La Grecia: Terra delle Poleis, nascita e struttura delle città-stato

Slide sulla Grecia: Terra delle Poleis. Il Pdf, utile per la scuola superiore, esplora la nascita delle poleis, la loro struttura sociale e politica, e la riforma dell'esercito greco con gli opliti, in Storia.

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LA GRECIA: TERRA DELLE
POLEIS
LA CITTÀ-STATO GRECA: LA POLIS
La pòlis
VIII secolo a.C. In Grecia nacquero le prime pòleis (singolare «pòlis»), città-Stato
indipendenti, si autogovernavano.
La pòlis: area abitata.  Era la città vera e propria , ma anche la campagna circostante.
Nell’area urbana c’erano gli spazi comuni, ovvero i luoghi di riunione e incontro. Il più
importante era la piazza, l’agorà.
L’agorà (piazza): costituiva lo spazio dell’incontro per eccellenza. Gli abitanti della
città commerciavano, socializzavano, discutevano di politica e partecipavano alle
cerimonie religiose.

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Anteprima

La città-stato greca: la polis

La pòlis

  • VIII secolo a.C.
    In Grecia nacquero le prime pòleis (singolare «polis»), città-Stato
    indipendenti, si autogovernavano.
  • La pòlis: area abitata.
    Era la città vera e propria , ma anche la campagna circostante.
  • Nell'area urbana c'erano gli spazi comuni, ovvero i luoghi di riunione e incontro. Il più
    importante era la piazza, l'agorà.
  • L'agorà (piazza): costituiva lo spazio dell'incontro per eccellenza.
    Gli abitanti della
    città commerciavano, socializzavano, discutevano di politica e partecipavano alle
    cerimonie religiose.

La pòlis: una città stato governata dai cittadini

  • Nelle città-Stato greche i cittadini partecipavano in prima persona alle decisioni di governo e godevano
    dei diritti di cittadinanza.
  • I cittadini erano un numero limitato degli abitanti.
  • La maggior parte della popolazione (donne, schiavi e stranieri residenti), osservavano le leggi, ma non
    avevano diritti politici e non potevano partecipare alle decisioni sulla vita della pòlis.
  • Solo i maschi adulti e di condizione libera potevano farlo.
  • Nelle pòlis la cittadinanza era legata al possesso di proprietà terriere.
    Aspetto fondamentale perché la
    terra era la risorsa economica più importante.

Non solo città-stato: gli stati federali

Nella Grecia del Nord le comunità si organizzarono in
Stati di tipo federale , ovvero ad allearsi attorno a
obiettivi comuni
ad es: per scopi militari.

Il governo degli aristocratici in età arcaica

Gli uomini «migliori»: gli aristocratici

  • VIII - VI secolo a.C.
    Durante l'Età arcaica, le poleis erano governate dagli
    aristocratici, i cosiddetti uomini «migliori».
  • Il gruppo sociale egli aristocratici era composto essenzialmente dai grandi proprietari
    terrieri: erano loro i cittadini, gli unici a godere dei diritti politici.
  • In quest'epoca, dunque, il potere politico fu concentrato nelle mani di una minoranza
    molto ristretta di persone, rispetto all'intera comunità
    Forma di governo oligarchica,
    letteralmente «governo dei pochi».

Il ruolo dell'assemblea

Il ruolo dell'assemblea
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Gli Aristocratici si riunivano in consigli e in vere e proprie assemblee in cui si confrontavano
tra di loro.
Nacquero i primi governi delle città-Stato greche.
Chi erano gli aristocratici

  • I membri dell'aristocrazia possedevano molte ricchezze ed erano nobili per nascita, ovvero
    erano aristocratici figli di aristocratici.
    Gli aristocratici godevano di particolare prestigio presso la comunità e dovevano dare prova
    di valore e di virtù, sia sul campo di battaglia, sia nelle decisioni politiche, sia nei rapporti
    privati.
    Secondo i Greci tali qualità si possedevano per natura (tratti caratteristici
    dell'aristocrazia).

