Slide su Italo Svevo, dalla sua formazione commerciale alle ambizioni letterarie. Il Pdf ripercorre la vita dell'autore, le sue opere principali come "Una vita" e "Senilità", e l'influenza di figure come James Joyce e Sigmund Freud, utile per la Letteratura nella Scuola superiore.
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GIUNTI T.V.P. editoriFormazione commerciale e ambizioni letterarie Ettore Schmitz (questo il vero nome di Italo Svevo) nasce nella città cosmopolita di Trieste nel 1861 in una famiglia ebraica borghese. A 13 anni parte per la Baviera, dove studia tedesco e contabilità (1874-1878) e inizia ad appassionarsi di nascosto alla letteratura. Al rientro il padre si oppone al trasferimento a Firenze per perfezionare la lingua italiana ed Ettore si iscrive quindi a un istituto commerciale. Tuttavia dal 1880 collabora con «L'Indipendente» dietro pseudonimo.
GIUNTI T.V.P. editori Italo Svevo - La vita 3Un letterato inosservato Il fallimento dell'azienda paterna nel 1880 lo costringe a lasciare gli studi. Troverà impiego presso la Union Bank di Vienna. Per evadere dal lavoro di impiegato, si dedica alla scrittura e pubblica nel 1892 il romanzo Una vita, con lo pseudonimo Italo Svevo. Nonostante non riscuota successo, nel 1898 pubblica, nuovamente a proprie spese, Senilità, che come il primo romanzo passa inosservato. Nel 1896 Ettore sposa Livia Veneziani. Livia Veneziani e Italo Svevo, 1900 ca.
GIUNTI T.V.P. editori Italo Svevo - La vita 4Un borghese integrato Nel 1899 Ettore inizia a lavorare per il suocero, che possiede una fabbrica di vernici sottomarine. Per lavoro viaggia spesso in Inghilterra ed è ben integrato nella borghesia triestina. Dietro le apparenze si cela però uno scrittore insoddisfatto. Due eventi significativi lo spingono a non rinunciare alla scrittura: l'amicizia con James Joyce (1905) e la lettura di Freud (1908). Il varo del sottomarino Fratelli Bandiera a Trieste, 1915
GIUNTI T.V.P. editori Italo Svevo - La vita 5Il «caso Svevo» Dopo la chiusura della fabbrica del suocero allo scoppio della Grande Guerra, Svevo può dedicarsi alla scrittura: nel 1923 pubblica a proprie spese La coscienza di Zeno. Il silenzio iniziale della critica scompare con il passaparola all'estero dovuto a Joyce e in Italia a Montale. Svevo riceve finalmente gli attesi riconoscimenti. Date le sue precarie condizioni di salute a causa del fumo, l'incidente d'auto in cui rimane coinvolto a Motta di Livenza nel 1928 gli è fatale.
GIUNTI T.V.P. editori Italo Svevo - La vita 6La linea del tempo 1861 Nascita 1880 Avvio della collaborazione con «L'Indipendente» 1899 1905 Amicizia con Joyce 1908 Lettura di Freud 1928 Morte 1874 1878 1896 Matrimonio con Livia Veneziani 1915 Studi commerciali in Baviera Impiego in banca Impiego presso il suocero
GIUNTI T.V.P. editoriL'inetto giovane: Una vita Nel 1892, dopo il rifiuto dell'editore Treves, Svevo pubblica a proprie spese Una vita, che doveva in origine chiamarsi Un inetto. La storia è incentrata su Alfonso Nitti, impiegato di banca triestino con ambizioni letterarie e sociali, che non riesce però a soddisfare a causa della propria inettitudine. L'occasione del matrimonio con l'agiata Annetta, per esempio, sfumerà (in favore di Macario) per la fuga di Alfonso presso la madre malata. Il romanzo si conclude con l'ultima rinuncia di Alfonso, il suicidio.
GIUNTI T.V.P. editori Italo Svevo - Le opere 9L'inetto giovane: Una vita La rottura con la tradizione in questo romanzo è ancora parziale, come si intuisce dalla descrizione naturalistica degli ambienti. Tuttavia è già matura l'analisi psicologica dei moti interiori del protagonista attraverso l'uso del discorso indiretto libero. Alfonso è sconfitto in partenza, perché vittima di sé stesso e della propria inettitudine. Lo stesso suicidio non ha motivi eroici o romantici, ma rappresenta la fuga definitiva dalla vita.
GIUNTI T.V.P. editori Italo Svevo - Le opere 10L'inetto invecchiato: Senilità Svevo pubblica Senilità a proprie spese nel 1898. Anche qui il protagonista, Emilio Brentani, è un impiegato con velleità letterarie. La sorella nubile Amalia si innamora segretamente dell'amico di Emilio, lo scultore donnaiolo Stefano Balli, mentre Emilio idealizza la facile Angiolina. Il romanzo si conclude con la morte di Amalia e la fuga di Angiolina, insieme al ritorno di Emilio al grigiore della sua esistenza. Piero Marussig, Veduta di Trieste, 1916-1917
GIUNTI T.V.P. editori Italo Svevo - Le opere 11L'inetto invecchiato: Senilità A differenza del protagonista di Una vita, Emilio Brentani è conscio di non possedere qualità e si rassegna passivamente al fallimento («senilità»). Tra i personaggi, Emilio e Amalia rappresentano i deboli sognatori che subiscono la vita, mentre Angiolina e Balli sono i forti realisti che esibiscono sicurezza. La narrazione in terza persona esprime il punto di vista soggettivo del protagonista, tramite monologo interiore e discorso indiretto libero.
