Elementi di psicopedagogia, psicoanalisi e psicologia dello sviluppo

Documento da Università degli Studi G. D'annunzio Chieti - Pescara (unich) su Elementi di Psicopedagogia. Il Pdf esplora l'evoluzione storica della psiche, le radici della psicoanalisi con Freud e la psicologia dello sviluppo, utile per gli studenti universitari di Psicologia.

Mostra di più

37 pagine

ELEMENTI DI PSICOPEDAGOGIA -
Marsicano
Psicopedagogia
Università degli Studi G. d'Annunzio Chieti - Pescara (UNICH)
36 pag.
Document shared on https://www.docsity.com/it/elementi-di-psicopedagogia-marsicano/7447554/
Downloaded by: pina-zaffarano-2 (pinazaffarano1981@gmail.com)
ELEMENTI DI PSICOPEDAGOGIA
CAPITOLO 1 IL PENSIERO DELL’ANIMA
Nascita ed evoluzione storica del concetto di psiche
PSICOLOGIA origine filosofiche del pensiero
1.2 Le radici…..
Il pensiero dell’anima nasce per la prima volta in Occidente in Grecia dal VI secolo
ad opera di sette religiose (ORFISMO E PITGORISMO).
Agli occhi di queste sette religiose la società appariva come malata e contaminata, motivo
per il quale sono necessarie pratiche ascetiche di purificazione SCISSIONE TRA
CORPO E ANIMA.
L’anima è ora intesa come frammento divino imprigionato nel corpo, puro e
inviolabile, immortale nell’uomo da liberare dalla corporeità attraverso un processo
di astensione ascetica, destinata a un’opera di auto-trascendimento anagogico
inserito nell’ambito della reincarnazione e della trasmigrazione dell’anima come
impersonale.
Un grande slancio della questione dell’anima verrà detto dall’opera di Socrate (470-
399), il quale la intendeva come il nucleo profondo della personalità individuale.
Partendo da Socrate Platone (428-348) la concezione dell’anima in diversi dialoghi,
associandola alla teoria delle idee.
7 secoli dopo Platone la teoria dell’anima trovò il suo appello nel pensiero
metafisico neoplatonico di Plotino (203-270):
- Da un lato vi erano la materia, il nulla, il male;
- Dall’altro lo spirito, l’anima, la divinità, l’essere e il bene.
Veniva rinnovata l’opposizione fra ANIMA e CORPO all’interno di un corpus filosofico
denso di richiami mistici e ascetici. L’anima si pone al centro fra corpo e spirito
e diventa principio di vita, desiderio di movimento, esperienze, individualizzazione nel
campo illusorio della materia.
Una prima elaborazione (MANICHEISMO) del concetto di anima del pensiero
cristiano lo troviamo in Sant’Agostino (384-435), influenzato da Plotino un filone
mistico all’interno del sapere cristiano in cui la conoscenza dell’anima conduceva a
DIO.
1.3
Sulle due anime del platonismo: ascetismo e politica. Da un lato il rifiuto del mondo, alla
negazione ascetica mistica solo in norma di un altare spirituale ultra-terreno; dall’altro
l’esigenza di trasformazione del mondo in cui realizzare una realtà più etica e più giusta: è
1
Document shared on https://www.docsity.com/it/elementi-di-psicopedagogia-marsicano/7447554/
Downloaded by: pina-zaffarano-2 (pinazaffarano1981@gmail.com)

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

ELEMENTI DI PSICOPEDAGOGIA

docsity ELEMENTI DI PSICOPEDAGOGIA - Marsicano Psicopedagogia Università degli Studi G. d'Annunzio Chieti - Pescara (UNICH) 36 pag. Document shared on https://www.docsity.com/it/elementi-di-psicopedagogia-marsicano/7447554/ Downloaded by: pina-zaffarano-2 (pinazaffarano1981@gmail.com)ELEMENTI DI PSICOPEDAGOGIA

