Le Laudi di Gabriele D'Annunzio: struttura e analisi de La pioggia nel pineto

Slide sulle Laudi di Gabriele D'Annunzio, con un focus specifico sulla struttura dell'opera e un'analisi approfondita de "La pioggia nel pineto". Il Pdf, adatto per la scuola superiore, esplora il panismo dannunziano e la musicalità del testo, organizzato in slide chiare e concise per lo studio della Letteratura.

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19 pagine

LAUDI
PAG. 313
STRUTTURA
La raccolta «Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi» (1903-
1918) comprende le opere poetiche della maturità.
Secondo il progetto iniziale doveva articolarsi in sette libri,
corrispondenti alle stelle della costellazione delle Pleiadi (Maia,
Elettra, Alcyone, Merope, Asterope, Taigete, Celeno) ma il progetto
restò inconcluso.
Egli aspirava a un canto «totale» che andass e
- dal mitico passato dell’Ellade (con i suoi eroi riletti in chiave
superomistica) al mondo moderno,
- dai grandi personaggi della cultura e della storia al nazionalismo
Una contemplazione ed esaltazione del creato (come le «Laudes
creaturarum» «Il Cantico delle creature» di San Francesco) MA
senza risvolti spirituali, solo su un piano fisico e terreno.

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Anteprima

LAUDI

STRUTTURA

· La raccolta «Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi» (1903- 1918) comprende le opere poetiche della maturità. Secondo il progetto iniziale doveva articolarsi in sette libri, corrispondenti alle stelle della costellazione delle Pleiadi (Maia, Elettra, Alcyone, Merope, Asterope, Taigete, Celeno) ma il progetto restò inconcluso. · Egli aspirava a un canto «totale» che andasse - dal mitico passato dell'Ellade (con i suoi eroi riletti in chiave superomistica) al mondo moderno, - dai grandi personaggi della cultura e della storia al nazionalismo · Una contemplazione ed esaltazione del creato (come le «Laudes creaturarum» - «Il Cantico delle creature» di San Francesco) MA senza risvolti spirituali, solo su un piano fisico e terreno.ALCYONE. Del 1903 è il libro meglio riuscito; nato dall'esperienza di una vacanza del poeta con la compagna Eleonora Duse in Versilia, il libro è diviso in 5 sezioni, secondo un ordine che va dall'inizio dell'estate (giugno) fino all'avvicinarsi dell'autunno (settembre) per un totale di 88 testi. · (Caratteristica fondamentale) è la RICERCA di una FUSIONE PANICA CON LA NATURA, di un dominio su di essa; VEDI PAG. 315 siamo davanti alla compenetrazione tra umano e naturale, all'uomo che acquista caratteristiche naturali e animali e alla natura che appare in forma umana.

· PAG. 314 L'opera è una sorta di diario del poeta-superuomo in cui dopo l'estate, rappresentata dalla piena vitalità, dal panismo, si affaccia la malinconia dell'autunno e la sensazione della fine dell' «illusione panica». PAG. 315: si noti, tra l'altro, che al livello stagionale se ne affianca un altro esistenziale, cioè - Esordio dell'estate: giovinezza - Estate: maturità - Inizio dell'autunno: vecchiaia, disfacimento fisico, morte.· Chiara è l'influenza del Simbolismo francese in questo nuovo rapporto con la natura, in questa fusione con il Tutto (potremmo pensare a Baudelaire e alla Natura presente in «Corrispondenze»); siamo davanti ancora una volta all'ECCEZIONALITA' DEL SUPERUOMO a cui è concesso il privilegio di superare la condizione umana per DISSOLVERSI NELLA NATURA, per farsi tutt'uno con essa.arles Courtney Curran, le e pioggia, 1930. Collezione privata.

La pioggia nel pineto

Da Alcyone

· E' una delle liriche più famose di D'Annunzio e più rappresentativa del PANISMO; qui davvero la poesia diventa MUSICA. · Composta nel 1902 è dedicata al trionfo dell'estate e alla celebrazione della natura. · NB. AGGIUNTA: D'Annunzio usa qui la STROFA LUNGA, di 32 versi, con versi di varia lunghezza (es. senari, novenari), mostrando la sua tendenza a rinnovare pur restando nella tradizione. · Ascoltiamola: https://youtu.be/5OsUnxY5mgwAGGIUNTA · L'ultimo verso di ogni strofa è costituito dal nome di Ermione; · i versi dal 20 al 33 sono ripresi successivamente in quelli finali 116-128, creando circolarità · Pag. 327 seconda colonna: Come dicevamo caratteristica fondamentale è la MUSICALITA' con la quale D'Annunzio ha cercato di RIPRODURRE il LINGUAGGIO della NATURA, nello specifico la VOCE DELLA PIOGGIA, la «musica» che essa produce cadendo sugli alberi.PARAFRASI · Taci. Entrando nel bosco non sento alcun suono prodotto da uomini, ma ascolto quelli più nuovi, della natura, delle foglie e delle gocce. Ascolta, o Ermione piove dalle nuvole sparse. Piove sulle tamerici impregnate di salsedine e arse dal sole, sui pini dalle cortecce ruvide, con le foglie aghiformi, sui mirti divini, sulle ginestre che risplendono con i loro fiori gialli raccolti e sui ginepri pieni di bacche profumatissime. Piove sui nostri volti che ormai sono un tutt'uno con il bosco, sulle nostre mani nude, e sui vestiti estivi. Piove anche sui pensieri più profondi appena nati dall'anima innamorata, sui sogni e le illusioni che fanno parte della nostra vita.

