Thomas Hobbes: vita, contesto storico e pilastri del suo pensiero filosofico

Slide di Filosofia su Thomas Hobbes. Il Pdf esplora la figura di Thomas Hobbes, delineando la sua vita, il contesto storico-politico e i pilastri del suo pensiero filosofico, con concetti chiave come il materialismo e la ragione, utile per lo studio universitario.

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Thomas Hobbes
(Westport 1588, Hardwick Hall 1679)
Hobbes fu avviato agli studi presso la scuola parrocchiale di
Westport, poi alla scuola di Malmesbury e, in seguito,
presso un istituto privato ove si dedicò allo studio del greco
e del latino. Nel 1608 consegue il baccalaureato delle Arti
presso il Magdalen Halle College di Oxford.
Diviene, intanto, precettore di William Cavendish con cui,
nel 1610, inizia un viaggio d’istruzione che lo porta in
Francia e in Italia.
In Francia entrò in contatto con la cultura libertina, in Italia
conobbe Galilei; si trasferisce per un periodo a Parigi per
problemi politici in Inghilterra per poi tornare nel 1651
(sempre presso i Cavendish).
Contesto: guerra dei Trentanni, Guerra civile inglese:
timori per le sue posizioni filomonarchiche (durante le
sollevazioni parlamentari e l’uccisione di Carlo I; contesto
dell’ascesa della borghesia); polemiche anche con la
monarchia restaurata per le sue idee religiose
Interesse per la nuova fisica e la nuova filosofia, attenzione alle vicende
politiche e sociali
Critica la concezione aristotelica basata sull’idea di naturale socievolezza
dell’essere umano, adotta l’idea giusnaturalistica tale per cui è possibile
parlare di diritto di natura /stato di natura / patto o contratto all’origine della
vita civile-giuridica-politica
Mira a: fondare una scienza politica come scienza dell’agire umano,
sostenere l’unità del potere politico dello Stato moderno, descrivere la
natura dello Stato e porre i principi che legittimano l’obbedienza dei sudditi

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Anteprima

Thomas Hobbes: Biografia e Formazione

Thomas Hobbes (Westport 1588, Hardwick Hall 1679) Hobbes fu avviato agli studi presso la scuola parrocchiale di Westport, poi alla scuola di Malmesbury e, in seguito, presso un istituto privato ove si dedicò allo studio del greco e del latino. Nel 1608 consegue il baccalaureato delle Arti presso il Magdalen Halle College di Oxford.

Diviene, intanto, precettore di William Cavendish con cui, nel 1610, inizia un viaggio d'istruzione che lo porta in Francia e in Italia.

In Francia entrò in contatto con la cultura libertina, in Italia conobbe Galilei; si trasferisce per un periodo a Parigi per problemi politici in Inghilterra per poi tornare nel 1651 (sempre presso i Cavendish).

Contesto Storico e Filosofico

Contesto: guerra dei Trent'anni, Guerra civile inglese: timori per le sue posizioni filomonarchiche (durante le sollevazioni parlamentari e l'uccisione di Carlo I; contesto dell'ascesa della borghesia); polemiche anche con la monarchia restaurata per le sue idee religiose· Interesse per la nuova fisica e la nuova filosofia, attenzione alle vicende politiche e sociali

  • Critica la concezione aristotelica basata sull'idea di naturale socievolezza dell'essere umano, adotta l'idea giusnaturalistica tale per cui è possibile parlare di diritto di natura /stato di natura / patto o contratto all'origine della vita civile-giuridica-politica
  • Mira a: fondare una scienza politica come scienza dell'agire umano, sostenere l'unità del potere politico dello Stato moderno, descrivere la natura dello Stato e porre i principi che legittimano l'obbedienza dei sudditi

Ragione e Calcolo nel Pensiero di Hobbes

Ragionare dunque è la stessa cosa che addizionare e sottrarre concetti. Ragione e calcolo