Le basi economiche del potere aristocratico

  • La ricchezza di un aristocratico si fondava sul possesso di grandi proprietà terriere nelle
    campagne che sorgevano attorno alla città.
  • Gli aristocratici non lavoravano i campi ma pagavano i contadini liberi per svolgere
    lavori stagionali.
    Principali lavori: l'aratura dei campi, la mietitura del grano, la raccolta
    delle olive e la vendemmia.
    I contadini liberi, inoltre, venivano impiegati dagli aristocratici per lavori straordinari, quali
    costruzioni e opere di dissodamento del terreno.
  • Gli schiavi si dedicavano all'allevamento del bestiame. Preziosi erano i buoi.

Le diverse fonti di ricchezza degli aristocratici

  • Azienda agricola famigliare: luogo in cui si trasformavano e si accumulavano molti dei beni
    prodotti con l'agricoltura e l'allevamento.
    Si filava e si tesseva la lana, si macinavano il grano e l'orzo e dalla farina si facevano
    pane e focacce, si spremevano le olive per ottenere l'olio e si pigiava l'uva per il vino.
  • Altra fonte di ricchezza
    Gli aristocratici combattevano in difesa delle città e, se vincevano,
    potevano accumulare cospicui bottini di guerra; per quelli che andavano a mare era possibile
    praticare la pirateria, attività diffusa in epoca arcaica.

Le navigazioni lungo il Mediterraneo: la prima colonizzazione e la «grande colonizzazione»

Prima colonizzazione

XI e X secolo a.C. Gruppi di Greci avevano abbandonato la propria terra per
fondare colonie nelle vicine isole del Mar Egeo e lungo le coste dell'Asia Minore
(attuale Turchia), dove sorsero città ricche e importanti come Efeso e Mileto.

Seconda colonizzazione o «grande colonizzazione»

VIII e VII secolo a.C. [ I Greci fondarono nuovi insediamenti in tutto il Mediterraneo e lungo le coste del
Mar Nero.
I nuovi centri erano:

  • Empori: luoghi di scambio poco popolati;
  • Colonie: vere città.
    Empori e coloni ebbero un'importanza notevole, poiché permisero:
    V la diffusione del commercio e dell'artigianato greco nel Mediterraneo;
  • Aumentarono le conoscenze geografiche dei Greci;
  • Favorirono il contatto e gli scambi culturali con altri popoli.

Le ragioni della grande colonizzazione

  • Nelle pòleis dell'epoca, gli scontri tra le famiglie aristocratiche per il controllo del potere erano frequenti e
    degeneravano in conflitti violenti. Chi moriva poteva essere mandato in esilio, era costretto a lasciare la
    città.
    In questi casi (VIII secolo a.C.) a fondare una nuova colonia era un aristocratico o un gruppo di
    aristocratici che aveva dovuto abbandonare la madrepatria, ovvero la propria pòlis di origine.
  • Alcune città-Stato si fecero più popolose, ma la terra agricola disponibile non produceva risorse alimentari
    in quantità sufficiente a sostenere il più alto numero di abitanti, sia perché la gran parte delle terre
    coltivabili era di proprietà di pochi aristocratici, sia perché la terra greca era povera e garantiva una
    produzione scarsa.
  • Commerci: i Greci navigavano lungo il Mediterraneo per scopi commerciali

L'ampiezza del fenomeno (grande colonizzazione)

(VIII-VII secolo a.C.) Durante la Grande colonizzazione, nacquero circa 150 insediamenti lungo le coste del
Mar Mediterraneo e del Mar Nero.

