Documento dall'Università degli Studi di Milano-Bicocca su Ecologie della formazione. Il Pdf esplora il rapporto tra esseri umani, natura, società ed economia, con un focus sulla consulenza nel disagio educativo. Questo materiale di Psicologia è utile per lo studio universitario.
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studocu Ecologie della formazione Consulenza nel disagio educativo: teorie e pratiche (Università degli Studi di Milano-Bicocca) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Alessia Maconi (maconi.alessia2001@gmail.com)ECOLOGIE DELLA FORMAZIONE - INCLUSIONE, DISAGIO, LAVORO
· PARTE PRIMA: ECOLOGIE DEL DIVENIRE INCLUSIVO ECOLOGIE: FLUSSI, INTERCONNESSIONI, MATERIALITÀ Possiamo notare un crescente interesse dell'opinione pubblica e della cittadinanza nei confronti delle problematiche connesse al rapporto tra esseri umani e natura, tra società e ambiente, tra economia ed ecologia. L'ecologia pare quindi imporsi come un tema di ampia portata nella cultura contemporanea che sta penetrando massicciamente nell'immaginario collettivo. L'ecologia interpella oggi diverse sfere dell'esistenza e innesca dibattiti, studi, ricerche e interventi in una pluralità di campi del sapere, compreso quello pedagogico. L'educazione, infatti, è in prima linea nell'orientare i soggetti in direzione di una possibile auspicabile "svolta ecologica" nel senso che è chiamata in causa con forza per dare il proprio contributo nel promuovere progetti, attività, conoscenze, competenze, stili di vita improntati a una visione del mondo e a dei comportamenti ecosostenibili. Ma che cosa si intende con il termine ecologia? In che modo l'ecologia e l'educazione possono dialogare e interagire?
L'8 Febbraio 2022 la Camera dei deputati del Parlamento italiano ha approvato la proposta di legge costituzionale che modifica gli articoli 9 e 41 della Costituzione. Questa modifica inserendo tra i principi fondamentali della carta la salvaguardia dell'ambiente, degli ecosistemi e della biodiversità, riveste un elevato valore simbolico, oltre ad avere delle implicazioni pratiche, poiché afferma in modo inequivocabile la necessità di orientare a più livelli la condotta dei soggetti individuali e collettivi verso comportamenti ecosostenibili. Questa iniziativa è in linea con la crescente attenzione che sta assumendo la problematica ambientale nell'odierno milieu socioculturale. Infatti, la cosiddetta transazione verde o ecologica si è imposta nell'agenda politica ed economica italiana quale volano per uno sviluppo sostenibile. Il cambiamento climatico e il degrado ambientale sono rappresentati come delle minacce per l'Europa e per il mondo a cui occorre far fronte in tempi rapidi. Specialmente in seguito alla rivoluzione industriale è stata rilevata dagli scienziati una crescita esponenziale dell'impatto delle attività antropiche sugli ecosistemi e sui cambiamenti climatici. Ciò ha indotto diversi studiosi ad affermare che sia immersi in una nuova era geologica, definita ANTROPOCENE. Questa corrisponde a una frazione temporale di vita del nostro pianeta che risulta profondamente influenzata dalle conseguenze delle azioni umane sull'atmosfera, l'idrosfera e la litosfera. Di per sé il fatto che la nostra specie alteri equilibrio degli ecosistemi non è una novità. Tuttavia, i fenomeni in questione hanno assunto una portata inedita a causa dell'intensità che li contraddistingue, del ritmo accelerato con cui si presentano, della loro estensione spaziale e temporale. Lo scenario della crisi ambientale oggi è globale. Il concetto di antropocene richiama l'uomo alla sua responsabilità verso "la casa comune" rende evidente che gli effetti dell'agire umano ricadono non solo sull'umanità, ma anche sugli altri esseri viventi e sugli ecosistemi, nonché che i cambiamenti provocati dall'uomo si estendono nello spazio e nel tempo. I timori correlati alla crisi ecologica, il desiderio di salvaguardare il pianeta e la salute degli esseri umani hanno generato dal dopoguerra un vivace dibattito scientifico, culturale politico, mediatico che ha prodotto una progressiva sensibilizzazione dell'opinione pubblica e una significativa mobilitazione della società civile, testimoniata dalla nascita e dall'affermazione di associazioni e movimenti ambientalisti. L'ecologia è stata la base scientifica di numerosi movimenti di protesta sorti in difesa della natura nonché di diverse filosofie ed etiche dell'ambiente. Questi processi sociali hanno contribuito incentivare differenti forme di impegno in favore della Terra. La principale sfida dell'ecologia nel mondo contemporaneo è quella di ridefinire da diversi punti di vista - ambientale, sociale, culturale, psicologico, politico, educativo - la relazione degli esseri umani con se stessi, con le altre forme di vita e con il pianeta. A partire dagli ultimi decenni del ventesimo secolo si 1 This document is available free of charge on studocu Scaricato da Alessia Maconi (maconi.alessia2001@gmail.com)sono