Depressione demografica e ristrutturazioni economiche nel XIV secolo

Documento dall'Università sulla depressione demografica e le ristrutturazioni economiche. Il Pdf esplora le dinamiche storiche del XIV secolo, analizzando l'affermazione dei poteri signorili, la crisi demografica e le trasformazioni economiche, con un focus sulle rivolte sociali e urbane, utile per lo studio della Storia.

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Le prime esperienze signorili – L’affermazione di poteri signorili fu più precoce nelle città padane
rispetto a quelle dell’Italia centrale. Alcuni signori infatti, dotati di molti beni fondiari, furono
capaci di estendere la propria dominazione su costellazione di città e territori. Il caso più noto
quello di Ezzelino da Romano, che estese la sua autorità su Verona, Vicenza, Padova e Treviso.
Queste costruzioni signorili si estinsero con i loro protagonisti.
Dinastie e corti Tendenza comune a molte esperienze signorili fu la capacità dei discendenti di
farsi attribuire cariche a vita in qualità di signori generali e permanenti. Alcuni ottennero anche la
facoltà di disegnare un successore, che doveva però essere riconosciuto dal comune. In questo modo
si crearono delle dinastie signorili come ad esempio i Della Scala, i Visconti, i Da Polenta a
Ravenna, i Malatesta a Rimini o i Gonzaga a Mantova. Ciò contribuì a rafforzare il potere dei
signori, svuotando le istituzioni consiliari e abolendo molti uffici comunali. Intorno alle dinastie
signorili cominciarono a formarsi delle corti con ruoli, cerimoniali e stili di vita cavallereschi.
La tradizione cittadina L’eredità cittadina con infatti una delle caratteristiche dei poteri signorili: la
partecipazione politica assunse un tenore prevalentemente di consultazione, ma molte istituzioni di
origine comunale rimasero in vita. Sopravvissero inoltre le corporazioni e gli organismi mercantili.
Verso la metà del
XIV secolo si erano ormai stabilmente affermati governi signorili in quasi tutte le città
comunali.
Potere suddiviso tra
Esclusione politica e
(XIII secolo)
Morte di Federico II
varie entità (popolo,
Inadeguatezza dei
corporazioni, partes e magnatizzazione
sistemi comunali
poteri signorili)*
Creazione di forme di
Un singolo cittadino
governo ibride (tra
eminente riceve
Nasce la signoria
popolo, pars, guida
l'arbitrium e crea una
personale, signore
dinastia
ecc.)*
Capitolo XX – Depressione demografica e ristrutturazioni economiche
20.1 La crisi demografica
Lo squilibrio tra risorse e popolazione La popolazione europea subì un drammatico calo nel
corso del XIV secolo. La spiegazione più plausibile fu la sovrappopolazione relativa, ovvero lo
squilibrio che a un certo punto si venne a creare tra la disponibilità di risorse alimentari e
l’eccessivo numero degli uomini.
Segnali di crisi All’inizio del XIV secolo si manifesta una crisi di sussistenza (ovvero non era
più possibile garantire il livello minimo di consumi alimentari necessarie per la sopravvivenza). La
pressione demografica aveva spinto estendere le coltivazioni a terreni marginali, come i declivi
delle montagne o le brughiere, che fornivano però scarsi la colti e a sfruttare eccessivamente i suoli
finendo con l’isterilirli.
Carestie Dalle campagne affamate affluirono in città contadini in cerca di fortuna, ma le autorità
urbane cercarono di ostacolarne l’ingresso perché già alle prese con popolazioni in precarie
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condizioni alimentari. I prezzi dei cereali aumentarono fino a 10 volte, rendendo proibitivo
l’acquisto del pane.
Peste e diffusione del contagio Una terribile epidemia di peste bubbonica o nera si diffuse,
provenendo dall’Asia. La malattia fu trasmessa dalla puntura delle pulci parassita del ratto nero. La
peste si diffuse attraverso le vie di commercio, dal Kazakistan fino in Europa attraverso empori
mercantili del Mar Nero. Si calcola che nella sua prima ondata, la peste falcidiò circa un terzo della
popolazione europea e rimase endemica in Europa fino al XIII secolo.
Guerre La recrudescenza della guerra in molte regioni europee, in Francia nelle Fiandre durante
la guerra dei cent’anni tra inglesi e francesi, in Spagna per gli scontri dinastici tra i regni, nell’Italia
dei principati e degli Stati territoriali in formazione, ebbe un peso non trascurabile sul declino
demografico delle campagne.
Conseguenze demografiche La popolazione europea aveva raggiunto intorno al 1300 oltre 70
milioni di persone, all’indomani della peste nera era diminuita circa 50 milioni, all’inizio del XV
secolo si era ulteriormente ridotta a meno di 45.
La ristrutturazione dell’habitat Intere regioni vennero spopolate dalla crisi, come per esempio
l’Andalusia e la Maremma che non si ripresero più. Ci fu il fenomeno dell’abbandono dei villaggi
e la popolazione tese a concentrarsi in altri più consistenti.
20.2 Le trasformazioni dell’economia
Tra crisi e sviluppo È oggetto di discussione tra gli storici se il calo della popolazione
corrisponde anche una crisi dell’economia. Alcuni sostengono che il declino demografico avrebbe
determinato una contrazione della domanda dei beni; i salari urbani però sarebbero cresciuti, a
fronte di un calo dei prezzi e delle rendite agricole. Secondo altri studiosi invece il calo della
popolazione avrebbe portato a vantaggi ai sopravvissuti migliorando il tenore di vita.
Prezzi e salari La crisi demografica ebbe effetti negativi sull’economia, determinando un forte
calo della produzione agricola e manifatturiera, una contrazione degli scambi, e una generale
riduzione del profitto dovuta alla diminuzione dei prezzi e allaumento dei salari. Allo stesso
tempo però, il calo della popolazione favorì il miglioramento delle condizioni di vita e
dell’alimentazione dei sopravvissuti, con un aumento medio del reddito che si tradusse in una
nuova domanda diffusa di beni di largo consumo e a basso costo.
Colture specializzate, pastorizia e commercializzazione dei prodotti agricoli La produzione
agricola, ora concentrata su terreni più fertili, si orientò verso colture specializzate e destinate al
commercio anche a distanza. Forte sviluppo conobbero l’allevamento bovino, integrato a forme
di conduzione avanzata delle colture, e quello ovino, che monopolizzò l’economia in alcune regioni
mediterranee. Nelle manifatture la ristrutturazione dell’organizzazione del lavoro intorno al lavoro
salariato e a domicilio consentì di incrementare la produzione di merce di minore qualità ma con
uno smercio più vasto.
Contratti agrari Nacquero contratti scritti di breve durata (da 1 a 5 anni), che prevedevano la
ripartizione, in genere a metà, dei prodotti della terra tra proprietario e contadino, in cambio di una
serie di investimenti da parte del padrone. Questi contratti parziari furono detti di mezzadria” e
assicurarono un generale incremento produttivo.
Manifatture e traffici Il calo della popolazione determinò un calo altrettanto pronunciato delle
manifatture. Gli scambi subirono una forte contrazione. Il mutamento più evidente nella produzione
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Le prime esperienze signorili

