La filosofia di Cartesio: metodo, dubbio e il Cogito ergo sum

Documento da Università su Cartesio. Il Pdf esplora la filosofia cartesiana, il suo metodo, il dubbio metodico e iperbolico, e il "Cogito ergo sum", utile per lo studio della Filosofia a livello universitario.

Mostra di più

19 pagine

CARTESIO
Cartesio è un pensatore della massima importanza, da molti
considerato il “padre della filosofia moderna” per aver messo
radicalmente in discussione il sapere tradizionale e aver spostato il
fulcro della ricerca filosofica sul soggetto. Scoprire le reali possibilità
della ragione umana.
Si interroga sui meccanismi di funzionamento della conoscenza umana.
Inizia mettendo in dubbio l’intero sistema delle conoscenze e inizia
dallo scetticismo.
La sua insoddisfazione nasce dall’assenza di un metodo sicuro e
affidabile capace di guidare il cammino della conoscenza di
confrontarsi con le conquiste della scienza e della matematica; queste
ultime sono caratterizzate da assoluto rigore e coerenza.
Nasce nel 1596 a La Haye e frequenta il celebre collegio dei gesuiti di La
Flèche, studiando scienze, matematica, logica, grammatica e metafisica
e latino.
Ben presto, deluso da tale formazione e preso dal desiderio di ricercare
autonomamente la verità, si dedica alla lettura di tutti i libri che gli
capitano tra le mani.
Termianti gli studi alla Flèche e aver conseguito il titolo di dottore in
diritto presso l’università di poitiers, si arruola nell’esercito e presta
servizio sotto principi cattolici e protestanti.
Nei mesi invernali ne approfitta per starsene solo e appartato dove può
riflettere liberamente. Durante un’intensa giornata fa tre sogni, che
interpreta come rivelatori della missione filosofica che Dio intende
affidargli, ovvero quello di rinnovare tutto l’edificio del sapere,
riformandolo su basi certe e sicure.
Tra il 1620 e il 1625 intraprende una serie di viaggi, visitando anche
l’italia per poi stabilirsi a Parigi fino al 1628.
In questo periodo si innamora di Hélène Jans, dalla quale ha una figlia
che muore a soli 5 anni.
Nel 1649 su invito della regina Cristina, si stabilisce in Svezia dove poi
muore di polmonite.
Tra le opere principali di Cartesio ci sono:
Le regole per la guida dell’intelligenza
Discorso sul metodo
Meditazioni sulla filosofia prima o metafisiche
Princìpi di filosofia
Le passioni dell’anima
Che visione ha cartesio sul'impresa filosofica?
Cartesio ha una visione fondamentalmente ottimistica dell’impresa
filosofica. Egli ritiene infatti che la conquista del sapere non è
impossibile e nemmeno difficile
Il termine scienza in Cartesio riguarda la conoscenza in senso
generale, frutto della ragione, oltre alle scienze naturali anche la
metafisica, la matematica, la geometria e la filosofia che si presenta
come un sapere unitario.
L'unità della scienza è tale in quanto riflette l’unità della ragione, la
filosofia si configura come la scienza fondamentale.
“così tutta la filosofia è come un albero di cui le radici sono la
metafisica, il tronco è la fisica e i rami che sporgono da questo tronco
sono tutte le altre scienze, che si riducono in tre principali: la medicina,
la meccanica e la morale, presupponendo un’intera conoscenza delle
altre scienze.
Il discorso sul metodo ha il sottotitolo: per ben condurre la propria
ragione e cercare la verità nelle scienze.
Il buon senso, ovvero la capacità di discernere dal vero e di accostarsi
alla verità è la cosa meglio distribuita nel mondo in quanto tutti gli
uomini la possiedono una volta affermato che la ragione è per natura

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Cartesio: Padre della Filosofia Moderna

CARTESIO Cartesio è un pensatore della massima importanza, da molti considerato il "padre della filosofia moderna" per aver messo radicalmente in discussione il sapere tradizionale e aver spostato il fulcro della ricerca filosofica sul soggetto. Scoprire le reali possibilità della ragione umana. Si interroga sui meccanismi di funzionamento della conoscenza umana. Inizia mettendo in dubbio l'intero sistema delle conoscenze e inizia dallo scetticismo. La sua insoddisfazione nasce dall'assenza di un metodo sicuro e affidabile capace di guidare il cammino della conoscenza di confrontarsi con le conquiste della scienza e della matematica; queste ultime sono caratterizzate da assoluto rigore e coerenza.

