Accomodamento dell'individuo al gruppo: teorie di Berne e fasi di adattamento

Documento sull'accomodamento dell'individuo al gruppo, basato sulle teorie di Berne. Il Pdf di Psicologia, di livello universitario, esplora i prerequisiti e i bisogni biologici e psicologici che spingono alla formazione di gruppi, descrivendo le fasi dell'accomodamento e il ruolo del copione individuale.

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Accomodamento dellindividuo al gruppo
1. PREREQUISITI PER LADATTAMENTO AL
GRUPPO
In questa lezioni ci focalizziamo sulle condizioni che rendono
possibile l’adattamento dell’individuo al gruppo. Il punto di partenza
per una riflessione su questo tema è dato dalla descrizione di una sorta
di equipaggiamento grazie al quale l’individuo può entrare a far parte
del gruppo, equipaggiamento rende possibile l’adattamento degli
individui al gruppo attraverso una limitazione della loro espressione
individuale (nel bene o nel male). Questo equipaggiamento è descritto
da Berne come segue: ogni membro entra per la prima volta in un
gruppo fornito di: (1) un bisogno biologico di stimolazione; (2) un
bisogno psicologico di strutturazione del tempo; (3) un bisogno sociale
di intimità; (4) un bisogno nostalgico di transazioni di modellamento; e
(5) un insieme provvisorio di aspettative basate su esperienze passate. Il
suo compito è quindi quello di accomodare questi bisogni e aspettative
alla realtà con la quale si confronterà (Berne, 1963). Andiamo a
considerare p nel dettaglio di diversi elementi considerati dall’autore.
Bisogni biologici e psicologici. I bisogni essenziali
dell’individuo possono essere gratificati nel gruppo, costituendo una
delle ragioni fondamentali per le quali gli individui si riuniscono in
gruppi. Scrive Berne (1963): la presenza di altri esseri umani offre
molte opportunità di gratificazione, e ciascuno intuitivamente o
deliberatamente acquisisce un’alta capacità nell’ottenere quante più
soddisfazioni possibili dalle persone dei gruppi ai quali appartiene”.
Ricordiamo come Berne abbia descritto tre tipi di “fame” che l’individuo
deve soddisfare per la propria sopravvivenza biologica e psicologica, per
ognuna di esse il gruppo garantisce forme di gratificazione:
la fame di stimoli è associata alla necessità biologica di ricevere
stimoli, come documentato negli studi di Rene Spitz sulla
frequenza di morte di neonati negli orfanotrofi che sebbene
nutriti, tenuti puliti e al caldo, non venivano coccolati e
vezzeggiati (e quindi stimolati) come invece accadeva ai bambini
che venivano cresciuti dalle loro madri. Il gruppo senza dubbio
costituisce una fonte di stimoli maggiore rispetto alla condizione
di isolamento. Scrive Berne (1963): Questo bisogno di essere
‘ricaricati’, per così dire, tramite stimolazione, in special modo
tramite il contatto sociale, può essere considerato come una delle
origini biologiche della formazione dei gruppi” (Berne, 1963)
la fame di riconoscimento, che riguarda il bisogno sociale e
specie-specifico di stare in relazione e di essere riconosciuti dagli
altri, di essere parte (di una famiglia, di un gruppo, di una
comunità, ecc.). Proprio la caratteristica del “sentirsi parte”
richiede per definizione la presenza di un gruppo.
la fame di struttura che si riferisce al bisogno psicologico
dell’individuo di cercare punti di riferimento stabili contro il
caos. Il gruppo contribuisce in forma essenziale a soddisfare la
fame di struttura: Dato che un gruppo offre un programma per
strutturare un periodo di tempo, i membri sono disposti a pagare
un prezzo per la loro appartenenza come membri. Essi intendono
ancora di più rinunciare alle loro inclinazioni individuali pur di
assicurare la sopravvivenza del gruppo e della sua struttura
(Berne, 1963). Nella fame di struttura, il leader svolge un ruolo
fondamentale in qualità di organizzatore del tempo, tanto che
Berne parla anche della fame di leader del gruppo che si
manifesta quando il gruppo è privo di un leader o quando il
leader non svolge le sue funzioni di organizzatore del tempo

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Anteprima

Prerequisiti per l'adattamento al gruppo

In questa lezioni ci focalizziamo sulle condizioni che rendono possibile l'adattamento dell'individuo al gruppo. Il punto di partenza per una riflessione su questo tema è dato dalla descrizione di una sorta di equipaggiamento grazie al quale l'individuo può entrare a far parte del gruppo, equipaggiamento rende possibile l'adattamento degli individui al gruppo attraverso una limitazione della loro espressione individuale (nel bene o nel male). Questo equipaggiamento è descritto da Berne come segue: "ogni membro entra per la prima volta in un gruppo fornito di: (1) un bisogno biologico di stimolazione; (2) un bisogno psicologico di strutturazione del tempo; (3) un bisogno sociale di intimità; (4) un bisogno nostalgico di transazioni di modellamento; e (5) un insieme provvisorio di aspettative basate su esperienze passate. Il suo compito è quindi quello di accomodare questi bisogni e aspettative alla realtà con la quale si confronterà" (Berne, 1963). Andiamo a considerare più nel dettaglio di diversi elementi considerati dall'autore.