Le prime esperienze signorili - L'affermazione di poteri signorili fu più precoce nelle città padane rispetto a quelle dell'Italia centrale. Alcuni signori infatti, dotati di molti beni fondiari, furono capaci di estendere la propria dominazione su costellazione di città e territori. Il caso più noto quello di Ezzelino da Romano, che estese la sua autorità su Verona, Vicenza, Padova e Treviso. Queste costruzioni signorili si estinsero con i loro protagonisti.

Dinastie e corti signorili

Dinastie e corti - Tendenza comune a molte esperienze signorili fu la capacità dei discendenti di farsi attribuire cariche a vita in qualità di signori generali e permanenti. Alcuni ottennero anche la facoltà di disegnare un successore, che doveva però essere riconosciuto dal comune. In questo modo si crearono delle dinastie signorili come ad esempio i Della Scala, i Visconti, i Da Polenta a Ravenna, i Malatesta a Rimini o i Gonzaga a Mantova. Ciò contribuì a rafforzare il potere dei signori, svuotando le istituzioni consiliari e abolendo molti uffici comunali. Intorno alle dinastie signorili cominciarono a formarsi delle corti con ruoli, cerimoniali e stili di vita cavallereschi.

La tradizione cittadina e i governi signorili

La tradizione cittadina - L'eredità cittadina con infatti una delle caratteristiche dei poteri signorili: la partecipazione politica assunse un tenore prevalentemente di consultazione, ma molte istituzioni di origine comunale rimasero in vita. Sopravvissero inoltre le corporazioni e gli organismi mercantili. Verso la metà del XIV secolo si erano ormai stabilmente affermati governi signorili in quasi tutte le città comunali.

Morte di Federico II Potere suddiviso tra varie entità (popolo, corporazioni, partes e poteri signorili)* Esclusione politica e magnatizzazione (XIII secolo) Inadeguatezza dei sistemi comunali Creazione di forme di governo ibride (tra popolo, pars, guida personale, signore ecc.)* Un singolo cittadino eminente riceve l'arbitrium e crea una dinastia > Nasce la signoria

Capitolo XX - Crisi demografica e ristrutturazioni economiche

La crisi demografica nel XIV secolo

Capitolo XX - Depressione demografica e ristrutturazioni economiche 20.1 La crisi demografica Lo squilibrio tra risorse e popolazione - La popolazione europea subì un drammatico calo nel corso del XIV secolo. La spiegazione più plausibile fu la sovrappopolazione relativa, ovvero lo squilibrio che a un certo punto si venne a creare tra la disponibilità di risorse alimentari e l'eccessivo numero degli uomini.