Biografia di Cartesio

Nasce nel 1596 a La Haye e frequenta il celebre collegio dei gesuiti di La Flèche, studiando scienze, matematica, logica, grammatica e metafisica e latino. Ben presto, deluso da tale formazione e preso dal desiderio di ricercare autonomamente la verità, si dedica alla lettura di tutti i libri che gli capitano tra le mani. Termianti gli studi alla Flèche e aver conseguito il titolo di dottore in diritto presso l'università di poitiers, si arruola nell'esercito e presta servizio sotto principi cattolici e protestanti. Nei mesi invernali ne approfitta per starsene solo e appartato dove può riflettere liberamente. Durante un'intensa giornata fa tre sogni, che interpreta come rivelatori della missione filosofica che Dio intende affidargli, ovvero quello di rinnovare tutto l'edificio del sapere, riformandolo su basi certe e sicure. Tra il 1620 e il 1625 intraprende una serie di viaggi, visitando anche l'italia per poi stabilirsi a Parigi fino al 1628.In questo periodo si innamora di Hélène Jans, dalla quale ha una figlia che muore a soli 5 anni. Nel 1649 su invito della regina Cristina, si stabilisce in Svezia dove poi muore di polmonite.

Opere Principali di Cartesio

Tra le opere principali di Cartesio ci sono: Le regole per la guida dell'intelligenza Discorso sul metodo Meditazioni sulla filosofia prima o metafisiche Princìpi di filosofia Le passioni dell'anima

Visione Filosofica di Cartesio

Che visione ha cartesio sul'impresa filosofica? Cartesio ha una visione fondamentalmente ottimistica dell'impresa filosofica. Egli ritiene infatti che la conquista del sapere non è impossibile e nemmeno difficile Il termine scienza in Cartesio riguarda la conoscenza in senso generale, frutto della ragione, oltre alle scienze naturali anche la metafisica, la matematica, la geometria e la filosofia che si presenta come un sapere unitario. L'unità della scienza è tale in quanto riflette l'unità della ragione, la filosofia si configura come la scienza fondamentale. "così tutta la filosofia è come un albero di cui le radici sono la metafisica, il tronco è la fisica e i rami che sporgono da questo tronco sono tutte le altre scienze, che si riducono in tre principali: la medicina, la meccanica e la morale, presupponendo un'intera conoscenza delle altre scienze. Il discorso sul metodo ha il sottotitolo: per ben condurre la propria ragione e cercare la verità nelle scienze. Il buon senso, ovvero la capacità di discernere dal vero e di accostarsi alla verità è la cosa meglio distribuita nel mondo in quanto tutti gli uomini la possiedono una volta affermato che la ragione è per naturauguale in tutti gli uomini , la diversità delle nostre opinioni non deriva dal fatto che alcuni sono più ragionevoli degli altri, ma soltanto dal fatto che noi conduciamo i nostri pensieri per vie diverse. Non basta esser dotati di una buona intelligenza, l'essenziale è applicarla bene. La corretta applicazione della nostra intelligenza esprime tutta l'importanza che Cartesio assegna alla ragione in relazione all'utilizzo patico delle conoscenze e al progresso civile e materiale.

