Cinque idee di educazione e il soggetto dell'educazione, l'antropologia pedagogica

Documento da Università su Cinque Idee di Educazione e il Soggetto Dell'educazione, L'antropologia Pedagogica. Il Pdf esplora il concetto di educazione attraverso diverse prospettive pedagogiche, focalizzandosi sulle idee di educazione come liberazione e coltivazione integrale dell'uomo, con esempi da opere cinematografiche e letterarie.

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14 pagine

CAPITOLO 3:
CINQUE IDEE DI EDUCAZIONE (cap. 3) e IL SOGGETTO DELL’EDUCAZIONE, L’ A N T R O P O L O G I A
PEDAGOGICA (cap. 6): relazione tra le idee educative e la visione di uomo
Ciascuno educa in modo differente e uno degli aspetti posto alla base della differenziazione educativa è la
visione, l’idea di uomo che lo caratterizza. Quando si parla di uomo, persona, soggetto, cittadino o suddito;
ciascuna di queste denominazioni ha una propria accezione.
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La PERSONA fa riferimento ad una visione integrale e ci possiamo rifare alla prospettiva personalista,
cristiana che è a favore dell’unità tra le dimensioni individuali
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L’INDIVIDUO/SOGGETTO richiama ad una visione neutra e individuale
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Il CITTADINO è l’uomo come membro di una società
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Il SUDDITO è un uomo che deve sottostare a delle leggi ed è subordinato a qualcun altro
La visione antropologica guida anche la modalità di relazione con l’altro. Felini, all’interno del suo volume,
propone di affrontare diverse idee di educazione, con particolare riferimento al mondo pedagogico
contemporaneo, ovvero quello cresciuto nel corso del ventesimo secolo, per schematizzare diverse
prospettive. L’educazione è infatti una realtà fatta di tante azioni singolari compiute da una
molteplicità di soggetti che può essere compresa, definita e teorizzata in tanti modi diversi. (Non
esistono definizioni del termine “educazione” che vadano bene per tutti). L’autore illustrerà 5 idee di
educazione particolarmente rilevanti; è importante tenere presente che non si tratta di una trattazione storica
e non si tratta di schematizzazioni statiche e definite con chiarezza, ma dinamiche: aiutano a focalizzare
l’attenzione su determinati aspetti che sono però sempre interrelati. Forniscono un quadro generale, ma non
possono considerarsi statici. Lo scopo del volume non è infatti quello di studiare la “storia della pedagogia”
contemporanea e quindi conoscere il passato in sé, ma perseguire altri obiettivi (illustrati qui sotto).
CAPIRE LEDUCAZIONE COMPORTA: obiettivi
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Conoscere diversi approcci, modi in cui l’educazione viene intesa, i significati e le interpretazioni in
relazione a convinzioni ideologiche, etico-valoriali, politiche, epistemologiche, metodologiche e religiose
degli educatori. Ragionare per schemi, aspetti consente di riconoscere le caratteristiche peculiari dei
diversi approcci, di identificare gli elementi ricorrenti o i punti critici e i punti forti, le differenze.
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Riconoscere le caratteristiche strutturali di determinati orientamenti “paradigmatici” della
pedagogia e di alcuni autori che li rappresentano in maniera idealtipica ossia cogliere gli elementi
strutturalmente costitutivi, generalizzabili, confrontabili che diventano i tratti significativi di determinati
approcci pedagogici; che rendono un certo orientamento o autore rappresentativo di un determinato modo
di intendere l’educazione e, conseguentemente, la pedagogia.
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Riconoscere l’uso ricorrente di alcuni termini del lessico pedagogico all’interno dei vari approcci,
