Documento dall'Università Cattolica del Sacro Cuore su Riassunti di "Introduzione alla storia della psicologia" di Carmela Morabito. Il Pdf esplora le principali correnti e figure della psicologia, dalla nascita della psicologia scientifica con Wundt fino alla scuola storico-culturale, utile per lo studio universitario di Psicologia.
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Nel 1879 si verifica la nascita della psicologia come scienza autonoma con l'istituzione del primo laboratorio di psicologia sperimentale a Lipsia per opera di Wundt. La psicologia diviene scienza a pieno titolo assumendo carattere riduzionista e metodo sperimentale.
A cavallo dei due secoli Wilhem Dilthey introduce una distinzione metodologica tra scienze nomotetiche (esplicative) e idiografiche (descrittive). La psicologia si colloca nel mezzo di questa distinzione, posizione dilemmatica che prevede lo studio scientifico di un corpo dinamico come la mente. Negli stessi anni di W. opera Franz Brentano, d'accordo con il primo ad attribuire alla psicologia una autonomia disciplinare e dignità scientifica.
Ma considera l'approccio al metodo fenomenologico, la psicologia dovrebbe studiare l'esperire stesso, il processo nella sua dimensione globale piuttosto che indagare i dati dell'esperienza. Tale è l'intenzionelità, tensione che caratterizza ogni atto psichico.
I processi psichici non sono scomponibili in elementi minimi, una psicologia fenomenologica descrive i fenomeno così come appaiono alla coscienza. Tale posizione è tradizionalmente opposta a quella di W.
Nei primi anni Settanta W. Integrò la fisiologia del sistema nervoso con la psicologia. Helmholtz fu un costante riferimento con la concezione del processo percettivo come lavoro di sintesi bastato su esercizio, abitudine ed esperienza. L'interazione tra i nostri organi di senso e gli oggetti ci permette di conoscere le cause delle nostre impressioni sensoriali: l'oggetto si costruisce attraverso l'esperienza passata, la percezione è un insieme di descrizioni effettuate dal cervello e basate su inferenze proveniente dai dati sensoriali.
Nel 1874 pubblica Fondamenti di psicologia fisiologica, definendo la psicologia sperimentale come scienza autonoma
Nel 1879 fonda il laboratorio di Lipsia, simbolo della nuova psicologia.
W. ha saputo sintetizzare le numerose vie teoriche sulla conoscenza dell'uomo: neurofisiologia, biologia evoluzionistica, associazionismo anglosassone.
La psicologia studia l'esperienza umana nella sua dimensione immediata, diversamente dalla fisica (mediata), attraverso l'introspezione sperimentale, intervento volontario dello spettatore in opera di controllo dei propri processi psichici, dunque gli oggetti principali dell'indagine psicologica sono la sensazione e la percezione.
Il processo psicologico va articolato in tre fasi: - Auto osservazione - Determinazione del modo di connessione degli elementi - Determinazione delle leggi che regolano le connessioni.
La sensazione genera per associazione la percezione, tramite la sintesi creativa si produce l'appercezione, momento di consapevolezza del soggetto conoscente. W. Lascia alla filosofia lo studio delle ultime due fasi e si limita all'analisi della prima.
T.itchener allievo di Wuntd e responsabile della diffusione del pensiero wundtiano privo di incertezze, sostiene che si debba distinguere tra mente e coscienza:
Bisogna dunque studiare la coscienza per cogliere la struttura della mente, della coscienza però si devono cogliere i contenuti elementari e le leggi del loro combinarsi. Riferendosi alla biologia T. vuole cogliere la struttura della mente e l'unico metodo possibile è quello dell'introspezione sperimentale per cogliere gli elementi minimi della coscienza che formano la sua struttura.
L'esperienza cosciente è articolata in 3 ambiti:
A tali elementi corrispondono attributi: qualità, intensità, durata, chiarezza.
Lo studio della mente va al di là delle differenze temporali ed individuali, considerate accidenti di percorso.
Teoria del mosaico: la percezione è somma di elementi sensoriali dunque va studiata con una metodologia bottom-up.
Tali osservazioni saranno criticate sottolineando le componenti soggettive e la natura dinamica della coscienza.
