Documento di Università sull'antropologia. Il Pdf esplora l'antropologia, definendola come scienza dell'uomo e suddividendola in culturale e biologica, trattando le teorie evoluzionistiche e figure chiave come Linneo, Mendel, Lamarck e Darwin.
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DEFINIZIONE: è la scienza dell'uomo come concezione, teoria, ricerca visto come soggetto. individuo o come comunità di aggregati. Disciplina che mira al significato dell'essere umano. è una Disciplina:
l'Antropologo deve collocare le osservazioni di natura-società e passato dell'uomo in un quadro temporale che consider! il cambiamento nel tempo. Evoluzione in senso ampio: le società e culture si sono evolute a partire dalla preistoria Evoluzione culturale: mutare nel tempo di credenze, comportamenti. L'evoluzione Biologica: cambiamento nel tempo di caratteri fisici e processi vitali degli esseri umani. Origine e variazioni genetiche (eredità popolazioni viventi). Ciò che distingue A. da altre discipline è il punto di vista Comparativo: ottica antrop. Ogni popolo e cultura degni di attenzione. In un'ottica biologica, storica, linguistica, culturale, comparativa globale, l'A. fornisce la chiave a domande fondamentali. Ha dato significato all'eredità animale del genere umano e alla definizione di cosa sia specificatamente umano nella natura dell'uomo. L'A. valuta l'importanza di ogni gruppo etnico nell'evoluzione delle culture modo di vivere l'esistenza. È In grado di fornire la chiave di comprensione delle origini e della somiglianza sociale sotto forma di razzismo, sessismo, sfruttamento, povertà e sottosviluppo. Fa comprendere quale specie di esseri viventi siano gli uomini, con le diverse modalità-scelte di vivere adottare e al senso che danno alle loro esistenze. A come materia Interdisciplinare: scienza sociale, ma anche naturale e umanistica (no studio primitivo -esotico). Divisa perciò in due macro aree:
È lo studio del comportamento dell'uomo nej contesti socio- culturali, fa attenzione ai fenomeni culturali attuali, manifestazioni spirituali, cioè la cultura, Rientra nelle scienze demo-etnoantrop. Sfera molto vasta perché l'uomo applica la cultura per trasformare qualsiasi cosa nel mondo. Oggi stimoli molto forti applicati alle scienze sociali, studio del comportamento umano. Ambiti di ricerca molteplici a diff livelli di complessità sociale perciò gli Antropologi si specializzano in un particolare dominio dell'attività culturale. Gli aspetti sociali, collettivi hanno avvicinato l'A. C alla Sociologia riconoscendola come sc. Sociale, l'A.C si fonda sulla cultura intesa come insieme di comportamenti e idee acquisite da membri di una società, gli esseri umani se ne servono per adattarsi al mondo in cui vivono per trasformarlo (evolvono), La cultura è ciò che differenzia gli esseri umani da altre specie viventi. La cultura è appresa, condivisa, modellata, adattiva e si evolve nel tempo: viene rielaborata trasmessa tra generazioni. Le credenze ereditate dal passato e mutate nel presente mettono a disposizione risorse per facilitare uno scopo. Evoluzione=crescita.
Sviluppate entrambe nella stessa epoca, condividono stessi interessi per organizaz. sociale. Nel XX sec nella visione razzista la Sociologia era considerata lo studio della società industrializzata-civile, l'Antropologia come studio di tutte le altre società primitive. Oggi Antropologia ha come Interesse primario la Comparazione delle diverse forme di vita sociale umane, studia tutte le forme di società, fondate su principi differenti. Gli Antropologi culturali si sono recentemente scontrati con migrazioni, globalizzazione che hanno fatto riemergere concetti di etnicità e nazionalismo, dibattiti sui diritti umani.
è lo studio di fattori che determinano le differenze tra gruppi umani attraverso la cultura, cioè (insieme di conoscenze, credenze, morale, diritto, costume, abitudini e capacità ecc dei membri di una società. (Tylor '71). Sono idee e comportamenti che l'uomo impara involontariamente come membro della società. La cultura è lo strumento per adattarsi all'ambiente in cui vive. L'A. Culturale può essere a sua volta divisa in : ETNOLOGIA E ARCHEOLOGIA.