riflettere sul linguaggio della pedagogia come disciplina, confrontandosi anche con i significati che alcuni
termini hanno assunto nel corso del tempo o a seconda dell’orientamento pedagogico di chi li impiega.
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Ragionare sui termini, sulle questioni, sugli orientamenti, sugli autori e i problemi. Questa
schematizzazione permette di addentrarsi ed esplorare i pensieri di singoli autori che hanno parlato di
educazione. È una modellizzazione non statica e definita, ma che può aiutare a capire meglio e anche di
effettuare una valutazione critica su quanto studiato. Lo studio della pedagogia richiede ragionamento e
non può essere mnemonico.
CORTOMETRAGGIO DISNEY-PIXAR, PIPER, 2016, A. Barillaro:
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Quali personaggi compiono azioni educative? Il gabbiano madre, il paguro e anche Piper stesso
che educa i membri della sua specie mostrando una nuova via per procurare cibo. Piper si trova
in un ambiente: il mare è una risorsa, ma anche un vincolo e i bisogni primari come quello di
mangiare e bere sollecitano la sua azione.
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Quale pensiero o idea guida l’azione educativa? Educazione attiva, imitazione. La mamma
necessita di insegnargli autonomia, indipendenza: prima era lei stessa a portargli il cibo, ma
successivamente lo spinge a farlo in prima persona. Il paguro inconsapevolmente si trova ad
offrire a Piper una nuova via per procurarsi cibo. Tra Piper e il paguro si instaura un’amicizia,
una relazione tra pari e Piper mette in campo un apprendimento per osservazione ed imitazione.
Piper che ha appreso questo nuovo modo, lo insegna alla propria specie.
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Quali azioni compiono? Cercano di avvicinare il piccolo gabbiano al superamento delle sue paure in
modo da rendersi autonomo ponendosi per lui come un esempio da seguire.
MODELLO PEDAGOGICO: idea, autori, modello
Felini aiuta a fare un passaggio da queste idee di educazione ad un modello attraverso il metodo induttivo,
andiamo dal particolare al generale ossia non partendo dalle varie correnti della pedagogia, ma da idee
semplici di educazione. Soltanto a partire da queste l’autore proverà poi ad identificare gli “autori classici”
le cui teorie sono compatibili con ciascuna di tali idee. Come terzo passaggio emergeranno poi, nel cerchio
più esterno dello schema, non correnti o movimenti della pedagogia, ma MODELLI di approccio all’oggetto
“educazione” basati su un certo grado di astrazione e talvolta anche su una dose di estremizzazione,
funzionale però a scolpire in maniera ancor più netta certi tratti salienti. Per MODELLO nelle scienze
umane si intende una “rappresentazione semplificata di una struttura o di un evento, mirata ad esplicitarne
le caratteristiche rilevanti” (Damiano, 2003). Ci riferiremo a MODELLI PEDAGOGICI ovvero
descrizioni semplificate di una certa teoria dell’educazione, descrizioni finalizzate a metterne in rilievo la
struttura concettuale e le principali proprietà, soprattutto formali e astratte, anche al fine di far emergere
somiglianze e differenze con altre teorie. Aiuta a comprendere alcune caratteristiche rilevanti che possiamo
ritrovare in alcuni modelli educativi.
Percorso logico del capitolo:
1. Identificazione di cinque idee di educazione che rappresentano altrettanti modi tipici di pensare questa
categoria di azioni umane
2. Individuazione di alcuni autori, la cui teoria pedagogica contempli una delle cinque idee di educazione
3. Per progressiva astrazione modellizzante, individuazione e denominazione di cinque modelli di
elaborazione teorica del concetto di educazione (che non necessariamente corrispondono a correnti
storicamente identificabili della pedagogia)
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CAPITOLO 3: CINQUE IDEE DI EDUCAZIONE E IL SOGGETTO DELL'EDUCAZIONE, L'ANTROPOLOGIA PEDAGOGICA