  • Tutti gli animali possiedono la ragione (sanno appagare i propri bisogni e conservare la propria vita imparando dall'esperienza passata) ma, a differenza degli altri animali, l'essere umano può prevedere e progettare a lunga scadenza la propria condotta e i mezzi per raggiungere i propri fini. Può farlo perché possiede il linguaggio - uso di segni arbitrari con cui cataloghiamo le nostre esperienze, le conserviamo nella memoria e le trasmettiamo.
  • I versi degli animali sono segni ma non linguaggio. Quest'ultimo si ha quando si costituiscono le parole - segni convenzionali che significano i concetti delle cose che si pensano; la ragione umana è condizionata da questi segni artificiali che consentono le generalizzazioni che guidano il pensiero.
  • Il linguaggio è, dunque, alla base del ragionamento, il quale a sua volta è inteso come un calcolo - addizione o sottrazione di concetti
  • Il linguaggio è un'associazione arbitraria di nomi a immagini: i ragionamenti solo operazioni sui nomi che vengono sommati o sottratti alla ragione - che è uno strumento di calcolo

Il Sapere Razionale e le Dimostrazioni

Il sapere razionale consiste nel conoscere le cause che generano i fenomeni e comprende:

  • dimostrazioni a priori, di tipo deduttivo (dalle cause agli effetti) e che pervengono a conclusioni necessarie e riguardano oggetti prodotti dall'essere umano (numeri, etica, politica)
  • dimostrazioni a posteriori, di tipo induttivo (dagli effetti alle cause) e che pervengono a conclusioni probabili e riguardano oggetti non prodotti dall'essere umano (scienze naturali)

L'autentica conoscenza scientifica - che va dalla causa all'effetto - è possibile solo per quegli oggetti creati dall'essere umano stesso

Il Materialismo Hobbesiano

IL MATERIALISMO Gli oggetti generabili - e dunque conoscibili - sono i corpi (oggetti estesi o materiali). La prospettiva materialistica hobbesiana ritiene che esistono e sono conoscibili solo i corpi - solo questi sono in gradi di agire o subire un'azione

  • Il materialismo hobbesiano è meccanicistico - riduce tutta la realtà a materia e movimento, secondo una prospettiva deterministica; anche l'anima è corpo
  • La filosofia si configura come una scienza dei corpi e comprende la filosofia naturale (che studia i corpi naturali) e filosofia civile (che studia i corpi artificiali; etica, politica). Esiste anche una filosofia prima che mira a chiarire gli attributi fondamentali di tutti i corpi (es. spazio, tempo, concetti di causa, effetto, potenza, atto, identità, diversità, quantità ... )

Materialismo Etico e Libertà

Hobbes estende il suo materialismo anche all'ambito etico, perché è convinto che le valutazioni morali intorno a ciò che è bene o male siano puramente soggettive e che nella vita umana non ci sia spazio per il libero arbitrio (il nostro volere è condizionato da fattori a noi esterni), ma soltanto per una libertà intesa come assenza di costrizioni esteriori e possibilità di agire secondo il proprio volere (il volere però non è libero ma determinato dal succedersi di una serie di cause ed effetti).

Anche quello che chiamiamo spirito, e la vita psichica, e riconducibile a materia - particelle più piccole, così la stessa sensazione Le leggi della fisica sono in grado di spiegare ogni aspetto della realtà

La Politica di Hobbes

UDNIE LA POLITICA

  • Hobbes mira ad elaborare una dottrina politica basata su premesse certe, derivata da pochi principi - in analogia con la geometria - da cui la scienza politica può essere dedotta con necessità: geometrismo politico
  • I postulati certi della natura umana e da cui deriva la scienza politica sono: il desiderio naturale (ciascuno pretende di godere da solo dei beni comuni; spinta all'azione) e la ragione naturale (ognuno rifugge dalla morte violenta, ritenuta il male peggiore; strumento per correggere gli impulsi)

Stato di Natura e Diritto Naturale

Picabia 1913· Ne segue che:

  • L'essere umano non è per natura un animale politico, la sua natura è egoistica. Non vi è un amore naturale tra l'essere umano e i suoi simili
  • Gli esseri umano che si uniscono in associazioni spontanee non lo fanno per amore o benevolenza ma per bisogno reciproco o ambizione e per un reciproco timore; l'uguaglianza naturale rende gli esseri umani tutti vulnerabili (chiunque può dare la morte all'altro)
  • La volontà di godere dei beni messi a disposizione dalla natura, la loro insufficienza, gli antagonismi ... portano alla configurazione dello stato di natura come una condizione di guerra di tutti contro tutti
  • Nello stato di natura non ci sono un giusto e un ingiusto; giustizia e ingiustizia nascono con la Legge e quest'ultima nasce laddove si istituisce un potere comune
  • Uno stato di natura assoluto è, comunque, una pura ipotesi razionale hobbesiana poiché, dalla comparsa dell'umanità, gli esseri umani si sono sempre dati una forma di organizzazione civile (salvo circostanze come guerre civili, alcune società primitive come indigeni, in certe tensioni tra gli Stati sovrani)

