Psicologia Dinamica: Riassunti sulla teoria dell'attaccamento

Documento dall'Università sulla Psicologia Dinamica: Riassunti Seconda Parte. Il Pdf, un set di appunti universitari di Psicologia, esplora la teoria dell'attaccamento, i presupposti etologico-evoluzionisti di Bowlby e la Strange Situation di Ainsworth.

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PSICOLOGIA DINAMICA – RIASSUNTI SECONDA PARTE
LA TEORIA DELLATTACCAMENTO
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A
FASE (1950-70): osservazione diretta su deprivazione materna, separazione e lutto (Bowlby)
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A
FASE (1970-80): valutazione dell’attaccamento infantile, Strange Situation (Ainsworth)
3
A
FASE (dal 1980): valutazione dell’attaccamento nell’adulto, Adult Attachment Interview e questionari
(Main, Crittenden, Fonagy, Bretherton, Hazan, Bartholomew)
LA TEORIA DELLATTACCAMENTO
La teoria dell'attaccamento è un'evoluzione del modello strutturale delle relazioni (=> il modello strutturale
si concentra sulle relazioni oggettuali e le dinamiche relazionali e si contrappone al modello pulsionale, il
quale enfatizza il ruolo delle pulsioni individuali nello sviluppo e nelle relazioni).
Con la teoria dell’attaccamento si focalizza l'interesse soprattutto sull'individuazione dei presupposti che
innescano nella coppia madre-bambino i processi di costruzione della relazione di attaccamento e sulle
conseguenti esperienze di separazione. Attaccamento e separazione sono due momenti fondamentali della
relazione dello sviluppo perché contribuiscono all'organizzazione della personalità.
Mentre Freud affermava che l'amore nasceva dal bisogno soddisfatto di cibo, Bowlby afferma che
l'attaccamento parte da precise esigenze biologiche innate che hanno finalizzate alla sopravvivenza e alla
riproduzione della specie.
Al bambino narcisistico e passivo di Freud, Bowlby oppone un bambino spinto biologicamente alla ricerca
attiva di una figura di attaccamento. Il bambino, quindi, instaura legami di attaccamento non in seguito
all'azione dell'ambiente nell'interdire o nell'educare le tendenze pulsionali, ma per una naturale propensione
che deriva dall'evoluzione.
JOHN BOWLBY: IL MODELLO ETOLOGICO-EVOLUZIONISTA
I presupposti della teoria
John Bowlby fu psichiatra infantile e psicanalista e lavorò in un istituto per ragazzi con problemi di
disadattamento sociale.
I suoi studi lo portarono alla convinzione che una separazione prolungata di un bambino dalla madre nei
primi anni di vita fosse motivo sufficiente a determinare nel futuro giovane una predisposizione alla
delinquenza (“Fourty four juvenile thieves- 1944).
Nel 1951 pubblica per l’OMS la monografia “Cure materne e igiene mentale del fanciullo” che si impose nel
dibattito tra psicologi e politici dell’epoca e nel quale Bowlby dichiarava l’importanza della figura materna
nello sviluppo del bambino e che la salute mentale di questultimo dipendeva strettamente dall’esperienza
di una relazione calda e costante con la madre.
Bowlby analizza i risultati degli effetti sfavorevoli della deprivazione della figura materna:
- in caso di deprivazione parziale rileva eccessivo bisogno d’amore o di distruzione, colpa, depressione;
- in caso di deprivazione totale rileva apatia e ritardo evolutivo.
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Tali conclusioni toccavano due temi:
- Psicologico, si sottolineava l’importanza dei fattori ambientali nella salute mentale e nella patogenesi;
- Sociale, metteva in discussione il nuovo ruolo che la donna che si stava faticosamente guadagnando nella
società dell’epoca (in realtà Bowlby intendeva rivalutare il reale compito delle donne che influivano in
modo diretto sul benessere dei bambini, a formare cittadini onesti e futuri genitori adeguati).
FORMULAZIONE DI UN PRIMO PRINCIPIO => “si ritiene essenziale per la salute mentale che l’infante e il
bambino sperimentino un rapporto caldo, intimo, ininterrotto con la madre (o con un sostituto materno
permanente) nel quale entrambi possano trovare soddisfazione e godimento ” (1988)
=> in questo aspetto conferma le osservazioni di Spitz, noto per aver studiato gli effetti della privazione
affettiva e dell'assenza di cure adeguate sui bambini, evidenziando come la mancanza di affetto e di
relazioni di attaccamento possa portare a problemi emotivi e comportamentali.
Anche se Bowlby era membro della società psicoanalitica (dominata negli anni ’40 dalle idee di M. Klein) se
ne distanzia principalmente per il suo approccio più empirico e meno centrato sull'inconscio e sui processi
interni.
Mentre la psicoanalisi tendeva a mettere molta enfasi sui conflitti interiori, sui sogni e sulle dinamiche
inconscio e vede il bambino sostanzialmente come narcisista e passivo, Bowlby lo vede come attivo e
biologicamente orientato alla sopravvivenza, perciò si focalizza sull'importanza delle relazioni reali e concrete
tra bambino e caregiver fin dai primi mesi di vita e adotta un approccio interdisciplinare che considera anche
i principi della teoria evoluzionistica di Darwin e l'etologia (Lorenz e Harlow) che gli consentiranno di
formulare la sua teoria dell'attaccamento.
Infatti, Bowlby arriva alla sua teoria dopo aver compiuto vari studi e dopo avere analizzato le ricerche
pregresse di etologi e zoologi come Harlow e Lawrence il quale con i suoi studi aveva osservato il fenomeno
dell’imprinting: in un gruppo di anatroccoli privati entro un certo periodo della figura materna, essi
tendevano comunque a seguire una figura di riferimento, ad esempio una figura umana, e a riversare su di
essa un forte legame che andava molto al di là del soddisfacimento del bisogno di nutrizione in quanto sono
animali che mangiano insetti senza l'aiuto della mamma. Harlow, invece, con i suoi esperimenti ha dimostrato
come esista una PROPENSIONE AFFETTIVA PRIMARIA: i piccoli di scimmia rheus privati della mamma e messi
di fronte a due fantocci che rappresentavano la figura materna uno completamente di fredda latta con un
biberon in mano e un altro senza biberon ma fatto di stoffa morbida, sceglievano di andare in braccio al
fantoccio morbido e di rimanere lì proprio come avrebbero fatto con la mamma, anche in caso di bisogno di
rassicurazione, scegliendo l’altro fantoccio esclusivamente per il momento dell’alimentazione.
Lattaccamento
L'interesse di Bowlby, rivolto soprattutto allo studio delle interazioni tra bambino e madre, lo portò ad
avvicinarsi agli studi etologici. Dagli studi di Conrad Lorenz (1949), prese in prestito il concetto di imprinting
e dalle ricerche di Harry Harlow sulle scimmie rhesus prese il concetto di “bisogno di calore”.
Bowlby, inoltre, dopo aver osservato gli effetti che la separazione e privazione della madre producevano nei
bambini di due o tre anni, si interessò ai modi in cui s’instaurava il legame madre-bambino.
Bowlby si distacca dalla psicoanalisi perché per Freud la relazione che il bambino stabilisce con la madre è
determinata dall'energia libidica e la madre viene cercata per il piacere legato all’allattamento che procura

