Sociologia del lavoro e dell'organizzazione, Unimore

Documento da Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia su Sociologia del lavoro e dell'organizzazione Chiara. Il Pdf esplora la sociologia economica, definendo il mercato e le sue implicazioni sociali, analizzando le diverse prospettive sull'economia e introducendo i concetti di radicamento cognitivo, culturale, strutturale e politico, con un focus sulle figure del mercato del lavoro in Economia.

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53 pagine

Sociologia del lavoro e dell'organizzazione Chiara
Sociologia del lavoro e dell'organizzazione (Università degli Studi di Modena e Reggio
Emilia)
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Sociologia del lavoro e dell'organizzazione Chiara

Sociologia del lavoro e dell'organizzazione (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da uuiyfiuyfiuyfuiy retrewtwtyw (sihobid221@edectus.com)Sociologia economica:

Braudel (1977) e il mercato

«Pur ammettendo le virtù del meccanismo concorrenziale ... è importante sottolineare soprattutto che il mercato è solo un legame imperfetto tra produzione e consumo, se non altro per il fatto che è un legame incompleto. Tengo a sottolineare la parola incompleto ... ciò che non mi convince è la sua funzione di fattore assoluto, esclusivo. Ciò non impedisce che ... gli economisti abbiano costruito le loro teorie solo a partire dagli schemi e dagli insegnamenti dell'economia di mercato» ↓

Tre questioni sul mercato

  1. Mercato come spiegazione incompleta, non sufficiente per spiegare come funziona la società e il mondo
  2. Mercato ambisce ad essere una spiegazione assoluta. - > c'è la tendenza degli economisti a spiegare tutto attraverso la logica di mercato. Ogni tipo di relazione e fenomeno socioeconomico sarebbe riconducibile alla semplice spiegazione di mercato
  3. C'è altro da tenere in considerazione: la dimensione sociale.

Definizione generale di sociologia economica

disciplina caratterizzata da un insieme di studi e ricerche volti ad approfondire i rapporti di interdipendenza tra fenomeni economici e sociali.

Problemi della sociologia economica

  • Cosa sono i fenomeni economici? E quelli sociali? Dove si colloca il confine? La sociologia economica si occupa dei primi o dei secondi?
  • E l'economia? Di cosa si occupa? Che rapporto ha con la sociologia economica?

Per capire la prospettiva della sociologia economica dobbiamo capire qual è la sua avversaria/alleata @ l'economia.

Prima definizione di economia

insieme di attività stabilmente intraprese dai membri di una società per produrre, distribuire e scambiare beni e servizi.

Seconda definizione di economia

insieme di attività che hanno a che fare con la scelta individuale di impiego di risorse scarse al fine di ottenere il massimo dai propri mezzi.

Sono due definizioni che rimandano a due prospettive diverse La prima definizione lascia uno spazio all'idea che l'azione economica abbia un radicamento sociale.

  • RADICAMENTO COGNITIVO: azione economica radicata in mappe mentali; gli agenti non sono macchine ma sono cognitivamente complessi. Hanno prospettive, filtri che influenzano le scelte
  • RADICAMENTO CULTURALE: azione economica si rivolge all'interno di valori, norme, codici e convenzioni etiche più o meno condivisi e anche questi influenzano l'azione
  • RADICAMENTO STRUTTURALE: gli attori sono inseriti in relazioni. Sono interdipendenti, non sono isolati. Le relazioni pesano nelle scelte
  • RADICAMENTO POLITICO: gli attori sono inseriti in relazioni di potere e le risorse non sono egualmente distribuite.

Implicazioni della seconda definizione di economia

Ma da un certo punto in poi ha prevalso una seconda definizione di economia con delle importanti implicazioni:

  • AUTOREGOLAZIONE DEL MERCATO: il mercato è autoregolato (non risponde ad influenze esterne, è autonomo nel suo funzionamento)
  • MARGINALITA' DEL CONCETTO DI SOCIETA': la società è uno sfondo, dato/variabile dipendente/non esiste (insieme di individui e delle loro azioni)
  • IMPERIALISMO ECONOMICISTA: se la società è un insieme di individui o una variabile dipendente, economia: sola disciplina che può spiegare il suo funzionamento. La sociologia deve occuparsi d'altro.

