I virus causa di epatite: focus su HAV, trasmissione e patogenesi

Slide dall'Università San Raffaele su I virus causa di epatite. Il Pdf esplora i virus che causano l'epatite, in particolare l'epatite A, trattando tassonomia, struttura, trasmissione e patogenesi. Questo materiale di Biologia è ideale per studenti universitari.

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Anteprima

Università San Raffaele Roma

Professore Paola Checconi

Argomento I virus causa di epatiteT

Università San Raffaele Roma

Paola Checconi

Virus causa di epatite

  • Le epatiti virali sono processi infettivi a carico del fegato con quadri clinici simili ma che differiscono dal punto di vista etiologico (diversi virus responsabili dell'infezione), epidemiologico (diversa distribuzione e frequenza di infezione e malattia) e immuno-patogenetico.
  • Le epatiti virali rappresentano ancora oggi uno dei principali problemi di sanità pubblica a livello mondiale. Ad oggi sono noti 5 tipi di epatite virale determinati dai cosiddetti virus epatici maggiori: A, B, C, D (delta) ed E.

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Principali microrganismi responsabili

INFEZIONI/TOSSINFEZIONI ALIMENTARI

Batteri Staphylococcus aureus Clostridium botulinum Clostridium perfringens Salmonella Shigella Escherichia coli Vibrio paramolyticus Campylobacter Listeria monocytogenes

Virus Virus dell'epatite A Virus dell'epatite E Prioni Norovirus (Calicivirus) Rotavirus Encefalite spongiforme bovina (BSE) Creutzfield-Jacob (CJD)

Miceti Intossicazioni Micotossine

Parassiti Toxoplasma gondii

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Virus Epatite A (HAV)

Tassonomia e struttura

Famiglia Picornaviridae, genere Hepatovirus Forma sferica (diam: 27-30 nm) Sprovvisto di pericapside Nucleocapside icosaedrico Genoma: un singolo filamento di RNA, a polarità positiva Hepatitis A virus Capsid RNA VPG

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Trasmissione HAV

  • HAV viene eliminato con le feci, soprattutto nell'ultimo periodo di incubazione. Si trasmette quasi esclusivamente per via oro-fecale, generalmente mediante l'ingestione di acqua o cibo contaminato (molluschi filtratori di acqua che può essere contaminata con residui fecali contenenti il virus; anche insalata o frutta). .
  • Possibili epidemie da sorgenti comuni (acqua, cibo).
  • La scarsa igiene personale e il sovraffollamento agevolano la diffusione del virus. .
  • Non esiste lo stato di portatore sano.
  • Incidenza maggiore nei bambini (<10 anni; spesso asintomatici; paesi in via di sviluppo) oppure negli adolescenti/adulti (paesi industrializzati).
  • L'infezione è frequentemente contratta da viaggiatori che si recano in Paesi in via di sviluppo.

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Patogenesi HAV

  • A seguito di infezione si ha un periodo di incubazione di 3-5 settimane (30 giorni in media).
  • Nei bambini la malattia è solitamente asintomatica.
  • Quando si manifestano i sintomi, questi comprendono epatite acuta con ittero, febbre moderata, inappetenza, nausea, vomito, fatica, malessere, dolori articolari o muscolari, cefalea, fotofobia.
  • Generalmente la malattia evolve verso una guarigione completa con produzione di anticorpi «protettivi» che persistono per tutta la vita.
  • Raramente si possono avere forme gravi con decorso protratto e anche forme fulminanti rapidamente fatali (0.1-0.3% dei casi; ma percentuali più alte negli adulti sopra i 50 anni).

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Terapia e Controllo HAV

  • Terapia Sintomatica
  • Controllo Il capside di HAV è particolarmente resistente: sopravvive in acqua dolce o salata, resiste ai detergenti, sopporta temperature fino a 60 ℃ ed ambienti estremamente acidi (pH 1). Controllo efficace mediante lavaggio delle mani, sebbene la vaccinazione (vaccino costituito da virus inattivati) rappresenti la misura più efficace.
  • Diagnosi Ricerca di anticorpi specifici di tipo IgM (infezione acuta) o IgG (stato immune).

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Virus Epatite E (HEV)

Tassonomia e struttura HEV

Famiglia Caliciviridae (comprende anche virus di Norwalk, altro responsabile di manifestazioni gastro-enteriche) Diametro 35-40 nm Sprovvisto di pericapside Nucleocapside icosaedrico Genoma: un singolo filamento di RNA, a polarità positiva

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Epatite E: Caratteristiche

  • L'epatite E è una malattia acuta spesso anitterica e autolimitante, molto simile all'epatite A. In casi rari può risultare in una forma fulminante fino al decesso (più frequentemente nelle donne gravide, specialmente nel terzo trimestre di gravidanza, con letalità che arriva fino al 20%). Seppure rari, casi cronici sono riportati in soggetti immunocompromessi e sono riportati anche casi di riacutizzazione.
  • Come per l'epatite A, la trasmissione avviene per via oro-fecale, e l'acqua contaminata da feci è il veicolo principale dell'infezione. Il periodo di incubazione va da 15 a 64 giorni.
  • È presente in tutto il mondo: epidemie e casi sporadici sono stati registrati principalmente in aree geografiche con livelli igienici inadeguati. Nei Paesi industrializzati la maggior parte dei casi riguarda persone di ritorno da viaggi in Paesi endemici.