CAPITOLO 3: CINQUE IDEE DI EDUCAZIONE (cap. 3) e IL SOGGETTO DELL'EDUCAZIONE, L'ANTROPOLOGIA PEDAGOGICA (cap. 6): relazione tra le idee educative e la visione di uomo Ciascuno educa in modo differente e uno degli aspetti posto alla base della differenziazione educativa è la visione, l'idea di uomo che lo caratterizza. Quando si parla di uomo, persona, soggetto, cittadino o suddito; ciascuna di queste denominazioni ha una propria accezione.

  • La PERSONA fa riferimento ad una visione integrale e ci possiamo rifare alla prospettiva personalista, cristiana che è a favore dell'unità tra le dimensioni individuali
  • L'INDIVIDUO/SOGGETTO richiama ad una visione neutra e individuale
  • Il CITTADINO è l'uomo come membro di una società
  • Il SUDDITO è un uomo che deve sottostare a delle leggi ed è subordinato a qualcun altro

La visione antropologica guida anche la modalità di relazione con l'altro. Felini, all'interno del suo volume, propone di affrontare diverse idee di educazione, con particolare riferimento al mondo pedagogico contemporaneo, ovvero quello cresciuto nel corso del ventesimo secolo, per schematizzare diverse prospettive. L'educazione è infatti una realtà fatta di tante azioni singolari compiute da una molteplicità di soggetti che può essere compresa, definita e teorizzata in tanti modi diversi. (Non esistono definizioni del termine "educazione" che vadano bene per tutti). L'autore illustrerà 5 idee di educazione particolarmente rilevanti; è importante tenere presente che non si tratta di una trattazione storica e non si tratta di schematizzazioni statiche e definite con chiarezza, ma dinamiche: aiutano a focalizzare l'attenzione su determinati aspetti che sono però sempre interrelati. Forniscono un quadro generale, ma non possono considerarsi statici. Lo scopo del volume non è infatti quello di studiare la "storia della pedagogia" contemporanea e quindi conoscere il passato in sé, ma perseguire altri obiettivi (illustrati qui sotto).

Obiettivi dell'educazione

CAPIRE L'EDUCAZIONE COMPORTA: obiettivi

  • Conoscere diversi approcci, modi in cui l'educazione viene intesa, i significati e le interpretazioni in relazione a convinzioni ideologiche, etico-valoriali, politiche, epistemologiche, metodologiche e religiose degli educatori. Ragionare per schemi, aspetti consente di riconoscere le caratteristiche peculiari dei diversi approcci, di identificare gli elementi ricorrenti o i punti critici e i punti forti, le differenze.
  • Riconoscere le caratteristiche strutturali di determinati orientamenti "paradigmatici" della pedagogia e di alcuni autori che li rappresentano in maniera idealtipica ossia cogliere gli elementi strutturalmente costitutivi, generalizzabili, confrontabili che diventano i tratti significativi di determinati approcci pedagogici; che rendono un certo orientamento o autore rappresentativo di un determinato modo di intendere l'educazione e, conseguentemente, la pedagogia.
  • Riconoscere l'uso ricorrente di alcuni termini del lessico pedagogico all'interno dei vari approcci, riflettere sul linguaggio della pedagogia come disciplina, confrontandosi anche con i significati che alcuni termini hanno assunto nel corso del tempo o a seconda dell'orientamento pedagogico di chi li impiega.
  • Ragionare sui termini, sulle questioni, sugli orientamenti, sugli autori e i problemi. Questa schematizzazione permette di addentrarsi ed esplorare i pensieri di singoli autori che hanno parlato di educazione. È una modellizzazione non statica e definita, ma che può aiutare a capire meglio e anche di effettuare una valutazione critica su quanto studiato. Lo studio della pedagogia richiede ragionamento e non può essere mnemonico.

Analisi del cortometraggio Disney-Pixar, Piper, 2016

CORTOMETRAGGIO DISNEY-PIXAR, PIPER, 2016, A. Barillaro:

  • Quali personaggi compiono azioni educative? Il gabbiano madre, il paguro e anche Piper stesso che educa i membri della sua specie mostrando una nuova via per procurare cibo. Piper si trova in un ambiente: il mare è una risorsa, ma anche un vincolo e i bisogni primari come quello di mangiare e bere sollecitano la sua azione.
  • Quale pensiero o idea guida l'azione educativa? Educazione attiva, imitazione. La mamma necessita di insegnargli autonomia, indipendenza: prima era lei stessa a portargli il cibo, ma successivamente lo spinge a farlo in prima persona. Il paguro inconsapevolmente si trova ad offrire a Piper una nuova via per procurarsi cibo. Tra Piper e il paguro si instaura un'amicizia, una relazione tra pari e Piper mette in campo un apprendimento per osservazione ed imitazione. Piper che ha appreso questo nuovo modo, lo insegna alla propria specie.