La sociologia economica a questo punto o diventa economia, (scimmiotta l'economia) e assume un ruolo ancillare (limitarsi a spiegare/descrivere le conseguenze delle azioni economiche) o si occupa d'altro (l'economia si occupa della formazione del VALORE, la sociologia dei VALORI) This document is available on studocu Scaricato da uuiyfiuyfiuyfuiy retrewtwtyw (sihobid221@edectus.com)Nella prima definizione i processi economici sono incastonati in un contesto sociale. Nel secondo caso la società è una vera e propria variabile dipendente. Il terzo corollario della seconda definizione è un'attitudine a quella che è stato chiamato l'imperialismo economicista.

La seconda definizione di economia non è sempre stata egemone. Per capire il ruolo della sociologia economica è necessario tornare alla scuola degli economisti i classici (ruolo centrale: lavoro) e alla successiva rivoluzione ad opera della scuola marginalista.

Scuola classica

Teoria valore-lavoro

Teoria centrale per la scuola classica del pensiero economico e del pensiero marxiano TEORIA VALORE-LAVORO: Il valore di una merce è la quantità di tempo necessaria per produrlo. IMPLICAZIONE: per poter scambiare due diverse merci (es: una lepre e una cassetta di mele) il lavoro deve essere pensato come 'non sostanziale', ma come 'astratto' da ciò che produce e da come lo produce. Il tempo impiegato per entrambi è la base comune per realizzare lo scambio tra questi due oggetti/merci #.

Problema del profitto

PROBL: se il valore della merce è quello del tempo di lavoro di produzione, in un sistema moderno, industriale e capitalistico, come si genera il profitto?

Società arcaica e profitto

SOCIETA' ARCAICA: la coincidenza del prezzo della merce col valore-lavoro può essere adatta a spiegare lo scambio di mercato in una società arcaica (pre-capitalista e pre-industrializzata). MA -> non c'è profitto, è una sorta di baratto.

Società moderna e profitto

SOCIETA' MODERNA: nella società capitalista e industrializzata (mossa dal profitto) esiste una separazione tra chi lavora e chi fornisce i mezzi per farlo. Chi non possiede i mezzi di produzione presta il proprio lavoro: il lavoratore non è indipendente (non ha mezzi propri), ne è possessore del proprio lavoro, ma eroga forza lavoro in cambio di un salario. Chi invece ha i mezzi di produzione investe: fornisce gli strumenti, macchine, le materie prime per produrre ed estrarre un profitto. Il motivo degli investimenti è la ricerca di profitto.

Spiegazione di Smith sul prezzo della merce

Perché però gli investitori dovrebbero investire se non hanno ritorni (un profitto)?

  • La spiegazione di Smith= addizione.

Il prezzo della merce secondo Smith in verità eccede il tempo necessario per produrla @ ORE DI LAVORO NECESSARIE PER PRODURRE LA MERCE + PREZZO DELLE MATERIE PRIME E MACCHINE + GUADAGNO PER IL CAPITALISTA DA REINVESTIRE = PREZZO DELLA MERCE Rimane comunque forte l'ancoraggio al lavoro come fonte fondamentale di valore.

Spiegazione di Ricardo sul profitto

  • La spiegazione di Ricardo: sottrazione.

La competizione tra imprenditori impone di tendere al costo di produzione (tempo di lavoro + spese fisse: costi di materie prime e macchinari ... ). Il profitto nasce dalla decurtazione del salario: il lavoratore viene compensato meno del valore che produce; la decurtazione è legittimata dal fatto che il lavoro è considerato una merce e in quanto merce vale ciò che costa produrla e il salario equivale alla riproduzione della forza lavoro -> il salario equivale a ciò che il lavoratore "spende" per poter riprodurre la sua forza lavoro (salario minimo di sussistenza). Il salario non corrisponde più al lavoro (tempo) ↓ L'utile 'risparmiato' dal compenso al lavoratore è reinvestito: l'imprenditore ha la necessità competitiva di reinvestire in macchinari per migliorare produttività e prodotti. Se non facesse così, uscirebbe dal mercato e fallirebbe. I rentier (è il proprietario del campo, chi affitta a chi corre un rischio d'impresa) sono parassiti che erodono profitti, capacità di investimento, salari e crescita. Scaricato da uuiyfiuyfiuyfuiy retrewtwtyw (sihobid221@edectus.com)

