Documento di Università su Costrutti e Paradigmi della Psicoanalisi Contemporanea. Il Pdf esplora i concetti di relazione oggettuale, fantasia inconscia e meccanismi di difesa, confrontando le teorie di Freud e Klein, con approfondimenti sulla posizione schizoparanoide e depressiva, utile per Psicologia.
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Quando si parla di RELAZIONE OGGETTUALE si fa riferimento ad un termine spiegato da diversi modelli di pensiero.
In particolare, i teorici delle relazioni oggettuali sostengono che LA VITA PSICHICA SI FONDA A PARTIRE DALLA RELAZIONE CON L'OGGETTO.
Nella TEORIA FREUDIANA, l'oggetto è l'OGGETTO DELLA PULSIONE, quello che permette di gratificare quest'ultima (la madre per il bambino ad esempio).
Secondo la teoria classica il bambino andrebbe alla ricerca dell'oggetto materno esclusivamente per soddisfare la sua pulsione di fame, ma ad oggi si sa che tali assunti sono errati. A dimostrarlo è l'esperimento di Harlow sui cuccioli di macacus resus separati alla nascita dalle madri e cresciuti da madri surrogate. In particolare, i cuccioli venivano inseriti all'interno di una gabbia con due "madri"; una di peluche che non dispensava latte, la seconda di fil di ferro che invece dispensava latte. Nonostante ciò, i piccoli preferivano il calore dato dalla "madre di peluche". Tale comportamento era ancora più evidente se nella sessione sperimentale si aggiungeva una fonte di paura.
Questo esperimento mette in discussione il fatto che il sistema pulsionale possa essere considerato un sistema motivazionale.
Quindi, E' LA QUALITA' DELL'AFFETTO E NON IL SODDISFACIMENTO PULSIONALE, AD ESSRE DETERMINANTE PER LO SVILUPPO DELLO PSICHISMO.
Nel MODELLO KLEINIANO, gli oggetti sono rappresentazioni fantasmatiche che permettono al neonato di orientare le pulsioni. Non esiste oggetto senza pulsione e non esiste pulsione senza oggetto. Il fatto che per il soggetto, l'oggetto possa essere "buono" o "cattivo" dipende dalla qualità, libidica o aggressiva, con la quale viene investito e percepito.
La vita psichica si sviluppa quindi a partire dalla relazione affettiva ed emozionale instaurata con l'oggetto. Il fattore motivazionale non sono le pulsioni bensì gli affetti, odio, amore, rabbia.
Gli oggetti, infatti, non vengono percepiti come "cattivi" solo perché sono frustranti, ma perché viene proiettata su di essi aggressività, che può essere alla base di un conflitto tra soggetto e realtà esterna. IL CONFLITTO E' IN QUESTO CASO TRA GLI AFFETTI.
esempio > perdita dell'oggetto interno buono: un ragazzo va alla ricerca di un lavoro pensando che il ricavato gli permetterà di comprare la macchina tanto desiderata. Costruisce quindi una rappresentazione di lavoro (oggetto) positiva (buono). Una volta trovato il lavoro si accorge però di non ricevere la giusta paga; cambia lavoro, ed in questo caso affronta varie discussioni con il suo capo ... l'oggetto interno buono diventa quindi un oggetto frustrante sul quale viene proiettata aggressività. A causa di ciò, il ragazzo non riuscirà a trovare un lavoro in grado di soddisfarlo in quanto proietterà sempre l'immagine negativa di lavoro (oggetto frustrante).
Il modello kleiniano rappresenta il momento di passaggio tra la teoria pulsionale e quella delle relazioni oggettuali.
Il costrutto di oggetto viene modificato e si parla in particolar modo di OGGETTO INTERNO, ovvero la rappresentazione interna, inconscia, di fantasia inconscia derivante dell'esperienza emozionale della relazione tra soggetto e oggetto. L'OGGETTO KLEINIANO NON E' DA CONSIDERARA LA RAPPRESENTAZIONE DELL'OGGETTO ESTERNO, MADELL'ESPERIENZA EMOZIONALE CON ESSO. È ciò che distingue tale modello da quello di altri teorici come Bowlby e Winnicott.
L'apparato psichico (MONDO INTERNO) viene pensato come un contenitore di oggetti interni. Questo si interpone tra l'io e il mondo esterno. Quindi gli oggetti interni, nonostante non possano essere considerati come realmente presenti nello psichismo sono sentiti come esistenti.
Anche Freud riconosce il ruolo della FANTASIA INCONSCIA nel funzionamento psichico, ma per lui si può parlare di questa solo dopo che il principio di realtà si struttura sul principio di piacere.
Con la Klein, la fantasia inconscia, detta anche FANTASMA, assume un significato più specifico. È all'interno di essa che gli oggetti acquisiscono il carattere di agenti attivi che si rapportano tra essi e con l'Io. LA FANTASIA INCONSCIA, DUNQUE, RAPPRESENTA PER LA KLEIN, IL RISULTATO DELLA RELAZIONE TRA IL SÉ E L'OGGETTO INTERNO.
Anche il costrutto di oggetto interno era stato utilizzato da Freud per riferirsi al risultato dell'introiezione delle figure genitoriali, erede del complesso di Edipo (Super-Io).
L'idea che ha principalmente influenzato la pratica e ricerca kleiniana è che il funzionamento mentale risulti estremamente complesso già agli inizi della vita postnatale.