CAPITOLO 1 IL PENSIERO DELL'ANIMA

Nascita ed evoluzione storica del concetto di psiche

PSICOLOGIA -> origine filosofiche del pensiero

1.2 Le radici

  • Il pensiero dell'anima nasce per la prima volta in Occidente in Grecia dal VI secolo ad opera di sette religiose (ORFISMO E PITGORISMO). Agli occhi di queste sette religiose la società appariva come malata e contaminata, motivo per il quale sono necessarie pratiche ascetiche di purificazione -> SCISSIONE TRA CORPO E ANIMA.
  • L'anima è ora intesa come frammento divino imprigionato nel corpo, puro e inviolabile, immortale nell'uomo da liberare dalla corporeità attraverso un processo di astensione ascetica, destinata a un'opera di auto-trascendimento anagogico inserito nell'ambito della reincarnazione e della trasmigrazione dell'anima come impersonale.
  • Un grande slancio della questione dell'anima verrà detto dall'opera di Socrate (470- 399), il quale la intendeva come il nucleo profondo della personalità individuale.
  • Partendo da Socrate Platone (428-348) la concezione dell'anima in diversi dialoghi, associandola alla teoria delle idee.
  • 7 secoli dopo Platone la teoria dell'anima trovò il suo appello nel pensiero metafisico neoplatonico di Plotino (203-270): - Da un lato vi erano la materia, il nulla, il male; - Dall'altro lo spirito, l'anima, la divinità, l'essere e il bene. Veniva rinnovata l'opposizione fra ANIMA e CORPO all'interno di un corpus filosofico denso di richiami mistici e ascetici. L'anima si pone al centro fra corpo e spirito e diventa principio di vita, desiderio di movimento, esperienze, individualizzazione nel campo illusorio della materia.
  • Una prima elaborazione (MANICHEISMO) del concetto di anima del pensiero cristiano lo troviamo in Sant'Agostino (384-435), influenzato da Plotino -> un filone mistico all'interno del sapere cristiano in cui la conoscenza dell'anima conduceva a DIO.

1.3 Sulle due anime del platonismo

Sulle due anime del platonismo: ascetismo e politica. Da un lato il rifiuto del mondo, alla negazione ascetica mistica solo in norma di un altare spirituale ultra-terreno; dall'altro l'esigenza di trasformazione del mondo in cui realizzare una realtà più etica e più giusta: è 1 Document shared on https://www.docsity.com/it/elementi-di-psicopedagogia-marsicano/7447554/ Downloaded by: pina-zaffarano-2 (pinazaffarano1981@gmail.com)la via dell'utopia, del progetto etico-politico, dalla lotta per la costruzione di una società nuova. All'interno della dimensione etico-politico si riconosceva all'anima la qualità dell'essere in un concetto superiore con le cose materiali, evocando diverse relazioni con le cose in cui l'anima doveva fungere da elemento fondamentale nell'equilibrio fra materialità e spiritualità. Ne discende che, i desideri, il piacere, il dolore, la paura dovevano appartenere non al corpo, riconosciuto solo nella sua dimensione di conoscenza, dell'etica e della morale. Si distinguono dunque:

  • ANIMA RAZIONALE;
  • ANIMA IRASCIBILE;
  • ANIMA CONCUPISCIBILE; Platone nella sua dottrina afferma che l'anima dopo la morte si trasforma in un altro mondo. Platone immagina una biga (ragione) guidata da un cavallo bianco (nobiltà d'animo) e uno nero (anima concupiscibile). Se dalla battaglia esce vittorioso il cavallo nero l'anima sarà costretta a tornare sulla terra. Al contrario, se vince quello bianco, l'anima può raggiungere l'iper-umano (psiche in Freud). Fra l'800 e il '900, infatti, nell'opera di Nietzsche e Freud, questa visione dell'anima torna ad affermarsi con le teorie della motoria buona dell'uomo, quelle sulla bontà originaria dette dalle antropologie di Rousseau, Hegel, Marx.

1.4 Radici aristoteliche delle teorie psicologiche

L'anima è l'atto di un corpo che ha la vita in potenza; per questo si distingue in

  • Anima nutritiva > si sviluppa spontaneamente
  • Anima sensitiva > si sviluppa con la ragione
  • Anima razionale -> si sviluppa con la ragione Per il mondo organico l'anima ha in sé il principio del proprio sviluppo Per il mondo inorganico diviene per cause esterne Quindi l'educazione è diventare ciò che si è La felicità per Aristotele equivale all'attività dell'anima secondo virtù; in tal modo ogni tipologia di anima risponde a precise virtù e a comportamenti morali:
  • L'ANIMA VEGETATIVA, non facendo uso della ragione, non può 'mettere in atto alcun comportamento etico.
  • DALL'ANIMA SENSITIVA, dipende la facoltà desiderativa, ovvero la capacità di provare desideri e passioni che devono però essere rette dalla ragione: sono le virtù etiche 2 Document shared on https://www.docsity.com/it/elementi-di-psicopedagogia-marsicano/7447554/ Downloaded by: pina-zaffarano-2 (pinazaffarano1981@gmail.com)- DALL'ANIMA RAZIONALE, provengono le vere virtù, rette e sorrette dalla ragione, dette virtù dianoetiche. Aristotele -> etica e politica
  • VIRTU' ETICHE > teoria del giusto mezzo La più importante tra le virtù etiche è la GIUSTIZIA.
  • VIRTU' DIANOETICHE
    • ARTE > produrre oggetti
    • SAGGEZZA
    • INTELLIGENZA -> capacità di cogliere i principi primi
    • SCIENZA -> dimostrare
    • SAPIENZA -> utilizzo dell'intelligenza e della scienza per studiare cose più alte