· Senti? La pioggia che cade sulle foglie degli alberi della pineta deserta produce un crepitìo che varia a seconda di quanto è folto il fogliame. Ascolta. Alla pioggia si aggiunge il canto delle cicale: né la pioggia né il cielo cupo lo possono spaventare o fermare in alcun modo. Il pino, il mirto, il ginepro ... ogni pianta ha un suo suono, sono come strumenti diversi sotto dita infinite. E ci siamo anche noi, parte della foresta, non più esseri umani ma vivi d'una vita vegetale. E il tuo viso felice, Ermione, creatura terrestre senza nome, è bagnato di pioggia come una foglia, e i capelli profumano come le ginestre.· Ascolta, ascolta. Il canto delle cicale in alto sugli alberi si affievolisce sotto lo scroscio d'acqua, ma vi si mescola un altro canto, più roco, che proviene dall'umida ombra lontana e che si fa sempre più sordo, più debole, rallentando fino a spegnersi. Solo una nota continua a farsi sentire flebilmente, poi tace, suona nuovamente, trema, tace. Non si sente alcun suono arrivare dal mare. Ora riprende lo scroscio dell'acqua che lava, il suono della pioggia cambia a seconda di quali foglie colpiscono le gocce. Ascolta. Ora la cicala non canta più, mentre la rana, nell'acqua chissà dove, gracida forte. E piove sui tuoi occhi, Ermione.·Piove sulle tua ciglia nere, sui tuoi occhi, e sembra che tu stia piangendo di piacere e quasi resa anche tu una creatura della foresta, tutta verdeggiante e non più con la pelle bianca, che sembri uscire dalla corteccia di un albero, viva. E tutta la nostra linfa vitale è fresca e profumata e il cuore in petto come una pesca intatta, gli occhi tra le palpebre come due pozzanghere d'acqua nell'erba, e i denti come mandorle acerbe. E camminiamo fra le macchie e gli arbusti, nel verde, prima insieme e poi separati, con l'erba che ci arriva alle gambe, fino alle ginocchia. E piove sui nostri volti che ormai sono un tutt'uno con il bosco, su le nostre mani nude, e sui vestiti estivi e leggeri. Piove anche sui pensieri più profondi appena nati dall'anima innamorata, sui sogni e le illusioni che fanno parte della nostra vita, o Ermione.

La prima strofa

Si apre con l'invito del poeta alla sua donna (Ermione, nella realtà Eleonora Duse) ad ascoltare la voce della natura, il suono della pioggia che varia a seconda delle foglie su cui essa cade. AGGIUNTA Il poeta riproduce con i suoni delle parole (fonosimbolismo) la variazione del rumore della pioggia :

>I suoni aperti delle sillabe in -a si alternano ai suoni più cupi/chiusi delle sillabe in -o e a quelli più acuti delle sillabe in -i.Notiamo i verbi - Taci - Ascolta - Odi che sono come l'INVITO a partecipare a un RITO INIZIATICO, a un MISTERO, quello della fusione con la natura, con la pioggia che purifica ogni cosaIn particolare nella seconda parte della strofa («volti silvani») viene introdotto il tema panico, cioè inizia la METAMORFOSI con cui gli esseri umani acquistano caratteristiche vegetali (diventano creature silvestri): come le foglie, anche il poeta e la sua donna sono strumenti suonati dalla pioggia, dunque appaiono come il resto della vegetazione che li circonda.

La seconda strofa

Viene introdotto il CANTO delle CICALE che si unisce a quello degli ALBERI suonati (come un'orchestra) dalle dita della pioggia. La metamorfosi del poeta e della donna iniziata nella strofa precedente va via via proseguendo (vv. 52- 61, es. «d'arborea vita viventi», il volto della donna simile a una foglia ... )

Terza strofa

Il canto delle cicale si attenua e inizia quello delle rane che, però, ha breve durata. Nel silenzio degli animali si sente solo il suono della pioggia, ma poi riappare il canto delle rane. La strofa si chiude con un altro accenno alla metamorfosi vegetale, con le ciglia di Ermione che sono simili alle tante foglie su cui scende la pioggia.

Ultima strofa

Qui abbiamo il trionfo del panismo con la totale assimilazione del poeta e della sua donna alla vegetazione circostante. I due si sentono trasformare in piante: la donna è definita «VIRENTE», - cuore è come una pesca intatta - Gli occhi come sorgenti d'acqua - I denti come mandorle acerbe Infine i due si immergono, in preda all'euforia, nel folto della vegetazione bagnati da quella pioggia che li ha rigenerati, tramutati in nuove creature.

CONCLUSIONE (AGGIUNTA)

D'Annunzio con questo testo rende pienamente la sua ideologia, il suo vitalismo, il suo sentirsi «divino», fondendosi con il tutto, l'idea di una parola che può tutto e che può cogliere e rendere anche le realtà più nascoste e misteriose. La lirica è carica di figure retoriche. Limitiamoci a ricordare quelle che possono collegarlo ad autori già analizzati o comunque più evidenti: ANAFORE (la ripetizione di Ascolta - Piove) PERSONIFICAZIONE (v. 6 «che parlano gocciole e foglie lontane») SIMILITUDINI (es. «il cuor nel petto è come una pesca», v. 104 - gli occhi «son come polle tra l'erbe», v. 107, i denti «son come mandorle acerbe» V. 109 ONOMATOPEE: es. crepitio v. 36, crosciare v. 82, croscio v. 85

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