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Virus Epatite B (HBV)

Tassonomia e Struttura HBV

Famiglia Hepadnaviridae Forma sferica (d: 40 nm) Dotato di pericapside Nucleocapside icosaedrico Genoma: DNA circolare, parzialmbicatenario; 4 geni: Dna E antigen HBeAg Lipid bilayer membrane Dna polymerase Core antigen HBcAg Large surface protein HBsAg Small surface protein HBsAg Medium surface protein HBsAg C- proteina capsidica o core (HBcAg), e proteina dalla cui proteolisi deriva HBeAg; P- enzima polimerasico; S - glicoproteine di superficie o antigene di superficie (HBsAg); X- proteina associata allo sviluppo del cancro al fegato.

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Trasmissione HBV

HBV si trasmette esclusivamente per via interumana; la trasmissione avviene per via parenterale (trasfusione di sangue/emoderivati), per via sessuale o verticale, attraverso il passaggio del neonato nel canale del parto.

  • Poichè il virus resiste sulle superfici ambientali per diversi giorni, il contagio può avvenire anche per via parenterale inapparente (inoculazione indiretta) ovvero tramite veicoli contaminati da sangue infetto attraverso minime lesione della cute o delle mucose (spazzolini dentali, forbici, rasoi). Esiste lo stato di portatore cronico: (I portatori rilasciano il DNA virale mediante saliva, lacrime ed urina). " Maggiore incidenza di infezioni croniche nell'Africa Sub-Sahariana e nell'Est asiatico.

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Patogenesi HBV

  • A seguito di infezione si ha un periodo di incubazione di 45-180 giorni (media: 60-90 gg).
  • Il virus replica in e causa la lisi degli epatociti, ad opera dei linfociti T-citotossici; può causare epatite acuta (con disturbi addominali, nausea, vomito, a volte ittero accompagnato da febbre di lieve entità), cronica o fulminante. L'infezione acuta si risolve, in 8-12 settimane, in oltre il 90% dei casi. Il 5-10% dei soggetti diventa portatore cronico: " Nel 20% dei casi l'epatite cronica può progredire in cirrosi epatica. Il cancro al fegato (epatocarcinoma) è un'altra complicanza frequente dell'epatite cronica, soprattutto nei pazienti con cirrosi. " La sorgente d'infezione sono i soggetti con malattia acuta o i portatori cronici, in cui il virus persiste nel sangue e in altri liquidi biologici

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Terapia, Controllo e Diagnosi HBV

  • Terapia Infezione acuta: di supporto. Infezione cronica: Interferon, lamivudina, adefovir
  • Controllo Il virus è piuttosto resistente nell'ambiente, dove è in grado di sopravvivere diversi giorni. La vaccinazione rappresenta la più efficace misura preventiva. Vaccinazione obbligatoria per tutti i nuovi nati e fortemente raccomandata per i gruppi di popolazione a maggior rischio d'infezione.
  • Diagnosi Si ricercano i prodotti virali (gli antigeni o l'acido nucleico) e gli anticorpi. HBsAg resta il marcatore di infezione per eccellenza.

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Virus Epatite D

  • Virus defettivo, richiede la presenza di HBV per replicare
  • Formato da un envelope derivante da HBsAg (HBV), dalla proteina HDAg e un genoma costituito da RNA a polarità negativa
  • Si trasmette per via parenterale, sessuale o verticale
  • La coinfezione da virus Delta e HBV o la sovrainfezione da virus Delta in soggetto infetto da HBV porta di norma ad un aggravamento della sintomatologia e un maggior rischio di cronicizzazione

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Virus Epatite C (HCV)

Tassonomia e Struttura HCV

Famiglia Flaviviridae Forma sferica (d: 55-65 nm) Dotato di peplos Nucleocapside icosaedrico Genoma: RNA, singolo filamento a polarità positiva, altamente variabile, diversi genotipi Hepatitis C virus Core RNA E protein

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Trasmissione HCV

La trasmissione dell'infezione avviene prevalentemente per via parenterale (uso di droghe), emotrasfusionale o per via sessuale (come per HBV). Infrequentemente per via perinatale. Diffusa in tutto il mondo, 130-150 milioni di portatori cronici. HCV è responsabile, a livello mondiale, del 27% delle cirrosi epatiche e del 25% degli epatocarcinomi. Mortalità: 300-500 mila persone/anno. La prevalenza è alta in alcuni Stati di Africa ed Asia. La co-infezione col virus HIV è comune (circa il 25%).

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Patogenesi HCV

HCV presenta una patogenesi simile a quella di HBV, sebbene HCV causi una infezione cronica in oltre 80% dei casi. Infezione da Hepatitis C virus (HCV) Risoluzione 15% Cronicizzazione 85% Infezione stabile 80% Cirrosi 80% ALCOOL HIV Progressione lenta 75% Scompenso Epatocarcinoma 25%

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Terapia, Controllo e Diagnosi HCV

Terapia Infezione cronica: Sofosbuvir (inibitore RNA-polimerasi-RNA-dipendente), Simeprevir (inibitore di proteasi), Daclatasvir (in terapia combinatoria). Interferon, ribavirina Controllo Non esiste un vaccino anti-HCV. Diagnosi Ricerca molecolare (PCR): HCV-RNA qualitativo e quantitativa. Genotipizzazione. D. Sierologica: anticorpi anti-HCV

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