GIUNTI T.V.P. editori Italo Svevo - Le opere 12Altre opere Prima dei romanzi, Svevo si cimenta nella scrittura di commedie, dal gusto tardo ottocentesco, e di racconti, che anticipano i temi dei romanzi, come Una lotta (1888) e L'assassinio di via Belpoggio (1890). Dopo il suo capolavoro, il romanzo La coscienza di Zeno (1923), Svevo lavora ad alcune novelle, come Corto viaggio sentimentale (1925), e a un quarto romanzo di cui rimangono alcuni capitoli, tra cui Le confessioni del vegliardo (1928).
GIUNTI T.V.P. editori Italo Svevo - Le opere 13La concezione della letteratura Nonostante si riprometta spesso di rinunciare, Svevo non smette mai di scrivere. L'atto rappresenta una trasgressione verso l'ambiente borghese in cui è integrato e verso il mondo dei padri. Dato che non costituisce per lui una professione, Svevo è libero di utilizzare la scrittura per l'autoanalisi al fine di capirsi meglio: «Fuori della penna non c'è salvezza» (Saggi e pagine sparse). Tutti i suoi protagonisti, infatti, in quanto malati, si dedicano alla scrittura. Édouard Vuillard, Lucy Hessel che legge, 1913
GIUNTI T.V.P. editori Italo Svevo - Le opere 14L'autobiografia di un uomo comune Sebbene sia semplice individuare la componente autobiografica nei romanzi di Svevo, questa rappresenta la base per analizzare i comportamenti dell'uomo comune. Svevo respinge con scetticismo la fiducia positivistica e le ideologie, senza però trovare altre soluzioni alla «coscienza della crisi». Il conflitto che caratterizza l'esistenza è per Svevo quello tra vita e coscienza, che rende tutti ugualmente ambigui. René Magritte, Golconda, 1953
GIUNTI T.V.P. editori Italo Svevo - Le opere 15Le influenze culturali Svevo in Italia è un intellettuale anomalo: marginale rispetto ai centri culturali italiani, estraneo alla formazione letteraria, in quanto autodidatta, e contraddittorio. Rappresenta uno scrittore di confine, come esemplifica lo pseudonimo scelto.
GIUNTI T.V.P. editori Italo Svevo - Le opere 16Le influenze culturali Sulla sua formazione culturale incidono:
GIUNTI T.V.P. editori Italo Svevo - Le opere 17I temi la concezione della letteratura TEMI l'autobiografia di un uomo comune le influenze culturali
GIUNTI T.V.P. editori Italo Svevo - Le opere 18La linea del tempo 1890 1898 1925 1888 1892 1923 1928 Una lotta (novella) Una vita La coscienza di Zeno Le confessioni del vegliardo L'assassinio di via Belpoggio (novella) Senilità Corto viaggio sentimentale (novella)
GIUNTI T.V.P. editoriLa coscienza di Zeno: il romanzo della crisi La coscienza di Zeno è il romanzo italiano della crisi delle certezze e dei valori tipica del primo Novecento. Zeno esemplifica la decadenza della società borghese: vittima della malattia della volontà, tenta di superarla scandagliando il proprio inconscio. Questa indagine introspettiva appare ambigua, visto il mescolarsi di verità e menzogna, ma riesce a smascherare l'ipocrisia della cosiddetta «normalità».
GIUNTI T.V.P. editori Italo Svevo - La coscienza di Zeno 21La coscienza di Zeno: la struttura Il romanzo è strutturato come memoriale di Zeno Cosini commissionato dallo psicanalista dottor S., cui si è rivolto per smettere di fumare. Il libro è aperto dalla Prefazione di quest'ultimo, in cui rivela di averlo pubblicato per vendicarsi dell'abbandono della terapia da parte di Zeno. Nel Preambolo è Zeno a spiegare il motivo della scrittura. Seguono sei nuclei tematici, intorno a cui ruotano gli episodi, che quindi non seguono un ordine cronologico.
GIUNTI T.V.P. editori Italo Svevo - La coscienza di Zeno 22La coscienza di Zeno: la trama Zeno è un inetto, cioè una persona perennemente indecisa e incapace di vivere un'esistenza costruttiva. Ciò è evidente nel suo rapporto con il vizio del fumo, che non è mai riuscito ad abbandonare, o in quello irrisolto con il padre. Quando Zeno decide di sposarsi, viene rifiutato da tutte le sorelle Malfenti tranne Augusta, quella che gli piace di meno. Per questo motivo, si trova un'amante, Carla, che si approfitta di lui per denaro. Juan Gris, Il fumatore, 1913
GIUNTI T.V.P. editori Italo Svevo - La coscienza di Zeno 23La coscienza di Zeno: la trama Terminato il rapporto con Carla, Zeno troverà però la felicità nel proprio matrimonio. Insieme al cognato Guido Speier, marito di Ada, Zeno fonda una società commerciale. Guido la porta sull'orlo del fallimento e per convincere Ada a ripagare i debiti finge due volte di suicidarsi, finendo per uccidersi per errore. Presa in mano la società, Zeno si dimostra abile negli affari. L'inettitudine di Zeno si rivela quindi capacità di adattarsi e lo rende «vincitore». Nelle ultime pagine, ambientate durante la Grande Guerra, Zeno si dichiara guarito, ma non grazie alla cura del dottor S.
GIUNTI T.V.P. editori Italo Svevo - La coscienza di Zeno 24La coscienza di Zeno: i personaggi
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