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Anteprima

La Teoria dell'Attaccamento

  • 1ª FASE (1950-70): osservazione diretta su deprivazione materna, separazione e lutto (Bowlby)
  • 2ª FASE (1970-80): valutazione dell'attaccamento infantile, Strange Situation (Ainsworth)
  • 3A FASE (dal 1980): valutazione dell'attaccamento nell'adulto, Adult Attachment Interview e questionari (Main, Crittenden, Fonagy, Bretherton, Hazan, Bartholomew)

La Teoria dell'Attaccamento: Evoluzione e Concetti Chiave

La teoria dell'attaccamento è un'evoluzione del modello strutturale delle relazioni (=> il modello strutturale si concentra sulle relazioni oggettuali e le dinamiche relazionali e si contrappone al modello pulsionale, il quale enfatizza il ruolo delle pulsioni individuali nello sviluppo e nelle relazioni). Con la teoria dell'attaccamento si focalizza l'interesse soprattutto sull'individuazione dei presupposti che innescano nella coppia madre-bambino i processi di costruzione della relazione di attaccamento e sulle conseguenti esperienze di separazione. Attaccamento e separazione sono due momenti fondamentali della relazione dello sviluppo perché contribuiscono all'organizzazione della personalità. Mentre Freud affermava che l'amore nasceva dal bisogno soddisfatto di cibo, Bowlby afferma che l'attaccamento parte da precise esigenze biologiche innate che hanno finalizzate alla sopravvivenza e alla riproduzione della specie. Al bambino narcisistico e passivo di Freud, Bowlby oppone un bambino spinto biologicamente alla ricerca attiva di una figura di attaccamento. Il bambino, quindi, instaura legami di attaccamento non in seguito all'azione dell'ambiente nell'interdire o nell'educare le tendenze pulsionali, ma per una naturale propensione che deriva dall'evoluzione.