Il Problema del Metodo

PROBLEMA DEL METODO Metodo è un termine che significa via o sentiero che consente di raggiungere la verità. Nelle regole per la guida dell'intelligenza Cartesio osserva che l'aritmetica e la geometria dispongono di un ottimo metodo, poiché sono discipline che vertono su un oggetto ben definito e non ammettono nulla che non sia supportato da rigorose dimostrazioni

Le Quattro Regole del Metodo Cartesiano

LE QUATTRO REGOLE DEL METODO CARTESIANO La prima regola è quella dell'evidenza, che invita ad accettare come vere solo le idee chiare e distinte, un'idea è chiara quando si afferma in modo vivido e immediato, che si pone con tale forza che non possiamo non esserne consapevoli. Cartesio ricorre all'esempio del mal di denti, un'esperienza dolorosa ma immediata. Un'idea è distinta quando è separata da ogni altra e definita in sé stessa, un'idea è distinta i quanto è anche chiara, ed è chiara in quanto è definita con precisione e non confusa con le altre. Le due qualità si trovano sempre congiunte. Cartesio condanna la tendenza spontanea degli uomini a dare giudizi affrettati, formulando veri e propri pre-giudizi che ostacolano ilraggiungimento della verità e condanna anche la fiducia cieca in ogni credenza e il principio di autorità. La seconda è la regola dell'analisi, che prescrive di dividere ogni problema nelle sue parti elementari, risolte individualmente, esse rendono più facile la risoluzione del problema stesso. La terza regola è la regola della sintesi, che prescrive di procedere nella conoscenza passando dagli oggetti più semplici a quelli più complessi. Tale regola presuppone l'idea che tutte le verità derivino le une dalle altre, secondo un ordine deduttivo-matematico, e siano legate reciprocamente tra loro. La quarta regola è la regola dell'enumerazione, che prescrive di far sempre enumerazioni complete e revisioni generali, così da essere sicuri di non omettere nulla. Alla base del metodo cartesiano c'è l'esigenza di dare un ordine alla mente. Il metodo è uno strumento essenziale per avanzare nell'indagine scientifica, ma non è in grado, da solo, di garantire la certezza delle nostre conoscenze ne di fondarle in modo sicuro. Cartesio affronta questo problema e abbozza una nuova risposta, definita il metodo del dubbio

Dubbio Metodico e Iperbolico

DUBBIO METODICO E DUBBIO IPERBOLICO La prima regola del metodo prescrive di accettare come vero soltanto ciò che si presenta evidente, questo implica che si debba dubitare di tutte le cose che non offrono tale garanzia. Occorre applicare il dubbio in modo rigoroso e assumerlo come procedimento metodologico, per questo il dubbio cartesiano viene definito metodico, ossia finalizzato alla costruzione di una conoscenza solida e incontrovertibile su cui fondare tutto l'edificio della conoscenza.Il filosofo mette in dubbio l'intera realtà, a partire da quella sensibile, i sensi a volte ci ingannano. Per Cartesio tuttavia ci sono conoscenze che dobbiamo considerare vere sia da svegli sia in sogno, Tali conoscenze sono quelle semplici e chiare dell'aritmetica e della geometria che ci dicono, ad esempio che 2+3=5 e che il quadrato ha 4 lati. Infatti, possiamo sempre supporre di essere stati creati non da dio buono e saggio ma da un genio maligno. La conclusione è che devo supporre che tutto ciò che vedo, sento, immagino e giudico sia falso e ingannevole, il dubbio raggiunge così la sua massima estensione, diventando universale e iperbolico.

Il Cogito

IL COGITO A questo punto Cartesio cita l'esempio di Archimede che per sollevare il mondo chiedeva un solo punto saldo e immobile d'appoggio su cui fare leva. Si ricerca un fondamento solido e sicuro per la conoscenza, dopo essersi spinto alla demolizione di ogni certezza. Il suo è un modo di procedere di tipo generico perchè si fonda sulla convinzione che, scoprendo ua sola conoscenza certa e indubitabile. Io posso ammettere di dubitare di tutto, di ingannarmi ed essere ingannato ma di una sola cosa devo essere assolutamente certo, vale a dire del fatto che io per ingannarmi devo esistere, ed esisto come qualcosa che dubita, dunque che pensa, io penso; dunque, esisto (Cogito ergo sum) questa è la verità che il dubbio non può scalzare

