Appunti per concorsi di istruttore amministrativo negli enti locali

Documento per concorsi pubblici su appunti per istruttore amministrativo negli enti locali. Il Pdf offre una preparazione dettagliata per concorsi pubblici, coprendo principi fondamentali di diritto, come la legge 241/1990, la Costituzione, la privacy e gli appalti pubblici.

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33 pagine

Appunti per i concorsi di istruttore
amministrativo negli enti locali, ex
categoria C e D
Diritto
32 pag.
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APPUNTI PER LA PREPARAZIONE
CONCORSI PUBBLICI
ISTRUTTORE AMMINISTRATIVO
EX C E D ENTI LOCALI
1- I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA LEGGE 241/1990 E DELLA COSTITUZIONE!
L’art. 1 della legge 241/1990 parte con l’elencare i principi fondamentali che la
regolano, molto utile ai fini della risposta immedesimarsi in un comune e pensare ai
criteri con cui esso debba operare ogni giorno. Molti di questi principi sono
richiamati anche dalla Costituzione.!
I principi fondamentali che regolano la legge 241/1990 sul provvedimento
amministrativo e richiamati dalla Costituzione sono i seguenti:!
-
LEGALITA’: la PA può esercitare solamente i poteri che le vengono attribuiti per
legge e nei limiti, nelle modalità e nel rispetto di essa. Viceversa non può
esistere! (Costituzione)!
-
ECONOMICITA’: la PA nello svolgere la propria attività deve operare col minor
dispendio possibile di mezzi, risorse e strumenti. Esso è da intendere sia in
termini strumentali che monetari. Va evitato qualsiasi spreco, le risorse vanno
razionalizzate e i risultati ottimizzati.!
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EFFICACIA: l’idoneità dell’atto a soddisfare l’interesse perseguito dalla PA, da
non confondersi con l’ecienza che misura il rapporto tra le risorse impiegate e i
risultati ottenuti, raggiungere gli obiettivi.!
-
IMPARZIALITA’: richiama l’art. 97 della nostra Costituzione assieme al BUON
ANDAMENTO, nel suo operato la PA è fatto divieto di favoritismi, nell’espresso
divieto di partecipare ad un procedimento se vi è un interesse nello stesso.
Anche se il conflitto d’interesse è solo potenziale. Ad esempio ci possono essere
diversi interessi contrapposti e la PA deve considerarli tutti, valutarli in modo
equidistante e infine decidere al meglio nell’interesse pubblico e secondo le
norme. (Costituzione)!
-
PUBBLICITA’: la PA deve pubblicare documenti, comunicare, informare, non solo
per i soggetti interessati ma nell’interesse di tutti, di modo che quest’ultimi
possano esercitare il diritto d’accesso, avere conoscibilità esterna. !
-
TRASPARENZA: si lega al precedente principio di pubblicità, in quanto qualsiasi
soggetto dopo il d.lgs 33/2013 può esercitare una forma di controllo nei
confronti della PA e chiedere accesso agli atti per visionare o prenderne copia.
Questi ultimi due principi sono anche in funzione di ridurre eventuali contenziosi
in fase giurisdizionale. !
-
NON AGGRAVAMENTO: non si può aggravare il procedimento con attività inutili,
ripetitive e non rilevanti, esse si legano ai precedenti principi di economicità ed
ecienza.!
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Appunti per la Preparazione ai Concorsi Pubblici

Istruttore Amministrativo ex C e D Enti Locali

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I Principi Fondamentali della Legge 241/1990 e della Costituzione

L'art. 1 della legge 241/1990 parte con l'elencare i principi fondamentali che la regolano, molto utile ai fini della risposta immedesimarsi in un comune e pensare ai criteri con cui esso debba operare ogni giorno. Molti di questi principi sono richiamati anche dalla Costituzione. I principi fondamentali che regolano la legge 241/1990 sul provvedimento amministrativo e richiamati dalla Costituzione sono i seguenti:

