Storia e globalizzazione: totalitarismo, Shoah e genocidi del XX secolo

Documento dall'Università Cattolica del Sacro Cuore su storia e globalizzazione. Il Pdf, un approfondimento di Storia per l'Università, analizza il totalitarismo, la Shoah e i genocidi del XX secolo, esplorando le teorie di Hannah Arendt e il dibattito storiografico sulla Soluzione Finale.

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Storia e globalizzazione
Lettere e Filosofia (Università Cattolica del Sacro Cuore)
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Storia e globalizzazione
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Storia e Globalizzazione -
Giovagnoli
Storia Contemporanea
Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano (UCSC MI)
32 pag.
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Storia e globalizzazione

Lettere e Filosofia (Università Cattolica del Sacro Cuore) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Francesco Colella (francescocolella606@gmail.com)docsity Storia e Globalizzazione - Giovagnoli Storia Contemporanea Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano (UCSC MI) 32 pag. Document shThis document is available on/it/sto- studocu 0629/ Downloaded by: melinda2003 (fdominel2003@gmail.com) Scaricato da Francesco Colella (francescocolella606@gmail.com)STORIA E GLOBALIZZAZIONE (A. Giovagnoli)

Introduzione alla globalizzazione

La globalizzazione si è imposta trasformando la vita di miliardi di persone: comunicazioni, scambi economici, rapporti sociali, relazioni culturali, terrorismo e politica tutto tende a diventare sempre più globale. Non si tratta di un cambiamento improvviso, ma è quotidiano, profondo e radicale e per questo se ne prende coscienza solo lentamente. Vi sono varie definizioni di globalizzazione [Wølich Beck = globalizzazione significa il processo in seguito al quale gli Stati nazionali e la loro sovranità vengono condizionati e connessi trasversalmente da attori transnazionali, dalle loro chance di potere, dai loro orientamenti, identità e reti. Alcune definizioni privilegiano l'aspetto economico, altre quello politico, comunque la sua definizione potrebbe essere questa: = globalizzare non significa uniformare, ma è quando il globale entra sempre più nel locale, senza eliminare le differenze, anzi introducendone di nuove, assai destabilizzanti nei confronti di molti consoldati schemi interpretativi. Dove ci sta conducendo la globalizzazione? Secondo la profezia di Huntington il futuro del mondo è rappresentato da un conflitto tra culture sempre più lacerante: i problemi culturali influiscono sugli equilibri internazioni, fanno scoppiare conflitti: immigrazioni, multiculturalismo, fondamentalismo, terrorismo sono diventati termini ricorrenti nell'ambito di chi governa, ma anche problemi che agitano l'opinione pubblica dei paesi sviluppati. L'approccio storico è quello più attrezzato per affrontare la complessità: da una parte la storia indaga il passato e si interroga sul futuro nella prospettiva della globalizzazione, quindi è funzionale a questo fenomeno, dall'altra parte cerca di comprendere e descrivere la globalizzazione attraverso il confronto con mondi del presente, cioè ha un approccio critico. Questa situazione contraddittoria impone di interrogarsi sulla condizione e sulle possibilità della storia nel mondo globalizzato: in questo voume non ci si propone di fare una stora della globalizzazione, ma ci si interroga sulla storia nella globalizzazione. Quest'ultima infatti ne ha scosso alle radici l'idea stessa, come è stata formulata dall'Illuminismo. È l'idea di storia universale formatasi a fine Settecento in Germania in cui è implicita una sorta di unità a priori dell'intera vicenda umana. In particolare si tratterà:

  • Crisi dei modi tradizionali di fare storia
  • Un nuovo disordine mondiale
  • Le novità culturali della globalizzazione, in cui sono emerse novità disomogenee che rendono la realtà più frammentata e la sua rappresentazione sempre più complessa: la globalizzazione mentre produce una forma di unificazione del mondo, innesta anche processi di crescente disarticolazione.
  • I cambiamenti della globalizzazione hanno innestato la tendenza non solo a rifiutare la storia universale, ma anche ad abbandonare gli strumenti critici della storia.
  • Dalla cultura post-moderna è venuto insomma un profondo attacco della storia: ma la storia non è scomparsa.
  • Il declino di un vecchio punto di vista comune, oggettivo ha aperto la strada a nuovi punti di vista soggettivi e relativi: il secolo di Auschwitz (unicità della Shoah) e il secolo breve (importanza epocale del fenomeno comunista).
  • Grande interesse per le nazioni , rivisitate come manufatti culturali, esaminate in rapporto alle tensioni tra culture. E' emersa una sorta di scomposizione tra nazione e Stato: si è aperto un ampio campo di ricerca sui rapporti tra etnie e nazioni, simboli culturali e vicende sociali, multiculturalismo e democrazia.
  • L'identità religiosa e il caso della chiesa cattolica, per sua natura caratterizzata da un forte tratto di universalità, ma anch' essa sollecitata da spinte crescenti verso la particolarità. Non c'è accordo sugli esiti della globalizzazione: unificazione del mondo o crescente frammentazione?

