Appunti di Antropologia Filosofica: riassunto completo di lezioni e libro

Documento dall'Istituto Universitario Salesiano Venezia su Appunti antropologia - riassunto completo di lezioni + libro. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Filosofia, riassume lezioni e concetti chiave, trattando argomenti come la filosofia antica, la critica della ragion pura e pratica di Kant, e il pensiero di Hegel e dei maestri del sospetto.

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Appunti antropologia - riassunto completo di lezioni + libro
Antropologia Filosofica (Istituto Universitario Salesiano Venezia)
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INTRODUZIONE
1. La ÞlosoÞa
1.1.
La ÞlosoÞa • una disciplina che spiega la storia di come lÕessere umano si sia interrogato su se
stesso, sul mondo e sul suo senso!
Disciplina: un sapere che ha una serie di principi saldi!
La ÞlosoÞa • una competenza che ogni essere umano ha ma che viene usata in maniera dierente,
infatti farsi delle domande • una capacitˆ che tutti hanno, ma che solo alcuni approfondiscono > ÞlosoÞ!
Lo studio della storia della ÞlosoÞa porta a percepire unÕevoluzione dei problemi ÞlosoÞci e delle domande
esistenziali nel corso del tempo, anche se sono non cambiano!
1.2.
La ÞlosoÞa occidentale nasce con Talete nellÕVIII sec a.C. > primo Þlosofo a parlare di arch•, che
identiÞca nellÕacqua !
-
Talete aerma che tutto il mondo derivi da un principio originario: lÕarch• > lÕorigine, il sostentamento e la
Þne ultima della vita !
-
LÕacqua • un elemento naturale che pu˜ essere la rappresentazione razionale dellÕarch• > si considera un
principio razionale perchŽ tutti possono vederlo e veriÞcarlo!
NellÕVIII sec a.C. il popolo greco era il pi• avanzato > in questo periodo cÕ• il passaggio da cultura orale a scritta > ci˜
ha portato allo sviluppo della ÞlosoÞa !
I ÞlosoÞ, oltre a scrivere, cercano di dare una spiegazione razionale del mondo (riferita allÕuso dei sensi)
rispetto a quella che si dava Þno a quel momento > spiegazione mitologica!
Secondo questa concezione non esiste il libero arbitrio perchŽ sono gli dei a scegliere le sorti dellÕumanitˆ !
Mito = racconto > un racconto non • veriÞcabile!
Il pensiero mitologico • stato presente Þno allÕincontro del mondo classico col mondo cristiano/ebreo !
1.3.
Lo stupore e la meraviglia sono sentimenti che si presentano spontaneamente nellÕessere umano nei
confronti dellÕesistenza dellÕessere > il fatto che esista il mondo e che ci sia qualcosa piuttosto che il
nulla suscita nellÕuomo queste sensazioni!
Platone aerma che i ÞlosoÞ siano pieni di stupore e meraviglia, per questo hanno iniziato a ÒÞlosofar!
Aristotele (allievo di Platone) dice: ÒGli uomini hanno preso dalla meraviglia lo spunto per Þlosofare. Chi •
nellÕincertezza e nella meraviglia crede di essere nellÕignoranza, • invece evidente che solo da questa
situazione che nasce il vero sapere.Ó!
-
Il Þlosofo si caratterizza per la sensazione di essere sempre ignorante > pi• sa e pi• si rende conto di non
sapere, questo perchŽ le cose sono interconnesse - non basta sapere una sola cosa ma • necessario
allargare il proprio ambito di competenze!
-
Fare ÞlosoÞa signiÞca trovare il proprio modo per aumentare la propria capacitˆ di pensiero!
1.4.
FilosoÞa deriva dal greco φιλοσοφία, philosoph’a, composto di φιλεῖν (phile”n), che signiÞca "amare",
e σοφία (soph’a) che signiÞca Òsapienza", letteralmente si tratta quindi di "amore per la sapienzaÓ!
Nel mondo greco si fa ÞlosoÞa per vivere meglio: ÞlosoÞa > pensare meglio > agire meglio > vivere meglio >
trovare la felicitˆ!
Alla base del nostro modo di intendere la ÞlosoÞa cÕ• il concetto di vita ÞlosoÞca (concetto ripreso da altri
ÞlosoÞ, come Nietzsche)!
Bertrand Russell aerma: "La ÞlosoÞa va studiata non per amore delle precise risposte alle domande che
pone... ma piuttosto per amore delle domande stesse; perchŽ queste domande allargano la nostra
concezione di ci˜ che • possibile, arricchiscono la nostra immaginazione e intaccano l'arroganza
dogmatica..., grazie alla grandezza dell'universo che la ÞlosoÞa contempla, anche la mente diviene grande..."!
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Anteprima

INTRODUZIONE

La filosofia

La filosofia è una disciplina che spiega la storia di come l'essere umano si sia interrogato su se stesso, sul mondo e sul suo senso Disciplina: un sapere che ha una serie di principi saldi La filosofia è una competenza che ogni essere umano ha ma che viene usata in maniera differente, infatti farsi delle domande è una capacità che tutti hanno, ma che solo alcuni approfondiscono > filosofi Lo studio della storia della filosofia porta a percepire un'evoluzione dei problemi filosofici e delle domande esistenziali nel corso del tempo, anche se sono non cambiano