  • LEGALITA': la PA può esercitare solamente i poteri che le vengono attribuiti per legge e nei limiti, nelle modalità e nel rispetto di essa. Viceversa non può esistere! (Costituzione)
  • ECONOMICITA': la PA nello svolgere la propria attività deve operare col minor dispendio possibile di mezzi, risorse e strumenti. Esso è da intendere sia in termini strumentali che monetari. Va evitato qualsiasi spreco, le risorse vanno razionalizzate e i risultati ottimizzati.
  • EFFICACIA: l'idoneità dell'atto a soddisfare l'interesse perseguito dalla PA, da non confondersi con l'efficienza che misura il rapporto tra le risorse impiegate e i risultati ottenuti, raggiungere gli obiettivi.
  • IMPARZIALITA': richiama l'art. 97 della nostra Costituzione assieme al BUON ANDAMENTO, nel suo operato la PA è fatto divieto di favoritismi, nell'espresso divieto di partecipare ad un procedimento se vi è un interesse nello stesso. Anche se il conflitto d'interesse è solo potenziale. Ad esempio ci possono essere diversi interessi contrapposti e la PA deve considerarli tutti, valutarli in modo equidistante e infine decidere al meglio nell'interesse pubblico e secondo le norme. (Costituzione)
  • PUBBLICITA': la PA deve pubblicare documenti, comunicare, informare, non solo per i soggetti interessati ma nell'interesse di tutti, di modo che quest'ultimi possano esercitare il diritto d'accesso, avere conoscibilità esterna.
  • TRASPARENZA: si lega al precedente principio di pubblicità, in quanto qualsiasi soggetto dopo il d.lgs 33/2013 può esercitare una forma di controllo nei confronti della PA e chiedere accesso agli atti per visionare o prenderne copia. Questi ultimi due principi sono anche in funzione di ridurre eventuali contenziosi in fase giurisdizionale.
  • NON AGGRAVAMENTO: non si può aggravare il procedimento con attività inutili, ripetitive e non rilevanti, esse si legano ai precedenti principi di economicità ed efficienza.

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I Termini di Conclusione del Procedimento Amministrativo

Per rispondere alla domanda dobbiamo prima fare una premessa su come si conclude un procedimento amministrativo, per poi passare ad elencarne i termini, ed infine porre rilievo sul ritardo del rispetto di essi e le conseguenze che ne derivano. Ogni procedimento amministrativo, sia esso iniziato d'ufficio (PA) o su istanza di parte (cittadino) deve concludersi con l'adozione di un provvedimento espresso, cioè positivo in caso di accoglimento della richiesta, o negativo in caso di rigetto. Fatta questa premessa bisogna poi trattare il tema del termine della conclusione del procedimento espresso, che quando non è direttamente individuato da una legge o da un regolamento è di 30 giorni. Si tratta di un termine residuale per l'appunto, in quanto la PA può stabilire un termine con apposito regolamento. E' intervenuta poi la legge 69/2009 che stabilisce il termine massimo in 90 giorni, 180 in via del tutto eccezionale per determinate casistiche, ad esempio la cittadinanza. La DECORRENZA di questi termini è dall'inizio del procedimento se iniziato d'ufficio, o dal ricevimento della domanda se su istanza di parte. E' possibile un periodo di SOSPENSIONE dei termini non superiore ai 30 giorni, per acquisire informazioni o certificazioni. Decorso inutilmente questo termine il responsabile esercita il potere sostitutivo d'istanza o su richiesta, ed entro la META' DEI TERMINI ORIGINARI porta a termine il procedimento. Nel caso di INOSSERVANZA, che sia dolosa o colposa dei termini, la PA è tenuta ad un risarcimento, anche in caso di SILENZIO INADEMPIMENTO. Oltre a questo c'è poi un cosiddetto indennizzo per mero ritardo, ad esempio se un procedimento aveva il termine consueto di 30 giorni e viene concluso in 40, l'interessato avrà diritto a 10 giorni di risarcimento, 1 per ogni ritardo. Se si ravvisa la manifesta irricevibilità della domanda si conclude il procedimento con un PROVVEDIMENTO ESPRESSO REDATTO IN FORMA SEMPLIFICATA con motivazione sintetica. I termini del procedimento vengono poi pubblicati nella sezione "amministrazione trasparente" del sito.

