regni cristiani del nord e il Califfato di Cordova, musulmano, a sud.

I regni cristiani del nord iniziarono una guerra di espansione verso sud: è la cosiddetta Reconquista, cioè un tentativo di riconquistare i territori occupati dai musulmani.

· Santiago de Compostela Regno di Francia Regno di Francia León Navarra Navarra Castiglia Aragona PORTOGALLO Contea di Barcellona Castiglia Aragona ·Lisbona Califfato di Cordoba Cordobax 1236 Las Navas Xde Tolosa 1212 Baleari 1229-35 Granada 1000 1212

Nel 1212, i regni di Castiglia e Aragona si allearono con i regni di Portogallo e Navarra e, con l'aiuto dei Franchi, sconfissero gli Arabi: la penisola iberica torna sotto il controllo dei cristiani con l'eccezione di Granada.

Valencia 1238 Cordoba 0

La nascita dei comuni

I signori feudali avevano sulle città gli stessi diritti che avevano sulle campagne: ad esempio, pretendevano dagli abitanti il servizio militare, riscuotevano pedaggi su chi varcava le porte delle mura della città, riscuotevano tasse sulle merci che entravano e uscivano.

I I borghesi (commercianti, imprenditori, banchieri), che si definivano il "popolo" (in opposizione alla nobiltà), e avevano in mano il potere economico delle città, cominciavano a volersi liberare dai vincoli feudali, che limitavano le loro attività e il loro sviluppo economico. Così, in alcune città, essi si unirono con un giuramento solenne e fondarono un'associazione, il comune.

Il comune, perciò, in origine, era un'associazione privata perché nasceva da un patto che aveva lo scopo di difendere gli interessi privati di coloro che vi aderivano (maggiore libertà personale, leggi certe e non sottoposte alla volontà dei signori feudali).

Poiché gli interessi dei borghesi coincidevano con quelli di tutta la città, il comune si trasformò col tempo in un'istituzione pubblica. Quella del comune divenne cioè una forma di governo autonomo, contrapposto a quello feudale, e con poteri statali: amministrazione della giustizia, riscossione delle tasse, regolazione della vita economica.

Il potere economico e politico delle corporazioni

Per rendere più efficaci le loro richieste e la loro lotta politica, i borghesi si organizzarono in corporazioni, cioè associazioni di lavoratori che appartenevano a uno stesso settore.

Le corporazioni regolavano il lavoro in un determinato settore, fissavano i prezzi, le retribuzioni e gli orari.

L'adesione alle corporazioni era libera, in quanto nessuna legge obbligava un lavoratore a farne parte, ma chiunque avesse voluto esercitare un mestiere in proprio, fuori dalla corporazione e dalle sue regole, rischiava una spietata concorrenza che l'avrebbe portato al fallimento.

Le corporazioni si proponevano di garantire un certo standard di qualità della produzione, di difendere gli interessi degli associati e di stroncare la concorrenza sleale all'interno e all'esterno del comune.

Ben presto le corporazioni iniziarono a collaborare con gli uffici del comune per regolamentare le importazioni, le esportazioni e la produzione.dotarthi mete ævnet lenssen.

Gli intellettuali della città

Nella società cittadina del Basso Medioevo anche gli intellettuali erano organizzati in corporazioni. A sinistra, l'ordine dei medici e dei giuristi di Bologna nel XIII secolo. A destra, un insegnante universitario tiene la sua lezione in una classe di studenti.

La lezione, ossia "lettura", deve il suo nome proprio all'uso medievale di leggere e commentare in aula degli autori riconosciuti come fondamentali, in questo caso il grande filosofo greco Aristotele, vissuto nel IV secolo a.C.

0 Dal modello delle corporazioni di lavoratori nacquero le università.

0 Le nuove attività economiche e amministrative richiedevano personale competente e preparato: in risposta a questa esigenza, nel 1088, sorse a Bologna la prima università che si specializzò negli studi di diritto. Essa era nata come corporazione di studenti che avevano il diritto di scegliere i maestri; a Parigi, invece, fu la corporazione dei maestri a dare vita a un'università.