Bisogni biologici e psicologici

I bisogni essenziali dell'individuo possono essere gratificati nel gruppo, costituendo una delle ragioni fondamentali per le quali gli individui si riuniscono in gruppi. Scrive Berne (1963): "la presenza di altri esseri umani offre molte opportunità di gratificazione, e ciascuno intuitivamente o deliberatamente acquisisce un'alta capacità nell'ottenere quante più soddisfazioni possibili dalle persone dei gruppi ai quali appartiene". Ricordiamo come Berne abbia descritto tre tipi di "fame" che l'individuo deve soddisfare per la propria sopravvivenza biologica e psicologica, per ognuna di esse il gruppo garantisce forme di gratificazione:

  • la fame di stimoli è associata alla necessità biologica di ricevere stimoli, come documentato negli studi di Rene Spitz sulla frequenza di morte di neonati negli orfanotrofi che sebbene nutriti, tenuti puliti e al caldo, non venivano coccolati e vezzeggiati (e quindi stimolati) come invece accadeva ai bambini che venivano cresciuti dalle loro madri. Il gruppo senza dubbio costituisce una fonte di stimoli maggiore rispetto alla condizione di isolamento. Scrive Berne (1963): "Questo bisogno di essere 'ricaricati', per così dire, tramite stimolazione, in special modo tramite il contatto sociale, può essere considerato come una delle origini biologiche della formazione dei gruppi" (Berne, 1963)
  • la fame di riconoscimento, che riguarda il bisogno sociale e specie-specifico di stare in relazione e di essere riconosciuti dagli altri, di essere parte (di una famiglia, di un gruppo, di una comunità, ecc.). Proprio la caratteristica del "sentirsi parte" richiede per definizione la presenza di un gruppo.
  • la fame di struttura che si riferisce al bisogno psicologico dell'individuo di cercare punti di riferimento stabili contro il caos. Il gruppo contribuisce in forma essenziale a soddisfare la fame di struttura: "Dato che un gruppo offre un programma per strutturare un periodo di tempo, i membri sono disposti a pagare un prezzo per la loro appartenenza come membri. Essi intendono ancora di più rinunciare alle loro inclinazioni individuali pur di assicurare la sopravvivenza del gruppo e della sua struttura" (Berne, 1963). Nella fame di struttura, il leader svolge un ruolo fondamentale in qualità di organizzatore del tempo, tanto che Berne parla anche della "fame di leader" del gruppo che si manifesta quando il gruppo è privo di un leader o quando il leader non svolge le sue funzioni di organizzatore del tempo

Impulsi e gratificazione

Come si è detto il gruppo consente la gratificazione di numerosi bisogni dell'individuo, il quale nel corso del tempo impara a trarre una gratificazione sempre maggiore dei propri bisogni, attraverso la messa in atto nel gruppo di tutte le modalità di strutturazione del tempo descritte dall'Analisi Transazionale (rituali, passatempi, giochi, intimità), a eccezione dell'isolamento che non richiede il gruppo. Come si è visto parlando delle diverse forme di strutturazione del tempo, l'intensità delle gratificazioni che si possono ottenere raggiunge il suo massimo livello nell'intimità, la quale tuttavia è spesso al tempo stesso ricercata ma anche temuta dalle persone, motivo per cui molti si limitano a trovare gratificazioni attraverso passatempi e giochi piuttosto che accedere alla dimensione dell'intimità. Allo stesso tempo la ricerca dell'intimità "costituisce le fondamenta delle operazioni più importanti e intense che avvengono nel processo di gruppo" (Berne, 1963), che, come vedremo più avanti, si manifesta solo quando l'adattamento dell'individuo al gruppo raggiunge un certo livello.

Tuttavia, all'inizio del suo ingresso nel gruppo, l'individuo sarà equipaggiato da quello che Berne definisce anancasmo individuale, ovvero la necessità interna dell'essere umano che lo spinge verso il proprio copione di vita rinunciando all'intimità. L'anancasmo individuale varia da individuo a individuo in base ai seguenti elementi:

  1. il contributo individuale alla coesione di gruppo, dato dalle rinunce e dai compromessi che l'individuo è disposto a fare come parte del gruppo;
  2. i mascheramenti che l'individuo mette in atto per evitare la temuta intimità;
  3. le differenze individuali sul modo di intendere l'intimità, che dipendono dalle esperienze personali di ognuno;
  4. le differenze nel metodo operativo, i modelli di comportamento appresi eutilizzati nelle interazioni con gli altri (ad esempio, i giochi che utilizza).