Insieme allo strutturalismo è una della maggiori correnti psicologica statunitensi a cavallo del secolo. I movimenti si contrappongono sia per oggetto che per metodo. Galassia di studiosi, non una scuola, che intendono la psicologia come disciplina volta alla comprensione dei meccanismi fondamentali del comportamento umano tramite spunti presi dalla biologia, filosofia e neurofisiologia. J. sostiene che la coscienza è dinamica ed unitaria, l'intelligenza è il massimo strumento adattivo e la mente è prodotto dell'evoluzione che mira alla sopravvivenza individuale.
Dunque, diversamente da T. sostiene che la coscienza non può essere l'insieme di singoli stati psichici perché esperisce un flusso di coscienza, il pensiero non è frantumabile in elementi separati. Ne consegue che il linguaggio non è adatto a descrivere ed a cogliere le percezioni perché trasforma i fenomeni in entità fisse. L'introspezione di T. è quindi inadeguata.
Secondo J. è necessario studiare l'individuo come totalità organica perché l'attività mentale ha una valenza pratica e adattiva.
Il pensiero non è separabile dall'azione, si è sempre in un rapporto pratico con il mondo, decisiva è dunque l'Esperienza individuale.
Conseguenze: - Teleologia dei processi mentali - Dinamica continua dei processi mentali
Il flusso di coscienza contiene: un sé corporeo, uno sociale ed uno spirituale, uniti a formare l'identità dell'organismo.
Self: complesso di costrutti che comprende l'idea di se stessi.
Apprendimento, memoria ed abitudine sono funzioni della plasticità del cervello e del sistema nervoso, infatti la base fisiologia dell'abitudine consiste che un'attività ripetuta da origine ad una traccia nel cervello, lungo la quale si incanala l'energia successiva.
Motor theory of consciouness: il pensiero in atto ne indurrebbe l'esecuzione.
Teoria di James-Lange sulle emozioni: la percezione della situazione produce una condizione fisica, la consapevolezza di essa è l'emozione, dunque l'attivazione fisiologica precede la sensazione emotiva.
J. rifiuta il metodo sperimentale a favore di quello genetico-funzionale, critica le indagini da laboratorio, perché la relazione con l'ambiente è sempre aperta e noi guardiamo la realtà sempre da una precisa angolazione. Inoltre è contrario alla psicologia sperimentale che riduce ad atomi la fluidità della vita psichica.
Gli stati mentali selezionano continuamente le scelte in vista dell'interesse individuale, è dunque importante l'esperienza e la relazione con l'ambiente.
Diversamente dagli strutturalisti, per i funzionalisti la psicologia deve avere carattere esplicativo, deve essere utile al benessere dell'uomo. L'oggetto di indagine si apre verso animali e bambini, linguaggio e adattamento ambientale, l'interesse è come funzionano i processi psichici non cosa siano. Occorre adottare altre metodologie osservative, comparative, genetiche.
In tale ambiente si formeranno i primi teorici del comportamentismo con l'attenzione sulle differenze individuali e l'effetto della pratica sui risultati.
W. fonda negli USA la psicologia clinica, nuovo ambito di indagine e pratica della psicologia, con lo scopo di studiare statisticamente le misurazioni individuali rispetto alla distribuzione della loro frequenza nella popolazione. Galton sviluppa tecniche di misurazione e W. apre alla ricerca psicometrica alla misurazione e alla rilevazione delle capacità psichiche.
Cattel è promotore delle prime applicazione psicometriche in ambito educativo sviluppando test da somministrare ma presto si accorge dell'importanza delle differenze individuali. Psicologia sperimentale vs psicologia individuale.
Binet è interessato alla psicologia individuale, è necessario studiare l'individuo nel contesto ambientale non in laboratorio.
I test di Binet e Simon misurano le abilità cognitive dei bambini per individuare gli eventuali problemi, B. rimane cauto nella considerazione dei punteggi dei test, in quando conferisce importanza alle variabili qualitative.
B. e S. produrranno un test introducendo l'età mentale come criterio, si misura quindi l'intelligenza legata alla cultura, istruzione e ambiente.
Witmer assume la direzione del laboratorio di psicologia in Pennsylvania, sostiene di utilizzare gli strumenti della psicologia scientifica allo scopo di favorire benessere agli individui, si situa in un ambiente funzionalista, interessato all'aspetto evolutivo e all'utilità dell'attività mentale, non alle strutture dalla mente.
