Documento dall'Università Cattolica del Sacro Cuore su Crescere Giocando - Riassunto Didattica e metodologia delle attività motorie. Il Pdf esplora il ruolo del gioco e della motricità nell'apprendimento e nello sviluppo umano, presentando definizioni chiave, teorie di psicologi e pedagogisti, e classificazioni delle attività motorie per l'università in Educazione fisica.
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gioco: forma privilegiata e fondamentale di vita umana e animale, a cui si dedicano singolarmente o in gruppo, bambini o adulti con lo scopo di svagarsi. gioco di movimento: tipo di gioco in cui la corporeità e la motricità hanno ruolo preponderante ludicità: per gli educatori può essere una strategia di insegnamento, per gli allievi è una situazione privilegiata di apprendimento ludo diversità: aspetto individualizzato e personalizzato della Ludicità che si differenzia da persona a persona ludo motricità: la motricità spontanea del bambino denota lucidità e situazione di gioco intelligenza ludica: forma di intelligenza che si manifesta nel gioco al fine di raggiungere l'obiettivo funzioni esecutive: funzioni mentali che dirigono la nostra mente motricità: insieme delle capacità di movimento di un essere umano in relazione a una tappa dello sviluppo motricità di relazione: comprende gesti segmentarie globali che l'uomo compie abitualmente per rapportarsi con l'ambiente fisico naturale e sociale motricità di locomozione: appartengono a questo insieme gli schemi motori globali di traslocazione come il cammino, la corsa e di superamento come scavalcare saltare, di lancio e ricezione della palla pedagogia del movimento: studia le attività motorie sportive e valuta i loro effetti nel processo educativo neurodidattica: studia strategie innovative del processo di insegnamento apprendimento che prevedono il coinvolgimento cognitivo, emotivo, affettivo e sociale life skills: abilità utili per la vita, nel documento OMS sono tre famiglie:
gamification: quando è applicato in contesti non ludici, il gioco prende questo nome. Ha il compito di coinvolgere gli individui ponendoli al centro dell'attenzione, con lo scopo di estrarre da loro elementi positivi come: impegno, generosità, gioco di squadra, gioia e passione
1800 SCHILLER il gioco soddisfa l'esigenza creativa e la tendenza alla libertà espressiva del bambino 1949 VOLPICELLI il gioco è l'aspetto creativo della vita 1958 FREUD favorisce la crescita e lo sviluppo dell'individuo e ne provoca piacere (piacere motorio, gioia, eccitazione ... )
JOHAN HUIZINGA gioco come fattore chiave della civiltà Egli sviluppa una teoria del rapporto fra gioco, festa e cultura. Il gioco apri orizzonti culturali e rende possibile la cultura stessa, il gioco è insieme reale e utopico.
ROGER CAILLOIS L'unico tentativo di fornire una teoria sistematica dei giochi possiamo ritrovarla nell'opera "i giochi e gli uomini" il gioco è un'attività con molteplici caratteristiche:
Alcuni elementi peculiari permettono di classificare i giochi:
Egli analizza anche la funzione di PAIDIA E LUDUS. La Paidia è il gioco nella sua potenza primaria di improvvisazione e spensieratezza, quando questa esigenza generica di giocare comincia ad organizzarsi con obiettivi e regole, interviene il Ludus
WINNICOTT Arriva la teoria del gioco attraverso lo studio degli oggetti transizionali (Linus e la sua copertina). Anche il gioco è un fenomeno transizionale, che consente al bambino di situarsi in un'area che media tra il suo mondo interiore e quello esterno. Il gioco aiuta il bambino (che ha beneficiato di buone cure materne) a emanciparsi in maniera non traumatica dalla dipendenza materna, imparando l'autonomia e conservando una certa fiducia in una realtà positiva che lo protegge.
PIAGET Il gioco si colloca nella sua teoria dello sviluppo cognitivo, nel processo di formazione del simbolo. tramite il gioco i bambini fanno pratica di un'attività mentale che consiste nel creare simboli per evocare situazioni non presenti nella realtà. il gioco ha una funzione fondamentale nello sviluppo intellettivo del bambino, poiché stimola la memoria, l'attenzione, la concentrazione, favorisce lo sviluppo di schemi percettivi, capacità di confronto, di relazioni ... Si possono individuare tre stadi di sviluppo del comportamento ludico:
BATESON Essenza del gioco nel suo essere metà linguaggio: perché un'attività ludica severamente tale, ogni partecipante deve poter affermare che questo è un gioco. Egli sviluppa la teoria del gioco insieme a quella della fantasia, interrogandosi sulla natura profonda di tutto ciò che è simulazione e immaginazione. Possiamo provare a descrivere il gioco come una specie di emozione, che coinvolge reazioni fisiche specifiche percepibili come il divertimento o la catarsi.
BRUNER Il gioco è una delle manifestazioni filogenetica mente e ontogeneticamente più significative nella storia evolutiva degli animali e dell'uomo.
KURT : il gioco rappresenta una zona intermedia tra il reale e irreale in cui si integrano il reale con il fantasioso, il creativo e il magico MONDONI E CASOLO: il gioco permette al bambino di fare esperienza del piacere, della condivisione, del rispetto delle regole e della loro trasgressione, della creatività FARNE: il gioco è una parola ricca di significati, per questo è difficile da definire in maniera oggettiva Oggi il gioco è da considerarsi una forma privilegiata e fondamentale di attività umana.
L'aspetto principale del gioco è la ludicità (include valorizza alcune caratteristiche peculiari): Libertà
Tipologie di gioco: Gioco spontaneo, attività ludica non strutturata Attività libera spesso ricca di movimento e tipica del bambino dove si manifesti:
Gioco strutturato, guidato e/ o finalizzato Non è frutto di una naturale inclinazione o inventiva, ma viene proposto, sostenuto e condotto da un educatore ed è orientato a raggiungimento di uno scopo educativo:
L'importanza educativa di entrambe le forme di gioco è: il potenziamento della creatività, te la fantasia e dell'immaginazione, utili al bambino per acquisire un buon senso della realtà, imparare a gestire le emozioni e sollecitare le competenze cognitive. Aiutano il bambino condividere spazi e situazioni con altri bambini, a misurarsi con se stessi e gli altri e rispettare le regole.
Nel corso dell'età evolutiva possiamo tracciare un naturale processo di trasformazione dei giochi:
Il gioco non è solo un'attività spontanea del bambino ma è anche un valido strumento didattico da valorizzare negli ambienti educativi.