Documento da Università sulla Controriforma e le guerre di religione in Francia. Il Pdf, di Storia per l'Università, esplora l'interpretazione storiografica della Controriforma, la nascita di nuovi ordini religiosi come la Compagnia di Gesù, e le guerre di religione in Francia, inclusa la notte di San Bartolomeo e l'Editto di Nantes.
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La reazione della Chiesa alla Riforma protestante prese il nome, a seconda delle interpretazioni storiografiche, di 'Riforma cattolica' o di 'Controriforma'. Gli storici cattolici indicarono la risposta della Chiesa al mondo protestante con l'espressione di 'Riforma cattolica', mettendo in luce l'opera di riforma morale che fu avviata, all'interno della Chiesa, che accolse così anche alcune critiche mosse dai riformatori (dopo il Concilio di Trento, con i papi Pio V, Sisto V e soprattutto Urbano VIII, ovvero il cardinale Barberini, inizialmente amico di Galileo, la Chiesa conosce indubbiamente un periodo di positivo rinnovamento)1; gli storici laici parlano invece di 'Controriforma', volendo invece sottolineare la risposta negativa e repressiva della Chiesa, che, di fatto, ebbe purtroppo il sopravvento sull'intento conciliatore di riforma morale. Il termine 'Controriforma', che ebbe maggior fortuna rispetto all'espressione di 'Riforma cattolica', fu coniato per la prima volta dal giurista tedesco Johann Putter nel 1776 (quindi in clima illuministico ed anticlericale) e sottolineava pertanto la risposta repressiva della Chiesa, attestata su posizioni conservatrici, tese a respingere in toto la Riforma come eresia, a perseguitare i riformatori, ritenuti eretici, a censurare i testi e gli scritti dei riformatori, a riaffermare l'ortodossia della dottrina cattolica. In realtà furono veri entrambi gli atteggiamenti, quello di conciliazione (cioè di una vera e propria 'Riforma cattolica') e quello repressivo, appunto controriformistico, anche se quest'ultimo fu, purtroppo, quello indubbiamente dominante: per questo useremo la denominazione di "Controriforma".
Tra gli aspetti positivi della Controriforma bisogna ricordare la creazione di nuovi ordini, che precedette e seguì il Concilio di Trento, che si svolse appunto a Trento tra il 1545 ed il 1563, con due brevi interruzioni. Non si tratta di ordini contemplativi, come erano stati i domenicani a partire dalla loro fondazione nel '200 ma attivi, impegnati in opere caritatevoli ed assistenziali a vecchi, vedove, orfani, infermi, poveri; non sono associazioni spontanee di volontari, ma ordini religiosi riconosciuti dalla Chiesa, e quindi non ereticali. Ci furono anche missionari che si dedicarono all'evangelizzazione ed all'insegnamento agli indigeni 1 Cfr. il dvd Storia della Chiesa cattolica. Quel giorno a Nazareth, IIIº dvd, Istituto Luce, 2008.delle Americhe, recentemente scoperte; con tali opere la Chiesa, pur rivedendosi interiormente sul piano morale:
I nuovi ordini furono quelli dei Teatini, dei Cappuccini, oggi presenti in 101 Paesi del mondo (dediti all'attività pastorale, il cui fondatore, Matteo da Bascio, vista la corruzione della Chiesa, si convertì però al protestantesimo), dei Barnabiti, dei Somaschi (presso questi due ordini studierà il giovane Alessandro Manzoni a Milano), delle Orsoline (fondate da Sant'Angela), degli Oratoriani di Filippo Neri2 (dediti alla cura degli orfani romani3), dei Gesuiti o "Compagnia di Gesù", fondati in Spagna nel 1540 da Ignazio di Loyola4, degli Scolopi, dediti all'insegnamento come i Gesuiti, fondati in Spagna da Giuseppe Calasanzio5, ed infine dei Fatebenefratelli, anche loro dediti alla pastorale. Paolo III approverà ufficialmente l'ordine dei Gesuiti nel 1540. San Camillo de Lellis, fondatore dell'ordine degli Ospedalieri, si forma nell'oratorio di San Filippo Neri a Roma. L'ordine più importante, tra questi menzionati, fu sicuramente quello della Compagnia di Gesù, che merita una trattazione a parte. Nel periodo della Controriforma furono canonizzati infatti anche molti santi, quali San Filippo Neri, Sant'Ignazio di Loyola, San Giovanni della Croce, Santa Teresa d'Avila, fondatrice delle suore Carmelitane, e San Giuseppe Calasanzio; tali processi di santificazione furono condotti anche e soprattutto per reagire ai riformatori, che avevano negato il culto dei santi, delle immagini sacre e della Madonna.
Il termine "Compagnia di Gesù" indica già un nome militaresco, quasi una "militia christiana". Ignazio di Loyola era infatti un militare: ferito in battaglia, ebbe la vocazione. Scrisse un'opera, gli Esercizi spirituali, nei quali cercava di fondere l'ascesi e l'obbedienza con l'azione pratica, tanto che il motto dei gesuiti divenne "contemplativi nell'azione". I gesuiti furono ufficialmente riconosciuti dalla Chiesa come ordine nel 1540: in quanto "militia Christi", ebbero lo scopo di difendere la Chiesa e di obbedire incondizionatamente al papa (furono un "ordine", non una democrazia"). L'obbedienza ai superiori era quindi assoluta, come nell'esercito, ma 2 Poi santificato. 3 Cfr. il film di L. Magni, colonna sonora di Angelo Branduardi, State buoni, se potete, 1983, colore. 4 Poi santificato. 5 Poi santificato.dovevano anche essere colti ed esperti nella dialettica, al fine di difendere la dottrina della Chiesa dagli attacchi dei protestanti. La "Ratio studiorum" fu il metodo di insegnamento, molto rigido, seguito dai gesuiti nei loro collegi; a dire il vero, inizialmente i gesuiti rivolsero il loro insegnamento ai poveri ed agli orfani, ma ben presto s'insediarono come precettori presso le corti dei nobili ed aprirono numerose scuole rivolte alla formazione dei rampolli dei principi. Studiarono non solo la teologia, ma anche la filosofia e le scienze "profane" come la matematica, la fisica e la biologia, allo scopo di contrastare, sul piano scientifico, i nemici della Chiesa. Si distinsero per la loro rigorosa preparazione e per la disciplina durissima. Come missionari in Asia ricordiamo i padri gesuiti Francesco Saverio e Matteo Ricci.