(sinonimo di A.C) è lo studio delle culture umane, forme, processi di trasformazione. L'oggetto di studio sono costumi, credenze, vita sociale, religiosa economica studiati per ricerche etnografiche. È sc. Interdisciplinare che studia ogni aspetto della soc. umana facendo attenzione alle forme di letteratura scritta. Vicina alla sociologia, linguistica, psicologia, storia, economia, religione utilizzando le stesse metodologie d'indagine. Inizialmente materia per indicare lo studio biologico-naturalistico, studio differenti "razze", filologico- storico (diffusionismo) in sequenze cronologiche (evoluzionismo). In seguito espansa, non più solo lo studio di pop. Primitivi. Dando luogo a specializzazioni come: Etnolinguistca - Etnoeconomia - Etnopsichiatria o psicologia - Etnomusicologia- Etnostoria - E. giuridica e delle religioni. L'Etnologia è una scienza di sintesi, comparativa, interpretativa di dati etnografici-umanistici-biologici insieme, sa valutare basi teoretiche metodologiche e pratiche, per ricostruire ed interpretare in un insieme logico forme e evoluzioni della cultura e società umane (anche delle minoranze). Opera con equipes di specialisti che: Analizzano I dati - verificano I mutamenti nel tempo regolarmente. (per gruppi estinti la verifica si basa su settori come archeologia, preistoria, linguistica e storia).
branca dell'A.C che studia il passato uomini attraverso i resti materiali. L'archeologo ricerca prive dell'attività dell'uomo nel passato, nella preistoria (prescrittura): insediamenti umani, vasellame, arnesi, resti di ossa. perciò lavorano con Paleontologi (dal XIX sec. Progredire con evoluzionismo) che si occupano di datare i resti fossili ritrovati in una data regione. Fossili come progenitori delle forme oggi viventi.
Nel XX sec. A. cominciato a studiare gli uomini come organismi viventi per capire somiglianze e diff. Con altri esseri viventi. Osservando così spiccate differenze nell'aspetto fisico di popoli del mondo, e cercare di dare significato a tali diff. elaborando tecniche di misurazione delle diverse caratteristiche del popoli come: Colore pelle- Tipo Capigliatura- Disegno del corpo. Con Obbiettivo di analisi e osservazioni per classificare i popoli secondo insiemi -categorie definite da attributi biologici. Le categorie vennero chiamate Razze: raggruppamento sociale che rispecchiava differenze biologiche. Pensando a criteri sicuri, fissi razziali tra popoli, prima in Europa, pol esteso. La grande differenza tra popoli era il colore della pelle, la lingua e i costumi.
1 This document is available free of charge on studocu Scaricato da Rachele Ronzoni (racheleronzoni@gmail.com)CARLO LINNEO Nel VIII sec. (700) biologo svedese classificò le popolazioni in 4 razze in funzione del colore della pelle: - Americani (pelle rossiccia) - Europei (pelle bianca) - Asiatici (pelle gialla) - Negri (pelle nera) Attribuiva inoltre attributi mentali e morali (es: gentili, sanguigni, ostinati ... eecc)
Nel XIX sec (800) Naturalisti come Agassiz, Broca, Morton, Galton svilupparono concetto di Razza ordinando le popolazioni In funzione alle dimensioni del cervello .... Tali scoperte furono utilizzate per giustificare pratiche razziste: oppressione di una razza specifica in virtù di una presunta superiorità biologica. Superiorità biologica del dominatori contro l'Inferiorità biologica del dominati.
B. Identificò 5 razze diverse: - caucasoide - mongoloide -americana -etiopica - malese. Secondo B. le razze costituiscono sottogruppi costanti e Immutabili, ma fu smentito considerando la variabilità biologica delle popolazioni, Sarà nel XX sec che cominciano a essere sfatati gli stereotipi razzisti, concetto di razza diventa un'etichetta culturale inventata dall'uomo senza fondamento scientifico. Dopo la seconda Guerra Mondiale Sherwood e Washburn ripudiano la classificazione razziale e spostano l'attenzione sulle modalità di variazione e adattamento della specie umana nel suo insieme sociale. Nacque così la BioAntropologia.