La filosofia occidentale nasce con Talete nell'VIII sec a.C. > primo filosofo a parlare di archè, che identifica nell'acqua

  • Talete afferma che tutto il mondo derivi da un principio originario: l'arche > l'origine, il sostentamento e la fine ultima della vita
  • L'acqua è un elemento naturale che può essere la rappresentazione razionale dell'archè > si considera un principio razionale perché tutti possono vederlo e verificarlo

Nell'VIII sec a.C. il popolo greco era il più avanzato > in questo periodo c'è il passaggio da cultura orale a scritta > ciò ha portato allo sviluppo della filosofia I filosofi, oltre a scrivere, cercano di dare una spiegazione razionale del mondo (riferita all'uso dei sensi) rispetto a quella che si dava fino a quel momento > spiegazione mitologica Secondo questa concezione non esiste il libero arbitrio perché sono gli dei a scegliere le sorti dell'umanità Mito = racconto > un racconto non è verificabile Il pensiero mitologico è stato presente fino all'incontro del mondo classico col mondo cristiano/ebreo

Lo stupore e la meraviglia sono sentimenti che si presentano spontaneamente nell'essere umano nei confronti dell'esistenza dell'essere > il fatto che esista il mondo e che ci sia qualcosa piuttosto che il nulla suscita nell'uomo queste sensazioni Platone afferma che i filosofi siano pieni di stupore e meraviglia, per questo hanno iniziato a "filosofare" Aristotele (allievo di Platone) dice: "Gli uomini hanno preso dalla meraviglia lo spunto per filosofare. Chi è nell'incertezza e nella meraviglia crede di essere nell'ignoranza, è invece evidente che solo da questa situazione che nasce il vero sapere."

  • Il filosofo si caratterizza per la sensazione di essere sempre ignorante > più sa e più si rende conto di non sapere, questo perché le cose sono interconnesse - non basta sapere una sola cosa ma è necessario allargare il proprio ambito di competenze
  • Fare filosofia significa trovare il proprio modo per aumentare la propria capacità di pensiero

Filosofia deriva dal greco φιλοσοφία, philosophia, composto di φιλεΐν (philein), che significa "amare", e oodía (sophía) che significa "sapienza", letteralmente si tratta quindi di "amore per la sapienza" Nel mondo greco si fa filosofia per vivere meglio: filosofia > pensare meglio > agire meglio > vivere meglio > trovare la felicità Alla base del nostro modo di intendere la filosofia c'è il concetto di vita filosofica (concetto ripreso da altri filosofi, come Nietzsche) Bertrand Russell afferma: "La filosofia va studiata non per amore delle precise risposte alle domande che pone ... ma piuttosto per amore delle domande stesse; perché queste domande allargano la nostra concezione di ciò che è possibile, arricchiscono la nostra immaginazione e intaccano l'arroganza dogmatica ... , grazie alla grandezza dell'universo che la filosofia contempla, anche la mente diviene grande ... "

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  • La filosofia apre la mente, fa rendere conto che una verità è solo una piccola verità e che non è la verità delle cose
  • Il mondo è piccolo e ne esistono altri con pari dignità di esistere
  • Si devono eliminare le convenzioni con cui tutti crescono
  • La filosofia produce un guadagno (non materiale) perché porta a vivere una vita più felice, inoltre aiuta ad aprire la mente

La filosofia serve a:

  • Interpretare la complessità e stabilire nuove connessioni tra le discipline (idea dell'interconnessione sostanziale di tutto ciò che esiste) - pensare le cose in maniera complessa
  • Progettare se stessi
  • Consolidare la capacità di aprire alternative di pensiero - assumere la modalità di pensiero delle altre persone
  • Contestualizzare le competenze tecnologiche all'interno di un contesto umanistico
  • Rendere critico l'approccio alla comunicazione in generale (cosa sto facendo?)

L'antropologia filosofica

Antropologia s. f. [comp. di antropo- e -logia] - In senso ampio, scienza dell'uomo, che si concretizza come concezione, teoria, programma di ricerche sull'uomo, visto come soggetto o individuo, oppure in aggregati, comunità, situazioni. Si diversifica in funzione dell'orizzonte conoscitivo e dei metodi d'indagine: a. filosofica, concepita soprattutto in rapporto all'autocoscienza e all'analisi introspettiva della soggettività umana La filosofia si occupa della totalità dell'essere, dal VI sec si inizia a dividere in rami (per es: Galileo è il primo studioso di filosofia scientifica) e uno di questi è l'antropologia filosofica Dall'antropologia filosofica si sviluppano:

  1. Antropologia filosofica socio-culturale > riguardo l'uomo e le sue opere
  2. Antropologia filosofico biologica
  3. Antropologia filosofica psicologica > dottrine psicologiche e psicoanalitiche
  4. Antropologia come critica della società > scuola di Francoforte
  5. Antropologia filosofica teologica