I papi che si succedettero nel Concilio di Trento furono Paolo III e Paolo IV, mentre i successori Pio IV e Pio V raccolsero l'eredità del Concilio. Il papa Paolo IV era il cardinale Gian Pietro Carafa, rigido ed intollerante, che rappresentò l'anima repressiva del concilio, che si svolse, come già detto, nel castello di Trento, con 2 brevi interruzioni. Fu aperto dal papa Paolo III e vi parteciparono vescovi e dotti gesuiti: fu un concilio lungo e travagliato. Nonostante fossero stati condannati la simonia, il nepotismo ed il concubinato di alcuni preti, nonostante fossero stati creati ordini con un fine di carità ed assistenza, nonostante fosse stata ribadita la necessità di una maggiore preparazione dei preti, che spesso, nelle campagne, erano molto ignoranti (come Erasmo da Rotterdam aveva già sottolineato), prevalse la linea dura, di ferma condanna dell'eresia protestante, e si ribadirono il culto dei santi, della Madonna, l'autorità suprema del papa, la gerarchia ecclesiastica ed il valore salvifico dei 7 sacramenti e delle opere. L'imperatore Carlo V d'Asburgo difese questa linea. Si ribadirono anche la transustanziazione, la consustanziazione, la verginità della Madonna e l'esistenza del Purgatorio. Con il concilio di Trento nacquero anche i catechismi, con l'obiettivo di educare i ragazzi nelle parrocchie. Contro il libero esame delle Scritture, si ribadì come unica interpretazione valida quella della Chiesa e contro i dialetti nazionali si ribadì anche l'esclusivo uso del latino come lingua ufficiale della Chiesa, si ribadì anche la legittimità delle indulgenze, pur frenandone gli abusi. Si riaffermò anche l'importanza delle opere meritorie, congiuntamente alla fede ed alla misericordia (grazia divina) per ottenere la salvezza. Tutto questo nella "Professio Fidei Tridentinae" del 1564, approvata da Paolo IV, che chiuse il concilio ed alla quales'ispirò anche il "Catechismo tridentino" del 1564, che influenzò il "Catechismo romano" del 1566 (che, a sua volta, ha esercitato una notevole influenza sull'odierno "Catechismo della Chiesa cattolica), scritto da Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, poi santificato6. Le due anime della Controriforma cattolica, quella indulgente e quella repressiva, furono perfettamente incarnate, dopo il concilio, dalla figura di Pio V, che si batté contro i protestanti, ma anche contro la corruzione del clero. Si rafforzarono inoltre vescovadi e seminari per la formazione del clero, già attivi a partire dal Cinquecento.
Paolo IV, il cardinale Gian Pietro Carafa, aveva istituito la messa all'Indice dei libri proibiti, con lo scopo di aggiornare l'elenco delle opere da condannare in quanto contrarie al cattolicesimo, e la Congregazione del Sant' Uffizio, una riedizione del medievale Tribunale dell'Inquisizione, con il quale, mediante un processo, si condannavano al rogo gli eretici. La sentenza veniva poi materialmente eseguita dalla giustizia laica, dal "braccio secolare", al quale la Chiesa consegnava l'eretico dopo il processo. L'azione della Controriforma fu particolarmente forte in Italia ed in Spagna, Paesi in cui la Chiesa creò un clima di paura, intolleranza e chiusura culturale definito "oscurantismo"7.
Uno dei più vistosi fenomeni di fanatismo religioso, sia cattolico che protestante, perché si sviluppo prevalentemente nei Paesi protestanti, fu quello della caccia alle streghe, tra '500 e '600: spesso, vedove e donne nubili venivano tacciate di stregoneria e di congreghe notturne con Satana ed i vari diavoli8. Il fenomeno fu particolarmente cruento tra il 1570 ed il 1630 nella Germania luterana, ma la caccia alle streghe era già stata legittimata da papa Giovanni XXII ad Avignone nella prima metà del Trecento, che vedeva nella stregoneria e nella magia una sorta di eresia; l'ultimo processo ad una strega fu istituito in Svizzera nel 1782, quando una donna fu decapitata con l'accusa di stregoneria, mentre la Francia aveva già abolito, il 6 Carlo Borromeo è menzionato da Alessandro Manzoni nei I Promessi Sposi, nei capitoli sulla peste, quando la folla, in preda al delirio, invece di sforzarsi di trovare soluzioni scientifiche al problema del morbo, porta in giro per la città il corpo morto di San Carlo Borromeo; il cardinale Federigo Borromeo, figura pernio del romanzo, è il nipote di Carlo. Cfr. A. Manzoni, I Promessi Sposi, a c. di N. Sapegno e G. Viti, Le Monnier, Firenze, 1988. 7 Su questo tema sono importantissimi gli studi dello storico marxista contemporaneo Adriano Prosperi, come Tribunali della coscienza. Inquisitori, confessori, missionari, Einaudi, Torino, 1996. 8 G. Tavard, Satana, a c. di F. Caponi, ed. Paoline, Cinisello Balsamo (Milano), 1990.