Giotto: formazione artistica, evoluzione dello stile e opere principali

Slide su Giotto che esplora la sua formazione artistica e l'evoluzione del suo stile. Il Pdf, utile per la scuola superiore e la materia di Arte, illustra le caratteristiche distintive delle sue opere, come la Croce dipinta di Santa Maria Novella e gli affreschi della Cappella degli Scrovegni.

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20 pagine

GIOTTO
14. Gotico in Italia. Il Trecento
Cricco Di Teodoro, Itinerario nell’arte Quinta edizione, © Zanichelli editore 2022
Giotto
(ca 1267-1337)
Si forma forse dal 1280 alla bottega di Cimabue.
In occasione di un viaggio a Roma conosce l’arte antica
e l’arte di Pietro Cavallini.
Abbandona le convenzioni bizantine a favore della
verosimiglianza.
Con l’utilizzo del chiaroscuro le sue figure conquistano
piene volumetrie, risultano solide e monumentali.
Cricco Di Teodoro, Itinerario nell’arte Quinta edizione, © Zanichelli editore 2022

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Anteprima

Gotico in Italia: Il Trecento

ZANICHELLI Cricco Di Teodoro, Itinerario nell'arte Quinta edizione, @ Zanichelli editore 2022Giotto ca 1267-1337)

Si forma forse dal 1280 alla bottega di Cimabue. In occasione di un viaggio a Roma conosce l'arte antica e l'arte di Pietro Cavallini. Abbandona le convenzioni bizantine a favore della verosimiglianza. Con l'utilizzo del chiaroscuro le sue figure conquistano piene volumetrie, risultano solide e monumentali.

Cricco Di Teodoro, Itinerario nell'arte Quinta edizione, @ Zanichelli editore 2022 ZANICHELLI

Storie di San Francesco, Basilica di Assisi

Storie di San Francesco, Basilica di Assisi (ca 1290-1296)

Inizia nella Chiesa Superiore di Assisi al fianco di Cimabue. Sono 28 affreschi quadrangolari di una narrazione continua. Occupano la fascia inferiore delle pareti longitudinali. Sotto il registro figurato sono dipinte una cornice marmorea e un tendaggio che imita un ricco tessuto. Giotto si fa interprete del messaggio francescano. Il santo è rappresentato come un uomo tra gli uomini.

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Storie di San Francesco, Il dono del mantello

Storie di San Francesco, Il dono del mantello (ca 1290-1296)

È il primo affresco dell'intero ciclo ad essere realizzato. Il chiaroscuro delle figure e la costruzione dello spazio mostrano la volontà di mettere in evidenza i personaggi. Le architetture dello sfondo non sono reali ma sono possibili, seguono precise regole geometriche. Il cavallo è in primo piano al pari dei due protagonisti. Giotto mostra una nuova attenzione per la vita quotidiana.

Cricco Di Teodoro, Itinerario nell'arte Quinta edizione, @ Zanichelli editore 2022

Storie di San Francesco, La predica davanti a Onorio III

Storie di San Francesco, La predica davanti a Onorio III (ca 1290-1296)

L'episodio rappresenta la predica di Francesco davanti a papa Onorio III. Si svolge all'interno di una ricca struttura architettonica gli archi, i capitelli, i marmi dimostrano una sensibilità verso l'Antico e il gusto gotico. I personaggi sono lungo una linea curva e sono tutti caratterizzati nei gesti e nelle espressioni Giotto aumenta così la profondità della scena e raggiunge una delle vette più alte del ciclo pittorico.

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Storie di San Francesco, Il presepe di Greccio

Storie di San Francesco, Il presepe di Greccio (ca 1290-1296)

Fu realizzato con la collaborazione di alcuni aiuti. L'organizzazione spaziale è sicuramente di mano giottesca. Lo spazio, aperto oltre l'iconostasi marmorea, è ben definito dal leggio al centro. dal ciborio gotico a destra. La profondità è ancora amplificata dalla raffigurazione del retro della croce inclinata.

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Croce dipinta di Santa Maria Novella

Croce dipinta di Santa Maria Novella (ca 1288-1290)

È una tempera su tela incollata su tavola. Riprende la tipologia romanico-gotica del Christus patiens (Cristo sofferente)

  • l'anatomia è realistica
  • il corpo ricade pesantemente in avanti
  • le braccia tese accrescono il senso di pesantezza
  • il sangue sgorga dalle ferite.

Vi è un nitido disegno preparatorio e uno studio delle reazioni e degli atteggiamenti dei personaggi.

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Cappella degli Scrovegni, Padova

Cappella degli Scrovegni, Padova (1303-1305)

Fu realizzata per Enrico Scrovegni, un ricco banchiere di Padova. Sono narrate le storie di San Gioacchino e Anna, di Maria, di Cristo. Alla base ci sono le rappresentazioni di Vizi e Virtù. Giotto fonde completamente l'architettura e la pittura. Con l'illusione prospettica la pittura sembra sfondare le superfici delle pareti, mentre le sobrie forme della cappella sono il contenitore ideale per la narrazione pittorica.

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Il compianto sul Cristo morto

Il compianto sul Cristo morto (1303-1305)

La scena appartiene al ciclo delle Storie di Cristo. È uno degli affreschi più drammatici della cappella. Tutti i personaggi sono indagati nella loro espressività. Gli angeli, secondo la tradizione impassibili, si disperano. La presenza di due figure di spalle è una novità giottesca che coinvolge lo spettatore, quasi fosse un osservatore alle loro spalle.

Cricco Di Teodoro, Itinerario nell'arte Quinta edizione, @ Zanichelli editore 2022

Madonna di Ognissanti

Madonna di Ognissanti (ca 1305-1310)

L'opera proviene dalla chiesa di Ognissanti di Firenze. In questa tavola cuspidata Giotto richiama la tradizione: il fondo oro e le proporzioni gerarchiche. Diversi sono gli elementi che definiscono i piani dello spazio tridimensionale:

  • il chiaroscuro nelle ginocchia della Vergine, le tre aperture trilobate del trono e i due angeli posti davanti al trono. I corpi sono compatti e ben definiti.

Cricco Di Teodoro, Itinerario nell'arte Quinta edizione, @ Zanichelli editore 2022

Affreschi per Santa Croce a Firenze

Affreschi per Santa Croce a Firenze (1314-1315 Cappella Peruzzi; 1320-1325 Cappella Bardi)

Gli affreschi in Santa Croce sono realizzati in due tempi e per due famiglie di banchieri: i Peruzzi e i Bardi. Nelle Esequie di San Francesco della Cappella Bardi si riuniscono tutti i caratteri giotteschi. La raffigurazione è un anamente realistica: i volti stravolti dal dolore, le mani dai diversi concitati movimenti. Le figure di spalle in primo piano coinvolgono lo spettatore, il dettaglio dei piedi scoperti è un ulteriore fattore di realtà.

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