Disney PIXAR piper 1- Quali azioni compiono? Cercano di avvicinare il piccolo gabbiano al superamento delle sue paure in modo da rendersi autonomo ponendosi per lui come un esempio da seguire.

MODELLO PEDAGOGICO: idea, autori, modello

MODELLO PEDAGOGICO: idea, autori, modello Felini aiuta a fare un passaggio da queste idee di educazione ad un modello attraverso il metodo induttivo, andiamo dal particolare al generale ossia non partendo dalle varie correnti della pedagogia, ma da idee semplici di educazione. Soltanto a partire da queste l'autore proverà poi ad identificare gli "autori classici" le cui teorie sono compatibili con ciascuna di tali idee. Come terzo passaggio emergeranno poi, nel cerchio più esterno dello schema, non correnti o movimenti della pedagogia, ma MODELLI di approccio all'oggetto "educazione" basati su un certo grado di astrazione e talvolta anche su una dose di estremizzazione, funzionale però a scolpire in maniera ancor più netta certi tratti salienti. Per MODELLO nelle scienze umane si intende una "rappresentazione semplificata di una struttura o di un evento, mirata ad esplicitarne le caratteristiche rilevanti" (Damiano, 2003). Ci riferiremo a MODELLI PEDAGOGICI ovvero descrizioni semplificate di una certa teoria dell'educazione, descrizioni finalizzate a metterne in rilievo la struttura concettuale e le principali proprietà, soprattutto formali e astratte, anche al fine di far emergere somiglianze e differenze con altre teorie. Aiuta a comprendere alcune caratteristiche rilevanti che possiamo ritrovare in alcuni modelli educativi.

1 Pedagogie naturaliste Rousseau Neill come sviluppo delle capacità innate del soggetto 2 Pedagogie umaniste 5 Pedagogie critico- emancipatorie Freire, Illich, Milani come liberazione del soggetto dalle schiavitù della società come coltivazione integrale dell'uomo Knowles, Nussbaum Educazione come ingresso nel gruppo sociale come processo di trasmissione/ appropriazione della cultura Skinner Makarenko Dewey Bruner 3 4 Pedagogie funzionaliste Pedagogie culturaliste

Percorso logico del capitolo

Percorso logico del capitolo:

  1. Identificazione di cinque idee di educazione che rappresentano altrettanti modi tipici di pensare questa categoria di azioni umane
  2. Individuazione di alcuni autori, la cui teoria pedagogica contempli una delle cinque idee di educazione
  3. Per progressiva astrazione modellizzante, individuazione e denominazione di cinque modelli di elaborazione teorica del concetto di educazione (che non necessariamente corrispondono a correnti storicamente identificabili della pedagogia)

2 Maritain

Le 5 idee di educazione particolarmente rilevanti

1. Educazione come sviluppo delle capacità innate del soggetto: LE PEDAGOGIE NATURALISTE

J5 IDEE DI EDUCAZIONE PARTICOLARMENTE RILEVANTI: 1. Educazione come sviluppo delle capacità innate del soggetto: LE PEDAGOGIE NATURALISTE Lo sviluppo è un processo naturale di crescita che avviene prevalentemente per una forza interna e secondo modalità che non sono necessariamente decise con una scelta volontaria; guarda infatti alla persona nella prospettiva di far emergere le sue CAPACITÀ INNATE (presenti nell'individuo dalla nascita, per corredo genetico ad esempio e non dipendono quindi da ciò che viene progressivamente appreso o trasmesso da influssi esterni) mediante un'azione educativa che mira proprio allo sviluppo della natura stessa dell'uomo. Esistono caratteri biologici e genetici e attitudini che devono essere sviluppate. È possibile fare nuovamente riferimento alla metafora della pianta che cresce e all'idea di Socrate del far emergere ciò che è già presente nel soggetto: esiste un progetto di crescita inscritto in ogni persona ed è necessario creare le condizioni affinché possa emergere e svilupparsi. Vengono esaltate la spontaneità e la corporeità. Dunque, se lo sviluppo consiste nel far emergere, quale educazione fornire? L'intervento dell'adulto può essere controproducente? Potrebbe ritardare, inibire o deviare il processo di sviluppo che, lasciato a se stesso, andrebbe comunque avanti.