Tramonto dell'eurocentrismo

Document shared on https://www.docsity.com/it/storia-e-globalizzazione-giovagnoli-3/4350629/ Downloaded by: melinda2003 (fdominel2003@gmail.com) Scaricato da Francesco Colella (francescocolella606@gmail.com)Sotto la spinta di quella che si potrebbe chiamare preglobalizzazione, l'eurocentrismo ha incontrato opposizioni crescenti fino ad apparire inaccettabile. Il progressivo accorciamento degli spazi e l'accorciamento delle distanze hanno reso gli europei consepevoli dell'esistenza di più civiltà, ed è diventato difficile giustificare il primato morale dell'Europa Gecrisi sui metodi tradizionali di fare storia.

Dalla civiltà alle civiltà

Alle origini della nostra storia

La storia, ancora oggi, è considerata storia universale che male si concilia con la propensione verso il relativismo prevalente nel mondo globalizzato. Tale eredità affonda le sue radici nel nelle evoluzioni della cultura europea iniziate verso la metà del XVIII secolo, cioè dal terremoto di Lisbona del 1755 che accelerò il passaggio ad una nuova visione della storia. Quel disastro influiì sulla polemica tra Bousset e Voltaire. Revisione della concezione razionalistica della provvidenza.

Dibattito sulla storia

  • Bousset: storia = mente superiore che guidava gli eventi: corso universale di eventi umani sapientemente guidati dalla provvidenza.
  • Voltaire: storia = visione umana: al centro della storia vi era collocato lo spirito umano. Negava l'influenza di forze esterne e si proponeva di passare a una visione solamente umana della storia. Anche per il filosofo illuminista tuttavia rimaneva valida l'idea che si potesse parlare di una legge nascosta della storia, da non intendersi come un piano sovraordinato ma come un interno concatenamento degli eventi umani, verso il compimento della civiltà: alla provvidenza venne sostituito il progresso. Nello stesso periodo, in Germania compare il singolare collettivo "storia", intesa come storia in sé: utilizzato termine Geschichte = concatenazione eventi accaduti e quelli narrati - legame necessario passato- presente, rilevanza di ciò che accade oggi rispetto a ciò che si compirà domani.
  • Kant: laicizzazione della storia = ricostruire eventi sulla concreta esperienza storica dell'uomo; essa è però subordinata alla natura (mantenimento di una prospettiva universalistica: la libertà e azione dei singoli non impedisce questa subordinazione a leggi universali e alla logica del progresso), che guida gli uomini a realizzare un ordine civile universale Loprovvidenza sostituita dalla natura. Gli scopi della storia non sono più decisi da un'influenza sovrannaturale, ma da una determinazione naturale. Natura teleologica: ciò che essa compie ha sempre un fine, tutte le sue azioni e i suoi scopi sono collegati tra loro. Anche la storia quindi obbedisce a questa dottrina, espressione della ragione universale che presiede tutte le cose. La storia si serve dell'"antagonismo della società", cioè della tendenza degli uomini a riunirsi in società e contemporaneamente della loro resistenza a convivere. - INSOCIEVOLE SOCIEVOLEZZA: è questa a rendere obbligatoria la costituzione di una società civile fondata sul diritto, che deve di necessità estendersi anche al campo delle relazioni internazionali fino alla unificazione civile del genere umano. - la natura guida gli uomini a realizzare un ordine civile universale e il fine della storia è la realizzazione di tale ordine. In Voltaire e in Kant, la storia come progresso è anche necessariamente storia universale: l'idea di progresso implica:
  • il legame necessario tra i diversi tempi della storia
  • nesso tra le diverse espressioni delle vicende umane, ovunque esse si svolgano - visione universale della vicenda umana. Il progresso infatti non solo presuppone un futuro assoluto che riepiloga tutto il passato secondo leggi predeterminate, ma è anche in grado di illuminare il rapporto logico e morale che collega vicende particolari e cammino universale dell'umanità. I termini cultura, civiltà e progresso sostanzialmente coincidono e nascono nel XVIII per designare "un ideale profano di progresso intellettuale, tecnico, morale, sociale", ed invece hanno un significato contrapposto a quello di barbarie. Voltaire polemicamente sottolineò l'esistenza della civiltà anche fuori dall'euroopa e di religioni estranee alla tradizione ebraica-cristiana. Ma come conservare allora l'universalità della storia ereditata dal cristianesimo? Al centro della storia venne posta non più la comunicazione della salvezza ma il progresso ella civiltà, non più la Chiesa ma l'Europa. In questo modo l'impianto unitario della storia venne conservato, al prezzo però di attribuire al progresso della civiltà un "primato morale" di cui non è chiaro il fondamento.