W. elabora quindi un'immagine della psicologia come scienza utile alla prevenzione e al recupero di difficoltà comportamentali e ritardi cognitivi, intervenendo in primo luogo sui bambini ritardati nel loro sviluppo. Ha quindi l'obiettivo di estendere la psicologia scientifica al trattamento degli individui con disturbi mentali, caratterizzato da un interesse alla persona e possibilità di applicare le proprie conoscenze.
W. è interessato a clinica e ricerca sperimentale, ma successivamente abbandona l'utilizzo di test preferendo vedere la mente in azione, osservare il bambino che svolge il compito piuttosto che il risultato del test, dato l'interesse alla singolarità della mente.
W. teorizza due tipi di ritardo: - Bambini che non raggiungono il lv normale per la propria età - Bambini che non sviluppano a pieno le proprie capacità. Da ciò accusa il sistema scolastico della non-differenziazione tra bambini superdotati e bambini ritardati. Inoltre, secondo W. Istinti criminali e altri comportamenti sono effetti di ambienti sfavorevoli.
Le caratteristiche dell'approccio witmeriano riguardano: La dimensione applicata della psicologia e la sua valenza pragmatica, pedagogica e terapeutica.
Fine '800 si determinano posizione profondamente diverse nella cultura tedesca.
F. parte da un presupposto teorico: la convinzione che l'oggetto della psicologia sia la coscienza.
Egli si formò nel circolo di Berlino, dove i fisiologi perseguono l'obiettivo di ridurre la specificità biologica alle leggi della fisica e della chimica, qui nasce la psicopatologia: la mente viene considerata un pezzo della macchina organica soggetta a leggi naturali.
In questo ambiente F. cerca di studiare le basi fisiche delle psicopatologie, ma i tentativi si scontrano con l'apparente assenza di lesioni organiche. Tra i maestri di F. c'è lo psichiatra Meynert, convinto della preminenza della psicologia sulla fisiologia.
F. giunge a pensare che la fisiologia non è in grado di spiegare certi fenomeni psichici, avvicinandosi così alla psichiatria dinamica.
Decisiva è l'esperienza di F. con:
Osservando le pazienti che non manifestavano l'isteria durante l'ipnosi, F. giunge a ipotizzare una dimensione inconscia che in qualche modo confligge con la coscienza, teorizzando così l'esistenza dell'inconscio.
L'apparato psichico diviene una realtà differenziata da tre elementi diversi, definiti Topiche: Io, Es, Super-io.
La tradizionale concezione di coscienza è oramai superata, subentra la convinzione che esista un mondo psichico legato alla natura istintuale, alla storia individuale, elementi che orientano la coscienza. Le nevrosi sarebbero quindi manifestazioni esteriore di conflitti inconsci.
Per F. l'inconscio non si manifesta solo nelle nevrosi ma è individuabile anche nella normale condotta psichica tramite l'analisi dei sogni, i lapsus e motti di spirito. L'esclusione di pensieri o ricordi dalla coscienza si chiama rimozione e riguarda solo i processi cognitivi, il corrispettivo affettivo continua ad agire nell'organismo in quanto represso.
La psicoanalisi in quanto metodo di indagine indica una strada per giungere alla riappropriazione della propria identità. Come tecnica terapeutica si pone come strumento per l'analisi ed il superamento delle resistenza nei confronti dei propri desideri. E' un nuovo modello del comportamento umano spinto da forze contrastanti sconosciute, la psiche è un campo di lotta.
Ciò che appartiene all'inconscio è indistruttibile, il compito della terapia è fare accettare questo materiale rimosso. Il ruolo dell'analista è come quello dell'archeologo e la psicoanalisi si pone come psicologia del profondo.
La psicoanalisi non è una realtà unitaria, pone in contraddizione pensieri, affetti e tendenze e la prospettiva temporale è duplice: Sincronica rispetto al coesistere di agenti psichici differente, diacronica in quanto legata alle vicende personali della storia dell'individuo.
Nell'interazione con il paziente si instaura una dipendenza chiamata transfert. Inoltre, l'interpretazioni dei sogni è uno strumento di vitale importanza in quanto legato a dimensioni inaccessibili alla coscienza.
La psicoanalisi ha conferito alla mente un aspetto segnato dal conflitto e da una dimensione dinamica permanente.
Inoltre sulla base di una convergenza teorica con le neuroscienze cognitive, si possono desumere alcuni principi: