Documento di Università sull'Italia dal Dopoguerra al Fascismo, analizzando il contesto post-Prima Guerra Mondiale. Il Pdf descrive eventi e movimenti come la nascita dei Fasci di Combattimento e il biennio rosso, fino all'avvento del fascismo, con un focus sulla Storia.
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In Italia si parla di una crisi che spazia moltissimi ambiti:
Nel 1919, in questa situazione di tensione, nascono nuovi partiti politici:
Le elezioni del 16 novembre 1919, furono un totale fallimento per i fasci di combattimento. Al contrario, invece, ci fu una grande affermazione del Partito Socialista e del Partito Popolare Italiano. Presidente del Consiglio fu nominato Francesco Saverio Nitti, che si trovò a guidare una maggioranza formata da liberal-democratici e popolari (ma non socialisti). Nel programma di San Sepolcro convergevano istanze molto diverse tra loro: richieste di riforme economiche e sociali radicali, accanto a cui comparivano aspirazioni tipiche dei movimenti nazionalisti. Chiedeva la sostituzione della monarchia con la repubblica. Al momento della nascita, il movimento fascista (o "fascismo diciannovista") raccolse pochissimi consensi. Il programma di San Sepolcro non ebbe successo alle elezioni per la sua natura contrastante.Il programma di San Sepolcro
Riportiamo il programma dei Fasci italiani di combattimento così come esso fu pubblicato il 6 giu- gno 1919 su "Il Popolo d'Italia", il quotidiano politico fondato da Benito Mussolini. Italiani! Ecco il programma nazionale di un movimento sanamente italiano. Rivoluzionario, perché antidogmatico e antidemagogico; fortemente in- novatore perché antipregiudizievole. Noi poniamo la valorizzazione della guerra rivoluzionaria al di sopra di tutto e di tutti. Gli altri problemi: burocrazia, amministrativi, giuridici, scolastici, co- loniali, ecc. li tracceremo quando avremo creata la classe dirigente. Per questo NOI VOGLIAMO:
Per il problema politico:
Per il problema sociale: NOI VOGLIAMO:
Per il problema militare: NOI VOGLIAMO:
Per il problema finanziario: NOI VOGLIAMO:
G. DE ROSA, I partiti politici in Italia, Minerva Italica, Bergamo 1972, pp. 277-278 Benito Mussolini durante un comizio elettorale. ->Individua e metti in evidenza nel testo: a) gli elementi di matrice socialista; b) gli elementi di matrice nazionalista. Proposte che poi verranno accantonate (proposte antimonarchiche quando Mussolini capisce che necessita di avere l'appoggio del re) - abolizione della camera del Senato (fare una nuova Costituzione) - voto ed eleggibilità per le donne.
BIENNIO ROSSO Clima di grande tensione che sfocia in quello che viene definito il "biennio rosso" (1919, 1920, 1921) perché si verificano una serie di manifestazioni e occupazioni (delle fabbriche e delle terre) che si moltiplicano sempre di più tanto da dare il nome a questo periodo. L'idea è quella di rifarsi alla rivoluzione dell'Unione Sovietica (rivoluzionecomunista: per questo il simbolo dei manifestanti è la falce e il martello) e ai soviet: gli operai ambivano a diventare proprietari delle fabbriche e delle macchine. Speranza per alcuni e terrore per altri: per il ceto medio, soprattutto, e ai titolari di industria e ai proprietari terrieri, le rivolte preoccupano, e chiedono l'intervento del governo. Il rischio di una rivoluzione come quella russa spaventa anche i sindacati, che temevano di vedere il paese sprofondare in una guerra civile. Il problema è che in questi anni si susseguono una serie di governi debolissimi, ed è evidente che ci chiede al governo l'autorevolezza, non trova risposta. In questa situazione così instabile, sale nuovamente al governo Giovanni Giolitti, che però di fronte alle manifestazioni lascia che la situazione si sviluppi senza intervenire (arbitro imparziale). È vero che poi la situazione si sfuma da sola, ma tutti coloro che avevano chiesto un intervento di forza del governo, rimangono delusi. Frizione tra il governo che non interviene nella situazione sociale, e coloro che temono le manifestazioni in quanto preludio di una rivoluzione comunista. Contadini e operai, effettivamente, ottengono risultati vantaggiosi, mentre il ceto medio non riceve alcuna tutela.
Le lotte del biennio rosso si conclusero, nell'immediato, con una vittoria degli operai e dei contadini sul piano sindacale, ma nel lungo periodo non ebbero conseguenze positive sul piano politico. Il biennio rosso lasciò, in generale, un diffuso sentimento di ostilità verso il socialismo.
LA NASCITA DEL PCI L'esaurirsi del movimento rivoluzionario provocò un'aspra discussione del Partito socialista, ancora diviso tra riformisti (disposti a una collaborazione con il governo) e massimalisti (escludevano una possibile collaborazione e ambivano a realizzare una rivoluzione socialista). Nel congresso convocato a Livorno nel gennaio del 1921, le divergenze apparvero insuperabili e l'accettazione incondizionata delle richieste di Lenin fu votata da una minoranza, che per questo motivo scelse di uscire dal partito e di dare vita a una nuova formazione politica, il Partito Comunista Italiano (PCI). Anche tra la corrente massimalista socialista vi è malcontento, poiché vi sono socialisti estremamente radicali che incitano la rivoluzione, con il risultato che, nel 1921, il partito Socialista fece un congresso a Livorno, congresso che vede la scissione della minoranza più estremista dei massimalisti, che fondano il PCI, e sono guidati dalla convinzione che in Italia ci fossero le condizioni favorevoli per la rivoluzione e che servisse un partito capace di guidarla. A far parte del Partito Comunista Italiano facevano parte figure come Antonio Gramsci, Amadeo Bordiga, Palmiro Togliatti e Umberto Terracini. Giolitti, dopo aver deluso gran parte dell'opinione pubblica, a differenza di Nitti prende in mano la situazione, e nel dicembre del 1920 mandò l'esercito italiano a liberare Fiume, di modo che la città potesse andare finalmente alla Iugoslavia. Vi sono quindi:
IL FASCISMO AGRARIO Dall'insuccesso del Programma di San Sepolcro, dalla fine del 1929 il fascismo si propose come una nuova forza di destra, che aveva come obiettivo la tutela della proprietà privata e degli interessi della borghesia produttiva. A tale scopo, i fascisti erano disposti ad arginare il movimento socialista, ma per fare ciò bisognava trasformare i fasci in un partito organizzato e gerarchizzato. Da subito, lo strumento utilizzato da questo partito, è la violenza: si formano queste squadre armate che fanno una serie di atti di violenza. Le squadre d'azione, le cosiddette "squadracce fasciste" ovvero formazioni armate con metodi violenti (incendi, distruzioni di edifici, aggressioni) che combattevano la politica socialista in tutte le sue forme e miravano a smantellare il sistema di leghe rosse. Le squadre armate fasciste