«Da questa guerra di ogni uomo contro ogni altro uomo, consegue anche che niente può essere ingiusto. Le nozioni di diritto e torto, di giustizia e ingiustizia non hanno luogo» (Leviatano, I, XIII)

  • Il diritto naturale è dominato dalla assenza di legge e vige il diritto di tutti su tutto, compresa la vita altrui
  • Nello stato di natura, ogni uomo è lupo per l'altro (homo homini lupus)
  • Il diritto naturale è un istinto che porta ognuno a desiderare ciò che è bene per sé e fuggire da ciò che è male per sé

Dal Diritto Naturale alla Legge di Natura

Dal diritto naturale alla legge di natura

  • Per uscire da questa situazione di lotta e timore incessanti, la ragione fornisce alcuni suggerimenti, che sono le leggi naturali fondamentali per limitare la libertà illimitata dello stato di natura e per procurare una certa sicurezza: 1) Cercare di conseguire la pace 2) Rinunciare al diritto su tutto 3) Rispettare i patti
  • Le leggi di natura sono, tuttavia, regole 'prudenziali' e non comandi assoluti; non vi sono ancora garanzie a che tutti le rispettino e non c'è un individuo tanto forte da porter costringere gli altri a metterle in pratica

LE JOI

Dallo Stato di Natura allo Stato Civile

Dallo stato di natura allo stato civile; dalle leggi di natura al ... contratto!

  • È necessario istituire il potere dello Stato per spingere gli esseri umani a comportarsi secondo ragione, e non secondo gli istinti, e a rispettare i patti, rendendo svantaggiosa ogni azione contraria
  • Il potere illimitato di cui ognuno gode nello stato di natura, va trasferito in una sola persona (fisica o giuridica) che con la sua forza obbliga al rispetto delle leggi
  • Con la stipulazione di un contratto, gli esseri umano rinunciano al loro diritto illimitato per trasferirlo a un solo individuo: nasce così lo Stato, ovvero la società civile, che ingloba la volontà di tutti

Il Leviatano e il Potere Assoluto

potestas Super Terram que Comparetur( ei Job. 41.24 Il Leviatano

  • A rappresentare lo Stato o la persona civile è il sovrano, o LEVIATANO, che può essere un individuo o un'assemblea
  • Il Leviatano ha potere assoluto, gli altri sono suoi sudditi
  • «Questa è l'origine di quel grande Leviatano o per usare maggior rispetto, di quel dio mortale al quale, dopo il Dio immortale, dobbiamo pace e difesa: giacché, per l'autorità conferitagli da ogni singolo uomo della comunità, ha tanta forza e potere che si può disciplinare, col terrore, la volontà di tutti in vista della pace interna e dell'aiuto scambievole contro i nemici esterni.» (Leviatano, II, XVII)
  • Al Leviatano si devono le garanzie di pace e difesa che, diversamente, sarebbero costantemente a rischio

Monarchia Assoluta e Limiti dell'Assolutismo

  • La forma di governo preferibile - che risponde meglio ai requisiti della sovranità così fissati - è individuata da Hobbes nella monarchia assoluta (sovrano assoluto dotato di tutti i poteri)
  • Hobbes è contrario alla separazione dei poteri (indebolimento della centralità dello stato; rischio guerra civile) e considera problematico e fattore di debolezza il ruolo della Chiesa (stato nello stato; rischio guerra civile)
  • Prospettiva assolutistica: il patto che dà origine allo Stato è unilaterale e irreversibile, il potere che ne deriva è indivisibile, si presta un'obbedienza assoluta al Sovrano e l'autorità religiosa è inglobata in quella statale. La legge civile è l'unica fonte del giusto e del bene, e il sovrano, stabilendo le leggi, non vi è sottomesso
  • L'assolutismo è però limitato dal fatto che neppure lo Stato può obbligare qualcuno a compiere azioni contro la propria vita e contro quella dei propri cari
  • Non ci si può ribellare alla legge e al potere sovrano, mentre il sovrano può farlo laddove necessario. I sudditi sono legittimati a non riconoscere più il potere sovrano solo nei casi in cui il potere si è indebolito così tanto da non poter più garantire la pace o se cade in mano nemica non potendo tutelare i sudditi da attacchi di uno Stato straniero

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