Documento da Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia su Sociologia del lavoro e dell'organizzazione Chiara. Il Pdf esplora la sociologia economica, definendo il mercato e le sue implicazioni sociali, analizzando le diverse prospettive sull'economia e introducendo i concetti di radicamento cognitivo, culturale, strutturale e politico, con un focus sulle figure del mercato del lavoro in Economia.
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Sociologia del lavoro e dell'organizzazione (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da uuiyfiuyfiuyfuiy retrewtwtyw (sihobid221@edectus.com)Sociologia economica:
«Pur ammettendo le virtù del meccanismo concorrenziale ... è importante sottolineare soprattutto che il mercato è solo un legame imperfetto tra produzione e consumo, se non altro per il fatto che è un legame incompleto. Tengo a sottolineare la parola incompleto ... ciò che non mi convince è la sua funzione di fattore assoluto, esclusivo. Ciò non impedisce che ... gli economisti abbiano costruito le loro teorie solo a partire dagli schemi e dagli insegnamenti dell'economia di mercato» ↓
disciplina caratterizzata da un insieme di studi e ricerche volti ad approfondire i rapporti di interdipendenza tra fenomeni economici e sociali.
Per capire la prospettiva della sociologia economica dobbiamo capire qual è la sua avversaria/alleata @ l'economia.
insieme di attività stabilmente intraprese dai membri di una società per produrre, distribuire e scambiare beni e servizi.
insieme di attività che hanno a che fare con la scelta individuale di impiego di risorse scarse al fine di ottenere il massimo dai propri mezzi.
Sono due definizioni che rimandano a due prospettive diverse La prima definizione lascia uno spazio all'idea che l'azione economica abbia un radicamento sociale.
Ma da un certo punto in poi ha prevalso una seconda definizione di economia con delle importanti implicazioni:
La sociologia economica a questo punto o diventa economia, (scimmiotta l'economia) e assume un ruolo ancillare (limitarsi a spiegare/descrivere le conseguenze delle azioni economiche) o si occupa d'altro (l'economia si occupa della formazione del VALORE, la sociologia dei VALORI) This document is available on studocu Scaricato da uuiyfiuyfiuyfuiy retrewtwtyw (sihobid221@edectus.com)Nella prima definizione i processi economici sono incastonati in un contesto sociale. Nel secondo caso la società è una vera e propria variabile dipendente. Il terzo corollario della seconda definizione è un'attitudine a quella che è stato chiamato l'imperialismo economicista.
La seconda definizione di economia non è sempre stata egemone. Per capire il ruolo della sociologia economica è necessario tornare alla scuola degli economisti i classici (ruolo centrale: lavoro) e alla successiva rivoluzione ad opera della scuola marginalista.
Teoria centrale per la scuola classica del pensiero economico e del pensiero marxiano TEORIA VALORE-LAVORO: Il valore di una merce è la quantità di tempo necessaria per produrlo. IMPLICAZIONE: per poter scambiare due diverse merci (es: una lepre e una cassetta di mele) il lavoro deve essere pensato come 'non sostanziale', ma come 'astratto' da ciò che produce e da come lo produce. Il tempo impiegato per entrambi è la base comune per realizzare lo scambio tra questi due oggetti/merci #.
PROBL: se il valore della merce è quello del tempo di lavoro di produzione, in un sistema moderno, industriale e capitalistico, come si genera il profitto?
SOCIETA' ARCAICA: la coincidenza del prezzo della merce col valore-lavoro può essere adatta a spiegare lo scambio di mercato in una società arcaica (pre-capitalista e pre-industrializzata). MA -> non c'è profitto, è una sorta di baratto.
SOCIETA' MODERNA: nella società capitalista e industrializzata (mossa dal profitto) esiste una separazione tra chi lavora e chi fornisce i mezzi per farlo. Chi non possiede i mezzi di produzione presta il proprio lavoro: il lavoratore non è indipendente (non ha mezzi propri), ne è possessore del proprio lavoro, ma eroga forza lavoro in cambio di un salario. Chi invece ha i mezzi di produzione investe: fornisce gli strumenti, macchine, le materie prime per produrre ed estrarre un profitto. Il motivo degli investimenti è la ricerca di profitto.
Perché però gli investitori dovrebbero investire se non hanno ritorni (un profitto)?