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La Motivazione del Provvedimento Amministrativo

Si deve partire con l'obbligatorietà della motivazione, per poi passare alle eccezioni e alle conseguenze di un provvedimento immotivato, per poi magari finire con un cenno all'istruttoria, fase che determina poi la motivazione del provvedimento (essendone una sua risultanza), o sull'annullabilità prevista in caso di difetto di motivazione. Ogni provvedimento amministrativo deve essere motivato, è un obbligo contemplato dalla legge 241/1990. Le eccezioni sono composte dagli atti normativi e da quelli a contenuto generale, e dal silenzio assenso ove previsto. La motivazione si basa su due fattori: i presupposti di fatto, elementi costitutivi e permissivi che portano all'adozione dell'atto, e le ragioni giuridiche, date dalla normativa vigente. Si deve desumere l'interesse pubblico che è alla base della decisione della PA. Entrambi i fattori sono considerati in base a ciò che risulta dalla fase dell'istruttoria. Deve essere sufficiente e congrua per spiegare l'iter logico della PA. Come detto prima per i termini, se si ravvisa la manifesta irricevibilità della domanda si conclude il procedimento con un PROVVEDIMENTO ESPRESSO REDATTO IN FORMA SEMPLIFICATA con motivazione sintetica. Il provvedimento immotivato, o non sufficientemente motivato, è viziato per violazione di legge, e quindi annullabile. La motivazione è valida anche se risulta da un altro atto, in questo caso basta un richiamo ad esso. Illegittima per eccesso di potere se la motivazione è illogica o contraddittoria.

Il Responsabile del Procedimento

Si deve partire dalla definizione del ruolo, per poi spaziare alle varie competenze a lui affidate. Per finire si può citare il principio di trasparenza, che si configura in varia ambiti del rapporto fra cittadino e responsabile del procedimento. Figura introdotta dalla l. 241/90, prima non esistente. Le PA per ogni procedimento devono stabilire l'unità organizzativa responsabile dell'istruttoria e dell'adozione del provvedimento finale, in base agli atti di propria competenza. E' il soggetto cui è affidata la gestione del procedimento amministrativo, gli viene assegnata la responsabilità dell'attività istruttoria ed eventualmente del provvedimento finale. Grazie all'organizzazione di ogni ufficio pubblico l'unità organizzativa è già individuabile prima della presentazione dell'istanza, in quanto per ogni tipologia e casistica di atto vi è un soggetto preposto. Successivamente viene individuato il responsabile del procedimento, che può essere il dirigente a capo dell'unità organizzativa - anche quando non venga nominato - o un soggetto da lui stesso delegato. Questa figura è importante perché funge da riferimento per ogni richiesta di tipo informativo da parte del cittadino nei confronti del procedimento che lo riguarda, richiesto da lui stesso o iniziato d'ufficio dalla PA.

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Comunicazione di Avvio del Procedimento

Il responsabile del procedimento o un soggetto da lui nominato deve comunicare agli interessati l'avvio di ogni procedimento, che sia d'istanza di parte o d'ufficio. Questo vale per i soggetti nei cui confronti il provvedimento produce effetti diretti e a chi può provocare pregiudizio, i cosiddetti CONTRO-INTERESSATI, qualora siano individuati o individuabili. Vale anche per i soggetti che per legge devono intervenire nel procedimento, ad es. chi fornisce dei pareri. Tramite la comunicazione e l'iniziativa vi è la soddisfazione di principi quali la trasparenza quando vengono messi a conoscenza, l'economicità con la riduzione dei contenziosi e l'efficacia nella realizzazione degli obiettivi. Quando è prevista un'eccezione alla comunicazione? Quando vi sono motivate esigenze di CELERITA' o PROVVEDIMENTI CAUTELARI. Può essere comunicata personalmente o con altre forme di pubblicità all'interessato, o con altre forme se il numero di soggetti coinvolti non lo permette. Il contenuto prevede la PA competente, l'oggetto, l'ufficio preposto e il responsabile del procedimento, la data di conclusione del procedimento, dove si può prendere visione degli atti.

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