Modelli di ricerca

Un altro elemento che va a costituire l'equipaggiamento di un individuo che entra nel gruppo è il suo modello di ricerca. Abbiamo visto come in Analisi Transazionale si consideri che l'individuo segue un piano di vita inconscio (copione) definito a partire dai primi anni della sua vita, che porta avanti tutte le volte che ne trova l'occasione. Il modello di ricerca si riferisce all'insieme delle modalità attraverso le quali l'individuo trova nelle altre persone le risposte desiderate per la messa in scena del proprio copione, invitando gli altri a giocare ruoli ben definiti dal copione stesso. A questo proposito Berne (1963) scrive: "dato che i copioni richiamano la manipolazione degli altri, risulta appropriato prima scegliere un appropriato gruppo di attori".

Questo avviene già attraverso forme di strutturazione del tempo ripetitive come i passatempi. Nel caso dei passatempi, lo scambio tra le persone rimane abbastanza ripetitivo, ma al tempo stesso vi è una variabilità sufficiente a mettere in luce passatempi preferiti degli altri, in modo che l'individuo possa individuare i personaggi giusti per il proprio copione. In questo modo, in una fase successiva del suo adattamento al gruppo, potrà passare facilmente ai giochi, scegliendo soprattutto quelle persone adatte a svolgere determinati ruoli nei giochi e quindi più adatte a confermare il copione di vita. Questo avviene anche nella ricerca dei ruoli di supporto principali del copione, come nella scelta dei partner sentimentali.

Nel gruppo i copioni e i vari personaggi si intrecciano in modo molto complesso, tuttavia per intervenire nel gruppo non è necessarioconoscere tutti gli aspetti copionali dei membri del gruppo, ma sarà sufficiente osservare le loro manifestazioni nei giochi.

Imago di gruppo

Andiamo adesso a considerare in forma più approfondita l'ultimo elemento che va a costituire l'equipaggiamento dell'individuo che entra in un gruppo: l'imago di gruppo. Per imago di gruppo si intende "ogni immagine mentale conscia, pre-conscia o inconscia, di cosa un gruppo è o a cosa dovrebbe assomigliare" (Berne, 1963). Ancora prima che gli individui entrino a far parte di un gruppo o un individuo si occupi di costruire un gruppo esiste già un'immagine di quello che il gruppo dovrebbe essere che rispecchia le aspettative individuali, questa forma precoce di imago viene denomina imago provvisoria, la quale è costituita dalle aspettative che l'individuo ha di poter soddisfare i propri bisogni nel gruppo, quindi attraverso l'imago provvisoria l'individuo si prefigura quali bisogni potrà soddisfare attraverso il gruppo sulla base delle sue esperienze precedenti, personalità e sentimenti del momento in cui pensa al gruppo.

L'imago provvisoria è un elemento determinante per far sì che una persona entri a far parte di un gruppo: di tutte le forze che spingono l'individuo ad entrare a far parte di un gruppo, un ruolo centrale sono i desideri personali rappresentati nell'imago provvisoria, mentre tutti gli altri elementi, inclusa l'attività del gruppo, sono solo relativamente influenti. Ad esempio, un uomo potrebbe iscriversi ad un gruppo di ballo non tanto per l'attività del ballo in sé ma con l'aspettativa di conoscere delle donne e questa aspettativa può far sì che si costruisca un'imago di gruppo provvisoria vivace e colorata. Oppure, per fare un esempio che consideri la situazione opposta, un individuo potrebbe portare avanti un'attività del gruppo senza maiesserne parte effettivamente (ad esempio, può lavorare in un'azienda chiuso nel suo ufficio senza intrattenere relazioni con gli altri).

La provvisorietà di questa prima forma di imago è data dal fatto che prima o dopo l'individuo dovrà adeguare questa imago basata sulle proprie aspettative a quello che è il gruppo reale. Si può affermare che il processo interno del gruppo che caratterizza le dinamiche di gruppo sia dato proprio dal desiderio di ogni individuo di adeguare il gruppo alle proprie aspettative e allo scontro con la realtà del gruppo che ne deriva. Queste aspettative, naturalmente includono la possibilità che l'individuo nel gruppo possa portare avanti i propri passatempi e giochi preferiti, e se ciò non accade sarà lui stesso a tentare di introdurli.

L'accomodamento dei bisogni e delle aspettative individuali alla realtà del gruppo dipende da due capacità:

  • Adattabilità. L'adattabilità è una capacità che dipende strettamente dall'Adulto della persona, poiché si fonda principalmente dall'accuratezza con la quale viene percepita la situazione di gruppo reale. Scrive Berne (1963): "L'adattabilità, allora, riguarda primariamente l'Adulto il cui compito è quello di provvedere alla soddisfazione per il Bambino. La persona adattabile può mantenere il proprio copione intatto modificando la sua imago di gruppo in modo realistico". Sotto la guida dell'Adulto, una persona adattabile opererà in maniera paziente, scaltra e accorta per procedere verso i propri scopi, ad esempio se il suo copione prevedere che diventi presidente, metterà in atto strategie accurate e razionali per raggiungere tale scopo. Queste finalità sono raggiungibili principalmente attraverso un costante adattamento della propria imago provvisoria a quello che è il gruppo reale, basandosi sulle proprie osservazioni ed

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