Riassunto "Pragmatica della Comunicazione Umana" di Watzlawick, UniFe

Documento dall'Università degli Studi di Ferrara su "Riassunto "pragmatica della Comunicazione Umana" Watzlawick". Il Pdf esplora i concetti fondamentali della psicologia sociale, come funzione, relazione, informazione e i cinque assiomi della comunicazione, utile per lo studio universitario di Psicologia.

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Riassunto "PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE
UMANA" Watzlawick
Psicologia sociale (Università degli Studi di Ferrara)
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UMANA" Watzlawick
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Riassunto "PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE UMANA" Watzlawick

Psicologia sociale (Università degli Studi di Ferrara) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Luca Gabrieli (lucajucgabrieli98@gmail.com)PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE UMANA

CAPITOLO 1

Un fenomeno resta inspiegabile finché il campo di osservazione non è abbastanza ampio da includere il contesto in cui il fenomeno si verifica. Nelle scienze del comportamento si considerano gli individui come delle monadi. Se invece si considera l effetto che tale comportamento ha sugli altri, le reazioni degli altri a questo comportamento e il contesto in cui ciò si verifica allora il centro diventa la relazione tra più parti e il veicolo di tali relazioni è la comunicazione.

Lo studio della comunicazione umana si può dividere in tre settori:

  • La sintassi:
  • La semantica: il significato dei simboli della comunicazione
  • La pragmatica : effetto della comunicazione sul comportamento (inteso in senso di comunicazione e di risposte non verbali);

1.2 La nozione di funzione e di relazione

Le variabili non hanno un valore indipendente: hanno valore solo in rapporto ad un altra variabile. Il concetto di funzione è costituito dal rapporto tra le variabili (espresso normalmente, ma non necessariamente, come una equazione) es y= 4ax Parallelismo tra funzione e relazione L'acquisizione di memoria è in rapporto diretto con l'osservabilita di un sistema dato. Un osservatore che sia in possesso di tutta l'informazione necessaria non ha bisogno di riferirsi al passato (e quindi all'esistenza di una memoria nel sistema): gli basta lo stato attuale del sistema per poterne spiegare il comportamento. ( ... ) la memoria non è qualcosa di obiettivo che il sistema possiede o non possiede: è un concetto a cui l'osservatore ricorre per colmare la lacuna determinata dal fatto che il sistema è in parte inosservabile. Tanto minore è il numero di variabili osservabili tanto più l'osservatore sarà costretto a considerare gli eventi passatti come rilevanti per il comportamento del sistema. Dunque, la memoria, nel cervello, è solo in parte un fatto oggettivo. ( ... ) possiamo percepire soltanto le relazioni e i modelli delle relazioni in cui si sostanzia la nostra esperienza (es se vogliamo farci una idea della superficie di un oggetto dobbiamo scorrere il dito su di esso perché se non lo muoviamo non otteniamo nessuna informazione) -- > tutte le percezioni implicano un processo di cambiamento. ( ... ) la consapevolezza che l'uomo ha di se stesso è una consapevolezza di funzioni, delle relazioni in cui si trova implicato

1.3 Informazione e retroazione

La teoria psicanalitica ( .. ) si parte dal presupposto che il comportamento sia la conseguenza di una ipotizzata azione reciproca di forze intrapsichiche che si ritiene seguano strettamente le leggi della conservazione e della trasformazione dell'energia ( ... ) che considerava di secondaria importanza l'interazione con le forze esterne ( ... ), ha trascurato l'interdipendenza tra l'individuo e il suo ambiente ed è a questo punto che diventa indispensabile il concetto di scambio di informazione. La teoria psicodinamica freudiana ragionava in termini di concetto di energia: se tiro un calcio a un sasso questo si sposterà in base alla quantità di energia che trasmetto, al peso del sasso ecc .. (causa- effetto: determinismo lineare) ; la teoria della comunicazione ragiona in termini di trasmissione di informazione: se tiro un calcio a un cane il cane mi morderà non in virtù dell'energia che sto trasmettendo ma della comunicazione che sto dando. This document is available free of charge on studocu Scaricato da Luca Gabrieli (lucajucgabrieli98@gmail.com)L'avvento della cibernetica ha consentito di porre un ponte tra la prima impostazione e la seconda. Facendo un esempio di un evento a che detemina un b e questo a sua volta un c e un d sembra che si tratti di un sistema lineare TUTTAVIA se d riconduce ad a il sistema cambia (concetto di retroazione, ovvero ritorno delle informazioni alla fonte, anche detto feedback)

La retroazione può essere positiva o negativa:

  • la retroazione negativa gioca un ruolo fondamentale nel mantenimento dell'omeostasi , perciò gioca un ruolo importante nel mantenimento della stabilità delle relazioni. La retroazione negativa usa le informazioni per diminuire la deviazione di uscita rispetto a una norma prestabilita o visione di insieme.
  • la retroazione positiva provoca invece cambiamento, perdita di stabilità e di equilibrio. La retroazione positiva usa le informazioni per aumentare invece la deviazione di uscita.

In ogni caso possiamo asserire che tutti i rapporti umani sono rapporti di retroazione, perché il rapporto di ogni persona influenza ed è influenzato dal comportamento di ogni altra persona.