Segnali di crisi di sussistenza

Segnali di crisi - All'inizio del XIV secolo si manifesta una crisi di sussistenza (ovvero non era più possibile garantire il livello minimo di consumi alimentari necessarie per la sopravvivenza). La pressione demografica aveva spinto estendere le coltivazioni a terreni marginali, come i declivi delle montagne o le brughiere, che fornivano però scarsi la colti e a sfruttare eccessivamente i suoli finendo con l'isterilirli.

Carestie e prezzi dei cereali

Carestie - Dalle campagne affamate affluirono in città contadini in cerca di fortuna, ma le autorità urbane cercarono di ostacolarne l'ingresso perché già alle prese con popolazioni in precarie Document shared on www.docsity.com Downloaded by: sofia-patrini-1 (sofia.patrini01@universitadipavia.it)condizioni alimentari. I prezzi dei cereali aumentarono fino a 10 volte, rendendo proibitivo l'acquisto del pane.

Peste bubbonica e diffusione del contagio

Peste e diffusione del contagio - Una terribile epidemia di peste bubbonica o nera si diffuse, provenendo dall'Asia. La malattia fu trasmessa dalla puntura delle pulci parassita del ratto nero. La peste si diffuse attraverso le vie di commercio, dal Kazakistan fino in Europa attraverso empori mercantili del Mar Nero. Si calcola che nella sua prima ondata, la peste falcidiò circa un terzo della popolazione europea e rimase endemica in Europa fino al XIII secolo.

Guerre e declino demografico

Guerre - La recrudescenza della guerra in molte regioni europee, in Francia nelle Fiandre durante la guerra dei cent'anni tra inglesi e francesi, in Spagna per gli scontri dinastici tra i regni, nell'Italia dei principati e degli Stati territoriali in formazione, ebbe un peso non trascurabile sul declino demografico delle campagne.

Conseguenze demografiche della peste nera

Conseguenze demografiche - La popolazione europea aveva raggiunto intorno al 1300 oltre 70 milioni di persone, all'indomani della peste nera era diminuita circa 50 milioni, all'inizio del XV secolo si era ulteriormente ridotta a meno di 45.

Ristrutturazione dell'habitat

La ristrutturazione dell'habitat - Intere regioni vennero spopolate dalla crisi, come per esempio l'Andalusia e la Maremma che non si ripresero più. Ci fu il fenomeno dell'abbandono dei villaggi e la popolazione tese a concentrarsi in altri più consistenti.

Le trasformazioni dell'economia nel XIV secolo

Crisi e sviluppo economico

20.2 Le trasformazioni dell'economia Tra crisi e sviluppo - È oggetto di discussione tra gli storici se il calo della popolazione corrisponde anche a una crisi dell'economia. Alcuni sostengono che il declino demografico avrebbe determinato una contrazione della domanda dei beni; i salari urbani però sarebbero cresciuti, a fronte di un calo dei prezzi e delle rendite agricole. Secondo altri studiosi invece il calo della popolazione avrebbe portato a vantaggi ai sopravvissuti migliorando il tenore di vita.

Prezzi e salari

Prezzi e salari - La crisi demografica ebbe effetti negativi sull'economia, determinando un forte calo della produzione agricola e manifatturiera, una contrazione degli scambi, e una generale riduzione del profitto dovuta alla diminuzione dei prezzi e all'aumento dei salari. Allo stesso tempo però, il calo della popolazione favorì il miglioramento delle condizioni di vita e dell'alimentazione dei sopravvissuti, con un aumento medio del reddito che si tradusse in una nuova domanda diffusa di beni di largo consumo e a basso costo.

Colture specializzate e pastorizia

Colture specializzate, pastorizia e commercializzazione dei prodotti agricoli - La produzione agricola, ora concentrata su terreni più fertili, si orientò verso colture specializzate e destinate al commercio anche a distanza. Forte sviluppo conobbero l'allevamento bovino, integrato a forme di conduzione avanzata delle colture, e quello ovino, che monopolizzò l'economia in alcune regioni mediterranee. Nelle manifatture la ristrutturazione dell'organizzazione del lavoro intorno al lavoro salariato e a domicilio consentì di incrementare la produzione di merce di minore qualità ma con uno smercio più vasto.