Il prezzo della merce secondo Smith in verità eccede il tempo necessario per produrla @ ORE DI LAVORO NECESSARIE PER PRODURRE LA MERCE + PREZZO DELLE MATERIE PRIME E MACCHINE + GUADAGNO PER IL CAPITALISTA DA REINVESTIRE = PREZZO DELLA MERCE Rimane comunque forte l'ancoraggio al lavoro come fonte fondamentale di valore.
La competizione tra imprenditori impone di tendere al costo di produzione (tempo di lavoro + spese fisse: costi di materie prime e macchinari ... ). Il profitto nasce dalla decurtazione del salario: il lavoratore viene compensato meno del valore che produce; la decurtazione è legittimata dal fatto che il lavoro è considerato una merce e in quanto merce vale ciò che costa produrla e il salario equivale alla riproduzione della forza lavoro -> il salario equivale a ciò che il lavoratore "spende" per poter riprodurre la sua forza lavoro (salario minimo di sussistenza). Il salario non corrisponde più al lavoro (tempo) ↓ L'utile 'risparmiato' dal compenso al lavoratore è reinvestito: l'imprenditore ha la necessità competitiva di reinvestire in macchinari per migliorare produttività e prodotti. Se non facesse così, uscirebbe dal mercato e fallirebbe. I rentier (è il proprietario del campo, chi affitta a chi corre un rischio d'impresa) sono parassiti che erodono profitti, capacità di investimento, salari e crescita. Scaricato da uuiyfiuyfiuyfuiy retrewtwtyw (sihobid221@edectus.com)
MARX: La sua spiegazione è di sottrazione. Marx non fa parte dei classici, ma è con la scuola classica che si forma il pensiero marxiano. Marx assume il nucleo teorico di Ricardo e ne trae 2 conseguenze (legge della caduta del saggio di profitto): 1. Il profitto è il risultato della decurtazione del salario. 2. La competizione tra imprenditori impone di tendere a produrre a costi sempre minori di produzione. Questo risultato (produrre a costi sempre minori) è ottenibile attraverso l'impiego sempre più esteso di macchinari, lo sviluppo di tecnologie più efficienti e l'utilizzo sempre minore di lavoro umano. L'impiego sempre minore di lavoro umano produce un restringimento del bacino a cui attingere per originare il profitto, quest'ultimo alla lunga si ridurrà fino al punto di scomparire. Dal momento che l'utile tenderà a ridursi o a scomparire, non sarà più conveniente investire e si esaurirà il sistema di produzione capitalista. È una visione un po' deterministica.
MA la scuola classica presenta dei punti fermi
La scuola classica, nonostante diversi punti deboli, ha anche dei capisaldi. Soprattutto, nella scuola classica lo studio del mercato (fissare i prezzi attraverso il gioco della domanda e dell'offerta) si accompagna allo studio delle istituzioni e delle strutture sociali. Anche per Adam Smith il mercato può funzionare solo in presenza di un quadro istituzionale appropriato (istituzioni capitalistiche).
Fino a questo punto economia e sociologia come discipline non hanno due campi di studi e analisi chiaramente distinti. Lo scambio di mercato (i prezzi derivanti dal gioco di domanda e offerta, quindi autoregolati) non è considerato autonomo nel suo funzionamento dalle istituzioni sociali, ma allo stesso tempo c'era la consapevolezza che la modernità è caratterizzata dall'affermazione dello scambio di mercato su altri tipi di scambio tipici dell'età arcaica organizzati su principi di reciprocità e di redistribuzione (scambi amministrati attraverso codici e valori sociali). L'economia come disciplina autonoma nasce nel momento in cui gli scambi di mercato sono assunti come emancipati da vincoli e controlli sociali. (1800) In questo modo, è possibile ricercare leggi autonome e generali che spiegano il funzionamento del mercato, dei prezzi dell'offerta e della domanda. - > Iniziano ad imporsi confini precisi tra le due discipline. La rivoluzione industriale fa sì che inizi un processo di cambiamento. Alla fine del 19º secolo l'affermazione del capitalismo comincia a rag ingere un certo livello di maturità e l'economia pensa di potersi rendere autonoma dalla dimensione socfare isavailableop hiento Ştudocu daniel al mercato diventano emancipati da Scaricato da uuiyfiuyfiuyfuiy retrewtwtyw (sihobid221@edectus.com)