Teorie di Fredric Jones e Alfie Kohn sulla disciplina in classe

Slide dall'Università sulle teorie di Fredric Jones e Alfie Kohn sulla disciplina in classe. Il Pdf esplora i modelli di Jones, inclusa la ricerca sulla gestione dei comportamenti problematici, e le critiche di Kohn ai modelli tradizionali, con enfasi sul controllo e la coercizione nell'apprendimento, per la materia Psicologia.

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18 pagine

FREDRIC JONES
FREDRIC JONES
Crea il modello Positive Classroom Discipline
Ricerca sul campo sui modelli più utili per condurre la classe
Studia il ruolo del corpo e del linguaggio non verbale
Nota che circa la metà del tempo passato in classe è dedicato alla gestione dei
comportamenti problematici

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Anteprima

FREDRIC JONES

Crea il modello Positive Classroom Discipline

  • Crea il modello Positive Classroom Discipline
  • Ricerca sul campo sui modelli più utili per condurre la classe
  • Studia il ruolo del corpo e del linguaggio non verbale
  • Nota che circa la metà del tempo passato in classe è dedicato alla gestione dei comportamenti problematici

IL TEMPO PER LE REGOLE

  • Non assumere a priori che gli allievi sappiano cosa significhi mantenere un atteggiamento adeguato in classe
  • Gli alunni hanno bisogno di conoscere le regole, le routine e imparare a rispettarle
  • Suggerisce di prendersi del tempo per questo nelle prime settimane di scuola
  • Fondamentale è illustrare agli alunni il loro ruolo nel sistema scolastico, che cosa caratterizza un buon clima di classe, i motivi di un impegno ottimale sul piano comportamentale, le responsabilità e i compiti di insegnanti e allievi

Jones

IL NON VERBALE

  • Molto importante che si senta la presenza dell'insegnante.
  • Uso accurato di:
  • Respirazione: trasmette il nostro stato d'animo
  • Contatto oculare: anche in questo caso, trasmette emozioni; utile anche per spostare subito l'attenzione su comportamenti inadeguati
  • Prossimità fisica: spostamento può limitare azione negativa
  • Postura: atteggiamento del corpo, chiusura vs apertura
  • Segnali vocali: pause e silenzi

Jones

IL NON VERBALE

. Il linguaggio del corpo degli insegnanti durante una lezione - Superquark 2017 https://youtu.be/ro3eQUMeTVU?si=IsQIP8A5GOt1-kgO

  • Riflessione: valutare la didattica a distanza anche sulla base di questo? (Per approfondire: https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/studium /article/view /4384/3887)

LA DISPOSIZIONE DELLA CLASSE

La disposizione dei banchi ha un effetto sul modo in cui l'insegnante interagisce con gli studenti (raggiungere in breve tempo tutti gli allievi)

  • Effetti anche sulle relazioni interpersonali e motivazionali
  • Come sono le vostre aule?

Jones

Figura 1. Disposizione tradizionale

Figura 2. Disposizione a ferro di cavallo

Figura 5. Disposizione a banchi sparsi

Figura 3. Disposizione a file orizzontali

Figura 4. Disposizione a gruppi

(Jotta, Sulla, Rollo/Psicologia dell'Educazione, n. 1/2016)

LA DISPOSIZIONE DELLA CLASSE

  • Lo studio di Jotta, Sulla e Rollo (2016) è stato condotto su nove classi di scuola primaria e cinque classi di scuola secondaria di primo grado
  • Obiettivo: valutare quali tipi di disposizione dei banchi potessero favorire il tempo trascorso sul compito (individuale) da parte degli studenti
  • Alla primaria disposizione a ferro di cavallo che sembra favorire l'emissione di comportamenti orientati al compito; alla secondaria, è quella in banchi sparsi
  • Disposizione a ferro di cavallo è risultata essere particolarmente utile durante la spiegazione di un argomento nuovo, il ripasso e lo svolgimento di compiti individuali

LA DISPOSIZIONE DELLA CLASSE

  • Altri studi confermano come non ci sia una disposizione ideale, ma che sia opportuno prevedere un cambiamento in funzione delle specifiche attività
  • Una disposizione a gruppi sembra favorire, in modo simile a quella in cerchio o a ferro di cavallo, le interazioni sociali, promuovendo il lavoro di gruppo. Tuttavia, a differenza del ferro di cavallo o del cerchio, promuove anche un maggior ordine nella condivisione delle idee; infatti porta ad aumentare il comportamento di alzare la mano per prendere la parola (Rosenfield, Lambert & Black, 1985). Secondo Papalia (1994), tale assetto facilita soprattutto compiti quali le attività di recupero, di tutoraggio, di gioco, di auto-istruzionee quelle svolte con l'utilizzo di media, oltre che la condivisione dei materiali didattici