Principi del modello educativo naturalista

Sottesi a questo modello educativo troviamo alcuni principi:

] La naturale autosufficienza dell'essere umano declinata secondo i concetti di autocompletezza e bontà: l'uomo ha in sé tutto ciò di cui ha bisogno per crescere ed è BUONO PER NATURA e per natura può svilupparsi secondo questa prospettiva. Egli non ha quindi bisogno di un intervento esterno per crescere bene; è visto come un essere BIO-PSICHICO, che trova ogni suo compimento in una dimensione materialistico-immanente e prevalentemente individuale (non collettiva) Il tema della libertà come principio pedagogico supremo: il soggetto deve essere lasciato libero per crescere nel migliore dei modi e la libertà è il massimo fine educativo che si dovrebbe perseguire. Lasciare libero un soggetto significa avere fiducia nel fatto che le emozioni, gli impulsi e i desideri che lo guidano siano buoni (leciti, non distruttivi, equilibrati, non immorali). O Negatività di tutte le influenze che arrivano dall'esterno, di tutti gli influssi sociali: la società cerca solo di imbrigliare l'individuo e l'educazione è il principale strumento usato per ottenere questi scopo. Herbert Marcuse per esempio scrisse che "l'educazione tende a fare in modo che l'uomo viva liberamente la propria mancanza di libertà". Rousseau nel suo progetto utopico, parla di Emilio e ritiene che nei primi 12 anni di vita sia giusto crescere il fanciullo al di fuori del contesto sociale; lontano dalla società in grado di corrompere la bontà propria dell'essere umano nella fanciullezza non consentendogli di sviluppare pienamente ciò che porta dentro di sé. Egli doveva crescere fuori dalla città in presenza di un precettore che operava secondo il principio dell'educazione negativa. Si tratta di una pedagogia che si trasforma in ANTI-PEDAGOGIA perchè ci si deve liberare dall'autorità e dalle repressioni, imposizioni, da ciò che blocca lo sviluppo liberale della crescita nelle diverse forme di educazione che quindi intrinsecamente è IMPOSITIVA, repressiva, castrante, violenta per il solo fatto che, inevitabilmente, tende a modificare lo "sviluppo naturale" dell'uomo. L'educazione così viene spesso concepita come qualcosa di negativo. O L'imbrigliamento dell'uomo ottenuto attraverso l'educazione è il più pesante perchè fa si che un soggetto non sia più "padrone di sé stesso" (Stirner): egli infatti interiorizza, senza quasi accorgersene, le norme da rispettare attraverso ciò che il Cristianesimo per esempio ha chiamato "coscienza interiore" o gli Stati autoritari o totalitari hanno visto come un controllore interno.

Riportando questa idea di educazione ad un antropologia di riferimento emerge una concezione materialista e biologista dell'essere umano in quanto le attitudini e caratteri ereditari sono al centro della visione di uomo in una prospettiva educativa in cui si predilige l'autonomia e la spontaneità del soggetto. Il buon educatore deve solo CONTEMPLARE; in questa prospettiva si inserisce anche il pensiero di ROUSSEAU in quanto si tratta di un'EDUCAZIONE NEGATIVA, non basa su azioni positive (da fare), ma sul non fare. L'educazione in questa logica è anche "MAIEUTICA" (Socrate-Platone) in quanto finalizzata soltanto a "tirar fuori", far emergere ciò che è già dentro (come fa l'ostetrica, educatore come MAIEUTA), a facilitare un evento spontaneo e naturale nella consapevolezza che un uomo non debba "acquisire" capacità, ma "metterle in movimento", "esercitarle", per non lasciarle addormentate dentro di sé (Pestalozzi). In questa prospettiva delle pedagogie naturaliste si ridimensiona il RUOLO dell"ideale educativo", inteso qui come una certa immagine esemplare, un prototipo di uomo che l'educatore ha in mente quando 3

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