Critiche al Cogito

LE CRITICHE AL COGITO Gli studiosi si sono ripetutamente interrogati sulla struttura logica che presenta il cogito, la domanda che viene spontanea è: siamo davanti a un sillogismo? Partendo dalla presenza dell'ergo nella formula cartesiana, già i suoi contemporanei accusarono il filosofo di aver adoperato in sillogismo la premessa maggiore ma come sappiamocartesio critica aristotele e dunque è impensabile che utilizza il sillogismo. Per esprimerlo in tutta la sua completezza,tale sillogismo dovrebbe avere la forma 1) Premessa maggiore: tutto ciò che pensa esiste 2) Premessa minore: io penso 3) Conclusione: dunque io esisto Il cogito non rappresentrebbe dunque la conoscenza prima e certissima su cui tutto il resto deve fondarsi, ma dipenderebbe da un'altra premessa implicita non sottoposta al dubbio ne dimostrata. I contemporanei lo accusarono di aver utilizzato la logica aristotelica da cui voleva distaccarsi. Cartesio risose a tali accuse sostenendo che il cogito ergo sum non è un ragionamento che sui basa su premesse e arriva a una conclusione, ma un'intuizione immediata, in virtù della quale chi pensa o dubita percepisce la propria esistenza di essere pensante, un'evidenza certa e inconfutabile. In altri termini pensare ed essere non sono due momenti distinti di una successione discorsiva, ma due aspetti di un'unica esperienza intuitiva

Il Soggetto come Essere Pensante

IL SOGGETTO COME ESSERE PENSANTE Il cogito è una determinazione del pensiero, presenta una struttura del tutto particolare e originale, colui che dubita in quanto sta dubitando è anche persuaso del fatto che pensa. Infatti il dubitare non è altro che una manifestazione del pensiero, attraverso il dubbio il filosofo è pervenuto a una certezza incontrovertibile "io esisto" e nessun'altra affermazione sarebbe stata in grado di metterlo al riparo dall'errore= io mangio dunque esisto. Guadagnata la certezza della propria esistenza, cartesio si volge a chiarire qual è la natura di tale esistenza, egli si chiede se grazie alcogito sia possibile sostenere con sicurezza l'esistenza del corpo e del mondo. Dal cogito investe soltanto e unicamente il pensiero e le due determinazioni essenziali come il dubitare, il negare, l'affermare, il concepire. L'esito del cogito è il raggiungimento della certezza del mio esistere come soggetto pensante e non come essere dotato di corpo. Come faccio a determinare la mia esistenza adesso, dal mometo che penso di di percepire un libro, dal momento che penso, allora posso dimostrare la mia esistenza ma non della cosa che percepisco. Quand'anche dormissi sempre, colui che mi ha dato l'essere cercasse di ingannarmi con tutte le sue forze, una cosa è certa: io sono ed esisto come soggetto pensante. Quand'anche le cose che immagino, sento e percepisco non fossero vere, le attività dell'immaginare, del sentire e del percepire sarebbero certe. La conclusione cartesiana, per cui il cogito rappresenta la verità originaria che consente di sconfiggere il dubbio e di procedere alla riedificazione di tutte le altre verità, costituisce l'atto di nascita del razionalismo moderno, cioè la corrente filosofica basata sull'assunto che ogni conoscenza derivi dall'attività razionale del soggetto. Per tanto alla base della filosofia moderna, c'è il pensiero del soggetto e non la realtà delle cose.

Dio come Garante dell'Evidenza

DIO COME GARANTE DELL'EVIDENZA Ecco una spiegazione in un testo unico, organizzata in paragrafi per chiarezza e semplicità:

La Certezza delle Idee e il Dubbio Cartesiano

LA CERTEZZA DELLE IDEE E IL DUBBIO CARTESIANO Cartesio parte dalla certezza della propria esistenza come essere pensante, ma estende questa riflessione alle idee, che sono l'oggetto immediato del pensiero. A differenza di Platone, che considerava le idee

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.