Marx

Spiegazione di Marx sulla caduta del saggio di profitto

MARX: La sua spiegazione è di sottrazione. Marx non fa parte dei classici, ma è con la scuola classica che si forma il pensiero marxiano. Marx assume il nucleo teorico di Ricardo e ne trae 2 conseguenze (legge della caduta del saggio di profitto): 1. Il profitto è il risultato della decurtazione del salario. 2. La competizione tra imprenditori impone di tendere a produrre a costi sempre minori di produzione. Questo risultato (produrre a costi sempre minori) è ottenibile attraverso l'impiego sempre più esteso di macchinari, lo sviluppo di tecnologie più efficienti e l'utilizzo sempre minore di lavoro umano. L'impiego sempre minore di lavoro umano produce un restringimento del bacino a cui attingere per originare il profitto, quest'ultimo alla lunga si ridurrà fino al punto di scomparire. Dal momento che l'utile tenderà a ridursi o a scomparire, non sarà più conveniente investire e si esaurirà il sistema di produzione capitalista. È una visione un po' deterministica.

Aspetti deboli della teoria valore-lavoro

  1. I prezzi risentono del rapporto tra domanda e offerta, non sono solo generati dalle ore che si impiegano per la costruzione del prodotto;
  2. Astrattezza del valore lavoro non tutte le attività lavorative hanno lo stesso valore (caratteristiche e competenze # es. operaio/medico);
  3. Le attività lavorative mutuano valore a seconda del contesto (es: scarsità di fornitori).

Punti fermi della scuola classica

MA la scuola classica presenta dei punti fermi

  • Assume il lavoro come centrale nella produzione di ricchezza (ammesse variazioni di prezzo dovute al gioco di domanda e offerta ma partire dal valore-lavoro della merce)
  • Assume la divisione del lavoro (nelle sue # accezioni) come elemento esplicativo
  • Si pone in un paradigma della crescita e dello sviluppo (del cambiamento), si focalizza sul circolo virtuoso di mercato: produzione merci > vendita e profitto > investimento

La scuola marginalista (o neoclassica)

La scuola classica, nonostante diversi punti deboli, ha anche dei capisaldi. Soprattutto, nella scuola classica lo studio del mercato (fissare i prezzi attraverso il gioco della domanda e dell'offerta) si accompagna allo studio delle istituzioni e delle strutture sociali. Anche per Adam Smith il mercato può funzionare solo in presenza di un quadro istituzionale appropriato (istituzioni capitalistiche).

  • Regole, codici, valori e politiche finalizzate a favorire l'accumulazione del capitale, situazioni di concorrenza antiprotezionistiche, ma anche antimonopolistiche (ruolo dello Stato e delle leggi limitato).
  • La divisione del lavoro è limitata all'ampiezza del mercato. L'ampiezza del mercato dipende dal volume degli investimenti; le condizioni per investire devono essere create dallo stato e dalle istituzioni sociali.

Fino a questo punto economia e sociologia come discipline non hanno due campi di studi e analisi chiaramente distinti. Lo scambio di mercato (i prezzi derivanti dal gioco di domanda e offerta, quindi autoregolati) non è considerato autonomo nel suo funzionamento dalle istituzioni sociali, ma allo stesso tempo c'era la consapevolezza che la modernità è caratterizzata dall'affermazione dello scambio di mercato su altri tipi di scambio tipici dell'età arcaica organizzati su principi di reciprocità e di redistribuzione (scambi amministrati attraverso codici e valori sociali). L'economia come disciplina autonoma nasce nel momento in cui gli scambi di mercato sono assunti come emancipati da vincoli e controlli sociali. (1800) In questo modo, è possibile ricercare leggi autonome e generali che spiegano il funzionamento del mercato, dei prezzi dell'offerta e della domanda. - > Iniziano ad imporsi confini precisi tra le due discipline. La rivoluzione industriale fa sì che inizi un processo di cambiamento. Alla fine del 19º secolo l'affermazione del capitalismo comincia a rag ingere un certo livello di maturità e l'economia pensa di potersi rendere autonoma dalla dimensione socfare isavailableop hiento Ştudocu daniel al mercato diventano emancipati da Scaricato da uuiyfiuyfiuyfuiy retrewtwtyw (sihobid221@edectus.com)

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