Document shThis document is available on /it/sto a-e. studocu 0629/ Downloaded by: melinda2003 (fdorminel2003@gmail.com) Scaricato da Francesco Colella (francescocolella606@gmail.com)La storia della civiltà umana è stata identificata con quella della civiltà europea, superiore alle altre in quanto è caratterizzata da un progresso più avanzato. - coincidenza tra barbaro-non europeo L'eurocentrismo ha segnato la maggior parte delle concezioni occidentali della storia tra XIX e XX secolo. Problema del rapporto Europa (e per estensione, Occidente)- resto del mondo: nell'ottica della storia universale come storia di un'unica civilità, sorge il problema del nesso che lega le esperienze dei diversi popoli, facendole convergere verso l'unità. Si colloca qui l'origine di un legame tra spazio e tempo che caratterizza questa visione della storia: i diversi livelli di civilità corrispondono a diversi stadi della stessa civiltà umana.

Problema del nesso tra esperienze dei popoli

  • J. G. Herder: i diversi livelli di civiltà corrispondono a diversi stadi della stessa civiltà umana. Es .: ciò che accade tra i popoli "selvaggi" della Nuova Zelanda alla fine del '700, non è considerato contemporaneo in senso stretto a ciò che accade nell'Europa dello stesso momento, ma è considerato uno stadio di progresso precedente della stessa unica civiltà. - gradualità nello sviluppo. Dopo la formazione di grandi culture asiatiche in tempi antichissimi, negli ultimi secoli la fiaccola della civiltà sarebbe passata all'Europa. La "preminenza" dell'Europa sull'Asia di cui parla H. è dunque legata a una successione storica che scaturisce dalla legge profonda del progresso, per cui tutta la vicenda umana segue una logica ascendete e ciò che viene dopo è superiore a ciò che viene prima.
  • Concezione che contrasta con il relativismo tipico della globalizzazione. Al cosmpopolitismo settecentesco, il Romanticismo aggiunge poi l'idea di nazione' e principio di nazionalità, mantenendo però sempre un'idea universale di storia.
  • Hegel: davanti all'incalzare delle armate napoleoniche in tutta Eurpa, ha visto l'antico impero tedesco sostituito dall'affermazione delle nazioni: a un orfine internazionale garantito dalla staticità della costruzione politico istituzionale imperiale, vide subentrare un'unità dinamica del mondo, prodotta dal progresso della storia. A Hegel si deve un'esasperata prevalenza dell'istanza universalistica su quella relativistica, del generale sul particola: la ragione governa il mondo e quindi la storia universale si è svolta razionalmente. Attraverso Hegel è rimasta viva sino alla fine del '900 una filosofia della storia per cui gli avvenimenti storici sono posti in connessione e riferiti ad un significato ultimo. Considerando solo il razionale come reale, aboliva il caso sostituendolo con l'astuzia della ragione e riconducendo ogni evento alla dialettica della storia.

Preglobalizzazione e storia universale

Preglobalizzazione = nel Novecento il mondo diviene sempre meno europeo e sempre più contemporaneo: i due termini non sono omogenei ma la storia universale li ha messi in stretta relazione. - lo sviluppo del senso di contemporaneità storica tra ciò che è cronologicamente contemporaneo influisce sulla storia universale, nel senso di una sua progressiva disarticolazione interna. La dilatazione degli orizzonti ha fatto PERDERE CENTRALITA' ALLO SPAZIO EUROPEO: carattere eurocentrico della storia è stato messo in discussione in modo indiretto ed implicito, dagli EFFETTI DELLA PERCEZIONE DEL TEMPO E DELLO SPAZIO prodotti dall'emergere di tante realtà extra-europee. Tale effetti si sono manifestati fin dai primi anni del secolo, quando la visione tradizionale della storia è stata sfidata da una preglobalizzazione, e cioè da un'intensificazione dei collegamenti che ha reso sempre più "contemporanei" tra loro avvenimenti collocati in aree del mondo molto lontane. Già intorno a metà 800 avevano cominciato a diffondersi i plurali di civiltà e cultura, grazie a viaggiatori, geografi etnografi .. ma solo all'inizio del 900 una più robusta consapevolezza della contemporeneità tra diverse civiltà indusse a denunciare le incongruenze scientifiche e logiche di una storia eurocentrica:

  • WEBER: rifiuta l'universalità della storia perché è impossibile stabilire su uno schema precostituito la superiorità dell'Europa e pone il problema del pluralismo delle civiltà, superando così la concezione di una storia universale della civiltà.

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