1.5 La rivoluzione cartesiana

Il pensiero sull'anima del Medioevo e del Rinascimento fu, dunque, influenzato dalle tradizioni platoniche e aristoteliche in ambito cristiano, incrinato, a partire dal '600 specie con la figura di Cartesio (1596-1650). Nell'uomo cartesiano:

  • Il corpo dell'uomo è RES EXSTENSA > come tutta la natura l'uomo è una macchina.
  • L'anima dell'uomo è RES COGNITA > non è posta alla legge che legano la natura perché ha una natura diversa dai corpi.
  • Nel cervello dell'uomo Cartesio colloca la GHIANDOLA PINEALE -> qui è presente l'anima.

1.6 Kant e la psicologia moderna

  • Con la seconda metà del '700 il pensiero kantiano (1724-1804) si colloca nel pieno della critica illuminista da un lato e dell'empirismo inglese di Hume dall'altro.
  • Nella riconsiderazione delle possibilità della ragione Kant destruttura le stesse condizioni di possibilità di una ontologia (studio dell'essere) dell'anima con le sue implicazioni tecnologiche; non può esservi alcuna conoscenza epistemologica legittima al di fuori dell'esperienza fenomenica, limite invalicabile dei saperi umani. Nascita degli approcci empirici e scientifici alla conoscenza psicologica. 3 Document shared on https://www.docsity.com/it/elementi-di-psicopedagogia-marsicano/7447554/ Downloaded by: pina-zaffarano-2 (pinazaffarano1981@gmail.com)
  • Tuttavia, permane nell'uomo l'insopprimibile tendenza a valicare i limiti della conoscenza in direzione di una conoscenza assoluta (metafisica). Questa tensione dà vita alle IDEE DELLA RAGIONE ... Per Kant l'anima è inconoscibile e la si può analizzare solo scientificamente -> PSICOLOGIA SCIENTIFICA I tre problemi della metafisica (idee della ragione) - Anima - Mondo - Dio La ragione ha tutto il diritto di pensare questi problemi, non è però in grado di produrre a partire da essi un sapere fondato: questo è il difetto delle più comuni metafisiche, che emerge costantemente nella storia di questa disciplina -> LA RAGIONE NON SI PUO' SPIEGARE

CAPITOLO 2

2.1 La nascita della psicologia scientifica

2.1.1 complessità e contraddizioni del sapere psicologico. La definizione del termine "psicologia", che deriva dal greco psiche (anima) e logos (Studio), viene attribuita logico Rodolfo Goclenio . L'atto di nascita ufficiale della "psicologia scientifica“ avviene parecchio tempo dopo, precisamente verso la fine del secolo scorso, grazie allo sforzo di sistematizzazione di W. Wundt, che fondò, nel 1874, il primo laboratorio sperimentale e la prima rivista di psicologia. Un paradigma esplicativo a permesso la psicologia di isolare un oggetto è un'area di intervento, ma non di garantire al proprio interno unitarietà dei saperi: questa disciplina risulta infatti ancora oggi attraversata dalla contraddizione. Verso la fine del secolo scorso gli psicologi sperimentali cercarono di sottrarsi a questa contraddizione, per acquisire identità scientifica, riducendo l'oggetto della psicologia a fenomeni si che elementari, attraverso procedure sperimentali. Come tutte le scienze, la psicologia ha infatti influenzato la nostra vita più livelli: ha fornito novità in campo clinico operativo, ma ha anche modificato il nostro modo di vedere e concettualizzare la natura umana. Quando i nuovi campi di attività scientifica prendono forma, cominciano infatti loro percorso conoscitivo partendo da oggetti e idee che sono parte della comune esperienza. Durante questo periodo di crescita, pre-paradigmatico, la scienza risulta facilmente intelligibile e le nuove scoperte vengono comprese e discusse da milioni di persone. In uno stadio successivo, quello paradigmatico, i confini disciplinari tendono invece a precisarsi e linguaggi tecnici ad affinarsi. Tra i molti approcci teorici che compongono i saperi sulla psicologia dell'uomo, la Bellisario ha scelto di trattarne alcuni: quei modelli che, nelle quali organizzazioni di servizi, fungono da referente teorico per gli operatori dell'area Psico-socio-sanitario-educativa.