mobilitate energie, competenze, risorse e si sono diffuse ricerche pratiche ecologiche in una grande varietà di ambiti, compreso quello pedagogico e formativo. In sostanza la questione ecologica è oggi al centro di un vasto articolato movimento di ripensamento dell'esistente volto a favorire un sensibile mutamento nel rapporto tra esseri umani, natura, tecnologia, scienza, economia, politica e società in direzione di nuovi modelli di sostenibilità più democratici, equi e inclusivi. L'ecologia, tuttavia, corre il rischio di essere strumentalizzata da governi e partiti per finalità propagandistiche e tornaconti elettorali, nonché di essere svuotata di significato attraverso un utilizzo puramente retorico dei temi, dei codici e dei linguaggi che le sono propri. La centralità assunta dalla questione ecologica nei media e nelle politiche nazionali e globali manifesta anche dei risvolti contraddittori e problematici, che tuttavia solo di rado sono sottoposti a vaglio critico. Ciò richiede di sviluppare degli strumenti concettuali capaci di interpretare criticamente le dinamiche in atto di intervenire in esse con rigore e creatività. In altre parole, bisogna costruire delle accurate CARTOGRAFIE DEL PRESENTE. Cartografare significa imparare a ragionare per flussi e interconnessioni, violare e spostare confini troppo statici, inventare strumenti interpretativi, esprimere alternative teoriche creative e affermative, resistere ai poteri-saperi dominanti e allo stesso tempo comprendere dove si è collocati nella mappa, assumendosi la responsabilità etica ed epistemica del proprio posizionamento.
> nel capitolo verranno enunciati ed esaminati alcuni dei principali presupposti concettuali di un approccio ecologico ispirato al POST-UMANESIMO e al NEO-MATERIALISMO, nell'ottica di elaborare un quadro teorico capace di sostenere una riflessione ecopedagogica inclusiva. L'intento è di costruire un vocabolario fondato su premesse di pensiero ecologiche che possano rivelarsi significative nell'ambito educativo per dar vita a ricerche, esperienza, contesti inclusivi e sostenibili. "Se non si modifica profondamente la visione del mondo si ottengono solo risultati transitori. Gli errori dell'agire si fondano su errori del pensare, su premesse antiecologiche del pensiero". Ciò significa che per affrontare la crisi ambientale è essenziale problematizzare i modelli dominanti e assumere nuove prospettive di ricerca, di azione e di pensiero che permettano di comprendere come poter abitare il mondo attraverso linguaggi e pratiche ecologicamente sostenibili: apprendere a pensare differentemente a sé e al rapporto con gli altri, umani non umani.
SOSTENIBILITÀ = nel dibattito contemporaneo l'ecologia è intimamente legata al tema della sostenibilità. Un riferimento imprescindibile a riguardo e l'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile che impegna governi, società civile e singoli verso un nuovo modello di sviluppo sostenibile, capace di sanare la frattura tra sistema uomo/sistemi viventi/sistema mondo prima che essa diventi irrecuperabile. Si può considerare quest'atto come un evento storico perché è stato manifestato un esplicito giudizio sull'attuale modello di sviluppo. Il modello attuale è accusato di non tenere sufficientemente conto dei limiti del pianeta e di conseguenza di legittimare uno sfruttamento scriteriato delle risorse naturali. L'aspetto più interessante dell'agenda 2030 e che essa definisce la sostenibilità non solo in termini ambientali ma anche in relazione alla dimensione economica e a quella sociale. La filosofia dell'agenda 2030 e quella dell'interconnessione: tutto dipende da tutto. Per affrontare i problemi dell'umanità serve un approccio integrato/carattere sistemico. Se i primi due pilastri della sostenibilità (ambientale ed economica) sono da tempo oggetto di analisi, la dimensione sociale è subentrata più di recente benché oggi tende a essere Letta come ciò che permette di reggere l'infrastruttura generale della sostenibilità (non è concepibile uno sviluppo equo in campo economico ed ecologico in presenza di profonde diseguaglianze e senza una solida coesione sociale). Per questa ragione tanto l'inclusione quanto l'educazione, la formazione e l'istruzione sono considerate assi fondamentali per l'intera impalcatura etica sociale politica ed economica sottesa all'agenda. Avere enunciato degli obiettivi così ampi e ambiziosi induce a considerare attentamente le condizioni di fattibilità del cambiamento auspicato. Per modificare l'attuale modello di sviluppo occorrono non solo degli accordi sovranazionali e dei piani nazionali ma un progetto politico culturale condiviso che non possono non 2 Scaricato da Alessia Maconi (maconi.alessia2001@gmail.com)chiamare in causa la partecipazione attiva delle imprese, delle istituzioni, delle comunità locali, dei cittadini e delle cittadine. Gli obiettivi, in altri termini, vanno tradotti in contesti e in pratiche situate.
