Documento dall'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia su Storia Globale un'introduzione - Sebastian Conrad. Il Pdf esplora i concetti fondamentali della storia globale, analizzando definizioni, elementi distintivi e controversie, con un focus su eurocentrismo e reti di connessione, utile per studenti universitari di Storia.
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Storia Globale un'introduzione - Sebastian Conrad
Storia contemporanea (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia)
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Scaricato da Alfredo Di Lorenzo (congresso.uilpaesteri@gmail.com)STORIA GLOBALE - un'introduzione
Sebastian Conrad
La fine della guerra fredda (1989 con la caduta del muro di Berlino -> 9 Novembre) ha fatto
crescere l'interesse dei processi universali. Il dibattito della globalizzazione e le sue radici storiche
hanno messo in evidenza l'importanza di osservare il passato dal punto di vista globale.
La storia globale è una forma di analisi storica dei fenomeni, eventi e processi avvenuti nei contesti
globali. Il suo studio variano e dipendono dal tema e dalle domande che vengono poste. Quindi la
storia globale non per forza coinvolge tutto il mondo.
La storia globale è una prospettiva che mette in primo piano aspetti, dimensioni e domande. Oltre a
questo è importante tener conto il grado e i caratteri di collegamento delle reti globali. Ad
ESEMPIO: il crash della borsa di Vienna del 1873 ebbe un importanza differente dalle crisi
economiche del 1929 e del 2008. Questo perché il grado di collegamento dell'economia mondiale
non aveva ancora raggiunto la stessa densità che in seguito.
Questi tre aspetti condividono il fine di continuare a seguire le problematicità storiche senza
avvenute nel tempo.
La storia globale ha un carattere polemico, infatti mira a cambiare l'organizzazione e l'ordine
istituzionale del sapere. La storia globale ha due preferenze metodologiche: da un lato la storia
globale mira all'analisi del passato, dall'altro la storia globale ha una direzione antieurocentrica1; Ma
questi due punti si uniscono perché entrambi rifiutano le spiegazioni che non tengono conto dei
contesti e delle influenze esterne.La storia globale si lega spesso ai saperi/conoscenze che derivano
dalle discussioni sullo spatial turn nelle scienze storiche (= cioè indica che bisogna prestare più
attenzione alle costellazioni nello spazio rispetto a ciò che è orientato nel tempo). La storia globale
mira alla sincronicità dei soggetti storici; in questo modo non viene messa da parte la continuità di
vari percorsi storici. La storia globale mira anche un distacco dal nazionalismo metodologico; ciò
non va a significare che nazione e Stato nazionale vengono "eliminate" ma viene sottolineata
l'importanza dei processi sociali degli Stati nazionali. La storia globale viene scritta con una
intenzione cosmopolitica2. La storia globale inizia a guardare le relazioni che prima venivano
considerate irrilevanti. Grazie a questa, viene avvita la possibilità di comunicazione e interazione
oltre le frontiere. È importante però non rendere assoluta la storia globale perché in ogni situazione
ci sono molteplicità differenti che non rendono quella globale la più importante.
1
Eurocentrismo: considerare l'Europa come centro politico, culturale ed economico del mondo (soprattutto della
cultura occidentale).
2
Atteggiamento che superi i motivi o gli interessi nazionali risolvendoli in una sfera universale.
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La storiografia del mondo è antica quanto la storiografia stessa.
La descrizione e la spiegazione del mondo, per certi storici, si distingue per il contrasto della
propria società e del proprio ecumene3. Ad ESEMPIO: in Egitto, tutti i non egiziani venivano
definiti "nemici" anche se tra loro erano presenti rapporti di amicizia o rispetto reciproco. Questo
tipo di divisione (dicotomia) tra la propria società e gli "altri" rimase per un lungo periodo di tempo.
Questo tipo di situazione dipendeva spesso da interessi di dominio. C'erano però anche storici che
descrivevano le società in quanto tali senza dover mettere in evidenza/esotizzare le proprie usanze.
Le istituzioni straniere valutavano e collocavano altri gruppi in base alla propria cultura.
C'erano gradi differenze sia all'interno che tra le regioni; ad ESEMPIO: in Europa non si può
mettere sullo stesso piano la storiografia greca con la storiografia cristiana.
Le tradizioni storiografiche e le prospettive sul mondo sono quindi molto diverse.
I pilastri principali della storiografia ecumenica rimasero validi fino al XIX secolo, ma ci furono dei
cambiamenti soprattutto nel momento in cui sono state intensificate le relazioni con altre regioni e
continenti, questo portò ad un interesse per altre culture. Ad ESEMPIO l'inserimento delle due
Americhe nella circolazione dei saperi e delle merci in Europa, Asia ecc. Un inserimento di questo
tipo rappresentò anche una sfida cognitiva e culturale.
Molte opere di questo periodo provenivano da storici poco considerati. Le loro narrative inseriscono
la propria società in contesti più ampi senza evidenziare le possibili differenze, anche quando si è
orientati verso i propri valori. Con il tempo lo scopo era quello i descrivere in modo più preciso e
completo le società di cui si aveva conoscenza come ad esempio "Universal History".
Lo sguardo al passato cambio molte parti del mondo che ha visto come risultato
l'occidentalizzazione. Da un punto di vista della storia globale questa visione dovrà essere corretta e
il sapere storico si trasforma come risposta a un mondo sempre più globale. Alla moderna
concezione di storia aderiva: il focus sulla nazione, il concetto del tempo, il metodo critico delle
fonti e l'inserimento in un contesto mondiale, ciò costituì una sfida per molti attori europei.