  • In un primo momento
    i Greci navigarono verso occidente (Italia del Sud e Sicilia), dove fondarono le
    colonie più antiche.
  • VII secolo a.C. I i Greci istituirono colonie sulla costa mediterranea della Francia, dove nacque Massalia
    (l'odierna Marsiglia, e il Nord Africa, sulla costa della Libia e su quella dell'Egitto.
  • Altre colonie ed empori furono fondati sulla costa spagnola.
  • I Greci che si diressero con le loro navi verso oriente navigarono fino al punto in cui il Mediterraneo si
    collega con il Mar Egeo.
    Qui fondarono Bisanzio per garantirsi il controllo della navigazione e dei
    commerci tra i due mari (659 a.C).

La colonizzazione del Sud Italia e della Sicilia

Inizia nel VIII e prosegue nel VII secolo a.C.
I Greci fondarono il primo emporio sull'isola di Ischia (Tirreno)
Pitecussa
Altre colonie importanti in Italia Meridionale:

  • Cuma (Campania);
  • Reggio, Sibari, Crotone e Locri (Calabria);
  • Metaponto (Basilicata);
  • Taranto (Puglia).
    Al confronto con la Grecia, l'Italia e la Sicilia erano ricche di pianure ampie fertili, che attirarono
    tanti coloni. La presenza greca in tali luoghi fu molto forte.
    I Greci chiamarono il nuovo territorio colonizzato nell'Italia meridionale «Grande Grecia», il latino
    «Magna Grecia».

Come fondare una colonia

La fondazione di una colonia seguiva una procedura ufficiale, stabilita dalle leggi della città
fondatrice.
La spedizione era guidata da un capo, l'ecista (fondatore)
un personaggio di rilievo politico che, una
volta morto, era venerato come l'eroe fondatore della nuova città_e veniva considerato una figura
divina.
Alla spedizione di colonizzazione partecipavano solo uomini, a volte volontari.
Giunti sul luogo dove sarebbe nato il nuovo insediamento, i coloni occupavano le terre e l'ecista le
distribuiva in parti uguali. Poi faceva costruire le mura difensive e i templi degli dèi.
La creazione delle colonie non avvenne sempre in modo pacifico; nel Sud Italia e in Sicilia, i Greci
entratono in conflitto con i Fenici o con popolazioni locali.

La stagione della tirannide

VII secolo a.C.

La riforma dell'esercito: l'importanza dei fanti

Seconda metà del VII secolo a.C. Nasce una nuova tattica di combattimento nella quale erano
centrali i FANTI (i soldati a piedi): «riforma oplitica», chiamata così per l'importanza assegnata allo
scudo, l'òplon.
I fanti (opliti):

  • Combattevano con una pesante armatura di bronzo, composta di elmo, corazza e gambali;
  • Si armavano a proprie spese;
  • Nella mano destra impugnavano una lancia o una spada corta, mentre con la mano sinistra tenevano
    lo scudo.
  • Combattevano uno accanto all'altro, schierati in una formazione di file serrate, la cosiddetta «falange
    oplitica», che resta compatta davanti all'attacco nemico.
    Scudo: serviva per proteggere l'oplita che lo impugnava e il compagno che stava alla sua sinistra.

Lo schieramento oplitico

Gli opliti, muovendosi in maniera compatta e ordinata, si
proteggevano a vicenda.
Tale tattica militare si basava sulla forza del gruppo (unione e
comune disciplina).
La «falange oplitica»: formazione serrata, compatta e disciplinata.

Cavalleria e falange oplitica

Prima della falange oplitica, in Grecia vi erano i
combattimenti fra cavalieri
scontro
individuale (un cavaliere contro un altro)
Schieramento oplitico: si basava sulla forza del
gruppo.
I cavalieri (soldati a cavallo): erano aristocratici
e appartenevano alle famiglie dei grandi
proprietari terrieri.
Solo loro potevano
permettersi il costo di un cavallo, oltre a quello
dell'armatura.
L'esercito oplitico: era formato da piccoli e
medi proprietari terrieri.
Si dotavano solo
dell'armatura.

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