1º criticità: ciò evidentemente significa confrontarsi con molteplici situazioni caratterizzate da contraddizioni, ambivalenze, posizioni conflittuali, interessi divergenti e contrastanti. Ad esempio: il sistema degli allevamenti intensivi e eticamente, ecologicamente, economicamente socialmente insostenibile; nonostante ciò continua a proliferare e a non essere posto seriamente in questione sia perché intorno a esso si concentrano imponenti interessi politici ed economici sia perché non è ancora sufficientemente diffusa una cultura alternativa rispetto al consumo di carne e al valore morale degli animali non umani. Al di là del caso specifico è evidente che se non si è in grado di affrontare a livello globale nazionale regionale locale questo genere di situazioni, l'intera impalcatura dell'agenda rischia di collassare > Ciò richiama con forza il bisogno di incentivare un cambiamento di mentalità e la costruzione di una nuova disposizione culturale svincolata dalle logiche del profitto e del consumo sfrenato. 2º criticità: un ulteriore elemento problematico concerne proprio il paradigma culturale che è alla base dell'agenda 2030. Tale paradigma è ancora fondato sulla credenza che sia possibile trovare un punto di equilibrio tra umanità e natura, tra ecologia ed economia, mantenendo un modello centrato su una crescita duratura, come risulta evidente dall'utilizzo dello stesso costrutto di "sviluppo sostenibile". Questa locuzione si configura come un ossimoro: secondo diversi studiosi nessuno sviluppo può essere realmente sostenibile. Invece che a uno sviluppo sostenibile, allora, si dovrebbe tendere più radicalmente alla realizzazione di società sostenibili, decolonizzando l'immaginario collettivo dal mito della crescita per progettare delle comunità il cui stile di vita, le cui tecnologie e istituzioni sociali rispettino e cooperino con l'intrinseca capacità della natura di sostenere la rete della vita.
INCLUSIONE ED EDUCAZIONE = a ogni modo per rispondere efficacemente alla sfida della sostenibilità la pedagogia riveste un ruolo centrale nella misura in cui può concorrere a costruire e diffondere un neo- paradigma ecologico volto a promuovere visioni del mondo, azioni, comportamenti responsabili e vicendevolmente fecondi per gli ecosistemi naturali e le comunità umane. Inclusione ed educazione sono vettori indispensabili per formare una società sostenibile. Occorre pertanto un lavoro di problematizzazione critica degli assunti che informano la cultura pedagogica, dal momento che essa è permeata da premesse di stampo antropocentrico che inducono a sottostimare la rilevanza della relazione con le alterità non umane. Si tratta in prima battuta di riconoscere che l'esistenza dell'uomo è caratterizzata dall'essere non solo nel mondo, ma anche un "essere in relazione" con il mondo. Accogliere pienamente la sfida della sostenibilità, dunque, comporta che la pedagogia possa essere ripensata per posizionarsi in un MONDO “PIÙ CHE UMANO".
IN UN MONDO PIÙ CHE UMANO: DIMENSIONI ONTOLOGICHE ED EPISTEMOLOGICHE. Viviamo in un mondo più che umano, popolato cioè non solo da persone, ma anche da oggetti, tecnologie, intelligenze artificiali, rocce, laghi, oceani, animali, piante, virus ... la nostra esperienza di vita in questo pianeta è spesso contrassegnata da un atteggiamento mentale culturale che ci spinge a non percepire fino in fondo le implicazioni derivanti dall'essere parte di ecosistemi caratterizzati dall'interazione tra elementi eterogenei. Si tratta di passare da una postura egoica e autoriferita, auna etero riferita e responsiva per cui "il mondo mi interpella" attraverso una pluralità di relazioni con molteplici altri. A tal fine l'ecologia può essere una valida risorsa immaginativa. Alla luce di quanto scritto sino ad ora L'ECOLOGIA può essere definita come un'articolata formazione discorsiva che evoca un nucleo di temi e di problemi correlati alla sostenibilità delle pratiche e delle relazioni che connettono gli esseri umani con differenti e molteplici alterità. La conoscenza riguarda una parte del mondo che si rende intellegibile a un'altra parte, è un atto relazionale che avviene nel mondo, in contesti specifici e in pratiche situate e incarnate. Il sapere emerge grazie a molteplici relazioni tra le cose, non è un fenomeno solo umano. Un contesto ecologico di apprendimento muove dal presupposto che i sistemi viventi siano sistemi cognitivi e che, quindi, ogni unità vivente debba 3 This document is available free of charge on studocu Scaricato da Alessia Maconi (maconi.alessia2001@gmail.com)