Gli storici, della storiografia europea, si rifacevano alle proprie tradizioni e alle risorse culturali (ad
esempio in Giappone si sviluppo una forma di storiografia denominata "scuola nazione" in cui si
proponeva la liberazione dall'egemonia dell'influenza culturale cinese), ma anche, alle
interpretazioni della storia a cui corrispondevano i cambiamenti di rapporto del potere geopolitico
(accadde anche in Europa. Nonostante fosse di poca considerazione, altre società erano esposte
all'ordine globale dell'Europa Occidentale).
La caratteristica delle storie mondiali nel XIX e nel XX secolo è quella di avere una struttura
geopolitica asimmetrica. Nei secoli successivi nacquero interpretazioni di storia mondiale basati sul
paradigma del progresso. Nelle università in Europa e negli Stati Uniti, la storia mondiale veniva
considerata in modo marginale, mentre in Giappone e in Cina era un modello centrale (spesso
caricato politicamente). In Europa la storia trattava soprattutto il passato del proprio paese, mentre
negli altri paesi veniva divisa in due materie: a) la propria storia nazionale; b) la storia mondiale.
L'istituzione di una storia mondiale non dovrebbe essere considerata come il risultato di un processo
che proviene dall'Europa.
Dietro ai contesti del potere politico, la narrativa eurocentrica non era priva di critiche. Sono
3 Ecumene: a)La parte della Terra dove si trovano condizioni ambientali favorevoli alla dimora permanente dell'uomo.
b)Comunità universale di fedeli.
Scaricato da Alfredo Di Lorenzo (congresso.uilpaesteri@gmail.com)presenti due direzioni della critica: l'approccio-sistema e il concetto di civiltà. Karl Max è uno dei
critici della narrazione egemonica. L'approccio marxista coinvolgeva le condizioni si sviluppo
sociale in misura globale: il Manifesto de Partito Comunista ha marcato questa idea. La seconda
direzione della critica alla narrazione egemonica ottenne riscontro nel mondo arabo e islamico e
negli anni Ottanta dell'Ottocento anche in Asia orientale.
Solo dopo la Seconda Guerra mondiale, l'opera di Anold Toynbee (composta da 10 volumi)
raggiunse una grande influenza. Trattò di 21 diverse civiltà ognuna con culture differenti e la cui
ascesa e caduta veniva spiegata dalla loro logica interna. Quest'opera rimase ai margini della
disciplina, nonostante la popolare opinione pubblica.
Nella maggior parte dei paesi lo stato della storia mondiale rimase instabile fino agli anni Novanta.
Nonostante ciò si rafforzava il dominio della storiografia anglofona4 (l'opera di William McNeill
"The Rise of the West", pubblicato nel 1963, divenne uno dei punti di riferimento più influenti a
livello internazionale. Trattava di una dicotomia tra paesi "sviluppati" e "sottosviluppati" dopo la
decolonizzazione).
Le più importanti opere erano quelle marxiste. Gli approcci marxisti ebbero rilievo dopo il 1945
non solo nell'Unione Sovietica, ma anche in America Latina, in Francia o in Italia, in India o in
Giappone. La storia mondiale, sia in Unione Sovietica che in Cina, ebbe una fissa base istituzionale
e questi Stati erano orientati a una visione rigida del modello marxista degli stadi di sviluppo (reso
possibile grazie al "Breve corso di storia del Partito Comunista dell'Unione Sovietica" sviluppato
da Stalin).
Dagli anni '70 si sviluppò la teoria del sistema-mondo, che si appoggiò al detto di Lenin. L'opera
incompiuta di Immanuel Wallerstein ebbe grande fama. In primo piano c'erano le relazioni
sistematiche che invitava gli storici a comprendere il passato in un contesto globale.
Importati sono anche le critiche che sfidano direttamente la metanarrativa eurocentrica della storia
mondiale. A questo genere facevano parte le prime posizioni post-coloniali, come esse venivano
rappresentate nel primo dopoguerra, in modo differente da vari autori. Venivano criticati i valori che
avano permesso la civilizzazione occidentale con la fede in un percorso di sviluppo universale.
All'interno del dibattito scientifico fu importante la teoria della dipendenza sviluppata da scienziati
sociali che lavoravano in e sull'America Latina. Questa teoria aveva un approccio aggressivo e
criticava la politica di sviluppo del Sud degli Stati Uniti. Grazie a loro è stata concepita la povertà
come frutto di integrazione nelle strutture del capitalismo globale.
Negli anni '80 furono influenti gli storici subaltern studies che nacquero in India e rappresentarono
il tentativo di scrivere la storia dalla prospettiva dei ceti marginali, una specie di "storia dal basso".
Questo approccio si sviluppo in seguito alla politica di Gandhi.
Fino alla fine del XX secolo la storiografia mondiale si è differenziata nonostante non sia al centro
della disciplina di molti paesi.
L'attuale interesse per le relazioni che superano i confini e le culture non rappresentano una novità.
Le storia globale era ed è tutt'oggi una prospettiva, e per questo è condizionata dalle sue
condizioni di origine temporali e spaziali.
Anche la storia globale è formata dalle sue condizione di nascita e dal contesto sociale nel quale
viene scritta. La prospettiva della storia globale è prima di tutto la lettura delle relazioni globali
Nel secondo capitolo abbiamo visto che i concetti di "mondo" e globalità erano storicamente
mutevoli e potevano apparire diversi a seconda dell'epoca (questo vale anche per il presente). I temi
come ad esempio: lo schiavismo cambia il loro significato sociale in modo basilare a seconda se
esso vine preso in considerazione dall'Angola o dalla Nigeria, dal Brasile o Cuba eccetera.
4 Di territorio, popolazione o individuo che possiede come lingua principale l'inglese.
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