La gestione in comune della vita pubblica

I L'organizzazione del comune prevedeva l'elezione di consigli di cittadini che gestivano "in comune" la vita collettiva: lo scopo era quello di evitare l'affermazione del potere di un singolo uomo o di una particolare famiglia, ma questo non impedì che sorgessero spesso scontri tra fazioni (gruppi) che si contendevano la guida della città.

L'area in cui i comuni sorsero prima e si diffusero nel territorio fu l'Italia centro-settentrionale: questa regione costituiva il Regno d'Italia, che faceva parte dell'Impero.

In Germania e Francia, il potere dei comuni rimase circoscritto all'interno delle mura cittadine, mentre le campagne continuavano a essere sotto il potere dei signori feudali. In Italia, invece, i comuni riuscirono a espandere il loro dominio sul contado, cioè sul territorio circostante la città, fino ad allora controllato da un conte.

A I cittadini si consultano Particolare dall'affresco di Ambrogio Lorenzetti Effetti del buon governo nella città e nella campagna, Siena, Palazzo comunale.

La diffusione dei comuni

CARTA La diffusione dei comuni La carta mostra come la diffusione dei comuni in Italia si ebbe soprattutto nel territorio del Regno d'Italia, parte dell'Impero, dove la debole autorità centrale favori l'autonomia delle città. Il simbolo quadrato distingue le città lombarde e le loro alleate venete che, nel XII secolo, si opposero con successo all'imperatore Federico Barbarossa.

V Una città sul mare Dipinto di Ambrogio Lorenzetti, XIV secolo.

Impero germanico Como Verona Vicenza Legnano Crema Treviso Pavia Padova Asti · Lodi Piacenza Ferrara Génova Bologna Rimini · Firenze Pisa Ancona Regno d'Italia Perugia Spoleto Regno di Sicilia Stato della chiesa Roma Gaeta Benevento Bari Napoli Salerno Brindisi Amalfi Taranto mar Tirreno Palermo Messina Reggio Calabria mer Mediterraneo TUTOR Carta attiva Milano Alessandria Cremona Roncaglia Modena Ravenna Lucca Arezzo · mar Adriatico . Città della Lega lombarda e loro alleate (1167)

L'elezione di Federico Barbarossa

Nella prima parte del XII secolo, in Italia, i comuni conquistavano sempre maggiore autonomia dal potere imperiale, sempre più debole a causa di lotte interne alla Germania per la successione al trono.

In particolare, la debolezza dell'impero aveva favorito la politica aggressiva di Milano: divenuta la città più ricca e potente della Lombardia, Milano cercava di estendere il suo dominio nell'Italia settentrionale.

7 Nel 1152 venne eletto re di Germania (premessa per diventare imperatore) il duca di Svevia Federico I, detto il Barbarossa a causa del colore della sua barba.

Federico cercò di restaurare il potere imperiale nell'Italia centro-settentrionale, perché in quest'area si verificavano continui conflitti sia tra comuni vicini sia tra fazioni rivali all'interno delle singole città.

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La Lega Lombarda

Nel 1154, Federico I scese in Italia e riaffermò l'autorità imperiale annullando le autonomie che i comuni si erano attribuite e cercando di riconcentrare tutti i poteri nelle sue mani; quindi, l'anno successivo, venne incoronato imperatore a Roma dal papa.

Le città di Milano e Crema si ribellarono alle decisioni imperiali: nel 1161-62 le truppe imperiali, insieme a quelle delle città lombarde nemiche di Milano, distrussero Crema, assediarono Milano e la rasero poi al suolo.

La distruzione di Milano impressionò i comuni italiani, che vedevano ora nell'imperatore una minaccia alle loro autonomie: perciò, nel 1167, circa trenta città dell'Italia settentrionale si allearono nella Lega lombarda, attraverso un giuramento tenuto a Pontida, nei pressi di Bergamo.

La Lega lombarda sconfisse Federico Barbarossa nella battaglia di Legnano, nel 1176 e, dopo anni di trattative, nel 1183, si giunse alla pace di Costanza con cui i comuni, pur sottomettendosi formalmente all'imperatore, riconquistavano le loro autonomie.

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