Branca dell'A. Insieme di metodiche con oggetto di studio l'uomo come fenomeno biologico. Per due motivi: 1) è l'unica specie animale vivente diffusa in terra crescendo, evolvendosi (non estinguendosi o Involvendosi). 2) è la sola specie che si adatta a climi e ambienti diversi, modificandosi e modificando l'ambiente circostante e sopravvivere protetta e organizzata. Si occupa -del vivente & -resti fossili dell'uomo. (Questi ultimi consentono di studiare e ricostruire grazie alla paleontologia.) Disciplina di sintesi di ciò che si conosce sull'uomo. Studio dell'uomo: modificazioni somatiche, morfologiche, fisiologiche, psicologiche, comportamentali . è così possibile determinare: - caratteristiche antropomorfe e psicofisiche in rapporto all'ambiente, - modificazioni morfo-somatiche (peso, statura) tra cui l'antropometria per elaborare statistiche su valori metrici rilevati. (Es: Craniometria) La somatologia morfologica consente, grazie a tabelle , valori, elaborazioni grafiche di classificare: - fattori pigmentari della pelle, -morfologia del corpo, -caratteristiche fisionomico/morfologiche della testa, -indagini su meccanismi ereditari e adattamento all'ambiente. Perciò gli aspetti strutturali dell'organismo umano vengono studiati nel significato funzionale in rapporto a fattori evolutivi e all'influenza dell'habitat.
Oggetto di studio è l'uomo- vivente "fenomeno biologico" come altri esseri viventi. Si distingue perché: è bipede, denti piccoli e cervello di grandi dimensioni. L'A.FISICA studia queste caratteristiche fisiche e come si sono evolute nel tempo. Si basa su ricerche scientifiche misurabili e riconducibili. Studia l'uomo del passato e del presente (capire la prossima evoluzione). Fornisce I rudimenti nelle metodologie sul campo come: - Osteologia (riconoscere qualitativamente le ossa dello scheletro umano) e -Antropometria (misure metriche, formule per descrivere lo scheletro e la morfologia del vivente.)
sono:
I metodi e le teorie su cui si fonda sono le scienze naturali come la Biologia, la Chimica, l'ecologia e la geologia. La peculiarità degli studi a. rimane sempre la prospettiva olistica, comparativa ed evolutiva.
L'A. come scienza autonoma dal XIX sec. (800) cioè da quando riesce a rendere intellegibili e confrontare i comportamenti dei diversi popoli. Ma l'interesse per l'uomo e i suoi prodotti culturali risale già alle civiltà classiche (Egizi, Greci, Romani, Cinesi. Arabi). Infatti il termine A. è antico e stato usato con diversi significati: all'inizio come settore della filosofia = studi su metodo deduttivo. Di contro le sue radici risalgono all'Umanesimo europeo, che pone l'umanità al centro della riflessione filosofica e produzione artistica. Per gli Umanisti il genere umano diviene soggetto capace di esplorare la natura e studiarne le leggi e meccanismi. Descrizioni sui costumi sociali, aspetti morfologici, usanze fatte dai viaggiatori sui popoli "stranieri". Solo dal'700, in piena epoca Illuminista, assumerà un aspetto sistematico (uomo =specie animale=scienza naturale. Non più filosofia, deduzione) L'illuminismo pone le basi per lo sviluppo dell'A. (smontate rappresentazioni religiose legate alla Bibbia). Come base di disciplina accademica per l'A. Culturale ancora più recenti perché risalgono alla fine dell'800 Con l'interesse per i "popoli esotici": colonialisti
La diversità dell'uomo rimarcata dai viaggi, esplorazioni geografiche, da Marco Polo In poi ci sarà un significato fuorviante del "diverso", eurocentrismo. Etnografia come scienza dei popoli primitivi privi di scrittura e dei popoli non europei. Con la scoperta e conquista dell'America gli europei si interrogano sulla natura delle popolazioni "straniere" e intensificano la scoperta con il colonialismo e traffici commerciali e di conseguenza crescono le descrizioni dei costumi e delle istituzioni sociali dei popoli lontani senza un progetto scientifico, almeno fino alla fine del 700 quando scienziati naturalisti e filosofi elaborano delle teorie unitarie sulla specie, dotati delle stesse facoltà mentali. Ci saranno tre diverse definizioni:
Storia dell'A. divisa in diversi periodi storici: -1' fase: dal VI sec a.C al XVIII sec. D.C (dal 500 a.C al 700 d.C) Periodo preparatorio, confuso, i filosofi osservano e cercano spiegazioni su basi naturali, concezione dei filosofi della scuola lonica (500 ac) con pensatori come: -Erodoto - Ippocrate -Platone - Aristotele. -2ª fase: da fine 1700 alla fine dell'800 Scaricato da Rachele Ronzoni (racheleronzoni@gmail.com) 2