John Bowlby: Il Modello Etologico-Evoluzionista

I Presupposti della Teoria di Bowlby

John Bowlby fu psichiatra infantile e psicanalista e lavorò in un istituto per ragazzi con problemi di disadattamento sociale. I suoi studi lo portarono alla convinzione che una separazione prolungata di un bambino dalla madre nei primi anni di vita fosse motivo sufficiente a determinare nel futuro giovane una predisposizione alla delinquenza ("Fourty four juvenile thieves" - 1944). Nel 1951 pubblica per l'OMS la monografia "Cure materne e igiene mentale del fanciullo" che si impose nel dibattito tra psicologi e politici dell'epoca e nel quale Bowlby dichiarava l'importanza della figura materna nello sviluppo del bambino e che la salute mentale di quest'ultimo dipendeva strettamente dall'esperienza di una relazione calda e costante con la madre. Bowlby analizza i risultati degli effetti sfavorevoli della deprivazione della figura materna: - in caso di deprivazione parziale rileva eccessivo bisogno d'amore o di distruzione, colpa, depressione; - in caso di deprivazione totale rileva apatia e ritardo evolutivo.

1Tali conclusioni toccavano due temi:

  • Psicologico, si sottolineava l'importanza dei fattori ambientali nella salute mentale e nella patogenesi;
  • Sociale, metteva in discussione il nuovo ruolo che la donna che si stava faticosamente guadagnando nella società dell'epoca (in realtà Bowlby intendeva rivalutare il reale compito delle donne che influivano in modo diretto sul benessere dei bambini, a formare cittadini onesti e futuri genitori adeguati).

Principio Fondamentale e Distanza dalla Psicoanalisi

FORMULAZIONE DI UN PRIMO PRINCIPIO => "si ritiene essenziale per la salute mentale che l'infante e il bambino sperimentino un rapporto caldo, intimo, ininterrotto con la madre (o con un sostituto materno permanente) nel quale entrambi possano trovare soddisfazione e godimento " (1988) => in questo aspetto conferma le osservazioni di Spitz, noto per aver studiato gli effetti della privazione affettiva e dell'assenza di cure adeguate sui bambini, evidenziando come la mancanza di affetto e di relazioni di attaccamento possa portare a problemi emotivi e comportamentali. Anche se Bowlby era membro della società psicoanalitica (dominata negli anni '40 dalle idee di M. Klein) se ne distanzia principalmente per il suo approccio più empirico e meno centrato sull'inconscio e sui processi interni. Mentre la psicoanalisi tendeva a mettere molta enfasi sui conflitti interiori, sui sogni e sulle dinamiche inconscio e vede il bambino sostanzialmente come narcisista e passivo, Bowlby lo vede come attivo e biologicamente orientato alla sopravvivenza, perciò si focalizza sull'importanza delle relazioni reali e concrete tra bambino e caregiver fin dai primi mesi di vita e adotta un approccio interdisciplinare che considera anche i principi della teoria evoluzionistica di Darwin e l'etologia (Lorenz e Harlow) che gli consentiranno di formulare la sua teoria dell'attaccamento. Infatti, Bowlby arriva alla sua teoria dopo aver compiuto vari studi e dopo avere analizzato le ricerche pregresse di etologi e zoologi come Harlow e Lawrence il quale con i suoi studi aveva osservato il fenomeno dell'imprinting: in un gruppo di anatroccoli privati entro un certo periodo della figura materna, essi tendevano comunque a seguire una figura di riferimento, ad esempio una figura umana, e a riversare su di essa un forte legame che andava molto al di là del soddisfacimento del bisogno di nutrizione in quanto sono animali che mangiano insetti senza l'aiuto della mamma. Harlow, invece, con i suoi esperimenti ha dimostrato come esista una PROPENSIONE AFFETTIVA PRIMARIA: i piccoli di scimmia rheus privati della mamma e messi di fronte a due fantocci che rappresentavano la figura materna uno completamente di fredda latta con un biberon in mano e un altro senza biberon ma fatto di stoffa morbida, sceglievano di andare in braccio al fantoccio morbido e di rimanere lì proprio come avrebbero fatto con la mamma, anche in caso di bisogno di rassicurazione, scegliendo l'altro fantoccio esclusivamente per il momento dell'alimentazione.