1.3Concetto di ridondanza.

Il termine ridondanza si riferisce alla ripetizione negli schemi comportamentali che osserviamo durante l'interazione. La contrapposizione proposta da Watzlawick tra interazione umana ed omeostato è esemplare: entrambi i sistemi sono sistemi in grado di raggiungere un equilibrio, ma se nel secondo caso, l'omeo stato, esso è frutto di una ricerca casuale tra tutti gli stati possibili (ricerca che ad ogni cambiamento nel sistema riparte in maniera completamente random), nel sistema interazione l'equilibrio, una volta raggiunto, viene mantenuto con comportamenti ridondanti, comportamenti che in un certo senso costituiscono la memoria storica dell'interazione, e che non si annullano in occasione di modificazioni che possono occorrere: il sistema umano di interazione non riparte ogni volta da zero, ma mantiene le conquiste acquisite anche quando deve cercare altri equilibri.

1.6 Conclusioni

La scatola nera. Per la scuola di Palo Alto, la mente deve essere considerata alla stregua di una scatola nera: essa non può essere esplorata, e forse, anche potendo, non sarebbe necessario. Ecco che possiamo interpretare il comportamento umano lasciando da parte ogni ipotesi intrapsichica, ma basandoci esclusivamente sull' osservazione dei suoi rapporti ingresso-uscita, ovvero la comunicazione Consapevolezza e non consapevolezza. In un contesto di teoria della comunicazione non ha molta importanza sapere se il comportamento di un emittente è intenzionale o meno. E quindi se l'emittente è consapevole o meno di aver emesso un messaggio. Ancora una volta, siamo in presenza di un aspetto fortemente costruttivista di Watzlawick: l'intenzionelità è indifferente poiché in ogni caso sarà il ricevente ad interpretare il messaggio, e sarà quindi quest'ultimo a decidere come interpretare il messaggio. Presente e passato. Il metodo pragmatico ha l'obiettivo di determinare, rilevare e possibilmente risolvere problemi comunicativi qui ed ora. Non si ricercano significati simbolici, ne cause nel passato o motivazioni, ma modelli per capire qui-ed-ora quello che sta succedendo nell'interazione, poichè la struttura di questa interazione è in grado di rivelarci tutto quello che può servire ad evidenziare le patologie comunicative (ecco che le sedute di terapia non coinvolgono mai solo il "paziente", ma tutta la famiglia, poiché il problema è a livello sistemico, mentre il comportamento deviante di un membro della famiglia non è altro che l'unico esisto possibile di un contesto comunicativo non sano). Scaricato da Luca Gabrieli (lucajucgabrieli98@gmail.com)Causa ed effetto. Ecco che allora diventa essenziale analizzare gli effetti, piuttosto che ricercare le cause di un comportamento. Diventa quindi centrale capire a quale scopo viene adottato un comportamento, piuttosto che chiederci il perché dello stesso comportamento. Determinati comportamenti possono infatti essere inspiegabili se analizziamo il soggetto come singolo, ma acquistano immediatamente senso se collocati all'interno di un contesto più ampio in cui il soggetto normalmente vive. Ovviamente il concetto di causalità che coinvolge i comunicanti è un concetto circolare, poiché in sistemi con circuiti di retroazione non esiste né un principio né una fine, esattamente come in un cerchio.

CAPITOLO 2

2.2 Primo assioma: L'impossibilità di non comunicare.

Non si può non comunicare. L'attività o l'inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri e gli altri a loro volta non possono non rispondere a queste comunicazioni e in tal modo comunicano anche loro. Una unità di comunicazione (comportamento compreso) è chiamata messaggio, una serie di messaggi scambiati fra persone è una interazione. Le interazioni possono essere sussunte in modelli di interazione. Il centro dell'interesse del nostro approccio è quello di analizzare le conseguenze pragmatiche (pragmatica = effetto della comunicazione sul comportamento) delle interazioni comunicative.

2.3 Secondo assioma: Livelli comunicativi di contenuto e di relazione

Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione. Esempio: la frase "è importante togliere la frizione gradatamente e dolcemente " e la frase "Togli di colpo la frizione, rovinerai la trasmissione in un momento" recano lo stesso contenuto di informazione, ma è evidente che definiscono relazioni molto diverse. ( ... ) le relazioni solo di rado sono definite deliberatamente e con consapevolezza. In realtà, sembra che quanto più una relazione è spontanea e sana, tanto più l'aspetto relazionale della comunicazione recede sullo sfondo. Viceversa le relazioni "malate" sono caratterizzate da una lotta costante per definire la natura della relazione, mentre l'aspetto di contenuto della comunicazione diventa sempre meno importante. La capacità di metacomunicare in modo adeguato (comunicare sulla comunicazione es "questo è un ordine", "Stavo solo scherzando") non solo è la conditio sine qua non della comunicazione efficace , ma è anche strettamente collegata con il grosso problema della consapevolezza di se e delgi altri .

2.4 Terzo assioma: La punteggiatura della sequenza di eventi

La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti. This document is available free of charge on studocu Scaricato da Luca Gabrieli (lucajucgabrieli98@gmail.com)

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