Contratti agrari di mezzadria

Contratti agrari - Nacquero contratti scritti di breve durata (da 1 a 5 anni), che prevedevano la ripartizione, in genere a metà, dei prodotti della terra tra proprietario e contadino, in cambio di una serie di investimenti da parte del padrone. Questi contratti parziari furono detti di "mezzadria" e assicurarono un generale incremento produttivo.

Manifatture e traffici commerciali

Manifatture e traffici - Il calo della popolazione determinò un calo altrettanto pronunciato delle manifatture. Gli scambi subirono una forte contrazione. Il mutamento più evidente nella produzione Document shared on www.docsity.com Downloaded by: sofia-patrini-1 (sofia.patrini01@universitadipavia.it)Document shared on www.docsity.com Downloaded by: sofia-patrini-1 (sofia.patrini01@universitadipavia.it)manifatturiera fu la diversificazione delle merci. Da un lato si avevano le produzioni di pregio mentre dall'altro i prodotti di uso comune a prezzi accessibili, destinati ad una più larga fascia della popolazione.

La riorganizzazione del lavoro

La riorganizzazione del lavoro - La figura dell'artigiano perse importanza. Dalla metà del XIV secolo le fasi della lavorazione cominciarono a separarsi da quelle della vendita. Nacquero le nuove figure dei mercanti-imprenditori che acquistavano le materie prime, le affidavano a botteghe specializzate e poi si occupavano di distribuire il prodotto finito su mercati anche a lunga distanza.

Bancarotte bancarie e nuove misure

Bancarotte bancarie - Le difficoltà dell'economia coinvolsero anche le attività creditizie. I sovrani europei infatti chiedevano prestiti ai grandi banchieri, ma per alleggerire i costi dei capitali e degli interessi da rimborsare alcuni dei sovrani imposero delle svalutazioni sfarzose delle proprie monete, come fece il re di Francia Filippo IV il Bello. Questo determinò la bancarotta di una tra le più grandi compagnie di banchieri dell'epoca, quella dei Bonsignori di Siena. Il re d'Inghilterra Edoardo III dovette sospendere il pagamento dei debiti ai banchi fiorentini dei Bardi e dei Peruzzi, che andarono in bancarotta. Il fallimento dei fiorentini fu gigantesco e provocò un effetto a catena che coinvolse altre 350 compagnie di mercanti e banchieri che fallirono. Ciò indusse gli operatori ad adottare misure per evitare in futuro crolli generalizzati, ovvero la creazione di:

  • Compagnie in filiale, così che la bancarotta di una non potesse determinare il cedimento dell'intero complesso;
  • La partita doppia che teneva distinte le entrate e le uscite.

Nuova geografia dei commerci

Una nuova geografia dei commerci - Il sistema delle fiere declinò definitivamente, sostituito dalla rete stabile delle filiali commerciali e dal forte incremento dei trasporti marittimi.

Capitolo XXI - Reazioni e ripresa

Mentalità e sensibilità di fronte alla crisi

Capitolo XXI - Reazioni e ripresa 21.1 Mentalità e sensibilità di fronte alla crisi Le misure contro la peste - La peste suscitò un'enorme impressione tra i contemporanei. Si presero delle misure per circoscriverne la diffusione: divieto di assembramenti, limitazione degli spostamenti e segregazione dei malati. Dal XV secolo furono creati dei lazzaretti in cui confinare gli infetti.

La sensibilità religiosa e la peste

La sensibilità religiosa - La gente non riusciva a spiegarsi le cause dei cattivi raccolti, della peste, delle guerre e di eventi naturali disastrosi che si susseguirono in quegli anni. La risposta più immediata fu di un annunzio apocalittico: si diffusero perciò pratiche di penitenza. In altri casi furono accusati gli ebrei di avvelenare i pozzi di uccidere il bestiame, e divennero oggetto di violente persecuzioni.

Elaborazioni artistiche e letterarie sulla morte

Elaborazioni artistiche e letterarie - L'arte sacra iniziò a sviluppare il tema della morte, rappresentata in forma di scheletro o di cadavere putrefatto. Rappresentativi sono l'affresco del Camposanto di Pisa dipinto da Buonamico Buffalmacco, Il trionfo della morte, e il cimitero degli innocenti a Parigi con la Danza macabra. La peste lasciò drammatici echi anche nella letteratura dell'epoca, il Decameron di Giovanni Boccaccio ne è un esempio.

La caccia alle streghe

La caccia alle streghe - Nel 1348 in alcune zone dell'Inghilterra alcune donne che vivevano da sole, praticando guarigioni, furono accusate di stregoneria e linciate dalla popolazione in cerca di un capro espiatorio della peste. Questi episodi diedero vita ad un plurisecolare fenomeno di caccia alle Document shared on www.docsity.com Downloaded by: sofia-patrini-1 (sofia.patrini01@universitadipavia.it)

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