Per antropologia filosofica intendiamo quella disciplina che nasce dalla posizione di Max Scheler, che nel 1928 pubblica Il posto dell'uomo nel cosmo, in cui si preoccupa di rifondare la validità dell'interrogazione filosofica nei termini di una risposta alla crisi dei modelli tradizionali Le teorie filosofiche di chi ha preceduto Scheler sono state fondamentali per far nascere i modelli antropologici dominanti Secondo lui era necessario riformulare un modello umano che tenesse conto di tutte le scoperte e conoscenze nuove che erano state fatte sull'uomo, in senso scientifico e non, inglobandole nella sua definizione L'antropologia filosofica contemporanea ha il fine di presentare un'immagine globale dell'uomo, in modo da permettergli di recuperare la comprensione di se stesso e di identificare i suoi tratti caratteristici, la sua natura e il suo posto nel mondo In quel periodo c'era una crisi totale della definizione di uomo che aveva funzionato fino a quel momento Nel 1928 (tra I e II guerra mondiale) > Germania era totalmente in crisi (economica, sociale ... ) Entra in crisi per la sconfitta e per l'assenza di punti fermi, come la tecnologia - aveva dominato il progresso pre bellico ed era stata esaltata dalla propaganda come portatrice di felicità perché avrebbe fatto vincere la guerra (costruzione di nuove armi), ma le persone si accorsero che la tecnologia aveva solo portato più morte e l'uomo era diventato sua vittima > entra in crisi un'idea di essere uomo che ormai era consolidata Altri elementi che avevano messo in crisi l'uomo vengono delineati dai Maestri del sospetto (Marx, Nietzsche e Freud) > cambiano le sicurezze dell'uomo

  • Freud: scopritore della pratica psicanalitica, identifica l'inconscio > primo momento in cui si afferma che l'uomo non è un essere completamente razionale perché la mente ha una parte sconosciuta, inconoscibile e autonoma perché l'inconscio è il padrone dell'io

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  • Ciò mette in crisi la definizione di uomo come animale razionale > l'uomo, rispetto agli animali, possiedono la razionalità e tutto ciò che non la possiede è declassato ad inferiore e sottoposto al potere della razionalità
  • Il modo di pensare dell'uomo diventa il modello occidentale di pensare > l'uomo è razionale, in grado di dominare razionalmente il mondo e in questo modo riesce ad usarlo a suo vantaggio - più conosco, più domino

Il concetto di uomo che si era sempre avuto crolla, quindi per Scheler uomo si deve rinterrogare su se stesso > compito dell'antropologia filosofica Scheler propone un suo modello dato che non ci si può limitare a vedere nell'uomo una parte materiale e una razionale > l'uomo si caratterizza per una terza parte tipicamente umana: lo spirito - permettere di non rispondere subito agli istinti primari e di trascendere da se stessi in vista di un obbiettivo ulteriore

L'uomo ha da sempre creato immagini per conoscersi nella consapevolezza di doversi continuamente definire L'immagine dell'uomo che caratterizza un determinato periodo della storia del pensiero viene a essere uno dei criteri determinanti per conoscerlo più a fondo e per distinguerlo dalle epoche che lo hanno preceduto e da quelle che lo seguiranno Scheler propone una schematizzazione in cinque tipologie tipiche, secondo lui, del pensiero occidentale nel corso della sua storia:

  1. Homo religiosus: (si ricollega alla visione ebraico-cristiana) caratterizzato da un profondo senso di colpa, angoscia e insoddisfazione nei propri confronti, derivanti dal mito della caduta e del peccato originario > riconosce la superiorità di dio
  2. Homo sapiens: (uomo tipico del pensiero greco) basa la propria identità su una netta separazione dall'animale a causa della ragione (logos, ratio) > la ragione umana viene considerata come una parte del nous divino ("intelletto divino"); di conseguenza, esiste nell'uomo una scintilla divina che ha la stessa origine della potenza che ordina il creato e rimane costante nel divenire storico - Aristotele, Cartesio, Kant, Hegel
  3. Homo faber: l'uomo è considerato come l'animale più sviluppato e organizzato, capace di costruire strumenti altamente specializzati. Questo uomo si pensa in profonda continuità con il mondo animale, anche se obbedisce alle stesse leggi che regolano i viventi. perchè privo di un principio spirituale o razionale. Le caratteristiche principali di questo uomo sono: la capacità di esprimersi attraverso simboli (come il linguaggio), di costruire strumenti sempre più raffinati per rispondere alle proprie esigenze e di essere un animale celebrale (un essere in cui per il cervello viene usata una notevole quantità di energia in più rispetto all'animale) - Illuministi, positivisti, Nietzsche, Freud
  4. Homo dionysiacus: sostituisce alla fiducia nel progresso dell'umanità (prime tre teorie), la convinzione di una necessaria decadenza dell'uomo, infatti viene considerato come una deriva rispetto ad uno stato vitale originario perfetto - Nietzsche, psicanalisi moderna
  5. Homo creator: uomo esaltato come autentico e solo creatore di se stesso, perciò la sola possibilità dell'esistenza di una religione viene radicalmente negata come fonte di oppressione della libertà umana

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