In questo periodo l'Io crea PROTORELAZIONI, cioè relazioni di qualità più primitiva rispetto a quelle che creerà in futuro. La FANTASIA, QUINDI, SI FORMA PRECOCEMENTE E ASSUME UN RUOLO DI DIFESA DAL MONDO ESTERNO E INTERNO in quanto MECCANISMI DI DIFESA sono processi che vengono rappresentati come fantasie.
Con il procedere dello sviluppo gli oggetti interni assumeranno via via una configurazione che permetterà loro di essere vissuti in modo più realistico e андranno a caratterizzare un mondo interno sempre più complesso.
Per la Klein, il conflitto tra il soggetto e la realtà è causato dal fatto che le pulsioni attivano una dimensione affettiva e relazionale che risulta al soggetto intollerabile; rispetto a ciò si sviluppa la DIFESA DALL'ANGOSCIA.
L'ANGOSCIA non è un fattore limitante in quanto favorisce lo sviluppo dell'Io, a meno che non risulti eccessiva.
L'Io è quindi una struttura innata, che seppur rudimentale, è capace di provare angoscia fin dalla nascita.
Il concetto di oggetto si articola attraverso una serie di polarità: oggetto parziale/oggetto intero, oggetto buono/oggetto cattivo. Gli oggetti hanno a che fare con il mondo esterno ma non ne sono la copia esatta. La realtà viene filtrata.
Pensiamo ad un neonato che sente fame, sente questo dolore come se indotto da un oggetto cattivo (proiezione > se io attribuiscono qualcosa di me a qualcuno significa che non so differenziare tra me e l'altro). In questo caso il soggetto attribuisce all'oggetto interno delle cattive intenzioni come se fosse animato e reale. Questa sensazione si è sviluppata a partire da una sensazione corporea dolorosa.
In questa situazione il dolore si trasforma in persecuzione.
Se quello che si prova viene attribuito all'altro ciò dipende dal fatto che vi è una non separazione tra me e l'oggetto.
La tecnica delle libere associazioni, legata alla simbolizzazione e alla verbalizzazione, ha permesso alla psicoanalisi di divenire un trattamento, non efficace con i bambini come affermato dalla Klein.
Al contrario, il GIOCO, permetteva, permette ai bambini di produrre simbolicamente fantasie, desideri, esperienze, favorendo lo sviluppo psichico e del pensiero simbolico.
Su questi presupposti la Klein elaborò la TECNICA DEL GIOCO, con un setting specifico: la stanza del gioco. Questa doveva contenere mobili semplici, un tavolino, una sedia per il bambino e una per l'analista, scatola con giochi, accessori per costruire e un lavandino con acqua corrente.
Il mondo in cui il bambino gioca con essi, il suo atteggiamento, permettono di comprendere la sua vita psichica, in quanto il gioco rappresenta il suo modo naturale di esprimersi nel quale produce associazioni così come un adulto in analisi.
L'analisi dei bambini differirebbe, quindi, da quella degli adulti, per la tecnica utilizzata e non per i principi del trattamento.
Ad esempio, nell'atto di costruire una storia di gioco il bambino inserirebbe all'interno di questa narrazione dei PERSONAGGI, ovvero oggetti interni ed esterni.
L'attenzione alla tecnica del gioco permette alla Klein di approfondire il concetto di SIMBOLISMO, sul quale si fonda il rapporto del soggetto con il mondo esterno. Da qui il concetto di EQUAZIONI SIMBOLICHE, condizioni nelle quali oggetto interno ed esterno risultano confusi.
Freud considera il Super-Io come una struttura a parte nella mente, un'internalizzazione di valori e norme culturali provenienti dai genitori e dal mondo reale. Si parla di un'IMAGO (copia) della realtà esterna.
Distingue gli oggetti interni che si originano per introiezione delle figure parentali da quelli che si come base del funzionamento cognitivo in cui vengono elaborate sensazioni propriocettive e funzioni fisiologiche. Il pensiero venne quindi inteso come un processo con un proprio materiale grezzo di partenza, per i kleiniani le sensazioni corporee, per Bion, le emozioni.
Il corpo del neonato viene considerato dai kleiniani come la fonte delle fantasie inconsce, per cui gli oggetti interni sono considerati fantasie fatte sulle esperienze soggettive del proprio corpo.
Ma il corpo del neonato è in stretti rapporti con quello della madre, entrambi serbatoi di oggetti.
La costruzione del mondo interno deriva quindi dalla ricerca della conoscenza su sé stessi e l'interiorizzazione dei rapporti interpersonali. Ma non si parla sono di interiorizzazioni in quanto vi è anche un movimento opposto che va dal soggetto al mondo, chiamato dalla Klein "IDENTIFICAZIONE PROIETTIVA".
Inizialmente la Klein propose delle teorizzazioni sull'età evolutiva che mostravano il suo interesse nel creare una continuità con la teoria classica; teorie che successivamente crearono delle divergenze.
In particolare, LA TECNICA DELL'ANALISI INFANTILE CREO' DELLE FRATTURE all'interno della società psicoanalitica britannica, determinando la formazione di tre correnti.
Il GRUPPO A, coloro che appoggiavano le teorizzazioni kleiniane; il GRUPPO B, guidato da Anna Freud, che si manteneva salda alla teoria classica (ortodossia).
A causa di ciò, tra il 1943 e il 1944, si tennero le Discussioni Controverse, con lo scopo di istituire un confronto in grado di placare la frattura creatasi.