L'Attaccamento: Studi e Concetti

L'interesse di Bowlby, rivolto soprattutto allo studio delle interazioni tra bambino e madre, lo portò ad avvicinarsi agli studi etologici. Dagli studi di Conrad Lorenz (1949), prese in prestito il concetto di imprinting e dalle ricerche di Harry Harlow sulle scimmie rhesus prese il concetto di "bisogno di calore". Bowlby, inoltre, dopo aver osservato gli effetti che la separazione e privazione della madre producevano nei bambini di due o tre anni, si interesso ai modi in cui s'instaurava il legame madre-bambino. Bowlby si distacca dalla psicoanalisi perché per Freud la relazione che il bambino stabilisce con la madre è determinata dall'energia libidica e la madre viene cercata per il piacere legato all'allattamento che procura 2una gratificazione al bambino. Una tale concezione del legame madre-bambino è solo parzialmente superata dalla Teoria delle relazioni oggettuali di Melanie Klein. Tutte queste descrizioni non soddisfacevano le esigenze di Bowlby che cercava un fondamento scientifico per la sua teoria della formazione dei legami affettivi, fondamento che egli trovò nel fenomeno dell'imprinting descritto dal Lorenz. L'imprinting indica una forma di apprendimento che i piccoli di certe specie realizzano a contatto con i genitori in un periodo preciso della vita, indicato come fase sensibile (fasi precoci della vita durante le quali i piccoli degli animali sono predisposti biologicamente a reagire a certi stimoli e ad apprendere un nuovo comportamento). I piccoli degli animali appena nati sviluppano un precoce comportamento di attaccamento nei confronti della madre seguendola nei suoi spostamenti e, in assenza di questa figura, si attaccano a qualsiasi oggetto in movimento come sostituto materno. Inoltre, mostrano chiari segni di angoscia quando ne sono separati. La constatazione che i piccoli possono seguire ovunque anche un surrogato della madre che non provvede al loro nutrimento svincola il legame di attaccamento dal bisogno alimentare. In questa direzione sono anche gli esperimenti condotti da Harry e Margaret Harlow. Essi avevano separato al momento della loro nascita piccoli di scimmie dalle madri e li avevano affidati a due madri supplenti una costruita di filo di ferro, ma dotata di un biberon, e una rivestita da un morbido e peloso panno, ma priva di biberon. I piccoli, pur nutrendosi al biberon della scimmia di ferro, mostrano di preferire la madre di panno, restando attaccati a lei e ricorrendo a lei nei momenti di paura causati da un improvviso rumore. Un tale risultato non solo contravveniva ai principi della teoria del condizionamento, ma anche all'ipotesi psicoanalitica che vedeva nella situazione di allattamento alla condizione necessaria per lo sviluppo dell'attaccamento alla madre. Nei piccoli degli animali le conseguenze derivanti dal comportamento di seguire la madre o un suo sostituto sono decisive per il loro sviluppo, con lo stabilirsi di un attaccamento verso una particolare figura si garantisce la sopravvivenza del piccolo e si definiscono le caratteristiche per il riconoscimento dei membri della propria specie per l'accoppiamento. Nel formulare la sua teoria dell'attaccamento Bowlby non ricorre a termini come bisogni o pulsioni, ma inserisce il comportamento di attaccamento all'interno di sistemi comportamentali che hanno una precisa funzione biologica: il mantenimento, da parte dei piccoli, della vicinanza con una figura specifica. Bowlby, pur dichiarandosi debitore nei riguardi della teoria dei rapporti oggettuali, se ne allontana sostituendo ai concetti attinenti l'energia psichica quelli riferibili ai sistemi comportamentali. Un'azione, argomenta Bowlby, non inizia in seguito ad un accumulo di energia psichica e non termina per l'esaurimento di questa energia: un bambino, infatti, cessa di piangere alla vista della madre e riprende a piangere quando la madre scompare. Allo stesso modo, gli uccelli smettono di costruire il nido appena lo hanno terminato e, se questo è loro tolto, ne costruiscono subito un altro. Bowlby, dunque, non fa più riferimento al modello di energia psichica, ma considera le condizioni che determinano sia l'inizio sia la cessazione dell'azione, condizioni osservabili e analizzabili che rendono possibile la verifica sperimentale. L'osservazione condotta sul comportamento di bambini in tenera età e in situazioni reali di vita rifletteva con precisione l'osservazione condotta sul comportamento dei piccoli di specie diverse in situazioni analoga. Nei primati come nell'uomo il comportamento di attaccamento è annunciato dalla vicinanza del piccolo alla madre e servirebbe per garantire al piccolo la protezione dei predatori. Nella specie umana i meccanismi di segnalazione come il sorriso e la lallazione servirebbero a mantenere il contatto con l'adulto. Il genitore sarebbe incoraggiato soprattutto da questi comportamenti espressivi che avrebbero il potere di renderlo sensibile e disposto ad interagire con il bambino proteggendolo. Il pianto indurrebbe invece l'adulto ad accorrere in aiuto al bambino accudendolo. In seguito, si sviluppano nel 3

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