2.1.2 W. WUNDT E LA PSICOLOGIA SCIENTIFICA: L'obiettivo principale di W. Wundt

W. WUNDT E LA PSICOLOGIA SCIENTIFICA: L'obiettivo principale di W. Wundt era quello di affermare l'autonomia scientifica della psicologia, allontanandosi dalla tradizione filosofica, per renderla una scienza di laboratorio. Wundt riteneva che il compito della psicologia fosse quello di ridurre analiticamente la coscienza ai suoi elementi originari e costituitivi, determinandone e molti connessione, per arrivare infine a definire un 4 Document shared on https://www.docsity.com/it/elementi-di-psicopedagogia-marsicano/7447554/ Downloaded by: pina-zaffarano-2 (pinazaffarano1981@gmail.com)sistema di leggi capace di spiegare il funzionamento della coscienza. L'obiettivo di Wundt era dunque quello di descrivere le la base delle varie componenti elementari dell'esperienza, studiate con il metodo dell'introspezione. Un metodo antichissimo, quello dell'introspezione che Wundt non derivò dalla tradizione filosofica, bensì dalla scienza fisica, dove era stato usato per lo studio della luce e del suono. Wundt stabilire regole esplicite per l'uso appropriato dell'introspezione nel tuo laboratorio dei fondi era infatti dispensa abile poter ripetere l'osservazione parecchie volte e le condizioni sperimentali dovevano essere suscettibili di variazione in rapporto a una manipolazione controllata dello stimolo. Ben presto il laboratorio di Wundt sì riempi di studenti e allievi che venivano tutto il mondo.

2.2.2 IL NEO-COMPORTAMENTISMO DI F. SKINNER

IL NEO-COMPORTAMENTISMO DI F. SKINNER. Skinner accentua il rigore dell'impostazione Comportamentista, rafforzandone l'aspetto descrittivo e abbandonando l'idea di poter stabilire una relazione funzionale tra stimolo e risposta, capace di spiegare il comportamento umano. La cornice teorica di questo modello subisce una profonda trasformazione: dalla spiegazione, si passa infatti a una descrizione rigorosa. Il comportamento è infatti un segno (un sintomo) di qualcosa che può essere trattata risalendo alla correlazione errata, verificatasi nel condizionamento originario.

2.2.3 PRESUPPOSTI TEORICI FONDAMENTALI

PRESUPPOSTI TEORICI FONDAMENTALI. È a Skinner chi si deve la contrapposizione tra condizionamento classico e condizionamento operante. Il condizionamento classico rispondo all'obiettivo di istituire un'associazione, prima inesistente, tra uno stimolo esterno neutro e un riflesso innato. Parlov, Che realizzò le prime osservazioni riflessologiche da cui Watson prassi ispirazione, dimostrate esempio la possibilità di insegnare a un cane a salivare come risposta condizionata alla stimolazione di un campanello. Un risultato che è possibile raggiungere accoppiando la prestazione del suono alla presentazione del cibo fino a che il semplice suono, dopo ripetuti Accoppiamenti, tenderà a produrre, anche in assenza di cibo, la risposta di salivazione. Perché possa stabilirsi una risposta condizionata classica sono però necessarie alcune condizioni: ad esempio, che non organismo venga mantenuto nello stesso fisiologico che consente a quella reazione di manifestarsi; così, risale nostro esempio, è necessario mantenere quanti giù il cane, perché un animale sazio non si mette asserivate di fronte al cibo. È inoltre importante che i due stimoli vengono presentati in modo contiguo. La maggior parte degli apprendimenti dell'uomo, non abbiano in questo modo, ma attraverso un altro tipo di condizionamento, che Skinner ha definito operante o strumentale. La dimostrazione si basa sull'azionamento di un congegno presente nello Skinner box, una scatola costruita dallo psicologo americano per eliminare l'interferenza di qualsiasi stimolo estraneo. In questo esperimento, si prende un ratto digiuno da qualche tempo e lo si colloca nella scatola, lasciandolo libero di esplorare il nuovo ambiente. Nel corso di questo giro di esplorazione arriverà primo poi il momento in cui il ratto, in modo accidentale, riuscirà ad abbassare una leva che fare uscire una Pallottino di cibo non apposito contenitore. Di solito, dopo pochi rinforzi il condizionamento diventa molto rapido e il ratto, non più in modo accidentale ma dimostrando di aver imparato il comportamento corretto per ottenere il cibo, abbasserà direttamente e ripetutamente la levetta. In questo esperimento, è importante notare che il comportamento del ratto affamato opera sull'ambiente per farle tenere il cibo; ma se al rinforzo positivo si sostituisce un rinforzo negativo (come, ad esempio, una scossa elettrica), si assiste invece rapidamente all'estinzione della risposta condizionata. Da questo esperimento fondamentale, Skinner 5 Document shared on https://www.docsity.com/it/elementi-di-psicopedagogia-marsicano/7447554/ Downloaded by: pina-zaffarano-2 (pinazaffarano1981@gmail.com)

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.