ALFIE KOHN

Confronto con i modelli precedenti

  • Entra in contrasto con i modelli visti finora, guidati da tre presupposti errati:
  • gli studenti sono per natura portati a disturbare e a creare problemi
  • si apprende meglio in un clima strutturato, con regole certe
  • il ruolo dell'insegnante è quello di mantenere tale atmosfera, costringendo gli allievi a essere disciplinati e tranquilli
  • Es. Withiness di Kounin > essere addentro=sorvegliare?
  • Allievi incapaci di apprendere senza coercizioni?
  • Il controllo è centrale

LE REGOLE

  • Necessarie in ogni sistema sociale
  • Concordarle con gli studenti può essere utile, ma non se il fine ultimo è solo quello di farle rispettare
  • Opportunità di riflettere su se stessi, capire in autonomia cosa è importante
  • Le regole pongono l'insegnante in una condizione di 'pubblico ufficiale' che le fa rispettare
  • Le regole portano lo studente al desiderio di romperle

Kohn

CRITERI EDUCATIVI PER KOHN (1)

  • Per crescere bene, gli allievi hanno bisogno di vivere in un contesto educativo che li rispetti come persone
  • Gli studenti maturano l'autocontrollo e la responsabilità, solamente se l'educatore dimostra di avere fiducia nei loro confronti e favorisce l'iniziativa personale e creativa
  • L'insegnante deve sollecitare continuamente gli allievi a prendere coscienza delle proprie abilità, chiamandoli a risolvere i problemi che la vita di classe giornalmente propone
  • I metodi coercitivi sono inadatti a creare un clima educativo significativo

Kohn

CRITERI EDUCATIVI PER KOHN (2)

  • È fondamentale promuovere il concetto di classe come comunità, dove tutti i ragazzi sono chiamati a dare il loro contributo effettivo
  • Occorre sollecitare la partecipazione degli allievi alla gestione operativa della vita di classe
  • Bisogna coinvolgere gli studenti in incontri periodici dove si discutono questioni e proposte operative funzionali alla vita del gruppo e dei singoli
  • È necessario fare tutto il possibile per favorire un rapporto di fiducia ottimale fra insegnanti e allievi

Kohn

TRE PILASTRI

CONTENUTO Il programma da proporre a scuola deve emergere dagli interessi e dalle preoccupazioni degli studenti

COMUNITÀ Creare un clima educativo dove ciascuno si senta partecipe di un gruppo sociale reale (aiuto reciproco è un valore fondamentale)

SCELTE La libertà e la creatività possono maturare in ambienti educativi dove ogni individuo ha le opportunità di mettere in atto le proprie aspirazioni e idee

Kohn

TRE PILASTRI

« Mostrami una scuola fondata su questi aspetti - dove gli studenti lavorano l'un con l'altro in un ambiente ricco di umanità, effettuando attività che essi hanno concorso a programmare e scegliere - e io ti mostrerò un posto dove tu non hai bisogno di usare premi e punizioni. »>

Kohn

ATTIVITÀ

  • Vediamo un'altra citazione di Kohn:
  • « Una gran quantità di libri e articoli ci informano degli esiti negativi delle punizioni. Ma è terribilmente difficile trovare parole scoraggianti circa ciò che eufemisticamente è chiamato "rinforzo positivo". Dopo tutto che cosa c'è di sbagliato nel dire ai bambini che ci piace quello che stanno facendo? Infatti, non c'è nulla di obiettabile nel lodare e incoraggiare i nostri ragazzi. Tuttavia, a differenza di come potrebbe sembrare, la lode può spesso fare più danni che bene.>>
  • Quali potrebbero essere le argomentazioni di Kohn a svafore del rinforzo positivo?
  • Quali sono le vostre idee a riguardo?

"PUNISHED BY REWARDS"

  • Kohn è critico contro i metodi che si avvalgono di lodi e ricompense
  • Il rinforzo positivo, a suo parere, manipola gli allievi: è una strategia che usiamo perché i ragazzi facciano ciò che ci aggrada
  • È difficile che il comportamento positivo, senza altre ricompense, si protragga nel tempo
  • Spesso chi è abituato a ricevere apprezzamenti rischia di non essere capace di incamminarsi nella vita con le proprie forze
  • I premi rischiano anche di sottrarre al ragazzo il piacere intrinseco che può derivare dal raggiungimento di una meta

. Un'intervista a Kohn: https://www.dirime.com/puniti-dalle-ricompense/

Kohn

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